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Il duello tra la “vecchia” e la “nuova” politica in Spagna è appena iniziato, ma dai risultati di queste amministrative il quadro è chiaro:  le forze emerse dal basso, Podemos e Ciudadanos, entrano da protagoniste nelle istituzioni locali, il primo importante test in vista delle elezioni politiche di novembre.

A Madrid è stato un testa a testa fra Podemos e il Partito popolare: i popolari di Esperanza Aguirre hanno ottenuto la maggioranza dei seggi  mentre a Barcellona, la lista Barcelona in Comu formata attorno a Podemos della candidata sindaco Ada Colau arriva prima,11 seggi davanti a quella del sindaco uscente nazionalista catalano Xavier Trias con 10 seggi.
Sono risultati che fanno dichiarare al leader di Podemos, Pablo Iglesias: “Il risultato delle elezioni di oggi “segna l’inizio della fine del bipartitismo in Spagna. Pp e Psoe hanno registrato uno dei peggiori risultati della loro storia” e “il cambiamento ora è irreversibile”. Alle politiche di novembre Podemos, ha annunciato, “sfiderà il Pp” per il governo del paese.

Riguardo le “battaglie” di Madrid e Barcellona, i numeri sono comunque di importanza relativa nella corsa per il controllo delle due più grandi città: in assenza di maggioranza assoluta, le liste dovranno cercare di formare coalizioni. Una situazione che dovrebbe avvantaggiare Podemos, che potrebbe contare sull’appoggio del Psoe e di Ciudadanos. E quindi prendere quasi “algebricamente” Madrid dopo Barcellona. Sarebbe il trionfo strategico del leader Pablo Iglesias e della sua mossa: aderire a coalizioni più ampie e aprire all’elettorato moderato in vista delle politiche e del vero assalto al potere.

Gli spagnoli sono andati alle urne per rinnovare 8.122 municipalità oltre che per assegnare i seggi nei parlamenti di 13 delle 17 regioni del Paese. Quattro anni fa il Pp aveva ottenuto la maggioranza assoluta in otto regioni, oggi lo scenario è diverso. Con la necessità per il Pp di scendere a patti con altre forze politiche. Potrebbe rivelarsi ago della bilancia l’altro “partito del nuovo”, Ciudadanos, su posizioni liberal-alternative. Il movimento di Albert Rivera sarebbe pronto a trattative sia con il Pp sia con Podemos e Psoe per il governo in molte città e regioni del Paese. Quanto alle comunali, quattro anni fa il Partito popolare e il principale partito di opposizione di allora, i socialisti del Psoe, avevano ottenuto insieme il 65% dei voti. Bacino di consenso decisamente ridotto oggi alle urne, con gli exit poll accreditano le due forze politiche tradizionali di un complessivo 53%.

Fonte: La Repubblica

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abortosito

A Madrid, il 1° febbraio, partiremo alle ore 12.00 dalla stazione di Atocha verso il Congresso dei Deputati, dove consegneremo ufficialmente il seguente testo al Presidente del Governo, al Presidente del Congresso, al ministro Ana Mato, ed al ministro Alberto Ruiz Gallardón e ai vari gruppi del Congresso: poiché io decido in base alla mia autonomia morale, che è la base della dignità di una persona, non accetto nessuna imposizione o proibizione riguardo i miei diritti sessuali e riproduttivi che riguardano la mia piena realizzazione come persona. Come essere umano autonomo mi rifiuto ad essere sottommesso a trattamenti denigranti, che influenzino la mia decisione di essere o non essere madre. Poiché sono libera invoco la libertà di coscienza come il bene supremo sul quale possa basare le mie scelte. Considero cinici quelli che si appellano alla libertà per restringerla e malevoli quelli che, non importandogli affatto la sofferenza causata, vogliono imporre a tutti i loro principi di vita basati su ispirazioni divine. Come essere umano libero rifiuto di accettare una maternità forzata e un regime di tutela che condanna le donne alla considerazione di minorenni nei confronti delle loro decisioni in materia sessuale e riproduttiva. Poiché vivo in una democrazia e sono democratica non accetto le regole del gioco che delineano diritti di peccato e leggi di religione. Nessuna maggioranza politica nata dalle urne, neanche se con maggioranza assoluta, è legittimata a convertire diritti in reati e obbligarci a seguire principi religiosi mediante sanzioni penali. Come cittadina esigo da quelli che ci governano che non trasformino il potere democratico, salvaguardia della pluralità, in dispotismo. Poiché io decido, sono libera e vivo in una democrazia, esigo da qualsiasi governo che promulghi leggi che favoriscano l’autonomia morale, preservi la libertà di coscienza e garantisca la pluralità e diversità di interessi. Poiché io decido, sono libera e vivo in una democrazia, esigo che si mantenga l’attuale “Legge per la salute sessuale e riproduttiva e per l’interruzione volontaria della gravidanza”, per favorire l’autonomia morale, preservare la libertà di coscienza e garantire la pluralità degli interessi di tutte le donne.

