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Oggi (25 gennaio) gli antifascisti di Terra di Lavoro si sono dati appuntamento a Teano in piazza Umberto I per un presidio in seguito ai fatti accaduti a Cremona negli scorsi giorni: Emilio, un nostro compagno del csa Dordoni, dopo l’aggressione del 18 gennaio da parte di circa sessanta fascisti (quasi tutti membri di CasaPound) è ancora in prognosi riservata.

In tanti ci siamo ritrovati a Teano per chiudere le sedi dei fascisti anche sui nostri territori dopo la bellissima giornata di lotta di ieri, sabato 24 Gennaio, quando a Cremona più di 6mila antifascisti e antifasciste hanno invaso con determinazione le strade di una città blindata per cercare di chiudere il buco degli infami di CasaPound, ancora una volta prontamente difeso dalle forze dell’ordine che non hanno fatto altro che confermare la propria complicità con gli ambienti fascisti e razzisti (ricordiamo che dopo l’aggressione di Cremona i primi ad essere denunciati sono stati i compagni del CSA Dordoni).

Abbiamo scelto Teano per chiudere la sede di Forza Nuova (fortunatamente una delle poche presenti in provincia di Caserta) ma, sorpresa delle sorprese, quando i militanti sono arrivati in piazza la sede non c’era più e il logo che fino a due giorni fa era sulla saracinesca era stato prontamente cancellato, dopo la chiamata al presidio degli antagonisti: se gli antifascisti urlano, i fascisti scappano e ritornano nelle fogne.

Non hanno fatto altro che confermare la propria vigliaccheria, buoni solo a fare incursioni squadriste in sessanta contro otto, noi invece eravamo tutti lì alla luce del sole a ribadire che l’antifascismo deve essere militante. Diciamo semplicemente che noi siamo pronti a ricacciarli nelle fogne e che ci troveranno sempre per le strade, nelle lotte, dalla parte degli oppressi a lottare per la dignità.

Con Emilio nel cuore, da oggi ancor di più, nessuno spazio per i fascisti ed ai commenti dei perbenisti dopo gli scontri di Cremona possiamo rispondere solo così: “Ci chiamavano banditi, ci chiamano teppisti: ieri partigiani oggi antifascisti”.

Csoa Tempo Rosso – Spazio CALeS – Kollettivo Rebelde

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Si terrà ancora a Cantù, dal 12 al 14 settembre, graditi ospiti del sindaco Claudio Bizzozero, sempre presso il Campo solare (la stessa struttura comunale dell’anno scorso), l’annuale raduno internazionale promosso da Forza nuova. Anche questa volta gli inviti sono stati estesi a gruppi neofascisti spagnoli, francesi, ungheresi e polacchi, più i rappresentanti di alcune formazioni neonaziste ucraine. Quasi ovvio data la situazione creatasi in quel paese con i nostalgici delle SS al governo. Al momento, in ogni modo, sappiamo solo della conferma di una delegazione di francesi di Jeune nation. Il titolo dell’evento, come sempre pomposo, sarà Festival Libertà per i Popoli. Forza nuova vive un momento di forte difficoltà. Tutti gli obiettivi prefissati nel corso degli ultimi due anni sono stati mancati, anche in modo clamoroso, dalle elezioni politiche del febbraio 2013 (0,26%) alla non presentazione alle europee di maggio data l’incapacità di raccogliere sui territori le firme necessarie per far comparire il simbolo sulla scheda.

