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int20160109002042 INFOAUT – Sabato scorso si è tenuta a Bilbao l’annuale mobilitazione per reclamare a gran voce la fine della dispersione dei prigionieri politici baschi, l’immediata libertà per coloro che sono gravemente malati e il rispetto dei diritti dei prigionieri politici che continuano ad essere costantemente calpestati.
A differenza degli anni passati, quest’anno le organizzazioni indipendentiste basche in difesa dei diritti dei prigionieri hanno organizzato due manifestazioni: una a Bilbao e una a Baiona, nel paese basco in territorio francese. 63 mila a Bilbao, 8mila a Baiona. Sono questi i numeri delle due manifestazioni di quest’anno, che rappresentano un esito positivo delle mobilitazioni, al di sopra delle aspettative.
La manifestazione di Bilbao era formata da 6 fungoncini che aprivano il corteo, le stesse che settimana dopo settimana percorrono le strade spagnole e francesi per aiutare i famigliari dei prigionieri a visitare i propri cari. I cartelli luminosi affissi sui veicoli segnalavano i km che separano i prigionieri nelle carceri più importanti in cui sono rinchiusi: 780 km per Alicante, 850 per Cordoba e Murcia, 875 per Granada, 945 per Clairueaux e 1.040 per Almería, tutte distanze imposte dalla politica penitenziaria dello Stato spagnolo e che obbligano i famigliari a percorrere viaggi interminabili per vedere i propri cari. A seguire i fungoncini, i famigliari dei prigionieri gravementi malati, con addosso dei cartelli che richiamavano i loro nomi e la malattia da cui sono affetti. Dietro di loro le file composte da centinaia di famigliari e ancora più indietro lo striscione che richiamava l’attenzione su i “diritti umani, la risoluzione e la pace” e il ritorno a casa dei prigionieri.
La mobilitazione a Bilbao si è conclusa con i consueti interventi di alcuni compagni, politici e sindacalisti e il messaggio finale scaturito continua ad appellarsi agli stati spagnolo e francese, affinchè affrontino la risoluzione del conflitto, allo stesso tempo facendo appello alla società basca ad essere soggetto attivo a favore della pace. In una fase delicata e di cambiamento all’interno del movimento sociale basco, le manifestazioni di sabato hanno dato un segnale forte rispetto alla questione dei prigionieri politici, attualmente ancora circa 400 rinchiusi nelle carceri (spagnole e francesi): se da una parte la società basca continua a tenere a cuore il destino e le condizioni degli incarcerati politici, dall’altra manda un segnale forte anche rispetto al desiderio di una risoluzione per il proprio Paese, con la possibilità e l’auspicio di riattivare la lotta per i diritti dei prigionieri, interpellando in questo modo anche quei soggetti politici che hanno deciso di rimanere al margine della risoluzione proposta, e di tutto quello che ne concerne.

inasa

I lavoratori dell’Inasa, dopo mesi di mobilitazione, hanno occupato nella mattinata di ieri e manifestato in serata dopo si è dato il via allo smantellamento della fabbrica di Irurtzun, nei Paesi Baschi, che si dedicava alla produzione di carta di alluminio.

A partire dal pomeriggio, i camion hanno iniziato a portare via i macchinari presenti all’interno della fabbrica, dopo che il tribunale di Iruñea ha rifiutato la richiesta di fermare il procedimento nell’attesa di un’offerta per acquistare l’azienda.

Di fronte allo smantellamento della fabbrica, circa 20 lavoratori hanno sin dal mattino cercato di opporsi e difendere il loro posto di lavoro. Hanno quindi occupato la fabbrica, mentre fuori dallo stabilimento circa 200 persone, molti dei quali lavoratori della stessa fabbrica, si sono riunite in presidio per portare solidarietà agli operai. Dopo aver ricevuto l’ordine di sgombero, la polizia e la Guardia Civil hanno caricato fuori dallo stabilimento, per impedire che altri lavoratori raggiungessero l’interno. In seguito alle cariche alcuni lavoratori sono rimasti feriti e due persone sono state arrestate per poi essere rilasciate successivamente.

Ieri sera quindi, i lavoratori hanno voluto dare un ulteriore segnale attraversando le strade della città di Irurtzun, ancora una volta per opporsi alla perdita di lavoro e per denunciare l’ennesimo comportamento affaristico di chi, ai piani alti, persegue i propri interessi.