Per esprimere la loro vicinanza alle donne spagnole, si stanno organizzando presidi un po’ dappertutto, anche dove non ci sono consolati e ambasciate. Questo l’elenco provvisorio:

ROMA: p.za Mignanelli (zona p.za di di Spagna), ore 15.30, sotto all’Ambasciata spagnola

MILANO: via Fatebenefratelli 26, dalle ore 14.00, sotto al Consolato spagnolo

FIRENZE: via de’ Servi 13, orario da definire, sotto al Consolato spagnolo

SIENA E PISTOIA:faranno “vagoni della libertà” verso Firenze

REGGIO CALABRIA: corso Garibaldi, di fronte al teatro “Cilea” dalle ore 16.30

COSENZA: assemblea pubblica per parlare dell’abolizione della legge sull’aborto in Spagna

VERCELLI:Via Cavour, primo febbraio ore 16:00 – 17:00

BOLOGNA: p.za del Nettuno, ore 15.00

CATANIA: davanti alla Prefettura ore 11.00

sat

Membri dei Sindacato andaluso dei lavoratori (SAT) hanno assaltato nella giornata di venerdì 30 agosto un centro commerciale Carrefour a Siviglia, portandosi via una decina di carrelli pieni di materiale scolastico. Obiettivo dell’esproprio messo in atto è la ridistribuzione dei prodotti tra le famiglie che si trovano in situazioni economiche particolari in cui difficilmente possono far fronte all’acquisto del necessario richiesto nelle scuole. Secondo il sindacato che ha organizzato l’azione, vuole essere un atto simbolico per le uguali opportunità, mentre acquista anche una connotazione concreta per chi fa i conti paga alto il prezzo della crisi. Così circa 200 sindacalisti hanno partecipato all’azione, espropriando il materiale primario per l’educazione (matite, gomme per cancellare, pennarelli, quaderni, penne, ecc.) per consegnarlo nei prossimi giorni alle famiglie che ne avranno bisogno.

Con questa azione diretta, il sindacato ha voluto porre al centro dell’attenzione la situazione di due milioni di andalusi e andaluse che si trovano in situazione di povertà e che non possono affrontare l’onere della spesa di 100-150 euro per comprare il materiale per i propri figli che tra qualche giorno inizieranno il nuovo anno scolastico.

Ad entrare all’interno del supermercato, circa 30 sindacalisti a coppie che hanno raccolto il materiale, riempiendo i carrelli. L’azione si è svolta in totale tranquillità, grazie anche all’arrivo tardivo da parte della polizia, giunta sul luogo mentre le macchine con il necessario scolastico stavano andando via.

Già l’estate scorsa, lo stesso sindacato aveva organizzato diverse azioni a sorpresa, entrando in alcuni supermercati per espropriare cibo e articoli di prima necessità. Una pratica che quindi prosegue e che al giorno d’oggi viene vista come una delle condizioni per vivere una vita degna. Riappropriarsi direttamente dei bisogni diventa dunque una delle soluzioni possibili in una crisi che attanaglia sempre più.

