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Ieri, all’interno della settimana di mobilitazione contro l’austerità e la precarietà tra il 12 e il 19 ottobre, una rete di studenti e precari, ha occupato la sede di Eurosystem di Bankitalia, a via Nazionale, esattamente di fronte a Palazzo Koch, i palazzi del potere illegittimo della moneta. Per evidenziare qual è il nodo delle scelte scellerate del governo italiano e della governance europea. La dittatura della finanza e dei mercati, che attraverso la BCE e le Banche centrali dei singoli paesi, continua a finanziare il gli agenti del capitalismo finanziario con i soldi pubblici.

“È ora di invertire la rotta – dicono i manifestanti – di ribellarsi all’Europa del rigore con i poveri e del finanziamento agli speculatori”. “È ora di piratare un’Europa – proseguono – sempre più vuota dal punto di vista istituzionale e sempre più piena di ribellioni, rivolte e processi costituenti autonomi. Saremo in piazza il 19 ottobre, con l’urgenza di costruire un movimento europeo che metta in discussione le politiche di Francoforte e Bruxelles, in ogni territorio e con appuntamenti comuni”. “Contro l’Europa privata – concludono dai megafoni- facciamo l’Europa pirata e del comune!”.

Fonte: Dinamopress

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Gli istituti di credito italiani, come hanno intenzione di utilizzare la colossale iniezione di liquidità, di 116 miliardi di euro ricevuta dalla Banca centrale europea (Bce) a un tasso irrisorio, l’1 per cento? Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi (la Confindustria delle banche) in una recente intervista al Sole 24 Ore l’ha definita “sostitutiva e non aggiuntiva”. Come dire: con tutto quello che abbiamo perso con la crisi non volete nemmeno darci i soldi? E’ la teoria del “too big too fail”, ovvero sono così potente che mi faccio gli affari miei. E così mentre la disoccupazione schizza a livelli inediti, soprattutto quella giovanile, la povertà aumenta, il ceto medio evapora, e la politica fa finta di tagliarsi il tesoretto, c’è chi vive succhiando il sangue agli altri. Sono le banche italiane, non meno di quelle straniere, che hanno letteralmente chiuso i cordoni del credito e costretto numerosi piccoli imprenditori al suicidio vero e proprio. Come verranno impiegati questi soldi? “I banchieri ne parlano malvolentieri – si legge su “Wall Street Italia” on line – ma non è un mistero che buona parte della liquidità servirà a sottoscrivere Bot e Btp. Il governo, sempre a caccia di sottoscrittori del debito pubblico, non può che apprezzare questa scelta. E, per di più, l’operazione fa bene anche al conto economico degli istituti, visto che la liquidità ottenuta all’ 1 per cento viene impiegata in titoli con rendimento ben superiore”. La verità è che come ha sottolineato l’economista Emiliano Brancaccio solo una piccola parte di quelle risorse stanno andando ai titoli di Stato. E del resto basta vedere l’andamento delle aste, che finora è stato pompato soprattutto dalla Bce. “Non finisce qui. Di recente – si legge ancora su WS Italia – le banche hanno trovato anche un altro modo molto redditizio per utilizzare la montagna di soldi piovuta in cassa grazie alla Bce. Questa volta i prestiti di Francoforte servono a comprare, o meglio a ricomprare, le obbligazioni a suo tempo collocate dagli stessi istituti di credito. Funziona così. In circolazione ci sono bond per miliardi delle maggiori banche che hanno quotazioni molto lontane dalla parità. Poniamo, per esempio, 90. Se l’istituto li acquista, si assicura per 90 ciò che fra qualche anno avrebbe dovuto rimborsare a 100. Il guadagno è quindi pari al 10 per cento. In più, molto spesso, i titoli già sul mercato hanno caratteristiche tali che in un futuro prossimo non potranno più essere utilizzati per il calcolo dei ratios patrimoniali di vigilanza. Di conseguenza, se queste obbligazioni vengono ricomprate e cancellate, poi possono essere sostituite con altri bond che invece, a differenza delle altre, servono a migliorare i requisiti di patrimonio”. Chiaro il concetto? La speculazione, ovvero il mostro che ha generato la crisi, è ancora all’opera, e proprio per opera di chi ha ottenuto soldi per rientrare dai rischi della speculazione stessa”. Tutto facile, facilissimo, soprattutto se le banche sono in grado di mettere in campo un arsenale con miliardi di euro da spendere. Per primo è partito Unicredit, che pochi giorni fa ha chiuso con successo il suo maxi aumento di capitale da 7,5 miliardi, ovvero un’altra operazione per nascondere le magagne. “L’istituto guidato da Federico Ghizzoni ha annunciato che comprerà 3 miliardi di proprie obbligazioni. Nelle prossime settimane, se arriverà il via libera da Bankitalia, la stessa strada potrebbe essere seguita anche da altre banche come Ubi, Banco Popolare, Monte dei Paschi. In palio ci sono profitti per centinaia di milioni. Unicredit, per esempio, potrebbe riuscire a guadagnare poco meno di 500 milioni”, scrive ancora WS Italia. La situazione generale, quindi, è ancora uguale a quella del 2007, ovvero l’anno precedente l’esplosione della crisi finanziaria. E mentre in Europa si brinda al calo dello spread tra Btp-Bund fino a 391 punti base cordoni del credito sono più stretti che mai. “Il mondo del credito d’Europa è ancora nel pantano e dovrà affrontare a breve – è messo nero su bianco in una inchiesta riportata da WS Italia – un “ulteriore irrigidimento degli standard di credito, sebbene ad un passo più lento rispetto al primo trimestre 2011”. Nel quarto trimestre del 2011 un primo assaggio c’è già stato. Da qui la previsione degli esperti dell’Eurotower che sarà “considerevole il calo nella domanda di prestiti ipotecari, mentre il calo della domanda per il credito al consumo dovrebbe restare allo stesso livello”. Nell’ultimo trimestre del 2011 le banche hanno evidenziato un aumentato irrigidimento del credito sia per i prestiti alle aziende sia per quelli alle famiglie e in misura minore per i consumatori. Sempre nel quarto trimestre è emerso che i criteri per la concessione dei prestiti alle imprese e alle famiglie hanno subito un significativo irrigidimento passando da un valore di 0,25 a uno di 0,50, come ha messo in evidenza la Banca d’Italia in questi giorni. L’irrigidimento si è tradotto in un aumento dei margini di interesse, lievitato da un valore di 0,31 della rilevazione di ottobre 2011 all’attuale 0,69, quindi maggiori profitti per le banche. Per Palazzo Koch nel trimestre in corso le tensioni sull’offerta si accentueranno, ma saranno di minore intensità.

