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Si è concluso il Festival Alta Felicità, ossia la tre giorni di musica e cultura organizzata dal a , in . Una festa interamente gratuita, che ha visto esibirsi artisti del panorama mainstream. Dai Subsonica, Vinicio Capossela, Eugenio Finardi, ai 99 Posse, Kaos One e gli Assalti Frontali, con molte altre celebrità.

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Un festival con almeno 40.000 partecipanti, appartenenti ad pubblico giovane e meno giovane, oltre la presenza di attivisti e realtà di lotta provenienti non solo da tutta Italia, ma anche dal mondo.
Non solo musica, ma anche dibatitto politico e culturale. E’ stato centrale il tema del diritto all’ambiente, messo in relazione il diritto al lavoro. Non a caso sono stati ospitati gli operai dell’Ilva di Taranto, così come si sono sentiti interventi relativi all’incidente ferroviario in Puglia. Filo conduttore dei vari contributi è quello di un sistema alternativo della gestione delle risorse, a favore di uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e il nostro avvenire.
Non sono mancate le iniziative a carattere culturale. La presentazione di libri con Wu Ming, così come un dibattito sul Kurdistan insieme a Marco Rovelli.
Abbiamo fatto un bilancio del Festival con Nicoletta Dosio, del Movimento No Tav.
Ascolta l’intervista

Il Festival è “la risposta alla procura e al Tribunale di Torino” e alla tremenda repressione messa in atto nei confronti del movimento. Così ha dichiarato Alberto Perino, uno dei leader del Movimento No Tav.
Ascolta l’intervento dal palco
Durante la tre giorni abbiamo preso voci dal palco, e intervistato artisti e attivisti. Vi proponiamo uno speciale fatto di musica, parole, ed interviste. Si alterneranno ai microfoni di Radio Onda d’Urto attivisti No Tav che hanno garantito cucine popolari e copertura mediatica dell’evento, così come Eugenio Finardi, Le Bestie Rare, Max Casacci, ed il Muro del Canto. 

Ascolta o scarica lo speciale su “festival alta felicità”

http://www.radiondadurto.org/

Esprimendo solidarietà alle vittime della strage all’aeroporto Ataturk di Istanbul, non possiamo tralasciare una considerazione sull’accordo siglato tra Turchia e Israele quasi in contemporanea con l’attentato.

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Un attentato, che per modalità e obiettivi (civili) è identico alle strategie di stampo malavitoso. In uno stato governato con metodi palesemente mafiosi dove il fondamentalismo religioso è un paravento per il traffico di armi e petrolio con lo Stato Islamico. La gestione della nuova rotta per i flussi migratori, dove il ricatto all’Unione Europea sono la norma (estorsioni da miliardi di euro). Così come la violazione della libertà di stampa, di pensiero e la soppressione delle opposizioni laiche e di sinistra turche.

Quello che i media chiamano ‘accordo di pace tra Turchia ed Israele’, dopo l’uccisione di nove attivisti filo palestinesi turchi sulla nave Mavi Marmara nel 2010, in realtà altro non è che il consolidamento dei ruoli economici, militari e politici dei rispettivi stati, nel nuovo disordine mondiale sulle aree geopolitiche di importanza strategica, quali l’Europa, Mediterraneo, Kurdistan, Siria, sempre su egida statunitense e U.E. [vedi speciale diario dai campi ]

Questo accordo viene siglato, dopo il pagamento di venti milioni di dollari come risarcimento per la morte degli attivisti turchi filo palestinesi e l’autorizzazione da parte del Governo Israeliano a permettere  aiuti umanitari del governo turco.

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Renzi e Netanyahu considerano di importanza strategica la riconciliazione tra la Turchia ed Israele. Dalle dichiarazioni risultano palesi gli interessi sull’energia, in primis l’accordo sul gas, al quale ha contribuito il regalo fatto da Tsipras ad Israele.

Bisogna ricordare, per la memoria storica che, sia la Turchia che Israele sono stati sempre alleati e lo dimostrano le varie manovre militari congiunte sia sotto bandiera NATO che tra gli eserciti dell’Unione Europea. Turchia ed Israele non sono dissimili tra loro nell’opera di soppressione dei popoli come i Kurdi ed i Palestinesi, verso i quali entrambi effettuano da sempre veri e propri genocidi.

Importante ricordare anche che, gli unici stati nel mondo a non rompere le relazioni economiche (diamanti, oro e pietre preziosi) e diplomatiche con il Sud Africa dell’Apartheid razzista sono stati la Turchia ed Israele. Così come non si scopre l’acqua calda nel considerare i due stati con i rispettivi eserciti, simili nel perenne status di guerra permanente, essere i più fedeli alleati appartenenti alla NATO.

