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Decine e decine di studenti e studentesse determinate hanno bloccato il Consiglio dell’Amministrazione dell’Ateneo di Bologna che si doveva tenere stamane. Ritrovatisi di fronte alla Facoltà di Lettere e Filosofia in Via Zamboni 38, gli studenti e le studentesse hanno invaso di corsa il Rettorato, giungendo nella sala dove si teneva il Consiglio al grido di “basta tagli in Università, blocchiamo il C.d.A!”. A nulla sono serviti i tentativi dei presenti al Consiglio di proseguire la seduta: la parola è stata presa dagli studenti e dalle studentesse per ribadire che il tempo delle promesse e delle rassicurazioni fatte dal Rettore è finito, e che non c’è spazio di mediazione con chi ha dimostrato di fregarsene altamente di coloro che attraversano le facoltà e la città ogni giorno sborsando una barca di soldi per poi vedersi sbattere in faccia continui tagli ai servizi, rette aumentate, e nessuna possibilità di critica agli stessi saperi che hanno determinato la crisi e che ci propinano come incontestabili. I membri di un Consiglio di Amministrazione che ormai svolge il ruolo di regolatore di interessi privati proprio come quello delle aziende a scopo di lucro, e il Rettore, capace solo di riempirsi di belle parole e organizzare fastosissime cerimonie a porte chiuse per i suoi convitati, sono stati simbolicamente ricoperti di banconote false, per dire loro che i soldi se li possono pure tenere, e che la risposta degli studenti e delle studentesse sarà quella di estendere la lotta in tutte le facoltà, a partire dall’assemblea che si terrà Giovedì 29 Novembre al 38 di Via Zamboni, ore 17, per lanciare lo Sciopero Sociale del 6 dicembre. Uno sciopero sociale e di tutti per generalizzare la lotta contro l’austerità e che vedrà anche il protagonismo del mondo universitario in lotta in tutto il Paese a fianco dei precari e degli studenti medi. La giornata di mobilitazione è proseguita all’interno delle Facoltà di Via Zamboni per comunicare a tutti quanto avvenuto e rilanciare la mobilitazione a partire proprio da questo Giovedì. Sanzionati con lancio di uova il Provveditorato agli studi in solidarietà alle scuole superiori in occupazione, e l’ Unibo – Store, vetrina dell’aziendalizzazione del sapere in università.

Fonte: http://www.univaut.org

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Ieri mattina un gruppo di studenti e studentesse dell’Università Federico II di Napoli ha interrotto e contestato l’intervento di Anna Finocchiaro, senatrice del Partito Democratico, che era stata invitata dall’ateneo per una conferenza. Gli studenti, assieme ad alcuni precari, hanno fatto irruzione nell’aula poco dopo che l’esponente del PD aveva preso parola, srotolando uno striscione e distribuendo alcuni volantini che spiegavano le ragioni della contestazione. Il gruppo di studenti e precari ha denunciato la tendenza della Federico II ad usare gli spazi dell’ateneo come vetrina per cerimonie a cui di volta in volta vengono invitati personaggi sgraditi, come nel caso di ieri. Gli studenti hanno preso parola sottolineando come Anna Finocchiaro rappresenti in modo emblematico la politica del suo partito nell’appoggiare e sostenere l’operato del governo Monti; la senatrice, in particolare, durante l’estate si era distinta per aver lodato apertamente il ddl Fornero approvato nel mese di Giugno, che ha sferrato l’ennesimo attacco ad un mondo del lavoro precario e ricattabile. La contestazione ha poi messo l’accento sulla situazione in cui l’ateneo si prepara ad inaugurare un nuovo anno accademico: ulteriori aumenti delle tasse, aumento dei corsi a numero chiuso e nessuna garanzia per il futuro di chi accede oggi al mondo universitario. La contestazione si è chiusa ricevendo gli applausi di diverse persone presenti nell’aula.

Fonte: InfoAut