L’idea di contendere da destra, in particolare sui temi dell’immigrazione e dell’uscita dall’euro, consensi alla Lega, si è risolta in un’autentica débacle soprattutto dopo la svolta estremista e razzista impressa dal neo segretario Matteo Salvini. Da qui un’emorragia, per altro ancora in corso, specie al nord, di quadri e militanti proprio verso la stessa Lega, con la chiusura spesso di sezioni storiche. Non indifferente, in questo quadro, l’accumularsi di debiti, le accuse diffuse a Roberto Fiore di gestione verticistica, le tensioni circa il controllo di alcune associazioni collaterali come la Lega della terra, fonte di introiti e di rapporti locali con cooperative agricole, piccoli imprenditori e, in alcuni casi, anche con qualche amministrazione comunale. Anche per questo, per cercare di rilanciarsi, Forza nuova terrà a battesimo proprio in questo raduno una nuova associazione denominata Solidarietà nazionale, mutuata dall’esperienza di Alba dorata in Grecia, che si vorrebbe impegnata, in tempi di crisi, a raccogliere generi alimentari, vestiario e beni di conforto per gli indigenti, ovviamente solo di comprovata nazionalità italiana. Già ora le sezioni di Fn si stanno sdoppiando assumendo spesso tout court la denominazione di Solidarietà nazionale.

Per comunicare, in compenso, l’immagine di un’organizzazione rampante e in crescita, non solo il luogo dell’evento a Cantù, con prosa guerriera, è stato rinominato “Campo di Marte”, ma si parla insistentemente di “attacco” ai poteri forti, alle lobbies finanziarie e alla “società multirazziale”. In questa direzione, per marcare il territorio e opporsi all’ipotesi dell’apertura di una moschea, già a fine luglio la sezione locale di Fn aveva affisso alle porte della città uno striscione recante la scritta “Cantù cristiana mai musulmana”.

Un anno fa il sindaco Claudio Bizzozero si recò sul posto per augurare buon lavoro ai convenuti. Inanellò una serie di sproloqui circa la libertà di pensiero dimenticando il dettato e il carattere antifascista della Costituzione italiana, nonché l’esistenza delle leggi che puniscono i reati di istigazione all’odio razziale, etnico e religioso, facendosi disinvoltamente riprendere sotto una croce celtica. Si dimostrò un vero amico. Attendiamo il bis.

Fonte:Osservatorio Democratico

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Il bilancio finale è di un arrestato e di un denunciato (poi rilasciato) dopo i duri scontri di ieri a Venezia in piazzale Roma.  Il Compagno, di nazionalità ceca, sarebbe accusato di aver lanciato una bomba carta cotro le forze dell’ordine (tutto da confermare).

Tutto è iniziato verso le 14 quando il corteo degli Antagonisti si sono radunati antistante la stazione di Venezia Santa Lucia per impedire la discesa, da lì ad un un’ora,  dal treno dei fascisti. La polizia posiziona un cordone sul ponte di Calatrava per impedire il passaggio e difendere ancora una volta i fascisti che per Costituzione non potrebbero scendere nemmeno per le strade. Inizia un lancio di san pietrini per riuscire a sfondare il cordone. A questo punto la polizia in scena un paio di cariche di alleggerimento per poi passare all’azione con cariche più estreme. Alla fine si contano 15 agenti feriti.

Ancora dobbiamo assistere a un copione già visto, quello di autorizzare sit-in fascisti da parte dei nostri Sindaci. Ancora una volta dobbiamo documentare la difesa da parte dello Stato tramite i suoi servitori ai fascisti.. ADESSO BASTA. Oggi più che mai: FUORI IFASCI DALLE NOSTRE CITTA’

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LA FOTOGALLERY

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In occasione di un presidio “in difesa della famiglia” indetto dall’organizzazione di estrema destra Forza Nuova circa 300 compagni e compagne antifascist* hanno dato vita ad una mobilitazione che si è articolata per le vie della città, con l’obiettivo di impedire l’arrivo a Venezia dei militanti dell’organizzazione fascista.

Il presidio, riunitosi nel primo pomeriggio, si è inizialmente diretto verso il piazzale della stazione per impedire il concentramento dei militanti di Forza Nuova scontrandosi immediatamente con la polizia che, con cariche e lacrimogeni, ha cercato di disperdere il corteo.

La piazza ha però resistito, nonostante il fermo di uno studente che partecipava alla manifestazione, ed ha poi sfilato nel centro cittadino, proteggendosi con barricate e continuando a resistere ai lacrimogeni sparati anche ad altezza uomo.

