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L’impegno dei Sette Grandi per il clima è rilevante. Indica che tutti, in vista della Conferenza di Parigi di dicembre, sono intenzionati a fare sul serio. Detto questo, però, c’è lo scollamento con la realtà. Intanto perché tra i dieci Paesi che più emettono gas serra al mondo solo quattro fanno parte del G7 (Usa, Giappone, Germania e Canada), e il loro peso è meno di un quarto delle emissioni di questa particolare top ten. La Cina emette più di quei quattro Paesi, e al di là di una sua dichiarazione di principio lo scorso novembre (arrivare al «picco» di CO2 nel 2030) non ha preso ancora alcun impegno formale, depositando cioè una dichiarazione presso le Nazioni Unite. Neppure l’India (terza in classifica, dopo gli Usa) l’ha fatto e nemmeno si prevede, ad oggi, che lo faccia.
La Russia (quarta) invece si è esposta (meno 25-30% nel periodo 1990-2030), ma con un impegno non vincolante. Insomma, come ricorderà anche lunedì prossimo l’Agenzia internazionale dell’energia in una sua dettagliata analisi in vista dell’appuntamento di Parigi, il cammino verso il contenimento entro i due gradi del riscaldamento globale è ancora tortuoso. In più ci sono almeno un altro paio di questioni aperte. La prima riguarda lo stesso G7, che non è del tutto compatto visto che il Giappone (quinto) non ha deciso esattamente che cosa fare della sua politica nucleare e il Canada (ottavo) è scettico. La seconda, più importante, riguarda il fondo da 100 miliardi di euro per fare sì che i Paesi in via di sviluppo facciano la loro parte. Sono necessari, sì, ma un accordo su come trovarli proprio non c’è.
fonte: Corriere della Sera

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La ripresa economica procede e il calo dei prezzi dell’energia sta avendo effetti positivi su molte delle economie del G7. Lo afferma il G7 nel comunicato finale, sottolineando che molte economie operano ancora sotto il loro potenziale e c’è molto lavoro ancora da fare per una crescita sostenibile e bilanciata.

C’è l’accordo sul clima fra i sette leader del G7 di Elmau. Lo scrive la Dpa. Secondo l’agenzia tedesca i capi di Stato si sarebbero accordati sul mantenere l’aumento della temperatura globale entro il limite di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, su cui erano divisi fino a poco tempo fa. Al G7 c’è stato “un chiaro riconoscimento sull’obiettivo del contenimento dell’aumento di due gradi della temperatura globale”. Lo ha detto Angela Merkel al G7.

“Siamo pronti a prendere ulteriori misure restrittive contro la Russia se non rispetterà gli impegni presi”: è quanto si legge nel comunicato finale del G7, in cui si sottolinea come le sanzioni “non verranno ritirate fino a che la Russia non avrà attuato completamente gli accordi di Minsk”.

“La Russia sta ancora violando gli accordi sull’Ucraina e se sara’ necessario inaspriremo le sanzioni”. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama alla conferenza finale del vertice del G7 in Germania. ”Non ho detto” che il dollaro e forte. Lo afferma il presidente americano, Barack Obama. Ancora un affondo di Barack Obama contro il leader russo Vladimir Putin: sta portando il suo Paese alla rovina “nello sforzo di ricreare i fasti dell’impero sovietico”, ha detto il presidente degli Stati Uniti nel corso della sua conferenza stampa finale al G7 in Germania. “Putin sta scegliendo di mandare a pezzi l’economia russa”: lo ha detto Barack Obama sottolinando come le sanzioni della comunita’ internazionale contro Mosca stanno avendo l’effetto di indebolire enormemente la Russia.

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I leader delle principali potenze mondiali si dicono “preoccupati dagli attuali conflitti che mostrano l’esistenza di un’erosione del rispetto della legge internazionale e della sicurezza globale”: è quanto si legge sul comunicato finale del G7. “Le recenti tragedie nel Mar Mediterraneo e nella Baia di Bengala mostrano l’urgenza di affrontare” il flusso globale di migranti e “in particolare il crimine del traffico dei migranti”. Lo afferma il G7 nel comunicato finale, “riaffermando l’impegno a prevenire e combattere il traffico di migranti”.

