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È stata una settimana molto intensa nei quartieri di Milano. Corvetto, Giambellino, Ticinese, San Siro. Il governatore della Lombardia Maroni ha trovato, di fronte a sé, una risposta che non si aspettava. Ciò che ha contraddistinto sette giorni di lotta strada per strada è stato proprio il livello di coinvolgimento delle famiglie sotto sfratto (la Regione ha annunciato duecento sfratti per “farla finita con l’abusivismo e ripristinare la legalità”): in interi quartieri si è diffuso un senso di intolleranza verso queste operazioni di polizia portate avanti con una brutalità consueta, ma che ha assunto l’aspetto di un attacco militare alle zone di resistenza quotidiana di decine di famiglie.

Ieri, al centro sociale Cox18, si è svolta un’assemblea partecipatissima (300 persone, gente accalcata dentro e fuori) che ha discusso a lungo sulle iniziative di risposta da mettere in campo all’attacco portato contro le situazioni di lotta che si muovono sul terreno dell’occupazione delle case e la resistenza agli sfratti. Tra queste, la proposta di una giornata di mobilitazione generale sull’abitare per sabato 6 dicembre, nel capoluogo lombardo. Un’ulteriore ipotesi, vedrebbe questa giornata seguita, domenica 7, da un’assemblea al mattino (sempre a Milano) e un’ulteriore mobilitazione contro la passerella politico-imprenditoriale-finanziaria della prima della Scala (sempre il 7 dicembre), cui sarà presente anche Renzi. Due giorni per esprimere, assieme alle tante famiglie occupanti e sfrattate presenti in assemblea, la rabbia che il piano sgomberi di Maroni (che sembra già corso ai ripari, iniziando a moderare i toni bellicosi di una settimana fa) ha provocato e continuerà a provocare. Nei prossimi giorni i comitati milanesi discuteranno queste proposta nelle loro assemblee.

Sul breve periodo si tenterà invece, a partire dalla settimana entrante, di coordinare sul territorio anche le risposte agli eventuali sgomberi. Una prima proposta concreta, assunta dall’assemblea, è quella di una giornata di lotta e mobilitazione diffusa nei quartieri in cui operano comitati anti-sfratto per giovedì 27 novembre. Giovedì 4 dicembre si terrà un’altra giornata di iniziative coordinate nei diversi quartieri milanesi. L’assemblea al Conchetta non ha mancato di elaborare un’analisi della situazione attuale, dove la battaglia contro l’art. 5 resta prioritaria intorno al problema casa, con l’opposizione alle politiche amministrative di stacchi di luce e altri servizi alle occupazioni, contro l’infamia dei sanitari divelti dalle amministrazioni negli appartamenti vuoti al fine da rendere impossibile la riappropriazione concreta delle case. L’assemblea (che si è aperta con la proiezione di un video-racconto della settimana che si è appena conclusa) ha anche rilanciato la partecipazione degli occupanti e delle famiglie sotto sfratto allo sciopero generale previsto per il 12 dicembre.

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Ogni giorno il racconto su chi siamo, su cosa dobbiamo aspettarci dalla vita e su come comportarci per ottenerlo ci viene calato dall’alto da una nuova razza padrona. L’attacco nei nostri confronti viene portato avanti con scientifica metodicità da un governo che osa disarticolare e cancellare quanto Berlusconi e soci, solo qualche anno fa, non avrebbero mai osato mettere in discussione.

Nel frattempo, il Jobs Act è passato in Parlamento senza che nessuna voce si sia levata contro, mentre le classi subalterne hanno fatto da spettatrici passive all’operato di chi gli stava, letteralmente, muovendo contro una guerra.

La lunga teoria di date, scioperi e sciopericchi che costellano un autunno finora sostanzialmente muto dal punto di vista del conflitto sociale, sono altrettanti esempi della debolezza dell’opposizione sociale in questo paese

Se la responsabilità di questo marciare separati (senza per questo riuscire a colpire uniti) è collettiva, a chi ha costruito la giornata di mobilitazione di domani va riconosciuto il merito di aver colto l’urgenza di una mobilitazione che non deve necessariamente attendere la metà dell’autunno per provare ad opporsi allo scempio che stiamo subendo. (Se la Cgil si appresta d organizzare uno sciopero generale a Jobs Act ormai operativo, c’era anche chi assicura che la legge delega avrebbe impiegato mesi per essere approvata!)