La manifestazione, conclusasi poi in Piazzale Roma, ha atteso la liberazione di Francesco, compagno poi rilasciato dalla questura nel tardo pomeriggio.

Si conferma quindi che l’antifascismo non è un trito e ritrito meccanismo identitario o una banderina da sventolare ogni tanto, ma una prassi costante per contrastare i fascisti nelle scuole, nelle università e nei quartieri.

Diverse iniziative antifasciste si sono infatti susseguite nelle ultime settimane, partendo da Torino contro il Fuan e Caserta contro Forza Nuova, fino ad arrivare a quelle di Milano di giovedì 12 dicembre.

Ieri, oltre a Venezia, ci sono state mobilitazioni contro Casapound a Trento, a Brescia e a Firenze per ricordare i Samb e Diop uccisi due anni fa dalla violenza fascista.

Fonte: InfoAut

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Questa mattina abbiamo pubblicato l’articolo di Osservatorio Democratico sui militanti di Forza Nuova che, sotto mentite spoglie, sarebbero tra coloro che hanno aderito e promosso la protesta di oggi dei Forconi, ecco che la conferma ci viene direttamente dalla Federazione di Salerno…pubblichiamo per intero il comunicato stampa (datato 7 dicembre)!!!

LA PUZZA DEI FASCI SI SENTE DA LONTANO!!!

In provincia di Salerno, Forza Nuova conferma la propria adesione e partecipazione alla “protesta nazionale” del 9 dicembre.

Per quanto concerne Salerno Provincia, l’appuntamento è a Battipaglia (ore 7,30) nei pressi della Variante SS 18, in prossimità del piazzale in cui è ubicato il chiosco di “Franco’Pizza”.

Raccomandiamo ai forzanovisti militanti e simpatizzanti di partecipare

– Operando in piena unità d’intenti con il coordinamento e l’organizzazione dei blocchi,

– Evitando strumentalizzazioni di ogni genere e inutili azioni individuali

– Non esibendo propri simboli e vessilli, ma semplice bandiera Tricolore Italiana

– Contestando in assoluta compostezza, mantenendosi nel solco della piena legalità comportamentale e , soprattutto, facendo riferimento ai dettami del coordinamento organizzativo della protesta.

In bocca al lupo.

Mario Pucciarelli

responsabile provinciale

Forza Nuova Salerno

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«9 dicembre 2013: L’ITALIA SI FERMA! Cinque giorni di blocco degli autotrasportatori… Ma anche molto altro, e molto peggio». Così da qualche settimana circola la notizia su diversi siti e blog di area neofascista con tanto di appelli alla “rivolta”, in cui, tra l’altro, si cita nientemeno che una frase di Sandro Pertini («Quando un governo non fa ciò che dice il Popolo, va cacciato via con mazze e pietre!»). Tra i promotori la Lega della terra e i Comitati riuniti agricoli. Vediamo meglio chi sono.

La Lega della terra non è altro che un’associazione collaterale di Forza nuova. L’attuale presidente è Daniele Spairani, l’ex coordinatore del partitino di Roberto Fiore a Pavia. Un paio di mesi fa, al raduno di Legnago, il 27 settembre, l’intervento principale non a caso era stato tenuto proprio dal segretario nazionale di Fn. Fra le associazioni intervenute spiccavano: Christus Rex, l’Associazione Evita Peron, Destra Futuro, Generazione Identitaria. Il piano per l’agricoltura elaborato dalla Lega della terra è denominato “Piano Fenice”, dal simbolo de la Fenice, caro a tutti i neofascisti, già utilizzato dai colonnelli golpisti in Grecia nel 1967, raffigurante il mitico uccello che “rinasce dalle proprie ceneri”. Lega della Terra, guarda caso, è la traduzione letterale di Landbund, dal nome del partito agrario tedesco che avversò la Repubblica democratica di Weimar e successivamente sostenne il Partito Nazionalsocialista (ossia Hitler) alle elezioni del 1933. Il nazismo ebbe fra i suoi miti anche quello della ruralità, basato sul principio dei legami fra Sangue e Suolo, Blut und Bund. Walther Darré, il teorico di questa “ecologia razzista” viene oggi riscoperto da Forza nuova.

Del Coordinamento Nazionale del 9 dicembre fa parte anche Danilo Calvani dirigenti dei Comitati riuniti agricoli. Calvani spiega così gli obiettivi: «Blocco ad oltranza delle attività produttive e dei trasporti in tutta Italia fino a quando non si dimette l’intero Parlamento ed anche il Presidente della Repubblica». Poi, spiega: «Vi sarà un periodo transitorio in cui lo stato sarà guidato da una commissione retta dalle forze dell’ordine trascorso il quale si procederà a nuove votazioni». Ossia i Militari al potere! Il tutto, naturalmente, per fermare la gravissima crisi in cui versa l’Italia, «ristabilire la sovranità nazionale», ecc, ecc.

A loro si è unito anche il redivivo Movimento dei Forconi che si sta organizzando per il «BLOKKO TOTALE»: «Bloccheremo l’Italia da Pordenone alla Sicilia… perché non se ne può più di Unione Europea, di Angela Merkel, di compact, si stabilità, di Letta, di Alfano, di Bilderberg…». «L’INIZIO della FINE» per la «KASTA» e i «PARASSITI»… e stavolta, aggiungono, «vedremo Grillo da che parte sta…».

Della partita farebbero anche parte la Life indipendentista e i Cobas del latte, ma per ora ci fermiamo qui. A tutti forse sarebbe meglio far sapere che il blocco di cinque giorni, dal 9 al 13 dicembre, inizialmente previsto dalle principali associazioni degli autotrasportatori, è stato revocato nei giorni scorsi dopo un incontro al ministero. L’“insurrezione” tanto agognata con ogni probabilità sarà da rimandare a tempi migliori.

Fonte: Osservatorio Democratico

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Vicenza ha risposto con una manifestazione di massa all’appello di associazioni e centri sociali per opporsi alla presenza in citta dell’organizzazione fascista di Forza Nuova.

Ai fascisti è stato impedito di passare per le vie del centro, ma non è stato vietato manifestare e per questo dopo essere giunto in piazza Matteotti, il corteo ha deciso  di andare fermare i fascisti impedendogli  di raggiungere Piazza Fraccon, luogo simbolo della resistenza vicentina.

La polizia però si è messa di mezzo e ha caricato due volte gli antifascisti. A quel punto il corteo è tornato in Piazza Matteotti per gli interventi finali e per denunciare le cariche poliziesche.

ECCO LA FOTOGALLERY DEL CORTEO ANTIFA DI VICENZA

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Sabato 12 ottobre si è tenuto a Saronno un corteo contro le devastazioni del territorio e in solidarietà con Giobbe, militante notav ancora privato delle sua libertà personale.

Centinaia gli attivisti che hanno partecipato alla manifestazione indetta e promossa da Assemblea delle realtà di movimento della provincia di Varese, Anarchici/che del Varesotto, Assemblea popolare No Elcon, Casa occupata di via Don Monza Saronno, collettivo Ultimi Mohicani Gallarate, Kinesis Tradate e Telos.

Ad aprire il corteo un lungo striscione bianco con i temi della manifestazione “Fermiamo le devastazioni del territorio: no Elcon, no Tem, no Pedemontana, no Malpensa e no Tav”. Gli striscioni sono stati tantissimi da quello del “Giobbe libero” a “Basta deroghe per lo sversamento di scarichi industriali nell’Olona” da “no vasche di laminazione” a “no al terrorismo di Stato” da “Giù le mani dalla Val Susa” a “Da Varese alla Val Susa i territori sono di chi li vive”.

A scortare il corteo carabinieri e polizia di stato in tenuta antisommossa che hanno creato  cordoni di uomini e mezzi, militarizzando il centro cittadino. Terminato il corteo in piazza Caduti saronnesi gli antifascisti si sono mossi verso piazza San Francesco prima, dove sono stati accolti da un applauso dal gazebo del comitato antifascista saronnesi e poi in corso Italia dove sono stati accolti dai cittadini presenti al banchetto dell’Anpi. Con passo spedito e scandendo il coro “A tutti gli immigrati solidarietà, fuori i fascisti dalle città” sono poi corsi in piazza La Malfa nella speranza in “incrociare” i militanti di Forza Nuova che però avevano già lasciato il presidio.

