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Carlo-Giuliani

Dopo una serie di vicissitudini, è stato accertato in sede civile che non c’è alcun responsabile per la morte di Carlo Giuliani e se non ci saranno eventuali ricorsi in Appello si chiuderà così l’iter giudiziario. Il Giudice Daniela Canepa ha respinto i ricorsi dei familiari di Carlo Giuliani riconoscendogli un risarcimento. “Non c’è dubbio, sulla base della ricostruzione dei fatti minuziosamente effettuata, che Placanica, comandato in servizio di ordine pubblico, fosse pienamente legittimato a fare uso delle armi quando ricorressero i presupposti della necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità. E non vi è parimenti dubbio che la situazione in cui Placanica si è trovato ad agire fosse di estrema violenza volta a destabilizzare l’ordine pubblico ed in atto nei confronti delle stesse forze dell’ordine, la cui incolumità era direttamente messa in pericolo dal soggetto”, ha dichiarato il Giudice Canepa.

“Il gesto di Giuliani non è stato una isolata aggressione, ma solo una delle fasi di una violenta aggressione al “defender” posta in essere dalle numerose persone che lo avevano accerchiato. Il sasso con cui è stato colpito Giuliani dopo lo sparo, l’asserzione che un appartenente alle Forze dell’Ordine abbia colpito Carlo Giuliani con un sasso, quando questi era a terra è rimasta una pura congettura senza nessun elemento probatorio a suo sostegno”, ha aggiunto il giudice.

Fonte: Informazione Libera

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“Se lo Stato non è in grado di identificare gli autori di questo pestaggio, che è stato riconosciuto da tutti, non ci rimane altro che un’azione civile dei confronti del ministero. Una responsabilità del ministero c’è al di là dell’accertamento delle singole responsabilità”. L’avvocato Fabio Anselmo, avvocato della famiglia di Stefano Cucchi, avverte i giudici che l’accertamento della verità sulla morte dell’uomo, non si limiterà al ricorso in Cassazione. Stando infatti al risultato logico della sentenza di appello, tutto il procedimento sarebbe da rifare in quanto non sono state accertate le responsabilità. L’errore, semmai è aver portato indagini, accusato persone ed esibito prove che non c’entrano molto con la morte di Stefano Cuccni. “Siamo sereni – ha spiegato – non urliamo allo scandalo per questa sentenza ma quello che è uno scandalo è come si è arrivati a questa sentenza e che non sia servita né per identificare l’autore del pestaggio né per dire come è morto Stefano Cucchi – ha detto – Io critico le indagini, lo scandalo che la famiglia urla è per quello che ha dovuto subire. Di fronte a una perizia non idonea, io avrei voluto che la Corte disponesse un supplemento peritale per risolvere i dubbi sulle cause della morte”.  “Appena lette le motivazioni faremo ricorso in Cassazione”, ha aggiunto l’avvocato.

“E’ una magra soddisfazione ma sono contento di avere convinto la famiglia di Stefano ad accettare un risarcimento da parte della struttura ospedaliera, che comunque è un’assunzione di responsabilità”, ha concluso.

Anche Ilaria Cucchi spiega che “il prossimo passo è la Cassazione e la Corte europea. Non è finita qui. Se lo Stato non sarà in gradi di giudicare se stesso, faremo l’ennesima figuraccia davanti alla Corte europea. Sono molto motivata”.

Fonte: CopntrolaCrisi

La Quarta sezione della Corte europea dei diritti umani ha reso nota la sua decisione sul ricorso presentato dalla famiglia Giuliani, assistita dall’avvocato Nicolò Paoletti, in relazione all’omicidio di Carlo. La Corte ha rilevato che “l’inchiesta non ha esplorato le ragioni per cui Mario Placanica – ritenuto dai suoi superiori incapace di proseguire il suo servizio in ragione del suo stato fisico e psichico – non sia stato immediatamente condotto all’ospedale, sia stato lasciato in possesso di una pistola carica e collocato in una jeep priva di protezione che si è trovata isolata dal plotone che aveva seguito”. La Corte considera che l’inchiesta avrebbe dovuto valutare aspetti dell’organizzazione e della gestione dell’ordine pubblico, “poiché c’è un legame tra il colpo mortale e la situazione nella quale si sono ritrovati Filippo Cavataio e Mario Placanica. In altri termini l’inchiesta non è stata adeguata nella misura in cui non ha ricercato quali siano state le persone responsabili di questa situazione”. Sono proprio due delle questioni principali sulle quali abbiamo insistito da sempre: individuare le responsabilità politiche e della catena di comando, quelle che hanno portato alle violenze di Genova e all’omicidio di Carlo. La Quarta sezione ha infine deciso un risarcimento nei confronti dei genitori e della sorella, risarcimento che verrà devoluto al Comitato Piazza Carlo Giuliani per lo svolgimento delle sue iniziative di documentazione e di verità sugli avvenimenti genovesi.

I genitori e la sorella di Carlo