Fonte: InfoAut

paesi baschi

Sciopero generale di 24 ore nei Paesi Baschi contro l’austerità, i tagli e il saccheggio del patrimonio pubblico. Picchetti e sabotaggi hanno aperto la giornata di lotta. Alta adesione e manifestazioni partecipate. Scontri e arresti.

Questa la cronaca diretta della giornata proposta da Contropiano…

18.00 – I sindacati e le forze sociali e politiche della sinistra indipendentista che hanno convocato lo sciopero generale di 24 ore in corso oggi hanno valutato come un grande successo la riuscita della mobilitazione che ha riscosso una grande partecipazione da parte dei lavoratori. Durante una conferenza stampa tenuta a Bilbao nel pomeriggio, il responsabile della Comunicazione di ELA, Patxi Agirrezabala, e la responsabile dei servizi pubblici di LAB, Arantxa Sarasola, hanno affermato che lo sciopero è stato totale (con un’adesione più alta del 70%) in almeno il 41% delle imprese industriali con più di   50 lavoratori e che nel 20% di esse l’adesione è stata tra il 30 e il 70%. Nel settore pubblico l’adesione è stata alta e generalizzata, anche se a macchia di leopardo, con maggiore partecipazione nell’istruzione e nelle amministrazioni locali e provinciali, specialmente in Gipuzkoa, e minore in Osakidetza (Sanità) a causa dell’elevato livello di servizi minimi garantiti imposti dal governo. I due rappresentanti sindacali hanno sottolineato che la riuscita dello sciopero generale – il sesto in quattro anni – permette un “grande impulso per passare dalla reazione ai tagli alla battaglia per l’alternativa” alle politiche applicate dai governi dell’Ue, della Spagna e locali da quando è cominciata la crisi. Dal punto di vista delle manifestazioni, i due dirigenti sindacali hanno sottolineato che circa 85 mila persone hanno partecipato alle manifestazioni che si sono tenute a mezzogiorno nelle principali località basche.

17.00 – Secondo il prefetto spagnolo in Navarra altre cinque persone sono state arrestate dalla Polizia durante gli scontri che sono scoppiati con i manifestanti alla fine della partecipata manifestazione di mezzogiorno, portando a 13 il numero totale degli attivisti detenuti nella giornata di oggi. Altre quattro detenzioni si erano registrate nel quartiere della Rotxapea alle 8,30 mentre altri 4 arresti sono stati eseguiti a Burlata. Anche in Bizkaia la tensione è sfociata in almeno due casi in denunce nei confronti di manifestanti che partecipavano ai picchetti: è avvenuto a Basauri e a Getxo, dove due attivisti sono stati denunciati per ‘resistenza a pubblico ufficiale”. A Donostia intorno alle 10,30 la polizia autonoma ha identificato 23 persone che partecipavano a un picchetto e ne ha denunciata una per ‘disobbedienza’.

16.00 – Dopo i sabotaggi della notte e dell’alba soprattutto nei confronti del trasporto pubblico, si segnalano in alcune località basche attacchi contro banche e istituti finanziari.

15.55 – I media baschi hanno dato notizia di un altro attivista arrestato, oggi, durante i picchetti per lo sciopero generale. Si tratta di un giovane fermato dall’Ertzaintza durante una carica contro il picchetto realizzato all’ingresso del centro commerciale El Corte Ingles di Bilbao. Sarebbe stato invece liberato uno degli arrestati nel quartiere della Txantrea, a Pamplona.

15.50 – Nuove manifestazioni, circa 60, sono previste nel pomeriggio di oggi in altrettanti quartieri e città di Euskal Herria nell’ambito dello sciopero generale proclamato oggi da varie sigle del sindacalismo basco con il sostegno delle forze della sinistra e indipendentiste.

15.15 – A Donostia diversi cortei di lavoratori e giovani sono partiti contemporaneamente dai quartieri di Amara, Sagues, Gros e Antiguo. Alla fine a migliaia, provenienti anche dal resto della provincia, si sono concentrati in Calle San Martin dalla quale si sono diretti poi nel Boulevard, al limite della parte antica della città. A Bilbao sono stati quattro i cortei che hanno attraversato la città prima dell’ora di pranzo, partiti da Deusto, dal Municipio nel centro, dalle vie Juan de Garay e Alameda Rekalde. I cortei sono confluiti poi nella Plaza Elíptica, dalla quale poco dopo è partito un nuovo corteo unitario alla quale hanno partecipato migliaia di persone. La manifestazione si è conclusa con gli interventi di Sonia González, di LAB, e di Mikel Noval, di ELA.