Quali scenari futuri nella Fortezza Europa?

Soffermarsi sulla stipula ufficiale ed analizzare i risvolti di tale accordo (ufficiosamente mai in discussione) è fondamentale per comprendere gli scenari futuri che possono determinarsi nello scacchiere europeo che risulta essere già destabilizzato, con gli equilibri politici/economici resi molto più fragili.
Per tutti diventa fondamentale riflettere, confrontarsi, avviare dibattiti, analizzare, comprendere e agire di conseguenza, gli scenari futuri che si prospettano in Europa e come può incidere nell’assetto politico europeo l’organica alleanza Turco/Israeliana.

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Ricordarsi della Libia, dei continui confronti bellici anti russi da parte della stessa Turchia operante militarmente ai confini siriani, nelle terre Kurde, della vicenda Ucraina, della Terza guerra mondiale in atto che si manifesta non solo per mano militare ma anche commercialmente e mediaticamente (esclusione della Russia ai giochi olimpici di Rio 2016) così come le prossime elezioni negli Stati Uniti d’America, i vari scenari in Europa come nel resto del pianeta che riempiono di inquietudine la nostra esistenza per’altro già precaria per le disuguaglianze sociali e dalla fragilità globale del nostro ambiente.

Così come è fondamentale analizzare lo scenario futuro europeo, all’indomani dell’uscita inglese dall’unione (alleata degli Stati Uniti) così come i venti nazionalisti e populisti che spirano in gran parte dell’Europa…

Associazione Culturale Andrea Proto – www.asilopolitico.org

Buona parte del peggio del Nazifascismo Europeo si ritroverà dall’1 al 3 luglio a Torri del Benaco, in provincia di , dove darà vita al “Boreal European Meeting”, raduno promosso da una sedicente associazione culturale, “The Firm”, che ha ottenuto l’autorizzazione presentando l’appuntamento come un evento “con finalità culturali, sportive e musicali” e ha  tra l’altro ottenuto il patrocinio dello stesso Comune (qui la delibera) per “l’importanza del Meeting proposto e per la valenza culturale e sportiva a favore di residenti e turisti” . Una delibera che li autorizza anche ad occupare le zone limitrofe al campo sportivo per un evento che avrà tanto di campeggio per accogliere fascisti provenienti da mezza Europa.
Abbiamo contattato il comune di Torri del Benaco per capire come sia stato possibile dare una autorizzazione di questo tipo, con queste motivazioni, ad un raduno politico nazifascista di carattere Europeo, ma il sindaco non parla “fino a lunedì” e come sentirete dalla telefonata alla quale ha risposto un funzionario del Comune, si finge di non conoscere il carattere reale della tre giorni. Ascolta o scarica alcuni stralci della telefonata
Un raduno nazifascista (che fino all’anno scorso si teneva in provincia di Cantù) spacciato quindi per evento per cittadini e turisti. Un raduno invece al quale parteciperanno esponenti di spicco dei partiti e movimenti della destra radicale Europea:  l’ungherese Laszlo Toroczkai di Jobbik, Nick Griffin, già leader del British National Party, Udo Pastörs dell’Npd tedesca e il danese Daniel Carlsen, del Danskernes Parti. Il tutto con  con la benedizione italiana del segretario nazionale di Forza Nuova, Fiore.
Nel frattempo Anpi e aned hanno scritto al Prefetto chiedendo di vietare la manifestazione, ma è stato risposto che “non si ravvisano motivi per vietarla”. Diverse realtà invitano a contattare il Comune di torri del Benaco per chiedere spiegazioni e protestare.
Vi offriamo le valutazioni sul tema e più in generale della presenza di fascisti, xenofobi e omofobi a Verona con Gianni Zardini, del circolo Pink di Verona, e Tiziana Valpiana, vicepresidente dell’Aned di Verona. Ascolta o scarica

http://www.radiondadurto.org/

13494841_1139538972751405_5350639188151201494_n_2Questa mattina a Venezia c’è stato un presidio sotto al Consolato Onorario Messicano, organizzato dall’Associazione Êdî Bese! e dai centri sociali del Nord-Est, contro lo stato di repressione delle autorità nei confronti degli insegnanti, che da mesi stanno lottando contro la riforma educativa del governo di Enrique Peña Nieto. Sono già 12, al momento, le persone uccise da armi da fuoco, per opera della violenta repressione da parte delle forze dell’ordine. La riforma, che fa un taglio netto ai diritti e le libertà dei docenti, si mette in continuità le politiche neo-liberali che stanno caratterizzando il governo messicano in tutti i settori. Stiscioni e interventi al megafono hanno sottolineato le responsabilità dirette di Peña Nieto, mandante politico degli omicidi e della repressione avvenuta a Noxchitlán e in tutto lo Stato di Oaxaca e del Chiapas.

