Posts contrassegnato dai tag ‘Buona Scuola’

Ogni volta che sento parlare il ministro Poletti – si occupa del Lavoro, lui che viene dal mondo Coop e sa come sfruttarlo fino all’ultima goccia – mi torna in mente il proverbio in uso tra gli avvocati: “studia, figlio mio, sennò mi diventi giudice”.

C_2_articolo_3063878_upiImagepp-597x300

Non soddisfatto del “successo” ottenuto con altre esibizioni retoriche in pubblico, ieri ha consegnatoagli studenti dell’istituto Manfredi Tanari di Bologna un’altra perla della sua saggezza ruspante: “Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”.
Non sarebbe giusto estrapolare questa sola frase per crocifiggere un manager prestato allagovernance, che spesso ha dimostrato di non comprendere la differenza tra il dirigere un’azienda o un paese. In fondo, stava illustrando la bontà della famosa “alternanza scuola-lavoro”, ossia quella novità introdotta nella cosiddetta “buona scuola” per cui invece di stare ad imparare qualcosa (a ragionare confrontandoti con quello che l’umanità ha appreso in passato e consegnato ai libri, di qualsiasi genere), uno studente può essere spedito a servire ai tavoli di McDonald’s o all’Autogrill. A lavorare gratis, insomma, senza imparare altro che obbedire a un caporale (ci siamo passati tutti, da ragazzi; ma lo facevamo d’estate e venivamo pagati).
Quindi, prendiamo anche qualche altra sua frase memorabile ripresa dai giornali “amici” del governo, come la risposta data a chi ha già sperimentato gli stage finendo a fare operazioni manuali ripetitive il ministro fa notare che “se vai in un bar ti fanno fare un caffè” (si può vedere la scocciata scrollatina di spalle dalle sole parole scritte…). Oppure quella data a chi più modestamente contestava l’assenza di risultati dopo questi esperimenti: “Intanto vedi un mondo”. Come se lavorare gratis fosse una vacanza in paesi esotici…
Le pernacchie online hanno presto sommerso le parole di Poletti, che ha provato la solita, goffa (non ha studiato!), marcia indietro: voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l’importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell’utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola”.
Anche noi non crediamo molto ai curriculum e, come tutti, li vediamo finire in un attimo nel cestino della carta straccia. Soprattutto in Italia, però, dove le imprese preferiscono – come Poletti teorizza – avere a che fare con dipendenti pre-selezionati come aspiranti schiavi obbedienti. Quindi in base a raccomandazioni, segnalazioni fiduciarie, ecc. Uno stile che dà la misura dell’arretratezza dell’imprenditoria italiana rispetto agli stessi paesi capitalistici con cui dice di voler “competere”.
A metà strada tra il Berlusconi che beatificava i “lavoretti” e il Caimano laido che invitava le ragazze a sposare un uomo ricco, Poletti in realtà propone un modello di “trovar lavoro” che è l’unico da lui sperimentato. Si entra in un “giro di conoscenze” (ai suoi tempi un partito, ora in una clientela strutturata), ci si fa conoscere come “affidabili” (obbedienti ai capi e capetti di tutta la gerarchia interna), si ottengono man mano delle responsabilità superiori, fino all’”uno su mille ce la fa” che lo ha portato alla guida della Coop e di lì alla poltrona ministeriale.

Un “modello relazionale” che ha senso in un partito, non certo per la ricerca di un lavoro dipendente. A meno di non intendere un posto di lavoro come il “munifico dono” di un signorotto medioevale, cui devi baciar le scarpe prima di essere ammesso nel cortile di proprietà…