15.00 – Grande partecipazione alle manifestazioni convocate dai sindacati baschi nelle principali città di Euskal Herria. A Iruñea alla manifestazione hanno partecipato circa 15.000 persone che hanno cominciato a sfilare da Plaza del Castillo dietro a uno striscione che recitava: ‘Por unos derechos sociales y laborales dignos. Euskal Herriak bere eredu propioa’ (Per diritti sociali e del lavoro degni. Per un modello basco”). Durante il corteo molti gli slogan urlati contro la classe politica e il sistema in crisi, tra gli altri: “Fuori i ladri dalle istituzioni”, “Non è crisi, è capitalismo”, oppure “I soldi della Tav alla sanità”. La manifestazione di Gasteiz, alla quale hanno partecipato 6.000 persone, è partita da plaza Bilbao aperta da due camion del sindacato degli autotrasportatori Hiru. Il corteo si è diretto in Piazza della Vergine Bianca dove hanno preso la parola rappresentanti di Hiru, del sindacato Esk e Ainhoa Etxaide e Adolfo Muñoz, rispettivamente segretari generali di LAB ed ELA. Nei loro interventi i sindacalisti hanno chiesto l’immediata approvazione di una carta dei diritti sociali.

12.50 – Tensione nel quartiere di Antiguo a Donostia dove la polizia in assetto antisommossa ha attaccato un picchetto di lavoratori, trenta dei quali sono stati poi identificati.

12.40 – Gruppi e collettivi femministi stanno realizzando manifestazioni di solidarietà nei confronti delle lavoratrici coinvolte nella strage del Rana Plaza, in Bangladesh, protestando davanti ad alcuni punti vendita di Zara e ad alcuni centri commerciali che vendono merci prodotte dalle multinazionali a Dacca. A Donostia la manifestazione convince la direzione a chiudere il punto vendita di Zara nel centro della città.

12.35 – Partite anche le manifestazioni di Iruñea, Bilbao e Donostia, grande partecipazione sia nei capoluoghi che nei centri minori nonostante il maltempo.

12.15 – Pochi minuti fa alcune migliaia di lavoratori e giovani hanno cominciato a sfilare in corteo nel centro di Gasteiz. Manifestazioni e presidi di solidarietà con lo sciopero generale in corso oggi solo nelle province basche si stanno tenendo anche in alcune città dello Stato Spagnolo come Barcellona, Valencia, Madrid, Salamanca ed altre.

12.10 – Segnalata una carica della Polizia autonoma basca contro il picchetto che stava di fatto sigillando l’ingresso del centro commerciale El Corte Ingles a Bilbao.

12.05 – Le assemblee dei lavoratori di numerosi mezzi di informazione – radio e giornali in particolari – hanno deciso quasi ovunque di aderire allo sciopero garantendo comunque il servizio, ma incentradolo quasi totalmente sulle motivazioni della protesta e sulle mobilitazioni dei lavoratori. Una modalità di adesione alla mobilitazione di oggi che è stata ribattezzata efficacemente ‘picchetti informativi’. Inoltre moltissimi media – tra cui radio comunitarie e blog – hanno aderito ad una piattaforma web multimediale e aperta al contributo dei lettori che sta così fornendo informazioni dettagliate ed in tempo reale sull’andamento dei picchetti, dei presidi, delle assemblee e delle manifestazioni, all’indirizzo Greba.euskalherrian.info.

12.00 – Alta l’adesione allo sciopero generale di oggi anche nel settore dell’istruzione. Più bassa in Araba – 52% – più consistente in Bizkaia – 58% – e molto alta in Gipuzkoa – 71% – mentre per quanto riguarda la scuola dell’infanzia i dati sono molto più incoraggianti, rispettivamente del 73%, 82% y 89%. Sciopero quasi totale nelle scuole gestite dalle cooperative, le Ikastolas, dove l’adesione dei lavoratori è vicina al 100%.