Il presidio si è poi spostato davanti all’ingresso della sede diplomatica, nonostante la polizia abbia tentato di impedirne il passaggio. Gli attivisti hanno chiesto che al console di inviare al governo messicano un comunicato che denunci l’omicidio di 12 maestri e il ferimento di centinaia di altre persone impegnate in una dura lotta in difesa della scuola pubblica.

Si è ottenuto di inviare un fax direttamente all’ambasciatore messicano a Roma, con il sottostante comunicato.

Comunicato di solidarietà con la lotta dei maestri della CNTE

L’escalation di violenza da parte dello stato messicano nei confronti delle proteste dei maestri ha assunto un apice inaccettabile: 12 i morti fino a questo momento, centinaia di feriti e numerosi i desaparecidos.
Questa è stata la risposta del governo di Peña Nieto alle legittime richieste dei maestri di aprire un tavolo di trattativa sulla riforma educativa, che privatizza il sapere e precarizza o rende impossibile il lavoro a migliaia di insegnanti.
Noi non lo accettiamo: consideriamo il presidente Peña Nieto responsabile morale e mandante degli omicidi e della repressione avvenuta a Noxchitlán e in tutto lo stato di Oaxaca e del Chiapas.
Ci uniamo all’indignazione che già molti intellettuali e cittadini messicani hanno espresso nell’appello #MexicoNosUrge e chiediamo che venga rotto il silenzio su quanto sta accadendo in Messico. Non possiamo più tollerare l’indifferenza e la complicità dei mezzi di informazione che coprono gli atti disumani di un governo criminale.
Consideriamo il governo italiano di Renzi, entusiasta partner commerciale del Messico, complice di questo governo corrotto e assassino e chiediamo l’interruzione di ogni rapporto diplomatico e commerciale e il ritiro dell’ambasciatore, finché non sarà fatta chiarezza sulla costante violazione dei diritti umani.

Associazione Ya Basta! Êdî Bese!

Centri Sociali del Nordest

http://www.globalproject.info/

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Saranno cinque giornate di musica all’interno di spazi liberati o per le strade, con l’intento di ribadire l’importanza dell’autogestione in ogni aspetto della nostra vita.

29 giugno @Villa Vegan Squat

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Dalle 19.00 manicaretti Vegan, presentazione delle 5 giornate DIY e presentazione della Consultoria Autogestita.

Dalle 21 live con:

(Non portate i cani perché come vedete nell’immagine ci sono le galline che girano libere, dunque non è proprio il caso).

Villa Vegan Squat, via Alessandro Litta Modignani 66, Milano.

30 giugno @COA T28

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Dalle 19.00 dibattito e aggiornamenti sulla situazione degli sfratti a Milano con il comitato lotta per la casa.

Dalle 21:30 live con:

  • Kontatto (80’s hc/crust da Milano)
  • Shitty Life (punk da Parma/Trento)
  • Suppurated (non lo so, non li conosco e non ho info, help)
  • Mostron (d-beat/crust/raw’n’roll da Varese)

COA T28, via dei Transiti 28, Milano.

1 luglio @Cascina Torchiera

diy-1-luglioDalle 19 cena Vegan con dibattito “Vegan al supermercato: le implicazioni per la liberazione animale”, con Marco Reggio.

Dalle 21:30 live con:

  • TØRSö (hc sXe dagli Stati Uniti)
  • Hobophobic (miltant hc da Taranto)
  • Call The Cops (punk rock da Bologna)
  • wwounds (punk/hc da Milano)
  • Skaya (roba veloce from Valtellina)
  • Cerimonia Secreta (punk rock da Milano)

Cascina Torchiera, Piazzale Cimitero Maggiore, Milano.