http://contropiano.org/

Annunci

protesta-milano.jpgBuona ? Caos, precarietà e trattamenti diversi da provincia a provincia, a pochi giorni dall’inizio della .
Per questo mercoledì sera a Salerno studenti e docenti (da Uds ai Cobas) hanno contestato la ministra dell’istruzione , una delle menti della disastrosa che sta facendo iniziare l’anno scolastico in condizioni di caos e precarizzazione mai raggiunte, nemmeno dalla Gelmini.
A pochi giorni dall’apertura delle classi, lunedì, sono ancora migliaia gli insegnanti che non sanno se né dove insegneranno, mentre i tempi del concorso si allungano biblicamente: a primavera le promesse del governo parlavano di immissioni in ruolo per settembre.
Settembre è arrivato ma non solo non ci sono i posti in ruolo, ma neppure i vincitori del concorso: finito lo scritto, con percentuali di bocciature altissime, inizia il mare magnum delle prove orali, e non si sa quando verranno terminate. In più, il precariato dilaga, tra ricorsi e lungaggini, diritti negati e la retorica insultante del “merito”.
Milano, per fare un esempio, le cattedre vacanti sono ancora duemila, oltre ad altri duemila per il sostegno. Nel capoluogo lombardo i precari della scuola, in particolare i diplomati magistrali da anni truffati dallo Stato, e il Coordinamento lavoratori della scuola 3 ottobre, mercoledì hanno bloccato il Provveditorato di via Pola e stamattina, giovedì, sono tornati in presidio, ribloccando gli uffici e ottenendo un incontro con i funzionari, con la promessa di inserimento corretto nelle graduatorie e da lì al ruolo. (qui la cronaca e gli aggiornamenti della lotta)
Da Milano sentiamo Olga, del Coordinamento lavoratori della scuola 3 ottobre.
Ascolta o scarica qui.
A Brescia, facendo le proporzioni, il caso è ancora più acuto, con uno dei provveditorati tradizionalmente più allineati ai diktat della Gelmini prima e della Giannini poi, anche attraverso il proprio reggente attuale Mario Maviglia
Lo stesso Maviglia oggi, giovedì 8 settembre, in un’intervista al Corriere della Sera – Brescia, sostiene che  la buona scuola di Renzi” ha tanti aspetti positivi ma forse avrebbe meritato tempi più lunghi di attuazione”. Risultato: mai, a Brescia, a poche ore dall’anno scolastico ci sono state così tante cattedre – almeno 900 – senza assegnatari, con continue decisioni – da parte dello stesso Provveditorato – contro particolari categorie di insegnanti, come a esempio i cosiddetti diplomati magistrali, che in tutta Italia – a suon di ricorsi – vengono immessi in graduatoria, mentre a Brescia no, e quando vengono ammessi sono spesso inseriti a zero punti e di fatto ultimi delle liste. Come a dire, di fatto, non inseriti. Uno dei tanti esempi di una situazione scolastica, quella bresciana, ben sotto la “media” – di per sé già disastrosa – della buona scuola renziana nel resto d’Italia.
Sui dati bresciani sentiamo Thomas Bendinelli, giornalista del Corriere della Sera – Brescia, autore dell’articolo.
Ascolta o scarica qui.

http://www.radiondadurto.org/

GLOBAL PROJECT – Sono stati consegnati presso la Corte di Cassazione i quesiti riguardanti l’opzione “trivelle zero” e contro la “buona scuola”. La prossima settimana verrà presentato anche il quesito riguardante gli inceneritori. Parte ufficialmente la campagna referendaria sociale.
Report  e comunicato stampa dell’assemblea svoltasi domenica 13 presso il Cinema Palazzo.

Scontri tra manifestanti e Forze dell'Ordine durante la manifestazione per la Scuola contro il Governo Renzi. Milano, 13 novembre 2015.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Sono stati entrambi sottoposti a fermo di polizia giudiziaria i due giovani condotti in Questura per accertamenti, dopo gli scontri durante il corteo degli studenti a Napoli. Uno è stato accompagnato con un’ambulanza nell’ospedale Vecchio Pellegrini dove viene sottoposto a cure mediche.

Tensione, cariche, scontri e alcuni feriti a Napoli e a Milano durante le manifestazioni contro la riforma della ‘buona scuola’ di Matteo Renzi. “Siamo in 7mila”, dicono gli organizzatori del corteo di Roma, la principale delle manifestazioni, dove studenti e prof si sono dati appuntamento per dire no alla ‘distruzione della scuola pubblica’. Dopo aver manifestato sfilando in corteo per le vie della Capitale ora studenti e docenti stanno protestando davanti Montecitorio.

