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Sabato 10 Novembre Casapound Cremona ci onorerà ancora una volta della sua presenza in città. In questa data infatti organizzeranno, in Via Milano n.6 al “Bar Soirèe” alle ore 16, la presentazione di un libro sulla disinformazione di massa, che coraggio! Conosciamo bene questi individui e la loro politica fatta di violenze, aggressioni fisiche e prevaricazioni di ogni genere, mascherata dietro la strumentalizzazione di problemi sociali. Conosciamo bene le loro intenzioni: insediarsi nel tessuto sociale aprendo una sede in città per avere un luogo dove educare giovani al pregiudizio raziale e all’utilizzo della violenza. Di nuovo, quel giorno, un tratto della città sarà militarizzato a spese dei cittadini per tutelare questi sporchi fascisti. E’ vergognoso! E’ ora di dire basta! E’ il momento di alzare la testa, Cremona ricorda bene il periodo fascista, ha pagato a caro prezzo le mille nefandezze commesse da quel regime, ed è ripartita dalla cultura del diritto riuscendo a ricreare una propria identità nella valorizzazione dei principi costituzionali e nella loro difesa. Ne abbiamo dato prova di recente, quando, dopo che questa giunta infame ha privatizzato l’acqua andando contro il volere popolare in salvaguardia dei beni comuni, un’intera città si è mobilitata per chiedere le dimissioni del Sindaco Perri difendendo l’esito referendario. Come lo sono stati nostri genitori, nonni, o parenti ancora una volta siamo noi chiamati a difendere quei valori. Nella nostra città non ci sarà spazio per questi rifiuti sociali. Mostriamo loro il nostro lato migliore, col sorriso stampato in volto, il sorriso di un bambino, di un anziano, di una giovane donna e il sorriso di chi non si arrende di fronte alle ingiustizie di ieri e di oggi. Il ritrovo per famiglie, cittadini e tutte le forze democratiche e antifasciste è di fronte al “Bar Soirèe” alle ore 15.

Cremona ripudia il razzismo!

Cremona è antifascista!

Csa Dordoni

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Anonymous intende provare a far luce sul vostro losco mondo, membri del Clero. Ancora una volta siete teatro di oscurantismi, crimini ai danni dei più deboli, corruzione e crociate omofobe. La vicenda di Don Ruggeri è l’ennesima dimostrazione di come la vostra Istituzione abbia affossato i principi ai quali dovrebbe ispirarsi. Fomentate odio e stigma verso chiunque mostri un orientamento sessuale differente da quello che voi definite “naturale”, in linea con un modello di società patriarcale e discriminante. La vera innaturalità sta nel vostro disgustoso modus operandi. La vostra avidità, la vostra cupidigia sono disdicevoli. Con quale coraggio, La Chiesa, che sempre più spesso si rivela una congrega di pedofili, può permettersi di giudicare della sessualità e della vita altrui? Con quale autorità morale, La Chiesa impone di non usare anticoncezionali, trincerando dietro severi ammonimenti e sermoni una vera e propria campagna di disinformazione i cui effetti nefasti sono ormai palesi? Sferrate continui attacchi alla libertà delle donne, contribuendo a minare ciò che è stato conquistato grazie a dure lotte. Pensiamo ad un contesto come quello Africano, dove l’AIDS dilaga: lì, il divieto degli anticoncezionali ha un chiaro intento genocida. Pensiamo anche al contesto generale, dove i giovani (e non solo) dovrebbero aver diritto a una corretta informazione sessuale, nonchè agli strumenti necessari atti a tutelare la propria salute e poter gestire e al meglio la propria sessualità. La vostra politica repressiva è complice di numerose piaghe sociali. E con quale coraggio, con quale coerenza di fronte a tutto ciò, gerarchi e gregari della Chiesa Cattolica possono predicare l’amore per il prossimo, quando sono i primi a scagliarsi contro il principio dell’Amore universale? Don Ruggeri, il tuo comportamento è deplorevole. Hai tentato di occultare la vergognosa vicenda che ti ha visto come protagonista nell’abuso di minori. Nonostante ciò, prendiamo atto che con grande spavalderia continui a ribadire di voler dirigere la diocesi in nome della vocazione. In realtà, la tua vocazione è una sola: quella della viltà.

You should have expected us.

We are Anonymous

We are Legion

We do not forgive

We do not forget

Expect Us!