2 luglio @FOA Boccaccio

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Dalle 15 mercatino delle autoproduzioni e workshop aperti per tutto il pomeriggio di:

  • serigrafia, a cura di Serigrafatti
  • sartoria, per chiunque voglia chiedere consigli e imparare tecniche base di cucito. Inoltre pupazzi e puntaspilli NO STOP
  • “tutti gli animali, tutti”: laboratorio di distruzione e costruzione spontanea, da forme casuali di cartone. Totalmente non sense, tenuto da Babi Simmia

Dalle 18 live con:

  • Storm{o} (hc/metal/punk da Belluno)
  • ANF (powerviolence da Palermo)
  • Viscera/// (metal/psych da Piacenza)
  • Vetro (hc/surf/punk da Venezia)
  • Double Me (hc da Padova)
  • Crtvtr (mind blowing post hc da Genova)
  • Muscle Worship (irrivent post punk dagli Stati Uniti)
  • selvə (black metal da Lodi)
  • Corpse ( hc punk da Milano)
  • ZiDima (noise/post core da Monza)
  • Sho (instrumental core da Milano)
  • Gordo (prog’n’ roll da Milano)
  • Thrownness (hc/metal/grind da Milano)

Foa Boccaccio, via Rosmini 11, Monza.

3 luglio @Navigli

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Disgusto e strafottenza Fest #2: per tutta la giornata cibi vegan, birrine fresche, super liquidator e ghiacciolini benefit, direttamente sui Navigli in via Gola.

Dalle 15 live con:

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Il 70% della popolazione italiana versa in gravi condizioni socio-economiche a causa delle leggi applicate in questi ultimi anni. I poteri bancari, le privatizzazioni, la legge Brunetta, la legge Fornero, l’Articolo 18 e il Jobs Act.
Il Jobs Act di Renzi ha le stesse finalità e scopi della Loi Travail del Governo Hollande in Francia. L’imposizione attuativa da più di un mese sta determinando un forte e deciso fronte di opposizione che vede protagoniste le principali forze sindacali e politiche francesi intenzionate a dare continuità alla conflittualità  e allo scontro sociale fino al ritiro della Loi Travail.
Abbiamo la netta sensazione che la radicalità dello scontro sociale messa in atto dai nostri cugini transalpini contro il Governo Hollande, derivi dal brutto esempio delle leggi antisociali applicate in Italia, concause delle gravi condizioni in cui versa la maggioranza della popolazione italiana (classe operaia, lavoratori del pubblico impiego, pensionati, alto tasso di disoccupazione, privatizzazione della cosa pubblica).
Insieme alle gravi condizioni socio-economiche in cui versa la maggioranza del nostro paese si unisce la condizione di scarso potere contrattuale del movimento operaio/sindacale, del fronte politico e dell’opposizione sociale che dopo decenni di delegittimazione è totalmente polverizzato, indebolito e imploso.
Stiamo assistendo ad un paradosso, mentre la Francia brucia, in Italia si raccolgono le firme per Referendum sia sociali che legati alla controriforma istituzionale di Renzi.
renzidalema-300x179.png Il massimo del paradosso, caratteristica prettamente italiana, è rappresentato dal fatto che si raccolgono le firme insieme a personaggi politici e gruppi dirigenti sindacali che negli anni passati hanno contribuito alla delegittimazione e sfiancamento del movimento operaio, distruzione della sinistra sia locale che nazionale. Questi personaggi, imperterriti, continuano sempre nella loro opera di rilegittimazione, in questo caso per le future elezioni politiche (2017-2018)  attraverso i comitati per il No alla controriforma di Renzi.

Come volevasi dimostrare, ecco rispuntare D’Alema, la minoranza PD, i fuoriusciti dal PD, i riciclati di SEL, tutti insieme appassionatamente.

D’Alema, sì proprio lui, protagonista della modifica del Titolo V° della Costituzione, relativo all’ordinamento territoriale in nome di una Repubblica Federale, trasformando le Regioni in nuovi centri di potere e della corruzione, divenute nel nostro paese una vera metastasi di intrecci politici con il malaffare. D’Alema, ancora lui,  l’ideatore delle Bicamerali con Berlusconi, il D’Alema del neoliberismo dal volto umano, il D’Alema padre spirituale di Matteo Renzi il quale mette in pratica ciò che D’Alema ha sempre tentato di fare e che solo grazie all’opposizione sociale è stato possibile impedire.

Poi ci hanno pensato Bertinotti e soci a sinistrare la sinistra.

Jan Assen

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Per i fatti accaduti il 20/1/2010 a Chiusa di San Michele in occasione dell’arrivo della trivella della Geomont per il sondaggio S87 Alberto Perino è stato rinviato a giudizio dal giudice Rosanna La Rosa per i seguenti reati:

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Art. 81 cpv = continuità del reato; art. 110 cp = concorso di persone; art. 582 cp = lesioni personali; art. 336 cp = violenza o minaccia a pubblico ufficiale; art. 339, 582, 585, = aggravanti.