NAPOLI – Due giovani e quattro poliziotti sono rimasti feriti durante l’azione di alleggerimento che le forze dell’ordine hanno eseguito quando il corteo degli studenti in corso a Napoli si stava avvicinando a piazza Trieste e Trento per dirigersi verso la sede di Confindustria.  Due giovani sono stati portati in Questura. Al momento la Polizia sta valutando la loro posizione anche visionando le immagini dei sistemi di videosorverglianza della zona. I due ragazzi feriti avrebbero rifiutato le cure per poi allontanarsi.

MILANO – Durante una carica di alleggerimento avvenuta attorno alle 11.40 in via Pola, a Milano, un professore di 50 anni e una ragazza di 18 sono stati colpiti alla testa riportando un taglio. “Sono stato colpito da una manganellata della polizia – ha raccontato all’ANSA il docente che lavora in un istituto professionale milanese -, ero a volto scoperto”. La ferita non sarebbe grave e per ora è stata tamponata con un sacchetto col ghiaccio. Lo stesso vale per la studentessa. Entrambi sono stati medicati sul posto.

ROMA – Tra i cartelli e gli striscioni esposti davanti al Miur ‘No all’applicazione della legge 107, al preside-padrone che valuta assume e licenzia’, ‘Quota 96 scuol’ancora ai lavori forzati ed i precari disoccupati’, ‘Pensionare i prof? Solo a 100 anni se scompagnati dai genitori’. Tante le bandiere rosse dei Cobas. I prof sfileranno poi nella Capitale in corteo fino a Montecitorio.

TORINO – Alcune centinaia di studenti delle scuole superiori manifestano in corteo, nel centro di Torino, contro ‘La buona scuola’. I manifestanti, tra cui alcuni insegnanti aderenti alla Cub, hanno acceso alcuni fumogeni. Imbrattati i muri di una banca.

I SINDACATI – Cobas e Anief hanno indetto lo sciopero generale. L’Anief denuncia “le incostituzionalità della buona scuola, i tagli dell’ultima legge di stabilità e le risorse irrisorie per il rinnovo contrattuale previste nel nuovo disegno di legge di stabilità 2015”. “Troppi tagli – si legge in una nota – alle supplenze brevi, nessuna risposta alla Corte europea, alcuna stabilizzazione per il personale docente, ata, educatore e dirigente, trasferimenti al buio, nessun rimborso per l’indennità di vacanza contrattuale, ancora disparità tra precari, neo-assunti e immessi in ruolo, il fondo discrezionale del merito, la chiamata diretta, il diritto allo sciopero sono alcuni dei punti contestati che vedranno in piazza anche Cobas e Unicobas”.

Fonte: Ansa

Questo slideshow richiede JavaScript.

SCONTRI CORTEO NAPOLI TRA POLIZIA E STUDENTI: CLICCA QUI E GUARDA IL VIDEO

SCONTRI CORTEO NAPOLI, STUDENTE PRESO PER I CAPELLI: CLICCA QUI E GUARDA IL VIDEO

SCONTRI A NAPOLI, FERITO A TERRA DOPO CARICHE: CLICCA QUI E GUARDA IL VIDEO

CORTEO ROMA, SIT-IN DINANZI AL PANTHEON: CLICCA QUI E GUARDA IL VIDEO

CORTEO MILANO, STUDENTI FERMATI DALLA POLIZIA: CLICCA QUI E GUARDA IL VIDEO

Cattura

Alcuni studenti sono da poco entrati dentro l’aula dove si sta tenendo la conferenza (ministro Giannini non pervenuta) e hanno fatto un intervento contro la Buona Scuola. Oggi pomeriggio la polizia ha caricato gli studenti che protestavano contro la presenza del ministro Giannini in Università Bicocca.

Sia fuori che dentro l’università, polizia schierata per impedire l’ingresso agli studenti che volevano contestare il ministro e le politiche del governo sul mondo dell’istruzione e della formazione.

La presenza del ministro dell’Istruzione Giannini era prevista all’Università degli Studi di Milano Bicocca per partecipare all’incontro ”I laureati tra (im)mobilità sociale e mobilità territoriale”. Gli studenti hanno detto chiaramente che per loro la riforma della Buona Scuola è in netta continuità con la riforma Gelmini: promuove un modello di aziendalizzazione delle Università e della scuola pubblica, trasformando i presidi in manager e agevolando l’ingresso nei luoghi dell’istruzione di privati  il cui unico scopo è la speculazione.

Fonte: Milano in Movimento

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO