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Ieri mattina un gruppo di studenti e studentesse dell’Università Federico II di Napoli ha interrotto e contestato l’intervento di Anna Finocchiaro, senatrice del Partito Democratico, che era stata invitata dall’ateneo per una conferenza. Gli studenti, assieme ad alcuni precari, hanno fatto irruzione nell’aula poco dopo che l’esponente del PD aveva preso parola, srotolando uno striscione e distribuendo alcuni volantini che spiegavano le ragioni della contestazione. Il gruppo di studenti e precari ha denunciato la tendenza della Federico II ad usare gli spazi dell’ateneo come vetrina per cerimonie a cui di volta in volta vengono invitati personaggi sgraditi, come nel caso di ieri. Gli studenti hanno preso parola sottolineando come Anna Finocchiaro rappresenti in modo emblematico la politica del suo partito nell’appoggiare e sostenere l’operato del governo Monti; la senatrice, in particolare, durante l’estate si era distinta per aver lodato apertamente il ddl Fornero approvato nel mese di Giugno, che ha sferrato l’ennesimo attacco ad un mondo del lavoro precario e ricattabile. La contestazione ha poi messo l’accento sulla situazione in cui l’ateneo si prepara ad inaugurare un nuovo anno accademico: ulteriori aumenti delle tasse, aumento dei corsi a numero chiuso e nessuna garanzia per il futuro di chi accede oggi al mondo universitario. La contestazione si è chiusa ricevendo gli applausi di diverse persone presenti nell’aula.

Fonte: InfoAut

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Un gruppo di studentesse e studenti nonché di precarie e precari della ricerca del D.A.D.A. (Dipartimento Autogestito Dell’Alternativa,  collettivo e spazio occupato sito nell’ex-bar della centrale della Federico II), ha ieri mattina fatto irruzione in un convegno  intitolato “Laurearsi in tempi di crisi. Come valorizzare gli studi universitari”. La kermesse è stata organizzata dall’Università Federico II di Napoli e dal Consorzio Almalaurea, in occasione della pubblicazione dei dati annuali sull’Università, sul rapporto tra laurea e occupazione. Al convegno era previsto pure un intervento del Ministro dell’Istruzione dell’Università e Ricerca, Francesco Profumo. Il Ministro ha tuttavia  disertato e si è limitato ad inviare una lettera che ha annunciato una nuova riforma dell’Università prima della fine dell’anno; ne ha specificato ovviamente pure il consueto  fine: “Competere sul mercato europeo e internazionale”. La riforma in questione, secondo gli studenti protagonisti della contestazione, si inquadra in un disegno complessivo di smantellamento dei comparti del welfare, del lavoro e del sapere, che il Governo Monti sta portando avanti in tempi incredibilmente rapidi. Da questo punto di vista non si può non  guardare con sospetto l’idea di Università dei Bocconiani che hanno avuto la delega della Bce a governare l’Italia, gli stessi professori che qualche mese fa proponevano l’abolizione del valore legale del titolo, un dispositivo volto alla svalutazione degli atenei “non meritevoli” e alla concentrazione della qualità in pochi poli di eccellenza, costosi e quasi tutti al nord. L’università che i professori hanno a modello è quella anglosassone, un ‘Università tutta basata sul ricatto del debito e del prestito d’onore. Il merito e il debito fanno parte di una stessa retorica neoliberale , che ha come unico mantra, quello della perpetuazione dell’ingiustizia sociale anche nei luoghi della formazione. E’ su questi temi che si è di fatti articolata la contestazione di questa mattina ed è sugli stessi che gli studenti e i precari, protagonisti della contestazione, auspicano “una grande coalizione sociale con altri settori del lavoro subordinato e parasubordinato così come con i lavoratori autonomi e le partite-IVA, tutte soggettività messe alla berlina dalle riforme del fisco e del mercato del lavoro”. “Il merito è il nuovo modo che avete per nobilitare l’iniquità.  Non ha senso parlare di merito oggi quanto le condizioni di partenza sono tanto ineguali. Possono essere meritevoli secondo i vostri criteri, quegli studenti  che hanno le risorse per abitare vicino alle sedi universitarie, quelli che non sono costretti a fare mille lavoretti sottopagati mentre frequentano i corsi”, spiega Andrea Salvo Rossi, studente di Filologia Moderna che prende per primo parola in sala mentre gli altri dimostranti hanno esposto uno striscione con la scritta: “Barricati qua dentro, non ci meritate”. Leandro Sgueglia, dottorando della Federico II, fa poi un passaggio sui criteri con cui viene calcolata l’efficienza della ricerca: “La bibliometria, ovvero la valutazione delle ricerche in base al numero di citazioni e stabilite dall’Anvur, così come gli altri crismi quantitativi non badano all’impatto sociale dei saperi elaborati, ma rafforzano le dinamiche baronali e clientelari. Allo stesso modo i criteri di merito per gli studenti badano solo alla velocità deit empi di studio, senza badare a come e cosa si studia”. Il gruppo di studenti e precari del D.A.D.A. è poi confluito nel corteo degli studenti medi, leggendo e distribuendo una lettera  di riposta alla lettera che il Ministro Profumo ha scritto agli studenti in seguito ai fatti di Brindisi