La Procura presentava alcuni filmati e alcune fotografie.

I difensori Danilo Ghia e Cristina Patrito oltre ai testi a difesa, presentavano il lavoro del consulente dr. arch. Carlo A. Bachschmidt (già consulente al processo del G8 di Genova) che ha sincronizzato i filmati presentati dalla pubblica accusa, li ha rallentati inserendo l’orario dei fatti relativi.

Di seguito il video presentato in aula dal consulente della difesa dr. arch. Carlo A. Bachschmidt e sotto la relazione con l’estrapolazione dei frames significativi e l’illustrazione delle relative scene come sono realmente accadute.

Qui è possibile scaricare la relazione del consulente con le immagini significative in pdf e al fondo dell’articolo ci sono le immagini del documento

Perino è stato condannato (in primo grado) a 9 mesi di carcere, al pagamento delle spese processuali, al pagamento di una provvisionale di 1.000 euro al maresciallo Doria, oltre al pagamento dell’avvocato di parte civile liquidato in 2.100 euro + le tasse.

Adesso valutate voi.

http://www.notav.info/

 

http://www.meltingpot.org/ 

La staffetta overthefortress ha visitato i campi e raccolto testimonianze

Gli attivisti della staffetta ‪#‎overthefortress,‬ nelle giornate di sabato, domenica e lunedì, hanno iniziato un lavoro di monitoraggio dei campi governativi attivati nei pressi di Salonicco. In questi campi sono state deportate la maggior parte dellepersone sgomberate da Idomeni.
In alcuni di essi gli attivisti sono riusciti ad entrare e fotografare la situazione, in altri – dove l’ingresso era impedito dai militari – le fotografie e il racconto delle condizioni, che hanno permesso questo primo report, provengono dai migranti. Da un primo sopralluogo risulta che i servizi offerti sono scarsi o nulli, perfino ladistribuzione di cibo e acqua è razionalizzata, non è fornito il latte per bambini e neonati. I bagni e le docce, se proporzionati ai numeri delle persone accolte, sono carenti. Ci sono alcune difformità tra un campo e l’altro nell’accesso: i militari arbitrariamente scelgono se far entrare o meno i volontari, solo poche Ong risultano accreditate quando invece servirebbero molte più organizzazioni e volontari per garantire un minimo di dignità. Nessuno fornisce informazioni ai migranti.
Questa prima visita nei campi ci conferma la natura tutta politica dello sgombero di Idomeni. Definire “umanitario” il trasferimento di migliaia di persone nei campi era già di per sé fuorviante e, alla prova dei fatti, la menzogna del governo greco all’opinione pubblica è palese. Le condizioni indecenti di questi campi sono l’ennesimo monito a tutti quei migranti fermi in Turchia che, in questo momento, sono in attesa di capire se l’accordo tra l’Ue e la Turchia reggerà.

Campo di Darvini

13307248_1161356563896069_7499490596139542073_n-f216dNon siamo potuti entrare in questo campo. I militari non permettono l’ingresso ai volontari, l’unica organizzazione ammessa è Save the Children. Veniamo a conoscenza che nonostante il cibo sia insufficiente, i militari non hanno permesso l’ingresso di Praxis, una Ong che si occupava della distribuzione di cibo a Idomeni e in altre zone della Grecia, comprese le isole.Darvini si trova a una ventina di chilometri da Salonicco. Le tende sono state montate sia all’interno che all’esterno dell’hangar. Il campo da fuori sembra abbastanza pulito. Ci sono circa 800 curdi. All’interno ci sono una decina di bagni e una decina di docce, pochissime rispetto rispetto ai presenti e montate da molto poco. Tutti i rifugiati con cui abbiamo parlato ci hanno detto che il cibo è cattivo ed insufficiente, e viene distribuito una sola volta al giorno, tutti e tre i pasti insieme. Non c’è il WiFi.

Campo di Oreocastro

In questo campo siamo riusciti ad entrare. La capienza è di 1500 posti, le persone accolte sono tutte arabe. Segnaliamo che ci sono attualmente 1580 persone al campo, le 80 in eccedenza non hanno accesso a nessun servizio. Non essendo registrati non ricevono né cibo, né coperte, né acqua. Alle persone registrate viene distribuita una sola bottiglia d’acqua al giorno.
Il resto del campo è quasi tutto al coperto in un hangar. E’ presente solamente un medico che lavora solo di giorno. L’acqua viene portata con delle enormi taniche, ci dicono che è insufficiente e quando finisce il campo rimane senza. Le docce sono poche e non ci sono aree separate per uomini e donne. C’è un Wi-Fi debole e alcune prese elettriche, ma i cavi elettrici passano tra le tende in modo pericoloso. I migranti ci hanno segnalato la presenza di serpenti.