Nelle prossime ore non faremo certo la rivoluzione ma proveremo almeno, a partire da lotte reali e diversi esperienze di radicamento sociale e territoriale, a sperimentare concretamente quell’ipotesi politica che chiamiamo sciopero sociale metropolitano… a partire dal 16 ottobre, verso il 14 novembre e oltre.

Queste le iniziative di lotta di oggi:

Bologna — > h 9 – p.za dell’Unità (Lotta x la casa – Social Log); h 8 – fuori dalle scuole cittadine h  9.00 – Porte dei viali di Bologna (studenti – CAS); h 8.30 – p.za Verdi (universitari/e – CUA); h 6 – Interporto di Bologna (facchini, SiCobas, Laboratorio Crash!)

Brescia — > h 18 – p.za della Loggia _ corteo

Catania — > h 9: #Blocchiamo La Città: Piazza Santa Maria di Gesù

Cosenza — > h 9  – Pensiline Unical; h 9 – Piazza Cappello

Firenze — > h 8 – Mobilitazione contro caro-affitti e caro-vita: picchetti via bolognese 70 e via Petrella 62; h 9.30 – corteo studentesco, Piazza S.Marco

Lovere — > h 9 – Piazza Tredici Martiri

Milano — > Dalle 6 del mattino fino al pomeriggio tutti gli appuntamenti e le iniziative di lotta di MILANO SCIOPERA; Corteo studentesco 100% meticci e ribelli vs razzismo e leganord! Ore 9.30 Largo Cairoli

Modena — > Ritrovo e partenza h 8,30 Via Carteria Modena

Palermo — > h 9 – Concentramento di fronte al Polididattico (Ed.19 Scienze); h 9 – Piazza Verdi – Teatro Massimo

Padova — > h10 – Presidio di fronte alla sede dell’Ater (via Raggio di Sole)

Pisa — > h 9 – Logge dei Banchi

Roma — > h 11 sotto la Minerva dell’Università e h 15 assemblea pubblica

Torino — > appuntamento alle 23:00 di mercoledì 15 davanti al CAAT

Verona — > h 12 – Piazza Brà

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Siamo all’inizio di un altro scolastico, ma molti dei problemi che ci trovavamo a cercare di risolvere intorno alla scuola l’anno scorso non sono cambiati. I giovani non hanno un posto in questa società, né un presente dignitoso né un futuro certo. A scuola siamo sottomessi e chiusi come carcerati con i loro 10 minuti di libertà, tutto questo per un diploma che non ci da reali opportunità, se non quella di essere sfruttati in stage e tirocini non pagati. Quando lasciamo la scuola (e sono sempre più quelli che lo fanno prima di diplomarsi) ci tuffiamo nel mondo della precarietà e della disoccupazione, che sale ogni giorno verso il 50%.

Giovani e studenti non hanno quindi possibilità di mantenersi da soli, eppure devono affrontare ogni giorno molte spese solo per poter andare a scuola. Ad esempio i trasporti, sempre più costosi e meno efficienti, oppure i libri scolastici, che cambiano edizione ogni anno e senza alcuna modifica dall’anno passato costano sempre di più. Così la scuola diventa un’occasione per alcuni di fare soldi sulle spalle delle famiglie. In questo consiste il modello di scuola-azienda portato avanti dalla nuova riforma scolastica Renzi-Giannini che favorisce ai privati la manipolazione delle nostre scuole, e priva l’insegnamento di ogni capacità critica o ragionamento impoverendo programmi che sono molto ampi, ma privi di reali contenuti. Questo sistema tende a standardizzare ogni cosa (come se ci fossero anche solo due studenti che hanno lo stesso trascorso, in casa come a scuola) e a imporre un’impostazione meritocratica che alimenta solamente logiche di mercato, per nulla utili alla formazione dei ragazzi che hanno bisogno di sentirsi tutti egualmente supportati e coinvolti nella didattica.