Fonte: InfoAut

spagna

Mercoledì scorso si è svolta una manifestazione antifascista dopo che sugli spalti di Plaza de Toros a Pinto, nelle immediate vicinanze di Madrid,  è apparsa una scritta che in grande e grosso riportava: “Adolf Hitler aveva ragione”. Il coordinamento Pinto Antifascista ha quindi indetto in poche ore una manifestazione che si è svolta nelle strade della cittadina. Dopo essersi dati appuntamento nella piazza del Comune, per denunciare la complicità dell’amministrazione comunale (del Partito Popolare) in azioni di questo tipo, un centinaio di persone si sono dirette verso le strade del centro, attraversandole.

Un corteo comunicativo che ha voluto ribadire i valori dell’antifascismo, mentre la gente per strada andava via via unendosi alla manifestazione che si è conclusa nello stesso punto dal quale era partita. Se quel poco di protagonismo del gruppetto di estrema destra si è reso manifesto durante la mattina, forte e chiara è stata la risposta, poche ore dopo, nel pomeriggio, da parte degli antifascisti di Pinto.

In una Spagna in cui la mal chiamata “transizione” non si è di fatto mai data, nostalgici fascisti cercano di alzare la testa nei modi a loro più agibili e la scritta apparsa mercoledì mattina è uno di quelli. Ma davanti a questo ennesimo tentativo, il coordinamento Pinto Antifascista ha già annunciato altre azioni e manifestazioni, a dimostrazione che i cittadini e le cittadine del paese madrileño saranno sempre pronti e pronte a scendere in strada contro il fascismo e gruppuscoli di estrema destra che sporadicamente tentano di uscire allo scoperto.

Fonte: InfoAut

PROTESTS IN BELO HORIZONTE

Un camioncino di una tv brasiliana  stato dato alle fiamme dai manifestanti fuori dallo stadio ‘Castelo’ di Fortaleza, dove era in in corso Italia-Spagna. Manifestanti hanno attaccato con pietre e bastoni la polizia che circonda lo stadio ‘Castelao’ di Fortaleza. Il gruppo si è staccato da un corteo composto da circa cinquemila persone e iniziato pacificamente per protestare contro le alte spese per i Mondiali del 2014

E’ morto, in seguito alle gravi ferite riportate, il manifestante caduto da un viadotto, ieri a Belo Horizonte, durante il corteo di protesta nei pressi dello stadio ‘Mineirao’, dove si stava giocando Brasile-Uruguay, prima semifinale della Confederations Cup. Il giovane, Douglas Henrique de Oliveira Sousa, 21 anni, è morto in sala operatoria la notte scorsa, secondo hanno riferito i medici dell’ospedale in cui era stato ricoverato d’urgenza.

Durante i tafferugli tra manifestanti e forze dell’ordine, 58 persone sono state arrestate per atti di vandalismo e possesso di oggetti pericolosi. Secondo il tenente colonnello della polizia militare di Belo Horizonte, Alberto Luiz, tra i dimostranti si erano infiltrati gruppi di persone “armate per lo scontro”. Nel corso dei tumulti avvenuti attorno allo stadio ‘Mineirao’, 18 persone sono rimaste ferite, è stato reso noto dalle autorità locali.