E’ dallo scorso venerdì che i lavoratori e le lavoratrici della Icb Srl di Legnaro, azienda di sartoria a pochi chilometri da Padova, hanno deciso di occupare i locali della ditta per chiedere il regolare pagamento degli stipendi, sospesi dal mese di Luglio. La vicenda ha inizio durante l’estate, quando il titolare della Icb ha annunciato ai dipendenti l’arrivo di una grossa commessa da una sartoria di Parma, un lavoro imponente ma da chiudere in tempi brevi, per il quale i lavoratori e le lavoratrici di Legnaro sono stati costretti a lavorare a ritmi serrati, rinunciando anche a parte delle ferie. A commissione ultimata, però, arriva la notizia della sospensione dei pagamenti: l’azienda parmense afferma di essere indietro con le fatture e di non poter pagare il lavoro svolto; nonostante le reiterate richieste, i dipendenti della Icb rimangono senza busta paga. Ad Agosto arriva poi la sospensione della corrente e dei macchinari per il mancato pagamento delle bollette da parte dell’azienda; a quel punto scatta la protesta dei 70 dipendenti della Icb (quasi tutte donne), che decidono di occupare i locali, impendendo all’azienda di Parma di venire a ritirare il lavoro mai pagato. Da venerdì, dunque, i lavoratori e le lavoratrici della Icb presidiano notte e giorno il posto di lavoro; “Continueremo l’occupazione fino a quando avremo certezza del nostro stipendio” dicono tutte. La notizia si è diffusa in fretta e ha trovato l’immediata solidarietà di tutta Legnaro; d’altronde, la situazione della Icb non è diversa da quella di tante altre aziende tessili sparse sul territorio di Padova. Per ieri era previsto un incontro in Provincia con l’assessore al lavoro; i dipendenti della Icb fanno sapere di avere scarsa fiducia nel fatto che possa essere risolutivo della loro situazione, ma anche di non avere intenzione di abbandonare l’occupazione fino a quando non riceveranno risposte concrete. La vicenda della ditta di Legnaro ci restituisce il ritratto di un mondo del lavoro sempre più precario ai tempi della crisi, fatto di ricatti, stipendi sospesi e straordinari obbligatori; ma anche quello della determinazione e il coraggio di chi non si rassegna all’etica del sacrificio e decide di mettersi in gioco in prima persona per combatterla.

Fonte: Infoaut

Oggi il movimento no tav ha occupato la sede di Equitalia di Susa. Di seguito alcune testimonianze video e il testo del volantino distribuito durante l’azione che ne spiega il significato e le motivazioni. Dopo il blocco il gruppo di no tav si è poi diretto al vicino mercato della cittadino dove è stato accolto dagli applausi dei presenti. Una pressione e una attività, quella di Equitalia ormai insostenibile.

PERCHE’ BISOGNA BLOCCARE EQUITALIA

Tu paghi le tasse e il governo, i politici, i finanzieri e le banche con i tuoi soldi o si arricchiscono o li sprecano costruendo opere inutili come il tav Torino Lione. Sì questo è quello che succede ai tuoi sacrifici, ai tuoi risparmi, alle tasse che tu paghi. Dalla busta paga, nelle bollette della luce e del gas, per ogni litro di carburante, nelle tasse scolastiche, in tutte le imposte che ci vengono fatte pagare c’è questo spreco, investimenti inutili che non migliorano la nostra vita, che non portano lavori utili e sani e che distruggono i territori in cui viviamo. Quando poi per tutti i motivi che conosciamo bene, le difficoltà della vita, la mancanza di lavoro e di uno stipendio dignitoso non riesci a pagare una bolletta, una tassa sulla tua casa, l’affitto o la semplice rata dell’asilo dei tuoi figli e molto altro ancora ecco che spunta EQUITALIA. Questa società di riscossione si comporta oggi come una banda di usurai che ti impicca nei tuoi debiti, li raddoppia, ti ruba la casa, ti blocca la macchina e ti porta via ingiustamente i sacrifici di una vita o peggio per chi è già in una situazione difficile anche il minimo per poter vivere. Tutto questo non è giusto e va fermato. Prima di ogni sacrificio, prima di ogni bolletta, di ogni multa, di ogni tassa ci sei tu, le persone a cui vuoi bene, la tua vita. Non dobbiamo sentirci sconfitti, non dobbiamo rimanere soli, dobbiamo avere il coraggio e la dignità di dire basta a queste rapine, a questi sequestri, a queste tasse che sono troppe e ingiuste. Come nella difesa del territorio valsusino il movimento no tav oggi ha deciso di dire no anche a questo. Un no chiaro per fermare una cosa sbagliata e proporre tante cose semplici e giuste.