Campo di Kavalari-Sinatex

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I militari non permettono l’ingresso ai volontari di qualunque organizzazione. Il campo si trova a una ventina di chilometri da Salonicco, in un’area rurale. Le tende sono state montate sia all’interno che all’esterno dell’hangar. Il campo da fuori sembra sporco. Ci sono circa 200 curdi e due famiglie di arabi provenienti da Aleppo. All’interno del campo ci sono solo 12 bagni. Non ci sono docce e non c’è acqua calda. Tutti i rifugiati con cui abbiamo parlato ci hanno detto che il cibo è cattivo e insufficiente. C’è un solo medico, quello del presidio militare. Assente il WiFi.
Essendo in mezzo ai campi i rifugiati lamentano la presenza di serpenti e scorpioni.

Campo di Sindos Karamanli

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In questo campo i militari tollerano la presenza di volontari. Il campo si trova nella zona industriale, in larga parte abbandonata, vicino a Salonicco. Un vero e proprio deserto di capannoni industriali dismessi, all’interno di alcuni dei quali sono stati attrezzati i nuovi campi. Le tende sono state montate tutte all’interno dell’hangar. Non è possibile cucinare niente autonomamente né accendere fuochi, nemmeno per fare il the. Il capannone è molto fatiscente. Il campo è pulito dai rifugiati e ospita 600 persone tra siriani e iracheni (più due famiglie curde). Le persone ci hanno riferito che l’acqua viene erogata a singhiozzo e manca l’acqua calda. Tutti ci hanno detto che il cibo è insufficiente, assente persino il latte per neonati.
Nel momento in cui eravamo lì stavano installando il Wi-Fi.

Campo di Softex

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Siamo riusciti ad entrare brevemente nel campo che si trova nella periferia industriale di Salonicco. Sono presenti 1100 persone, tutte di etnia araba tranne 40 che sono curde. La polizia è incaricata della sicurezza del campo. Ci sono 58 bagni chimici per 1100 persone. Nemmeno una doccia. L’acqua potabile è disponibile sono in bottiglietta. Il luogo è in condizioni indecenti.

Campo di Syndos Frakapor

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In questo campo non ci è stato permesso di entrare, perciò abbiamo poche informazioni. Si trova sempre nella zona industriale, le tende si trovano all’interno e all’esterno dell’hangar. I rifugiato ci dicono che è vietato accendere fuochi. L’unica organizzazione presente è Save the Children, un loro operatore ci ha detto che sono ospitati 800 curdi.
Non c’è servizio di pulizia e tutta la zona è molto sporca.
Da questa mattina non c’è acqua. Questa situazione non è un caso isolato, in più di un campo abbiamo rilevato che per lunghi periodi l’acqua corrente è completamente assente. Qui in Grecia la temperatura è già molto alta e nei campi sono presenti moltissimi bambini.

Porto di Salonicco

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Al porto di Salonicco vivono circa 340 rifugiati, la maggior parte iracheni e siriani. Non provengono da ‪‎Idomeni‬, ma vivono al porto da circa due mesi, dopo un periodo al campo di Kavala. Come negli altri campi alcuni dormono al riparo di un capannone e altre tende sono all’esterno. La polizia non ci ha permesso di accedere all’interno, ma siamo riusciti a parlare con alcuni rifugiati all’esterno. Le notizie raccolte ci raccontano una situazione relativamente positiva rispetto ad altri campi. È presente assistenza medica, acqua a sufficienza, acqua calda, internet e corrente elettrica. È presente un’associazione greca che distribuisce il cibo due volte al giorno. Ci riferiscono però che è scarso e non buono. Alcuni sono stati fortunati e sono riusciti a prendere un appuntamento tramite il servizio Skype presso un ufficio a Salonicco per la richieste di protezione internazionale. Nei prossimi giorni dovrebbero avere delle notizie in merito.

http://www.meltingpot.org/+-Campagna-overthefortress-+.html

 

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Nessuno poteva immaginare che da un rudere, da una discarica a cielo aperto in Via Fratelli Magnone, potesse fiorire il più longevo progetto politico culturale della città: Il Centro Sociale Autogestito Asilo Politico 14.05.1993 ora Jan Assen.