11.50 – Mentre un centinaio di manifestazioni stanno attraversando i centri storici o i poligoni industriali di altrettante località basche arrivano ulteriori notizie di ‘incidenti’ durante la giornata di sciopero generale scattata a mezzanotte. Scontri si sono registrati ad esempio davanti agli ingressi dell’azienda Opencor di Bilbo quando le unità antisommossa della Polizia autonoma basca – l’Ertzaintza – ha caricato e poi identificato i circa 60 dipendenti che stavano chiudendo i cancelli dell’impresa. Anche nel deposito degli autobus di Donostia alcuni lavoratori sono stati identificati dalla polizia e minacciati di denuncia mentre partecipavano a dei picchetti informativi tentando di rallentare l’uscita di alcuni mezzi guidati da altri lavoratori che non avevano aderito allo sciopero. A Pamplona adesione a macchia di leopardo con un’altissima adesione nelle imprese Ferreteros, Ascensores Schindler e Labolan (100%) e buona nelle imprese Giroa ed Elektra (70%). Sempre in Navarra, nella Zalain Transformados l’adesione è del 98%, nella fabbrica della Arcelor Mittal Legasa del 95% e nella Transportes Bidasoa del 95%.

11.45 – Sono diventati otto in totale i giovani attivisti arrestati a Pamplona dopo che la Prefettura della città ha informato dell’arresto di altri 3 giovani nel quartiere della Txantrea.

11.30 – Alta adesione allo sciopero nella provincia di Gipuzkoa sia nelle grandi sia nelle piccole imprese. Le zone industriali di numerose località sono completamente paralizzate dalla protesta della maggioranza sindacale basca. Ferme le imprese Caf, CAF, Indar, Rodisa, Niessen, Eztanda , TS Fundiciones, Angel Iglesias, Industrias Auxiliares, Elay Industrial, Fundiciones Wind Energy Casting, Muskgo, Cementos Rezola, Sarriopapel e Unipapel. Chiuse molte banche, scuole, facoltà universitarie a Donostia e nei centri minori della provincia. Ridotta al minimo l’attività di alcuni servizi pubblici, come la raccolta dell’immondizia o la pulizia delle strade, garantiti quasi solo i servizi minimi nella Sanità.

11.15 – Continuano ad arrivare, alle direzioni dei sindacati baschi promotori dello sciopero generale di oggi, dati incoraggianti sull’adesione alla protesta contro la gestione autoritaria e antisociale della crisi economica. ELA, LAB, ESK, STEE-EILAS, EHNE, HIRU, CNT e CGT risaltano l’alta partecipazione dello sciopero nei servizi di informazione di competenza delle istituzioni politiche regionali – in particolare l’ente tv e radiofonico Eitb.

11.00 – Cinque arresti in Navarra. Quattro attivisti accusati di ‘disordini’ sono stati detenuti nel quartiere Arrotxapea di Pamplona, mentre un giovane è stato arrestato in un altro quartiere del capoluogo navarro, la Txantrea. Nel primo caso gli arrestati sarebbero stati trovati in possesso di ‘attrezzi per bucare le ruote degli autobus’. Sempre in Navarra si segnala l’incendio di alcuni cassonetti a Etxarri e di alcuni pneumatici nelle località di Ezkabarte e Altsasu.

10.40 – Il segretario generale aggiunto del sindacato Lab ha espresso stamattina la soddisfazione dell’organizzazione vicina alla sinistra indipendentista per l’alta adesione dei lavoratori baschi allo sciopero generale di 24 ore in corso da mezzanotte in Gipuzkoa, Bizkaia, Araba e Nafarroa. “Nelle imprese della Navarra ha avuto un ampio risalto, così come in grandi fabbriche come la Wolkswagen, e poi nei poligoni industriali di Gernika, Elorrio e Durango en Bizkaia oppure nelle imprese Indar o INE in Gipuzkoa, dove l’adesione è stata potente” ha commentato Jabi Garnika. Il segretario aggiunto del sindacato di classe basco ha citato gli incidenti di Hernani o Bolueta come casi isolati risaltando la normalità con la quale sta proseguendo la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici. “I lavoratori sono al limite dopo cinque anni di crisi durante i quali i governanti invece di farli uscire dal tunnel hanno contribuito a rendere il pozzo più profondo” ha segnalato Garnika ricordando che ancora stamattina presto molte assemblee convocate dai lavoratori in diverse imprese stavano decidendo l’adesione allo sciopero nonostante il boicottaggio dei sindacati ufficiali.