Perché il referendum sull’acqua pubblica sia rispettato e le persone possano avere l’acqua anche se non riescono a pagare la bolletta e non si vedano arrivare a casa una raccomandata di riscossione o sequestro di beni.

Perché le tasse sui rifiuti siano diminuite e gli eventuali debiti dei cittadini siano valutati dai comuni e non da un ufficiale giudiziario il cui unico obiettivo è recuperare denaro e non aiutarli.

Perché se non riesci a pagare la bolletta della luce ti sia lasciata una fornitura minima per vivere e non ti venga staccato il contatore.

Perché sia garantita ai nostri figli la scuola, la mensa scolastica, i libri anche se non siamo in grado di pagare le rate e perché queste difficoltà non diventino dei debiti.

Perché la mancanza di lavoro e prospettive non è stata causata da noi ma da decenni di governi incapaci, da una casta di corrotti e da un sistema bancario di sanguisughe che trasforma le nostre difficoltà in debiti.

Perché il lavoro, la salute, l’acqua, la luce, il gas, la casa, l’istruzione sono dei diritti e non possono diventare dei debiti.

EQUITALIA ingigantisce i debiti non giusti e non veri di ognuno di noi ogni giorno. A Teramo, in una terra semplice e laboriosa come la nostra ad inizio agosto due anziani pensionati si sono impiccati abbracciandosi perché al loro figlio equitalia aveva pignorato la casa in cui viveva. Molte altre persone come loro si sono arrese e si sono suicidate in questi anni, noi pensiamo invece che si possa lottare insieme per superare queste difficoltà.

E’ NECESSARIO BLOCCARE EQUITALIA, SUBITO ORA E SEMPRE NO TAV !

Movimento No Tav

Viva la lotta No Tav! Così si può solo iniziare un piccolo bilancio del mese delle ferie. Dal maggio della Libera Repubblica della Maddalena, alla fine di questo agosto con il contrasto all’allargamento della recinzione in Clarea, fino al corteo dentro il fortino percorrendo l’Avanà il movimento No Tav ha dimostrato ancora una volta la sua forza e la sua efficacia. Terminato il campeggio che ha visto la lotta popolare misurarsi con il contrasto diretto al cantiere e alla militarizzazione del territorio, c’era da aspettarsi un calo, o meglio una pausa da parte dei No Tav. Era fisiologico, un turnover come qualsiasi squadra dalla panchina lunga fa nei momenti dove è necessario rifiatare. E proprio come per questi casi, con la differenza che il movimento crede nelle squadra e non nei fuoriclasse, ecco che il mese 08 si è dimostrato un periodo di sedimentazione di una pratica di resistenza che ha saputo “tenere” metro per metro le proprie posizioni, non lasciando respiro all’apparato militare che ormai occupa la Maddalena a tempo pieno e soprattutto in pieno organico. Per avanzare di qualche metro verso la meta del vero cantiere, le forze di polizie hanno dovuto faticare notevolmente, e quello che normalmente avviene con semplicità, ovvero la costruzione di una recinzione, nella Valle che Resiste, è un opera assai difficile. Con un turnover di tutto rispetto, senza seconde linee, i No Tav sono stati all’altezza della situazione in ogni momento, rispettando gli slogan che costellano una lotta popolare. Resisteremo un metro più di loro, si diceva tempo fa, ed ecco che al momento giusto lo slogan è divenuto realtà. Manganelli, lacrimogeni, idranti nulla hanno potuto di fronte al coraggio e alla determinazione di quanti ci hanno messo del proprio per difendere un centimetro quadrato della nostra terra. Dai digiuni alle reti, No Tav è sinonimo di resistenza e di lotta, e la manifestazione dentro al fortino, beffando l’apparato militare, di stasera (25/8) lo dimostra. La squadra è in forma, il vivaio è pieno. La resistenza si fa metro per metro e vi cacceremo uno per uno.

Fonte: www.infoaut.org