Il corteo si è concluso alle 19 in piazza Libertà dove un centinaio di militanti ha ripetuto alcuni discorsi sull’antifascismo e la difesa del territorio davanti ai blindati della guardia di finanza e dei carabinieri.

Fonte: InfoAut

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L’Anpi Lombardia e l’Anpi Provinciale di Milano esprimono la propria profonda indignazione e la propria ferma condanna per il raduno neonazista promosso da Forza Nuova nel comasco, per il quale ribadiscono la richiesta di divieto. A tale raduno parteciperanno formazioni che si caratterizzano per la loro carica antisemita, xenofoba e razzista, provenienti da tutta Europa.

Il raduno si pone in aperto contrasto con i principi e i valori sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata della Resistenza di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario e con le leggi Scelba e Mancino.

Oggi più che mai la Memoria è necessaria ed è necessario tenere presente che la minaccia costituita dalle formazioni neonaziste, dall’antisemitismo e da ogni forma di razzismo e discriminazione è ancora viva. Va combattuta con il coraggio civile, con l’impegno, con una controffensiva ideale, culturale e storica.

Chiamiamo gli antifascisti, i democratici, i cittadini e tutte le forze politiche e sociali che si richiamano ai valori e ai principi della Costituzione Repubblicana, ad una grande, unitaria e democratica manifestazione antifascista che avrà luogo oggi dalle ore 18 alle ore 21 a Como davanti al monumento dedicato alla Resistenza Europea in viale Mafalda di Savoia.

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Alcune settimane fa era stata diffusa la notizia che Forza Nuova stesse organizzando per i giorni 12-14 settembre una nuova edizione di ‘Festival Boreale’, un raduno che richiama gruppi neonazisti da tutta Europa quali il British National Party britannico, i polacchi di Modziet Wszechpolska e Ruch Narodowy, gli spagnoli di Democracia Nacional, i francesi di Renoveau Francais, gli ungheresi di Jobbik ed altri ancora.

In linea con l’atteggiamento tenuto da Forza Nuova e dagli altri gruppuscoli a loro affiliati ogni qual volta si tratta di uscire allo scoperto, il luogo del ritrovo non era stato reso noto per non attirarsi immediatamente le prevedibili proteste e il rifiuto dei cittadini che si sarebbero trovati a dover ospitare il raduno; tuttavia erano state rese note due possibili opzioni sulle quali far ricadere la scelta della location per il festival di neonazisti: da una parte la città di Seregno, a pochi chilometri da Monza, dall’altra Milano o un comune a nord della città.

Immediate le reazioni dei territori interessati, che hanno visto la netta presa di posizione di associazioni partigiane, antifascisti/e e sindaci nel rifiutarsi di ospitare un evento del genere nelle proprie città, costringendo anche alcuni proprietari di capannoni che inizialmente si erano detti disponibili a fare un passo indietro.

Dal canto suo Forza Nuova, dopo aver collezionato l’ennesima figuraccia e incassato un nuovo rifiuto alla propria presenza, continua a tenersi sul vago e a dichiarare semplicemente che l’evento si terrà a ‘Milano Nord’, ma pare che il raduno sia destinato invece a spostarsi sulle sponde del lago di Como, già teatro di un’altra recente pagliacciata neonazista dello stesso tenore, conclusasi con un clamoroso flop.

E dalle premesse c’è da aspettarsi che lo stesso esito sia destinato anche al ‘Festival Boreale’, mentre ancora una volta l’immediata mobilitazione delle organizzazioni antifasciste che si sono opposte ad ospitare l’evento ha pagato, ribadendo l’indisponibilità ad aprire qualsiasi spazio ad organizzazioni come Forza Nuova e alle sue equivalenti europee.

Fonte: InfoAut