9.00 – Alcuni atti di sabotaggio si sono registrati alle prime ore del mattino in diverse località basche. All’alba alcuni attivisti hanno interrotto il traffico ferroviario nella stazione dell’Euskotren di Bolueta a Bilbao. Altro atti di sabotaggio sono avvenuti sulla linea ferroviaria di competenza regionale all’altezza del comune di Zaratamo e nella zona di Durango, sempre in Bizkaia. In entrambi i casi sono state piazzate delle catene sui binari e staccati i pantografi sulla linea. Manomessi i pantografi anche sulla linea ferroviaria Feve tra Bilbao e Balmaseda. Questa notte alcuni attivisti hanno sabotato la linea ferroviaria della Renfe tra Gasteiz e Altsasu – in Araba – all’altezza della località di Iruraiz Gauna.

8.00 – Ad Hernani durante la notte alcuni attivisti hanno incendiato tre bancomat. Alle 5.15 è stato segnalato l’incendio di un camion di una impresa, la Fagor. Picchetti di lavoratori e attivisti politici hanno impedito o rallentato l’uscita dei mezzi nella stazione degli autobus di Termibus a Bilbao. La metropolitana di Bilbao funziona al 50% vista l’alta incidenza dei ‘servizi minimi’ imposti dal governo basco controllato dal Partito Nazionalista Basco, che nel trasporto pubblico corrispondono al 30% del servizio.

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Vi proponiamo la diretta integrale dello sciopero generale che ieri ha paralizzato i Paesi Baschi. La diretta è stata a cura di Contropiano…

E’ cominciato a mezzanotte nelle quattro province basche dello Stato Spagnolo – Bizkaia, Gipuzkoa, Araba e Nafarroa – lo sciopero generale indetto dalla maggioranza sindacale basca contro i tagli del governo allo stato sociale, al lavoro, alla sanità, all’istruzione. Alla mobilitazione generale convocata sia nel settore pubblico che privato da Lab, Ela e altre sigle di settore – ESK, STEE-EILAS, EHNE, Hiru, CGT-LKN e CNT – hanno aderito centinaia tra partiti politici della sinistra indipendentista, organizzazioni studentesche, di immigrati e di donne, collettivi sociali e mezzi di informazione. Si tratta del quinto sciopero generale nei Paesi Baschi in tre anni – nell’insieme della Spagna i sindacati ne hanno realizzato due – da quando i governi locali e di Madrid, sull’onda della crisi finanziaria, hanno iniziato un assalto senza precedenti ai diritti economici, politici e sociali dei cittadini per ripianare i debiti di banche e sistema finanziario.
Uno sciopero, quello di oggi, dal netto carattere politico visto che i governi locale e statale vengono tacciati di essere ‘sottomessi’ ai diktat delle istituzioni economiche e politiche internazionali. Ha detto ieri Ainhoa Etxaide, la segretaria generale del sindacato Lab (espressione della sinistra indipendentista): “la ricchezza c’è ma viene distribuita in maniera ineguale, e inoltre i governi rubano a coloro che hanno meno per riempire le tasche di chi è già ricco”. “Il terrore che viene imposto ai lavoratori – ha detto invece il segretario di Ela Adolfo Muñoz – può essere respinto solo con la lotta e l’organizzazione collettiva”. “E’ intollerabile – che sia la popolazione quella che paga una crisi generata dal potere economico (…) La via intrapresa dei poteri neoliberisti dell’Unione Europea ci porta ad una economia di sterminio” ha denunciato la rappresentante basca della Marcia Mondiale delle Donne.

10.30: Il governo regionale della Comunità Autonoma basca, guidato dal socialista Patxi López, in accordo col Ministero Spagnolo dei trasporti ha aumentato il livello minimo dei servizi essenziali all’interno di settori come trasporti e sanità nel tentativo di boicottare lo sciopero generale in corso. Di fatto nei trasporti è previsto che almeno il 30% funzioni nonostante lo sciopero, mentre nella sanità il livello minimo sotto il quale non si può scendere è quello normalmente garantito nei giorni festivi. Provvedimenti simili nella scuola dell’infanzia.

10.45: Già durante la notte centinaia di lavoratori hanno realizzato picchetti nelle stazioni dei treni, degli autobus e davanti alle grandi fabbriche per informare i lavoratori sui motivi dello sciopero. Nella località di Orduña (provincia di Bilbao) l’Ertzaintza(polizia autonoma basca) ha arrestato un lavoratore mentre collocava una barricata sui binari della locale stazione della Renfe. A Bilbao finora sono stati 4 gli autobus urbani ‘sanzionati’ perché in circolazione nonostante lo sciopero. Un conducente è rimasto leggermente contuso dopo un attacco.