I leader del G7 si sono accordati per dare un’accelerazione all’accordo di libero scambio tra Ue e Usa, il Ttip. “Noi accelereremo immediatamente il lavoro su tutti i temi Ttip”, si legge in un passaggio della bozza del documento finale del vertice. Secondo i passaggi della bozza, anticipati dalla Dpa, si vuole arrivare ad “intese per una cornice dell’accordo” il più velocemente possibile, presumibilmente entro la fine dell’anno.

Obama-Hollande, sanzioni a Mosca finché non applica accordi – Il presidente degli Usa Barack Obama e il capo di Stato francese Francois Hollande sono d’accordo sul fatto che le sanzioni contro la Russia debbano restare fino a quando Mosca non applicherà pienamente gli accordi sull’Ucraina siglati a Minsk e finora ripetutamente violati. I due, riferisce la Casa Bianca, a margine del G7 in Germania hanno discusso anche di clima, commercio, lotta all’Isis e della necessità che la comunità internazionale sia unita sul dossier nucleare iraniano.

Prossimo summit a Shima in Giappone – Il prossimo G7, nel 2016, si terrà in Giappone nel piccolo centro costiero di Shima. Lo scrive la Dpa citando la delegazione giapponese di Elmau. Si tratta di una cittadina di 50 mila abitanti. In Giappone si era tenuto il vertice del 2008, nell’isola di Hokkaido.

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Asse Renzi-Obama al G7 tedesco – “La posizione italiana è totalmente in linea con quella degli Stati Uniti su come sostenere la crescita: c’è bisogno di più sviluppo e più investimenti”. Matteo Renzi si prende una pausa, a margine dei lavori del G7, per parlare con i giornalisti. E arriva visibilmente soddisfatto. In quella prima sessione dei lavori in cui si è parlato di economia globale a dominare è stata la necessità di una maggiore crescita e occupazione. Un suo cavallo di battaglia, che da tempo rivendica di aver fatto ‘passare’ anche a Bruxelles. E oggi la ‘piena sintonia’ con Obama lo mette in una posizione ancora più forte nella sua strategia a Bruxelles contro i falchi del rigore. “C’è stata una grande e importante discussione tra di noi”, dice ai cronisti, non dimenticando di rimarcare il fatto che il confronto avviene anche “con posizioni diverse”. Impossibile non pensare immediatamente alla padrona di casa del summit, la cancelliera Angela Merkel. E subito dalla platea dei cronisti scatta la domanda ‘l’avete messa all’angolo?’. “A voi piace sempre sintetizzare in 140 caratteri…”, replica il premier senza commentare. Ma rilancia poco dopo, in un tweet, tutta la sua soddisfazione:'”#G7 Molto buona prima sessione su economia. Giusto fare riforme strutturali, ma più crescita e investimenti, stop austerity”. E proprio di riforme, una della strade al centro delle discussioni al summit tra gli strumenti per rilanciare la crescita, Renzi è tornato a parlare guardando a quanto fatto dal suo governo: “Stanno dando i frutti”, ha spiegato ricordando, tra l’altro, gli ultimi dati Istat sugli occupati.

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Ecco il messaggio per i leader del G7 che abbiamo proiettato sul monte Zugspitz, proprio vicino al luogo del summit.

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Stamattina all’alba, alla vigilia della seconda giornata del G7 in corso ad Elmau, in Baviera, gli attivisti hanno proiettato con un laser sul massiccio di Zugspitz il messaggio “G7: Go for 100% renewables!”. Il messaggio è indirizzato ai leader mondiali riuniti oggi in Germania, che dovranno discutere anche di cambiamenti climatici in vista della COP21che si terrà a dicembre a Parigi.

Durante il G8 del 2009 in Italia, le sette grandi potenze e la Russia presero l’impegno di ridurre dell’80 per cento entro il 2050 le proprie emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990.
Lo stesso Matteo Renzi ha definito più volte il cambiamento climatico una delle sfide più importanti del nostro tempo. Troppo spesso però, almeno fino ad ora, alle parole non sono seguite politiche coerenti.