10426117_932945473401637_7793898268658993362_n-300x188 Nessuno credeva alla continuità di questo progetto politico, culturale ed autogestito.
Nonostante furti, incendi, devastazioni, tentativi di delegittimazione politica, sabotaggi, nelle cui intenzioni c’era la volontà di impedire la continuità, nella memoria storica locale e nazionale, dell’agire politico antagonista e di classe a Salerno del Collettivo che, ancora oggi, garantisce la continuità delle lotte in città.
Sarebbe lungo elencare le cose fatte in questi 23 anni, tantissime le cose che avremmo da dire e scrivere in quanto in questi anni di R/Esistenza ne abbiamo viste tante.
È bene, per la memoria storica, sottolineare il ruolo fondamentale del Centro Sociale Autogestito Asilo Politico:

  • Nelle lotte ambientali.
  • Per il diritto al lavoro, alla casa, alla salute.
  • In difesa della scuola pubblica.
  • Contro le guerre colonialiste e imperialiste.
  • Per la solidarietà internazionalista con viaggi in Palestina, Kurdistan, Pakistan, Marocco e Senegal.
  • Al fianco dei migranti, nell’antifascismo e antirazzismo.

Valorizzare l’impegno, la progettualità e l’azione di Asilo Politico è necessario per l’opera dinamizzatrice artistico-culturale, attraverso l‘aspetto ludico e aggregativo, fattori fondamentali per emancipare una comunità da ogni forma di barbarie, di sudditanza e di plebeismo.
csajanassen-150x150 AsiloPolitico si è sempre contraddistinto per l’agire politico locale, a dimostrazione di ciò il murale disegnato da ‘Manone’ all’ingresso della struttura che ritrae Jan Assen e Andrea Proto con Handala sul lungomare di Salerno.
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Il nostro agire locale non è mai stato condizionato, nelle analisi, riflessioni e progettualità, da  valutazioni di stampo purista, moralista o da piedistallo. È sempre stato legato al lancio di segnali politici in città, ai segnali dell’esistenza di una comunità libera e pensante sganciata dai tempi di vita dettati dall’oblio e dalla narcosi collettiva indotta, che ripudia senza se e senza ma gli atteggiamenti politici ed esistenziali di sudditanza e servilismo che fanno di Salerno una “città plebea e babba”.
In funzione di quanto sopra, il nostro Collettivo fonda la sua progettualità nell’opera dinamizzatrice della cultura e della comunicazione alternativa, partendo dalla valorizzazione del proprio patrimonio umano, culturale ed esistenziale sia su scala locale che nazionale.
In questa direzione volge l’attuale progetto di comunicazione web con il nostro nuovo sito asilopolitico.org
Ricordando Radio Asilo 100.30 Mhz, gli esperimenti di redazione con la fanzine Infoaut, diffusa anche su carta e la rivista mensile Asilo Politico a distribuzione militante in città.
La presentazione di libri e progetti internazionalisti sulla scia di quanto fatto nell’ultimo anno con Barbara Balzerani il 4 giugno 2015, Silvia Baraldini e Paola Staccioli 5 settembre 2015, Francesco Caruso il 21 gennaio 2016, Francesco Cirillo, Alfonso Natella, Adalgiso Amendola 9 aprile 2016, e ultima solo per ordine di tempo Rosa Schiano e la Cooperativa Women in Hebron sabato 16 aprile 2016.
La produzione di numeri speciali della Rivista (EXPO e Diario dai Campi), attività sperimentali di circolazione culturale e di comunicazione con l’obiettivo di creare in città una rivista di analisi, riflessione e approfondimento, rivolta alle nuove generazioni, attraverso una rete, un collettivo che veda unite le diverse espressioni di pensiero individuali e collettive esistenti a Salerno.

radio_asilo_venerdiInsieme all’attività editoriale e culturale del Collettivo, dell’Associazione Culturale Andrea Proto, inseriamo la proposta di una Palestra Popolare da realizzare presso il nostro Centro Sociale, prevedendo la destinazione del 70% della nostra struttura logistica. Vista la mancanza nei Rioni Calcedonia e Petrosino di un’area pubblica attrezzata, unaPalestra Popolare finalizzata ad attività culturali e sportive per valorizzare il binomio sport-emancipazione e socialità-salute, rivolto agli adolescenti ma non solo.