Per questi motivi l’anno scolastico inizia già con una serie di appuntamenti che ci vedranno vivere le piazze e formare da subito una contrapposizione reale a chi ci vuole ignoranti e “pecore”, capaci solo di ascoltare e obbedire a ciò che ci viene detto, nel migliore dei casi, o ordinato. Il 3 ottobre sarà il punto d’inizio per un percorso di mobilitazione che raggiungerà il suo culmine il 16 ottobre. Sarà una giornata di azioni, cortei, volantinaggi in tutta Italia: vogliamo che tutti e tutte prendano coscienza di ciò che è diventato il mondo della formazione e che si uniscano al nostro grido con un forte: ‪#‎IONONCISTO!

Anche il 2 ottobre a Napoli hanno deciso di non starci e di contestare la riunione del Gouverning Council della Banca Centrale Europea. Le varie realtà dell’autorganizzazione sociale hanno infatti deciso di scendere in piazza per dare una risposta netta e determinata a questi personaggi che sono i diretti responsabili della crisi finanziaria, che dettando legge sull’intera eurozona governano l’economia di tutta Europa. Inoltre la BCE rappresenta in maniera evidente l’impostazione capitalistica delle grandi potenze che tengono i fili del potere mondiale, con logiche di mercato e profitto che portano solo a una competizione malsana per il solo profitto e a un maggiore impoverimento delle fasce di popolazione più deboli.

Insomma, il periodo che ci aspetta sarà denso di iniziative che attraverseranno moltissimi territori, a riprova del fatto che ormai la sfiducia nelle istituzioni è diffusa e generalizzata e che le persone non ci stanno più a una vita destinata fin dalla nascita allo sfruttamento e all’accettazione di un governo che pensa solamente al proprio tornaconto. Non sei soddisfatto del modo in cui ti insegnano a scuola? Il costo dell’autobus e dei libri supera qualsiasi tua più fervida fantasia? Hai lasciato la scuola per lavorare perché la tua famiglia non poteva più sostenere il prezzo degli studi? Hai altri problemi che non abbiamo elencato? Partecipa e riempi dei tuoi problemi e necessità le contestazioni e insieme porteremo in piazza, sulla bocca delle persone e sui muri delle città tutte le necessità dei giovani precari di oggi.

Ma non ci fermeremo lì. Perché una protesta non si deve limitare a un’unica data, una protesta è un lungo percorso ricco sia di momenti di manifestazione del dissenso, sia di iniziative informative, di socialità, di azioni più incisive. Così da questa data continuerà il periodo di mobilitazione che ci vedrà tornare in piazza il 10 ottobre, giornata di mobilitazione nazionale, in cui andremo a sostenere ancora una volta la nostra decisione e la nostra fermezza nel dire “Io non ci sto!” alla trasformazione della scuola in azienda, ai governi che negli anni sono stati capaci solamente di peggiorare la situazione e di fare tagli su tagli su qualunque cosa.

Questo periodo culminerà poi nella giornata di sciopero sociale del 16 ottobre, che ci vedrà scendere in piazza a fianco di facchini, precari, occupanti di case, studenti universitari e tutte quelle parti della società sfruttate e maltrattate per bloccare tutto, chiarire i nostri bisogni e rivendicare il diritto a casa, reddito, dignità!

Fonte: Studaut

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Anche quest’anno, qui nei luoghi storici della nostra resistenza e in questa Valle che da oltre un ventennio non si arrende, ci prepariamo ad una nuova estate di lotta. In questi mesi abbiamo continuato a mettere in campo tutte le nostre energie per affrontare ogni duro momento che abbiamo incontrato lungo il nostro cammino e per continuare questa battaglia con intelligenza e pazienza. Molte cose sono cambiate dagli scorsi anni. La talpa, anche se molto più lentamente di quanto vorrebbero, scava e il cantiere è una realtà che devasta e inquina il territorio circostante.

