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GLOBAL PROJECT – La conferenza stampa lanciata questa mattina da Bidonare Prima i VIcentini sotto la sede della Banca Popolare di Vicenza ha chiarito tutti i dettagli relativi alle violente cariche effettuate dalla polizia sul corteo tenutosi sabato a Gambellara (VI), che aveva come obiettivo quello di denunciare leresponsabilità dirette di Zonin nella truffa che ha mandato sul lastrico migliaia di risparmiatori. La vicenda della Banca Popolare di Vicenza è solo l’ultimo capitolo di una storia di malaffare e distruzione del territorio portato avanti negli ultimi anni da un sistema di potere che mette prima il proprio interesse economico rispetto al bene comune.

Le cariche sono giunte mentre i manifestanti stavano lanciando simbolicamente uova e pomodori verso l’abitazione di Zonin ed hanno colpito in particolareFrancesco Pavin, uno dei portavoci della protesta ed attivista dei centri sociali del Nord-Est, che è stato soccorso da un’ambulanza e portato in ospedale, dove gli è stata riscontrata la frattura di una vertebra.

Qui l’articolo di racconto del corteo

Qui il video delle cariche

http://www.vicenzatoday.it/cronaca/corteo-antifascista-vicenza-30-novembre-2013-video-scontri-polizia.html

Ieri a Vicenza è andato in scena di nuovo la “recita” di Forza Nuova che ha organizzato un corteo per un raduno regionale, in risposta gli Antifascisti vicentini sono scesi in piazza per evitare questo scempio. Come al solito la Polizia ha caricato gratuitamente i Compagni che erano arrivati numerosi e determinati per le strade per fermare questa “recita” e per ribadire che la città di Vicenza ripudia il fascismo. Solo “Grazie” all’intervento dei “Servi del Potere”, schierati per le strade per difendere i fascisti, ancora una volta non si è riusciti a far capire a queste “Teste di legno” che nelle nostre città spazio per loro non ce n’è.
Il resoconto finale parla di due Compagni fermati e denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, successivamente rilasciati.

BUCO1996
ANTIFA

vicenza

Vicenza ha risposto con una manifestazione di massa all’appello di associazioni e centri sociali per opporsi alla presenza in citta dell’organizzazione fascista di Forza Nuova.

Ai fascisti è stato impedito di passare per le vie del centro, ma non è stato vietato manifestare e per questo dopo essere giunto in piazza Matteotti, il corteo ha deciso  di andare fermare i fascisti impedendogli  di raggiungere Piazza Fraccon, luogo simbolo della resistenza vicentina.

La polizia però si è messa di mezzo e ha caricato due volte gli antifascisti. A quel punto il corteo è tornato in Piazza Matteotti per gli interventi finali e per denunciare le cariche poliziesche.

ECCO LA FOTOGALLERY DEL CORTEO ANTIFA DI VICENZA

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(da Global Project)

Rilanciamo questa breve nota tratta da nodalmolin.it, cogliendo l’occasione per sottolineare, ancora una volta, la perversa contradditorietà comunicativa ed informativa dei social network, che mentre vendono, gonfiando le tasche dei soliti noti, e passano, ruffianandosi il Potere di turno, i dati relativi ai propri utenti, così come è stato palesato dallo ‘scandalo’ NSA prodotto dal lavoro di Assange e Wikileaks. Lo sapevamo, abbiamo richiamato più volte l’attenzione sull’adesione acritica a questi importanti strumenti di socializzazione comunicativa. Certo è che questa volta siamo al paradosso: vengono censurati coloro che denunciano l’apologia del fascismo e del razzismo …. … c’è da chiedersi ‘ ma chi controlla il controllore?!!’

Amara sorpresa questa mattina per centinaia di utenti vicentini (e non) di Facebook: il socialnetwork, infatti, ha censurato alcuni loro post. La colpa? Aver pubblicato nella propria bacheca foto-denuncia degli inquietanti messaggi postati da alcuni aderenti al gruppo neo-fascista di Forza Nuova .

Sabato 30 novembre, infatti, è in programma nella città berica un corteo di Forza Nuova. Centinaia di vicentini si sono mobilitati chiedendo a Prefetto e Questore di vietarlo e hanno pubblicato sulla propria pagina di Facebook foto di alcuni post degli esponenti vicentini di Forza Nuova. “Una vista della splendida cucina del mio nuovo hotel: grand hotel Mathausen”; “prossima apertura, parco vacanze immigrati”, con le foto dei campi di concentramento, sono i post denunciati dagli utenti.