Come collettivo geneticamente politico il c.s.a. Jan Assen lavora da 23 anni, nonostante le enormi difficoltà economiche e gestionali, per il mantenimento della struttura (questa è resistenza!) in piena autonomia e con onestà ideologica e culturale oltre che nei comportamenti dei compagni. Opera da 23 anni nelle conflittualità sociali e politiche locali, nazionali ed internazionali. Continuerà la sua esperienza senza sottrarsi al dibattito politico e al confronto con le realtà sociali, politiche e culturali operanti in città.

Il Collettivo

roma-1 RADIO ONDA D’URTO – Le pressioni di un ampio fronte di realtà antifasciste e antirazziste sono riuscite a conquistare il diritto a manifestare per la manifestazione “CasaPound Not welcome” di sabato 21 maggio a piazza dell’Esquilino, lungo il percorso che era stato inizialmente richiesto e autorizzato ai fascisti del Terzo millennio per la loro sfilata razzista in piena campagna elettorale. Da Cristiana, della campagna io non dimentico Renato Biagetti .Ascolta o scarica

Di seguito il comunicato degli di Roma
Le piazze e le strade di Roma sono di chi ogni giorno le vive, le attraversa e le anima con le proprie lotte politiche e sociali. È così che le pressioni di un ampio fronte di realtà antifasciste e antirazziste di questa città e la legittimità delle lotte quotidiane sono riuscite a conquistarsi la manifestazione di sabato 21 maggio a piazza dell’Esquilino, lungo il percorso che – secondo quanto abbiamo appreso dai giornali – era stato inizialmente richiesto ed autorizzato a Casapound, l’organizzazione neofascista promotrice di campagne di odio e intolleranza.
Una piazza conquistata grazie alla fermezza degli antifascisti e delle antifasciste e alla loro indisponibilità a qualsiasi forma di mediazione al ribasso: come diciamo da giorni, un come quello di Casapound, convocato a difesa di una presunta «civiltà europea» minacciata da una altrettanto presunta invasione degli immigrati, non può passare in piazze multietniche come piazza Vittorio e piazza dell’Esquilino. La provocazione sarebbe stata inaccettabile e, per questo, nessuna altra convocazione sarebbe stata per noi possibile se non in quella piazza dell’Esquilino che ci ha visto concentrarci e manifestare migliaia di volte.
È giunta, quindi, da qualche minuto l’autorizzazione a manifestare lì, come ormai richiesto da giorni e come ribadito dalla partecipatissima assemblea all’università La Sapienza di venerdì scorso, oltre che dall’Anpi, dalla Fiom-Cgil, dal Coordinamento romano acqua pubblica, dalla conferenza stampa tenuta ieri sotto la prefettura dal Comitato madri per Roma città aperta e da decine di altre esperienze di lotta di questa città. Sabato prossimo, quindi, piazza dell’Esquilino non vedrà più il passaggio di un corteo che invita all’odio e all’intolleranza come quello di Casapound, ma sarà una piazza aperta e partecipata, animata dalle lotte sociali, dagli studenti medi e universitari, dall’Anpi, da larghi settori sindacali, da tutti gli antifascisti, gli antirazzisti e
gli antisessisti di Roma.

roma-2 La legittimità delle lotte conquista la piazza. Non possiamo, però, non sottolineare ancora una volta gli ampi spazi di manovra che vengono lasciati a Casapound dalle istituzioni.
Sabato prossimo, oltre all’annunciato corteo, i neofascistiterranno infatti il loro evento “Tana delle Tigri” all’aperto, presso il parco pubblico di Colle Oppio, in orario pomeridiano. Un parco che dipende dalla Sovrintendenza Capitolina dei Beni Culturali e che, nonostante la sua natura pubblica, ospiterà un evento in cui suoneranno gruppi come i genovesi di “Mai morti”, che già dal nome si richiamano alla X Mas della Repubblica sociale italiana e nel simbolo hanno un fascio littorio. Per non parlare poi di un altro dei gruppi invitati, quegli Spqr Skins da cui prese le distanze persino Gianni Alemanno quando, nel 2012, promossero un incontro firmato Blood & Honour, il network internazionale neonazista. Un parco pubblico che, dunque, un sabato pomeriggio di primavera sarà sottratto a coloro che vivono la città per ospitare gruppi che cantano parole di odio e di intolleranza. Chi è che con leggerezza e superficialità ha autorizzato questo evento, che scriverà una pagina vergognosa nella storia di Roma?

La lotta contro il neofascismo e contro le istituzioni che legittimano l’odio che propagano è ancora lunga. Per questo invitiamo tutti e tutte ad animare sabato 21, alle ore 9, piazza dell’Esquilino. Noi ci saremo!

#casapoundnotwelcome‬