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Dopo sei settimane di sciopero i minatori della Lonmin, a Marikana in Sudafrica, hanno accettato un aumento del 22% del loro salario decidendo così di tornare al lavoro giovedì. Ricordiamo che lo stop delle attività minerarie andava avanti da metà agosto, quando durante una manifestazione la polizia aveva ucciso ben 34 minatori che chiedevano l’aumento del loro stipendio fino a 12.500 rand al mese (circa 1.200 euro), il doppio della paga da loro percepita. Le proteste erano poi dilagate in altre miniere sudafricane, alcune delle quali, già da ieri hanno iniziato a riaprire.

Fonte: www.controlacrisi.org

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“Sono otto giorni che siamo sul tetto, ma oltre alle varie attestazioni di solidarietà che ci sono pervenute, fino a ora fatti concreti non se ne sono visti”. Sotto il sole cocente che brucia i corpi, ma non lo spirito di chi ha voglia di combattere per rivendicare i nove stipendi arretrati e un futuro lavorativo certo, Ettore Casinelli e Alberto Riccardi proseguono la lotta appollaiati sul tetto dello stabilimento del Consorzio smaltimento rifiuti Salerno/4. Da giù gli altri colleghi sostengono i due e cercano di spiegare a coloro che arrivano, superando il cancello “…sempre aperto – tengono a precisare – perché noi vogliamo essere costruttivi e discutere con tutti”, all’interno dello stabilimento come è possibile vivere senza ricevere lo stipendio: “E’ una vita – dice un signore sui 52 anni in pantaloncini corti seduto su una sedia in quel poco di ombra presente nello spiazzale dove sono ammassate decine di balle di cartone da stoccare – che non consiglio a nessuno. Io ho cinque figli e meno male che tutti se ne sono andati al Nord e non pensano proprio più di tornare in questo Cilento sempre più disperato. Non è possibile che devo chiedere ancora i soldi a mia madre per affrontare la quotidianità”. Gli dà ragione una signora che invece si lamenta di come proprio ieri gli scadeva l’affitto di giugno e non sapeva dove andare a racimolare i soldi necessari per pagare la pigione. “Viviamo tutti nella stessa condizione – spiega Nicola Astore che ha resistito tre giorni sul tetto e poi è dovuto scendere per problemi di salute – ma non ci pieghiamo. Proseguiamo nella nostra lotta e anzi nei prossimi giorni la rafforzeremo anche con azioni di forte impatto perché così chi fino a oggi non ci ha degnato di uno sguardo possa capire che i lavoratori del Corisa/4 sono determinati a vedere soddisfatte le loro legittime rivendicazioni”.

Da martedì scorso migliaia di lavoratori del settore pubblico riceveranno uno stipendio notevolmente ridotto per i primi 15 giorni di gennaio. La validità retroattiva del sistema, che interessa gli stipendi a partire dal primo novembre scorso, ha fatto sì che una considerevole quantità di denaro verrà trattenuta dagli stipendi degli impiegati statali e la loro paga per le prime due settimane del nuovo anno vedrà una riduzione tra i 206 e i 1.004 euro. È la prima volta che in Grecia che entra in vigore un modello salariale unico alla maggior parte degli impiegati pubblici, a differenza dei dipendenti del ministero delle Finanze che già in precedenza avevano visto le loro paghe adeguate al nuovo sistema unico. Tagli consistenti su tutto il fronte del pubblico impiego:  gli impiegati del fisco laureati assunti di recente hanno avuto lo stipendio ridotto di 934 euro al mese, mentre i loro colleghi anch’essi laureati ma con 33 anni di servizio si vedranno ridurre la paga mensile di 1.410 euro. Dal canto suo, un dipendente del ministero per lo Sviluppo agricolo con sei anni di servizio nel 2010 ha ricevuto uno stipendio di 1.600 euro mentre dall’anno prossimo riceverà il 23.4% in meno, ovvero 1.225 euro.

Fonte: http://www.controlacrisi.org

Ebbene la faccia tosta della classe politica italiana non ha confini: dopo aver mollato il Pdl per l’Udc, la deputata Gabriella Carlucci torna a far parlare di se’ con le sue ultime affermazioni in difesa della Casta, sostenendo che lo stipendio dei parlamentari è il minimo visto il duro lavoro che fanno, e che al contrario degli operai lei si che lavora duramente, 24 ore su 24. E pensate che lo fa per noi…ecco cosa ha dichiarato, da rabbrividire: “Ti faccio l’elenco delle mie spese e poi vediamo se il mio stipendio è alto. Il mio stipendio è il minimo! Dormo tre o quattro ore per notte perché io da Montecitorio mi porto il lavoro a casa! Devo studiare, devo leggere…un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto”. Non sono le battute di qualche comico, ma sono proprio le parole usate dalla deputata Carlucci per spiegare quanto duramente lavorano i parlamentari italiani, e, badate bene, a fronte di uno stipendio davvero misero. E continua: “Ma quale stipendio troppo alto! Io ho una segreteria a Roma che pago io, due segreterie in Puglia che pago io…aa cosa vuol dire mantenere una segreteria? Affitto, telefono, luce…allora adesso io ti mando l’elenco delle mie spese. Perché io ho il rimborso aereo, ma quando vado a Trani o a Bari dormo e mangio in albergo. Ti faccio l’elenco delle mie spese e poi vediamo se il mio stipendio è alto. Il mio stipendio è il minimo! Perché tutte le spese che ho le sostengo con i miei soldi. Spese che giustamente servono a mantenere il rapporto con l’elettorato”. Tutta questa rabbia nasce da una vicenda che l’ha vista condannata in tribunale, in cui si è scoperto che pagava a nero i suoi assistenti. La parlamentare si difende ancora: “Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro. Il mio telefono è sempre accesso, è sempre quello dal 1994 e chiunque mi può raggiungere, sabato domenica o festivi. Ma mica solo io lavoro così tanto. Però voi purtroppo pensate che tutti siano dei lavativi perché questo è il messaggio che passa”. Nessuno mette in dubbio il  tempo impiegato per il suo lavoro ma direi che la cara Gabriella abbia sproloquiato abbastanza…non credete?

Fonte: http://www.blog.libero.it