Ma Facebook, invece di bloccare gli autori, ha pensato bene di censurare i post di coloro che, questi messaggi razzisti, li hanno denunciati pubblicamente (tra cui, anche la pagina NoDalMolin). E così, in poche ore, centinaia di account sono stati bloccati e il socialnetwork ha chiesto agli utenti di rimuovere le foto denuncia per riattivare i profili.

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(da Radio Onda d’Urto)

La notizia di un corteo dei neofascisti di Forza Nuova organizzata per il 30 Novembre a , è pubblica da una decina di giorni.
Il centro della città di Vicenza rischiava di essere oggetto di una parata neofascista, di fronte a questo fatto è partita la mobilitazione di associazioni, centri sociali, partiti, sindacati e singoli cittadini. Assemblee pubbliche, iniziative, un’ appello che ha visto in pochi giorni, l’adesione di centinaia di firme di diverse realtà e associazioni oltre di semplici cittadini. I primi firmatari sono stati il comandante Tempesta, uno dei protagonisti del romanzo “I piccoli maestri” e Bepi De Marzi, noto compositore e poeta vicentino.

La prima vittoria che si è ottenuta è l’espulsione dei neofascisti fuori dalle mura del centro della città, che sarà invece attraversato da centinaia di uomini e donne che rifiutano i concetti come fascismo, razzismo e xenofobia.
Un primo risultato importante ma che non ci basta.

Sabato 30 novembre un corteo colorato e aperto a tutta la cittadinanza partirà da Piazza Esedra di Campo Marzo attraversando tutto il centro cittadino arriverà in Piazza Matteotti.

Sara’ un corteo che darà l’immagine delle lotte che si producono a Vicenza nella crisi: dagli studenti che in questi giorni hanno occupato gli edifici scolastici, alle famiglie sotto sfratto in lotta per la casa, a chi si oppone alle grandi opere e alla devastazione del territorio,a i diritti di genere e il mondo LGBT, a chi lotta contro la militarizzazione del territorio.

Esistono vari modi per uscire dalla crisi, la modalità di Forza Nuova parla di esclusione, di razzismo e xenofobia come Alba Dorata in Grecia: una deriva populista di una guerra tra poveri. Esiste invece nella crisi la possibilità di praticare solidarietà e inclusione, di dare battaglia per la casa e il reddito, di affermare che i soldi delle grandi opere devono andare per chi ne ha bisogno.

E’ di questo che vogliamo parlare nel corteo di sabato, di una città in movimento che non farà portare indietro nel tempo le lancette dell’orologio di questo comune ma che anzi vuole allargare gli spazi di democrazia.

Per questo la manifestazione di sabato parla un linguaggio plurale ma chiaro: quello dell’espulsione di questi soggetti dalla città, della negazione ai neonazisti degli spazi di agibilità.

Cs Bocciodromo

Gli appelli delle realtà che partecipano alla mobilitazione contro Forza Nuova!

Appello Presidio No Dal Molin

Appello Coordinamento Studentesco

Appello ADL Cobas, Vicenza

Appello Polisportiva Independiente

Appello CSA Arcadia

Appello Assemblea We Want Sex

Amara sorpresa questa mattina per centinaia di utenti vicentini (e non) di Facebook: il socialnetwork, infatti, ha censurato alcuni loro post. La colpa? Aver pubblicato nella propria bacheca foto-denuncia degli inquietanti messaggi postati da alcuni aderenti al gruppo neo-fascista di Forza Nuova .

Sabato 30 novembre, infatti, è in programma nella città berica un corteo di Forza Nuova. Centinaia di vicentini si sono mobilitati chiedendo a Prefetto e Questore di vietarlo e hanno pubblicato sulla propria pagina di Facebook foto di alcuni post degli esponenti vicentini di Forza Nuova. “Una vista della splendida cucina del mio nuovo hotel: grand hotel Mathausen”; “prossima apertura, parco vacanze immigrati”, con le foto dei campi di concentramento, sono i post denunciati dagli utenti.

Ma Facebook, invece di bloccare gli autori, ha pensato bene di censurare i post di coloro che, questi messaggi razzisti, li hanno denunciati pubblicamente (tra cui, anche la pagina NoDalMolin). E così, in poche ore, centinaia di account sono stati bloccati e il socialnetwork ha chiesto agli utenti di rimuovere le foto denuncia per riattivare i profili.

A Vicenza il 7 Settembre si è svolta la manifestazione Vicenza Libera dalle Servitù Militari organizzata dal Presidio Permanente No Dal Molin che è partita dal Festival No Dal Molin intorno alle 15.30 e si è diretta verso il sito militare operativo “Dal Molin”.Un corteo, quello di oggi, contro la presenza di basi militari in città e contro la possibilità di un’ennesimo intervento militare delle truppe Usa, questa volta in Siria.
Questa è la prima manifestazione dall’inaugurazione ufficiale della nuova base.Retour ligne automatique
Intorno alle 15.00 all’interno del Festival No Dal Molin si è radunato un gran numero di persone che nel giro di una mezzoretta hanno cominciato ad animare la piazza del Festival aspettando la partenza del corteo. Intorno alle 16:00 migliaia di donne e uomini hanno dato il via a una manifestazione che si è snodata lungo le strade della città fino ad arrivare in viale Diaz, accompagnate dalle Murghe italiane ritrovatasi per l’occasione.
Il corteo, una volta arrivato in Vale Diaz, è stato fermato dallo schieramento di digos e forze dell’ordine, come previsto dalla prescrizione consegnata agli organizzatori in mattinata. La prescrizione data al corteo dalla Questura implicava infatti l’impossibilità di arrivare alla rotatoria di Viale Ferrarin per questioni di ordine pubblico, alla luce dei fatti avvenuti nei giorni precedenti.
I manifestanti hanno deciso di violare la prescrizione e avanzare a mani alte verso la rotatoria; all’avanzamento del corteo composto da donne e uomini di ogni età la Digos e i reparti celere hanno cominciato ad arretrare e, infine, il corteo è riuscito a conquistare la rotatoria di viale Ferrarin e a bloccare l’unica entrata e uscita dell’installazione militare. Alla rotatoria si sono susseguiti numerosi interventi e, per festeggiare la riapproppriazione della rotatoria vicentina, sono stati sparati razzetti e fuochi d’artificio.
Finita l’occupazione della rotatoria, la manifestazione si è rimessa in strada per tornare al punto di partenza: il Festival No Dal Molin dove si è ricordata l’importanza di continuare la lotta contro la guerra e contro le servitù militari e ci si è dati appuntamento per affrontare la questione Martedi 10 settembre al Festival NoDalMolin per una grande cena e una grande assemblea.

fonte: global project

vicenzaNon è la prima volta che tanti vicentini manifestano sotto la pioggia. Ma l’atro ieri sera, dobbiamo essere sinceri, non ce lo aspettavamo. Acqua che a momenti diventava neve, e poi un vento freddo che spirava da nord mangiandosi le fiaccole. Eppure, tanti vicentini hanno percorso i due chilometri che separano il Presidio Permanente al Parco della Pace: perché esserci era più importante della pioggia e del freddo. Siamo tornati in Presidio lavati, dalla testa ai piedi. Ma felici. Perché, in tante e tanti, abbiamo segnato una strada. Non solo con i nostri passi nella pioggia: ma anche nel nostro continuare a marciare, insieme, contro le servitù militari. Perché manifestare in queste condizioni non è cosa di tutti i giorni. Ha un significato. Un valore. E’ un segno di convinzione. E determinazione. Prima di partire, sono bastati pochi sguardi per fugare ogni dubbio. Si esce al freddo, lasciandosi alle spalle i tendoni riscaldati e il vin brulè. Una decisione collettiva, comune: la voglia di arrivarci, davanti a quei cancelli, per dire che non ci accontentiamo di qualche promessa. E che non torniamo nelle nostre case. La nuova base lì, con le sue luci, di fronte alle fiaccole. Averla costruita non significa aver tolto ai vicentini la voglia di dignità. E’, invece, la prova che le ragioni che sei anni fa spinsero tante donne e uomini a manifestare erano vere, reali, evidenti. Perché, ieri, Vicenza va sott’acqua. Questa sera, vogliamo ringraziare chi ha rinunciato al caldo della propria casa per camminare nel freddo e sotto la pioggia. E vogliamo dire, a chi governa la città, che parole e promesse non bastano: se tanti vicentini sono arrivati fino ai cancelli del Parco della Pace con questo tempo, l’amministrazione ha il dovere di dare risposte, in pochi giorni. E’ ora di sapere i danni che ha prodotto questa base e noi vogliamo vedere il comitato tecnico al lavoro, ora, per verificarli. Nel Parco della Pace, spazio liberato dai vicentini con la propria mobilitazione e che oggi deve diventare il luogo nel quale tutelare e difendere questo territorio. Concretamente e subito.

Presidio No Dal Molin

vicenzaIn tutta Italia le scuole si mobilitano contro i tagli all’istruzione pubblica e alla proposta di legge Aprea (anche se momentaneamente sospesa) che incombe sui nostri futuri. Ieri a Vicenza, l’istituto S.B.Boscardin ha deciso di farsi sentire con un’occupazione che anticipa la mobilitazione del 6 Dicembre, manifestazione regionale di studenti, precari e lavoratori, a Padova, nella giornata di sciopero indetta dalla Fiom. Nella mattinata di ieri all’interno dell’istituto si sono svolte numerose assemblee autogestite in cui si è discusso e si continuerà a discutere delle problematiche sull’istruzione ma non solo; si discute anche delle proposte da portare avanti in queste giornate. Le attività come assemblee film e laboratori continueranno nel pomeriggio e nelle prossime giornate. Le mobilitazioni partono dal basso per cambiare futuro, gli studenti devono essere il motore di spinta del cambiamento. Sarebbe importante che da tutte le scuole nascessero assemblee autogestite e mobilitazioni, sarebbe importante che tutti gli studenti facessero sentire la loro voce e le loro idee.

STUDENTI MOBILITIAMOCI!!!NON SI PUO’ FERMARE IL VENTO!

Studenti ITAS Boscardin

Coordinamento Studentesco Vicenza

Più di mille persone hanno partecipato, giovedì sera, alla fiaccolata che ha attraversato il centro di Vicenza contro il nuovo progetto di costruzione di un centro di addestramento militare d’avanguardia a Site Pluto. Una manifestazione per dichiarare, ancora una volta, l’opposizione alla presenza di installazioni militari nel nostro territorio. Ad aprire il corteo, infatti, striscioni gialli con i nomi dei siti militari: Ederle, Dal Molin, Site Pluto, Santa Tecla, Fontega, Torri di Quartesolo, Arzignano, Altopiano di Asiago. Spazi da liberare e da restituire alle comunità che abitano questi territori. Nel corteo, tante e tanti giovani, a conferma di una sensazione che avevamo già avuto durante il Festival NoDalMolin: una nuova generazione si sta affacciando sullo spazio pubblico ed è determinata a far sentire la propria voce con tamburi e pignatte. Più di mille persone, che hanno ridicolizzato quanti, in questi giorni, volevano limitare a “quattro gatti violenti” i cittadini che si oppongono alle servitù militari, portando ancora una volta in piazza la vocazione trasversale di un movimento che a Vicenza non ha mai smesso di avere un sostegno maggioritario. Più di mille persone per ribadire che tagliare le reti è un atto di opposizione reale e concreto, e che non è sufficiente qualche comunicato stampa per sentirsi a posto con la propria coscienza. Più di mille persone per costruire una mobilitazione reale e concreta, con un fine il cui raggiungimento non è forse dietro l’angolo, ma che è quanto mai reale e che vogliamo continuare a inseguire insieme: Vicenza libera dalle servitù militari.

Fonte: Global Project

E’ durato circa un’ora il blitz degli attivisti NoDalMolin a Base Pluto, Longare (VI). Un centinaio di persone hanno presidiato l’ingresso, battendo pentole sul cancello metallico e scrivendo slogan sulle recinzioni, mentre decine di attivisti hanno raggiunto il perimetro attraverso i boschi dei colli berici, tagliando in più punti le recinzioni e lanciando fuochi d’artificio. L’iniziativa rappresenta la prima risposta del movimento alla notizia della realizzazione di una nuova installazione militare statunitense a Longare. All’interno di Site Pluto, infatti, i militari a stelle e strisce vogliono realizzare un centro d’addestramento d’avanguardia, con un muro di protezione lungo 350 metri e alto sei, disboscando i colli e la costruzione di strutture per simulare la guerra: un campo di battaglia nel cuore dei colli berici. I manifestanti, autoconvocati, si sono presentati verso le 13.00 di fronte ai cancelli, battendo le proprie pentole e rivendicando la sdemanializzazione immediata dell’area, come annunciato due anni fa dal governo italiano. ” I vostri metodi impositivi – hanno gridato al megafono – calpestano democrazia e territorio. Vicenza non è una colonia Usa, andatevene”. Contemporaneamente, diversi gruppi hanno raggiunto il perimetro attraverso i boschi e hanno tagliato le reti per dimostrare che quell’area non è inviolabile e rivendicare l’immediata apertura di quel territorio alla comunità locale. La manifestazione scaturisce da un dibattito che vede tutta la comunità locale contraria alla nuova installazione militare.

Fonte: No Dal Molin