Fonte: Ansa

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Circa un centinaio di poliziotti hanno impiegato più di due ore nell’arrestare quest’oggi sei giovani baschi condannati dieci giorni fa dal Tribunale Supremo di Madrid a 6 anni di carcere con l’accusa di appartenenza all’organizzazione giovanile basca illegalizzata Segi. Più di due ore per portare via, trascinandole, più di 800 persone che hanno passato la notte nella strada principale di Donostia, per proteggere con i propri corpi i giovani baschi condannati, sui quali da 3 giorni pendeva un mandato di cattura. Da quando la sentenza del tribunale di Madrid ha decretato il loro arresto, sin da subito nel Boulevard di Donostia è stato allestito, da centinaia di giovani, uno spazio chiamato Aske Gunea (zona libera) per mostrare il loro appoggio ai condannati. In questi giorni, numerose iniziative in solidarietà sono state portate avanti, molti i messaggi di appoggio provenienti da diverse città per l’ennesima operazione giudiziaria che continua a criminalizzare il movimento giovanile basco con il sempreverde teorema “tutto è Eta”. E la solidarietà e l’appoggio dimostrato lo hanno dimostrato sin da subito le centinaia di persone che non solo riempivano quotidianamente la zona liberata nel centro di Donostia e che con mobilitazioni denunciavano l’atteggiamento repressivo da parte dello Stato spagnolo, ma che tutti i giorni hanno accompagnato i giovani condannati nel loro tragitto verso casa e da casa attraverso colonne umane per evitare il loro arresto che sarebbe potuto avvenire in qualsiasi momento. All’alba di questa mattina, l’ingente dispiegamento di forze di polizia, ha fatto quindi irruzione nella zona del Boulevard di Donostia, con la chiara intenzione di arrestare gli otto giovani, dopo i fallimentari tentativi di giovedì scorso quando per due volte nel corso della mattinata, il muro popolare evitò gli arresti. La polizia ha trascinato quindi una ad una le centinaia di persone che si sono sedute intorno ai giovani; un’operazione violenta che ha causato alcuni feriti tra i presenti decisi a non abbandonare la zona. Dopo più di due ore, la polizia ha arrestato Oier Lorente, Mikel Arretxe, Aitor Olaizola, Egoi Alberdi, Adur Fernández e Ekaitz Ezkerra, inizialmente portati tutti e sei nel carcere di Martutene e successivamente trasferiti in altre prigioni. Durante il blitz messo in atto oggi, altri due giovani presenti sono stati arrestati con l’accusa di “attentato alle autorità” e successivamente rilasciati. La polizia ha continuato durante la mattinata a controllare gli accessi alla zona e a identificare i giovani. Intanto per le 20 di stasera è previsto un presidio in solidarietà ai giovani arrestati a Barcellona, mentre dalle 19, si sta svolgendo a Donostia una manifestazione alla quale stanno partecipando migliaia di persone.

Fonte: Infoaut

spagnaTerzo giorno di mobilitazione oggi nel mondo dell’istruzione spagnola. Da martedì infatti, studenti delle scuole superiori protestano contro la proposta di controriforma scolastica del Ministro Wert che tende sempre più a privatizzare il sistema educativo fornendo più fondi agli istituti scolastici privati e soprattutto cattolici, imponendo in qualche modo un sistema educativo classista. In numerose regioni della penisola iberica, l’adesione allo sciopero studentesco è stato praticamente totale. Già dalla prima giornata di martedì sono stati migliaia gli studenti e le studentesse che hanno partecipato ai picchetti informativi. A loro si sono uniti anche buona parte della popolazione stanca di tagli nel settore pubblico a beneficio di quello privato. Lavoratori di vari settori come quello della sanità e dei trasporti hanno quindi manifestato nelle principali città insieme a professori, studenti e genitori. Nella giornata di ieri, la seconda di questi tre giorni di sciopero, più di 2 milioni di studenti e studentesse hanno partecipato allo sciopero, svuotando le aule di 2.500 scuole superiori e in più di 200 mila hanno in tutto partecipato alle centinaia di mobilitazioni che avevano come parola d’ordine “No alla controriforma franchista di Wert”, invocando oltremodo le dimissioni del Governo. I giorni di mobilitazioni indetti si concludono con una grande manifestazione che questo pomeriggio attraverserà le strade di Madrid e che passerà davanti al Ministero dell’Educazione, dove il ministro Wert discuterà, con i consiglieri delle comunità autonome, sulla memoria economica del progetto governativo noto come “Legge di miglioramento della qualità educativa” (Lomce). La così chiamata “Marea Verde” quindi oggi tornerà nelle piazze madrileñe dopo due giornate di sciopero studentesco, ancora una volta per dire no alle politiche di austerity promosse dal governo spagnolo e dalle riforme peggiorative che i vari ministri di turno cercano di implementare, tutto a vantaggio del privato e a danno del pubblico.

Fonte: InfoAut