11.00: alla giornata di lotta hanno deciso di non partecipare le sezioni basche dei sindacati spagnoli Ugt e Ccoo che d’altronde, non hanno ancora indetto uno sciopero generale a livello statale contro i 40 miliardi di euro di tagli a lavoro e stato sociale indetti dal governo Rajoy. In alcune fabbriche e uffici però allo sciopero hanno dato la loro adesione anche alcuni delegati dei sindacati spagnoli.

11.15: la Polizia Nazionale in assetto antisommossa ha caricato duramente il corteo dei lavoratori a Pamplona. Dure proteste del deputato della sinistra indipendentista Sabino Cuadra colpito dalle manganellate dei poliziotti nonostante mostrasse le sue credenziali di deputato alle Cortes di Madrid per la coalizione Amaiur.

11.20: cariche della Polizia contro i lavoratori che stavano realizzando un picchetto davanti all’ingresso del grande magazzino Corte Ingles a Pamplona.

11.30: la Polizia autonoma basca ha caricato il corteo dei lavoratori a Bilbao. Gli agenti hanno usato i manganelli e sparato gas lacrimogeni e pallottole di gomma contro i manifestanti. Un giovane è stato colpito ad un occhio da una pallottola di gomma ed è stato portato in ospedale.

11.50: Questa mattina alle 9:00 quattro militanti del sindacato Lab si sono incatenati all’interno di una sede del Banco Santander a Pamplona. Un’azione per denunciare la quantità di enormi fondi pubblici sottratti al lavoro e allo stato sociale e regalati alle banche e alle finanziarie da parte dei governi locali oltre che statale. Lab denuncia i fondi investiti per realizzare una linea ad alta velocità al quale i cittadini si oppongono sia per i costi enormi sia per i danni ambientali e sociali che la Tav produce. Gli attivisti sono rimasti a lungo all’interno della banca mentre altri lavoratori protestavano all’esterno. Poi è intervenuta la Polizia che ha identificato e sgomberato i 4 attivisti incatenati.

11.55: I lavoratori e le lavoratrici dell’Agencia Navarra de Emergencias obbligati a lavorare dalle disposizioni sui servizi minimi durante lo sciopero hanno deciso di devolvere il loro stipendio di oggi ad alcune associazioni che si occupano dell’assistenza a coloro che hanno perso casa e lavoro.

12.15: l’Ertzaintza ha caricato i lavoratori in sciopero a Portugalete, località a pochi chilometri da Bilbao. Decine di migliaia di persone stanno sfilando in corteo nei 4 capoluoghi di provincia mentre stamattina presto presidi, picchetti e blocchi si sono svolti in almeno un centinaio di località.

13.30: Nuove cariche a Pamplona, questa volta la Policia Nacional ha sparato pallottole di gomma e manganellato contro migliaia di persone che affollavano il Paseo de Sarasate, piazza a ridosso della parte vecchia del capoluogo navarro. Molti i manifestanti contusi e feriti.

15.00: Dopo i presidi e i picchetti di questa mattina realizzati in centinaia di città, paesi e quartieri, e i partecipatissimi cortei nei 4 capoluoghi ed in altre località, oggi pomeriggio tra le 17,30 e le 18 i sindacati di ambito basco, con il sostegno di numerose forze politiche e sociali, hanno indetto manifestazioni in circa 100 comuni.

16.30: cominciano ad arrivare i primi dati sull’adesione allo sciopero che è stata molto alta ovunque, nonostante la repressione, i ricatti aziendali e una norma dell’ultimo minuto che alzava il livello dei servizi minimi da garantire nonostante la mobilitazione nei trasporti, nella sanità e nell’istruzione. Punte molto alte di adesione da parte dei lavoratori – vicine al 100% – in Gipuzkoa, nel Nord della Navarra e dell’Araba e nella cintura operaia di Bilbao. Adesione considerevole, intorno al 50%, nel resto dei territori baschi. Questa mattina le città avevano un aspetto spettrale – negozi, bar e uffici chiusi – così come i poligoni industriali rimasti bloccati dallo sciopero. Come è possibile vedere in questo video girato questa mattina in alcuni quartieri popolari di Donostia/San Sebastian.

17.45: sono in tutto 6 i manifestanti arrestati nella giornata di oggi nei Paesi Baschi: uno a Orduna, un altro a Gasteiz, tre a Pamplona e uno a Villaba.