Fonte: http://www.controlacrisi.org

Anche oggi continuano le proteste degli Indignati in tutta Italia in vista della manifestazione del prossimo 15 ottobre.

ROMA – A Roma stamattina c’è stata un’assemblea con tende piazzate sulle scale di Palazzo delle Esposizioni. Poi decine di attivisti, tra cui studenti e membri dell’associazionismo, hanno occupato simbolicamente per una paio d’ore l’ex Ostello della Gioventù al Foro Italico a Roma, sulla scia delle proteste degli “indignati” contro la crisi finanziaria che culmineranno, sabato, nella manifestazione a Roma. Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine i manifestanti si sono allontanati lasciando la struttura, della quale volevano fare “un punto di accoglimento di coloro che avrebbero aderito alla manifestazione di sabato”.

NAPOLI – Un gruppo di attivisti della Rete Reclaim – rete urbana contro la crisi – ha calato uno striscione di 5 metri x 8 dal torrione del Maschio Angioino che si affaccia su piazza Municipio, a Napoli. “15 ottobre tutti a Roma”, questo lo slogan per invitare tutti alla manifestazione degli indignati. Poi, presidio davanti alla sede di Bankitalia. Gli attivisti annunciano che saranno oltre 20 i pullman in partenza da Napoli per la manifestazione di sabato prossimo a Roma, organizzate dalle diverse reti del movimento degli indignati partenopei. Sindacalisti, operai, studenti, precari e tantissimi giovani parteciperanno da Napoli alla manifestazione internazionale contro la crisi economica. “E’ il momento di far crescere la voglia di alternativa nel paese – annuncia Antonio Musella del cartello Uniti per l’alternativa – davanti allo sfascio ed alle ricette della Bce il futuro del paese non può essere consegnato nelle mani dei Montezemolo, Profumo e Della Valle, così come il ‘Pd dei sacrifici’ deve fare i conti con l’indignazione che monta in Italia”. Gli attivisti sono ora nuovamente in via Cervantes mentre accanto in piazza Municipio, rendono noto, è giunto un corteo dei disoccupati del progetto Bros che hanno montato le tende sotto Palazzo S.Giacomo. Nel pomeriggio è previsto l’arrivo anche dei collettivi degli studenti delle scuole superiori al presidio permanente davanti a Bankitalia.

Fonte: Ansa