Esercito, militarizzazione e controllo del territorio sono realtà con cui noi Valsusini abbiamo imparato a fare i conti quotidianamente, ma non ci abituiamo a questa situazione, anzi è pratica collettiva lavorare per inceppare questo meccanismo, a partire dalle più piccole iniziative fino ad arrivare alle manifestazioni di massa che continuano a dimostrarci quanto sia solida la nostra forza nonostante il passare del tempo. La Procura Torinese ha continuato durante quest’anno ad indossare l’elmetto, consapevole ormai che un movimento come quello No Tav non può essere scalfito da qualche denuncia e da titoli roboanti sui giornali. Ed ecco il tentativo, che addirittura la Cassazione valuta spropositato, di incarcerare quattro di noi con l’accusa di terrorismo. La risposta, non scontata al giorno d’oggi ma spontanea per il movimento, è stata quella di stringersi ancora di più attorno agli arrestati, alle loro famiglie e mettere in piedi una campagna per la loro liberazione che sappiamo ben presto avverrà.

In questo paese sempre più devastato dalla crisi, solo più in pochi riescono a credere che si troveranno i soldi per portare avanti un’opera così costosa e i lavori, con le promesse dei vari politicanti, una dopo l’altra si infrangono contro una realtà fatta di povertà sempre più diffusa tra la popolazione. Se da un lato la Francia e diversi altri paesi europei fanno molti passi indietro, ogni nuovo governo italiano fa automaticamente sua la battaglia per la costruzione della Torino-Lione, da destra a sinistra, senza se e senza ma. Troppi sono gli interessi in gioco, troppo comodo ed assodato il sistema per ingrassare le tasche dei soliti noti. Per loro sfortuna però, prima o poi, sono tutti costretti a fare i conti con i fatti e, soprattutto, con il movimento che compatto continua il suo percorso di opposizione.

I grandi appalti, da sempre portatori di notevoli interessi, anche in Valle sono sempre più in odor di mafia nonostante in molti si affannino ad elevare il cantiere di Chiomonte come esempio di una trasparente gestione. Purtroppo per loro oggi ci sono anche le carte che parlano chiaro. Abbiamo imparato in questi anni che i nostri luoghi di battaglia sono molti. Sul territorio, nelle piazze, in tribunale, nell’informazione e su ognuno di questi ambiti quotidianamente ci attrezziamo e giochiamo le carte a nostra disposizione. Non lasciamo nulla di intentato consapevoli che, alla fine, saremo noi a determinare il risultato di questa giusta battaglia grazie al nostro coraggio e al nostro spirito indomabile.

Con l’inizio dell’estate un nuovo fronte di questa battaglia dev’essere riaperto in tutti i luoghi che valuteremo necessari e con le modalità che decideremo di darci, ma con la consapevolezza che quella che sta arrivando dovrà essere un’altra importante estate di lotta. Inviatiamo pertanto in Valle tutti i No Tav che vorrano unirsi a noi nei mesi estivi, dando alcune indicazioni generali che verrranno definte meglio poco alla volta:

– Da questa settimana si apre l’accoglienza presso il campeggio di Venaus che fino all’11 luglio sarà autogestito. Pertanto tutti sono invitati a portare il necessario per prepararsi da mangiare ed attenersi scrupolosamente alle indicazioni che il movimento darà.

– L’11, il 12 e il 13 luglio, sempre a Venaus, ci sarà una tre giorni nazionale di discussione, confronto e iniziative in cui temi principali saranno l’estate in corso e le lotte che vedranno protagoniste le varie realtà italiane nella stagione autunnale.

– 17-27 luglio. LA VALSUSA IN MARCIA CONTRO IL TAV Dal 17 al 27 luglio, mentre continuerà ad essere garantita l’accoglienza al presidio di Venaus, il movimento No Tav organizza la marcia/campeggio itinerante contro il Tav. Tappe della marcia saranno Avigliana, Vaie, San DIdero, Bussoleno, San Giuliano di Susa , Venaus e Chiomonte. Per poi concludersi con la consueta marcia Giaglione / Chiomonte.

L’estate continuerà poi per tutto agosto ma il resto lo costruiremo insieme, strada facendo

Ci vediamo in Valsusa!

Fonte: notav.info

La Valle chiama, l’Italia risponde. Dalle 18.00 così come chiesto dall’assemblea popolare No Tav in tutta la Penisola ci saranno manifestazioni, presidi e assemblee per ribadire che la stragrande maggioranza della popolazione italiana è contro la costruzione della linea ferroviaria superveloce Torino-Lione e soprattutto che non è con la violenza di stato che si risolvono i problemi. “Non possiamo accettare passivamente una repressione tipo Cile di Pinochet, – scrivono nella nota di convocazione i No Tav – bar assaltati, teste rotte, macchine incendiate dalle forze del DIS-ordine, gente inseguita nelle abitazioni private. I media sono diventati, tutti, servi di regime che rilanciano all’infinito il filmato di uno che chiama Pecorella un carabiniere già assunto a livello di eroe per non avere risposto, magari massacrandolo, a questa gravissima offesa; gli stessi media che riportano sotto tono la notizia di giornalisti inseguiti e malmenati o di vetrine rotte di ristoranti ad opera della polizia”. Gli appuntamenti confermati fino a ora in Italia sono (in ordine alfabetico): ANCONA, ore 18, alla Stazione; BARI, ore 18, Piazza Prefettura; BERGAMO, ore 18, piazzale Marconi; BOLOGNA, ore 18, Piazza del Nettuno; BRESCIA, ore 18, piazza della Loggia; BRINDISI, ore 18, in Piazza Vittoria, CAMPOBASSO, ore 18, Piazza Prefettura; CASSINO, ore 18, alla Stazione ferroviaria; CATANIA, ore 18, in piazza Università; CREMONA, ore 18, al Centro Sociale  Dordoni; FERRARA, ore 18, Corso Ercole I d’Este; FIRENZE, ore 18, Ponte al Pino; GENOVA, ore 18, davanti alla Prefettura Largo Eros Lanfranco; LA SPEZIA, ore 17.30, piazza Europa; LECCE, ore 16.00; MANTOVA, ore 18, spazio sociale LaBoje; MESSINA, ore 16.30, davanti al Comune; MILANO, ore 18, sotto i tabelloni Stazione centrale; NAPOLI, ore 18, Palazzo Giusso – Università Orientale; NOVARA, ore 18, in piazza Garibaldi; PADOVA, ore 17.30, piazza Antenore sotto la Prefettura; PALERMO, ore 17, rotonda di via Oreto (svincolo per l’autostrada); PERUGIA, ore 17, in piazza Italia davanti alla Prefettura; PISTOIA, ore 18, piazza Gavinana; ROMA, ore 16, assemblea a La Sapienza – Fisica; SALERNO, ore 18, piazza Portanova; SAVONA, ore 18, Corso Italia angolo Via Paleopaca; TARANTO, ore 18, via Anfiteatro davanti la Prefettura; TORINO, ore 17, ritrovo alla tangenziale ingresso Rivoli; TORINO, ore 18, sotto la sede RAI Via Verdi; TRENTO, ore 18, piazza Duomo; TRIESTE, ore 18, piazza Unità sotto palazzo del Comune; VERNETTO, ore 18, località tra Bussoleno e Chianocco.

Qui di seguito proponiamo una riflessione di Doriana Goracci sul Tav e le connessioni pericolose (leggi Mafia) relative all’intero progetto alta velocità