Il punto è che abbiamo bisogno di un impegno concreto a favore di rinnovabili ed efficienza energetica: qualsiasi altra strada sarebbe falsa e rischiosa, perchè incapace di fermare il riscaldamento globale.

Le nazioni europee presenti a Elmau devono farsi capofila e dimostrare coerenza anche a livello di politiche nazionali, in modo da spingere Stati Uniti, Giappone e Canada ad assumersi maggiore responsabilità nei confronti del Pianeta, smettendo di opporsi a un accordo globale sul clima. Solo se questo accadrà potremo dire che al G7 di Elmau si è fatto davvero un passo avanti!

fonte: GREENPEACE ITALIA

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fonte: EURONEWS

I leader del G7 sono tornati a riunirsi questa mattina per la seconda e ultima giornata di un vertice che li vede uniti nella lotta contro il terrorismo, ma dal quale gli ambientalisti si attendono anche un segnale forte, in vista della conferenza sul clima di fine anno a Parigi.

Ieri, il presidente statunitese Obama e la cancelliera tedesca Merkel, quest’ultima ospite e presidente del summit sulle Alpi bavaresi, hanno affermato che le sanzioni contro la Russia dovranno essere mantenute fino a quando Mosca non rispetterà la sovranità ucraina.

Fuori dal castello di Elmau, dove si svolge il vertice, centinaia di attivisti hanno manifestato contro i trattati sul commercio internazionale e contro la reticenza di alcune potenze globali ad adottare misure per contrastare il surriscaldamento del pianeta.

La lotta ai cambiamenti climatici rientra anche nel comunicato che concluderà il vertice. Parigi e Berlino puntano a ottenere impegni ambiziosi sulla riduzione dei gas a effetto serra.

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fonte: ONLINE NEWS

«Prepararsi al futuro, agire insieme». È questo il motto all’insegna del quale, domani (oggi) e lunedì, i capi di Stato e di governo dei sette Paesi più industrializzati del mondo si riuniranno nel lussuoso hotel di Schloss Elamu, un centinaio di chilometri a sud di Monaco di Baviera, sotto presidenza tedesca. I temi al centro del confronto tra i leader saranno la crisi ucraina, la lotta al terrorismo, collegata alla soluzione dei conflitti in Siria, Iraq e Libia, l’economia mondiale, argomento che porterà al centro delle discussioni il caso greco, il nucleare iraniano ed i cambiamenti climatici. Tutti o quasi temi su cui sarebbe fondamentale un contributo di Mosca che, però, per il secondo anno consecutivo non è stata invitata al vertice a causa della crisi ucraina. Presente nel club dei Paesi più industrializzati del mondo, lo scorso anno la Russia aveva la presidenza del G8 e il vertice avrebbe dovuto tenersi a Sochi. Ma il conflitto nell’est dell’Ucraina indusse i leader di Giappone, Stati Uniti, Italia, Canada, Germania, Francia e Gran Bretagna a escludere la Russia e a riorganizzare il summit a Bruxelles. Un anno dopo, nonostante qualche timido segnale di distensione tra Mosca e Washington, seguito subito da un riacutizzarsi degli scontri tra l’esercito di Kiev ed i separatisti filorussi, la situazione non è cambiata. E l’assenza di Vladimir Putin, che oggi, in un’intervista al «Corriere della Sera» ha esortato l’Occidente a «non avere paura della Russia», peserà su quei colloqui. Ma per la padrona di casa, Angela Merkel, la presenza di Mosca al tavolo dei Grandi è «inimmaginabile: il G7 è un gruppo di Paesi che condividono valori come la democrazia e lo stato di diritto – ha detto in un’intervista alla Dpa – e tra i nostri principi c’è anche la difesa del diritto internazionale e l’inviolabilità delle frontiere, che è alla base del nostro ordinamento pacifico». Sull’esclusione della Russia, però, non tutti in Germania sono d’accordo. Per l’ex cancelliere Helmut Schmidt, che negli anni Settanta contribuì alla nascita del G7, senza la presenza di Putin al summit, «si riducono le aspettative» per quello che si riuscirà a decidere. Il leader del Cremlino «è l’uomo che doveva ricostruire lo Stato russo dopo ‘il periodo selvaggio’ di Boris Eltsin». «È così che lui si vede – ragiona il 96enne Schimidt – e si sente offeso per il fatto di non essere considerato seriamente dall’Occidente». Dello stesso avviso, un altro ex cancelliere, Gerhard Schroeder, che di Putin è amico personale, per il quale l’esclusione della Russia è «un errore». Che del contributo di Mosca ci sia bisogno è del resto convinto anche il ministro degli Esteri di Berlino, Frank-Walter Steinmeier, secondo il quale «abbiamo urgentemente bisogno della Russia per risolvere i conflitti in Paesi vicini all’Europa, come la Siria, Iraq e Libia e anche per risolvere il dossier nucleare iraniano». Anche se è chiaro che l’Occidente non può «ignorare» le sue violazioni del diritto internazionale. Dal G7, dunque, uscirà un nuovo, forte messaggio alla Russia perché siano rispettati gli accordi di Minsk del febbraio scorso. E ai partner europei, ha fatto sapere nei giorni scorsi la Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ribadirà l’importanza di continuare con «le forti sanzioni» adottate nei mesi scorsi e che Bruxelles deve rinnovare nelle prossime settimane.Al centro dei colloqui dei sette Grandi ci sarà poi la lotta al terrorismo, tema che sarà discusso anche con i leader di alcuni dei Paesi più esposti, come Iraq, Tunisia e Nigeria, invitati al summit, il dossier libico – di fondamentale importanza per l’Italia, anche per le ripercussioni sui flussi migratori – la crisi in Iraq e in Siria, quest’ultima in particolare considerata la causa scatenante dell’avanzata dello Stato islamico. Si parlerà poi di cambiamenti climatici, anche in vista della Conferenza di Parigi di dicembre che dovrà portare ad un nuovo accordo internazionale, e di economia globale, con la ripresa che continua a essere minacciata dalla crisi greca. «Un tema non ufficialmente in agenda – ha chiarito la Merkel – ma, dal momento che parleremo di economia mondiale e dell’eurozona, mi sembra naturale che parleremo anche di Grecia», dossier sul quale si continua «a lavorare con grande intensità» nella speranza di arrivare ad un accordo entro la fine di giugno. Una deadline che si sovrappone a quella per arrivare ad un’intesa finale con l’Iran sul suo programma nucleare. Il summit di Schloss-Elmau – sulla cui sicurezza vigilano circa 20mila poliziotti – è stato preceduto in queste ore da una serie di manifestazioni di anarchici e no global, circa 10mila, arrivati a Garmisch-Partenkirchen, la cittadina più vicina a Elmau. Finora le proteste sono state pacifiche, ma il timore è che possano esserci incidenti come avvenuto nelle settimane scorse a Francoforte, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Bce.L’agenda del vertice prevede che i sette Grandi, insieme al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ed il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, al loro debutto al G7, si riuniscano domani a partire dalle 13.30, per una sessione dedicata all’economia, seguita da una sul commercio e dalla cena di lavoro su politica estera e di sicurezza. Lunedì, il summit riprenderà con una discussione sui cambiamenti climatici, cui seguirà la sessione dedicata alla lotta al terrorismo, cui parteciperanno anche i leader di alcuni Paesi africani ed asiatici, invitati anche al pranzo di lavoro finale. Domani mattina, prima di aprire i lavori del G7, la Merkel avrà un incontro bilaterale con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con cui visiterà il paesino tedesco di Kruen, duemila abitanti nel cuore della Baviera. A margine del summit, avrà anche un incontro con il premier britannico David Cameron, il primo dalla sua rielezione un mese fa, e con il premier iracheno Haydar al-Abadi, con cui parlerà di strategia anti-Is, qualche giorno dopo la conferenza di Parigi. «Non possiamo certo aspettarci in 24 ore di risolvere a Elmau tutti i conflitti del mondo – ha detto la ‘decana’ Merkel, giunta al suo decimo summit – tuttavia questo incontro annuale è importante per trovare la base di soluzioni comuni ai problemi che abbiamo di fronte». Il prossimo anno il G7 si terrà in Giappone e chissà che non sia tornato ad essere G8.

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