Non è mai  volato un certo Aeroporto a Viterbo ma un considerevole numero di persone, appartenente al più ampio schieramento politico, è riuscito a far credere che sarebbe altamente e velocemente decollata l’occasione ad esempio del lavoro per i tanti giovani precari della zona e dello svecchiamento per la Ferrovia Roma Viterbo. Il magistrato Ferdinando Imposimato aveva scritto il 26.12.2010  alla dottoressa Antonella Litta del Comitato “Coi piedi per terra” quanto segue: “Carissima Antonella, avete instancabilmente difeso la vostra terra meravigliosa, con coraggio tenacia e saggezza. Altri non hanno saputo farlo e sono stati travolti dall’inquinamento, dalla speculazione selvaggia e dalla malavita. I criminali che avevano fatto gli accordi sottobanco alle spalle del coraggioso popolo viterbese e del suo territorio, patrimonio dell’umanità, promettendo la creazione di un aeroporto inutile e devastante, in cambio di vantaggi personali, ora sono in difficoltà per le promesse non mantenute. Condivido con voi la gioia di avere vinto su lobbies potentissime e trasversali, e abbraccio gli agricoltori che hanno sostenuto la vostra battaglia senza mai arrendersi. Vergogna a quelli che volevano distruggere la vostra terra, che è  anche nostra spero di vedervi presto e vi stringo forte al mio cuore. Viva Viterbo e coloro che la difendono con passione civile”. Lo leggo spesso il magistrato, attraverso quel fiume poliedrico di Facebook, come leggo in questi giorni le notizie NO TAV, di cui ho costantemente scritto nel tempo, non potendo esserci davvero sul posto con loro. Girava stanotte una foto di Luca Abbà  e le sue parole, lui che  è ancora in precarie condizioni di vita: “Per chi non mi conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna. L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito (“uno del Pd”) questa estate a farsi una giornata di lavoro con me al mio ritmo e con i miei orari, voglio vedere se riesce ad arrivare sano a fine serata! Chi mi ha visto lavorare sa cosa intendo”. E tra le tante note e riporti di Facebook è ritornato anche il libro che scrisse Ferdinando Imposimato nel 1999, “Corruzione ad Alta Velocità”,coadiuvato da  Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato: “Sono Ferdinando Imposimato, ex Senatore che ha fatto parte della Commissione parlamentare antimafia e fin dal 1992 mi sono occupato dall’alta velocità. Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa, perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi altri collaboratori nel Centro e nel Sud e nel Nord dell’Italia, cioè arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi…”. Torna alla ribalta quel documento agghiacciante che nella scheda NO TAV Torino così presenta: “Ci vogliono una certa dose di coraggio ed uno stomaco robusto per leggere ‘Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel Governo invisibile’. Ma è un’occasione per guardare in faccia la realtà. Lo scandalo del TAV è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche…”. E’ questo, in sostanza, l’approdo del viaggio costituito dal libro. E’ il risultato di una rigorosa inchiesta, condotta con grande professionalità dagli autori, una ricerca della verità che seguendo il filo delle vicende legate al TAV attraversa gli anni ’90 della storia italiana. E’ lo sviluppo di una specie di trama gialla in cui via via vengono scoperte tessere che restituiscono un mosaico di insieme sempre più inquietante: ad ogni capitolo crescono gli intrecci e le dimensioni del groviglio di interessi che si nasconde dietro la Grande Opera, ma solo alla fine si capisce pienamente la ragione per cui l’Alta Velocità abbia tanti sostenitori tra gli imprenditori ed i politici “di rango” di questi anni 2000. Ferdinando Imposimato, ex giudice, è il tenace conduttore dell’indagine che nasce nel 1995 in seno alla Commissione Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in Campania, ma che presto si allarga a livello nazionale coinvolgendo noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano coperture e depistaggi compiacenti”. E ancora, Il giudice Imposimato choc: “Falcone e Borsellino uccisi per le inchieste sugli appalti pubblici e la Tav. La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della Commissione antimafia, non è mai stata discussa dalla commissione stessa”. E’ quanto afferma ai microfoni di “Ho scelto Manà” il giudice Ferdinando Imposimato, autore di ‘Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile’ (ed. Koiné Nuove Edizioni; pp. 191; € 14,50), un libro inchiesta sulla grande opera dell’alta velocità. “Quando nel 1992 stava prendendo avvio la Tav, – dice – mi accorsi che quest’opera pubblica era accompagnata da bombe e attentati contro le imprese che si trovavano lungo la tratta. Essendo allora membro della Commissione antimafia, decisi di fare un’inchiesta perché mi resi conto che nell’opera confluiva anche la malavita organizzata al fine di lucrare somme ingenti attraverso la moltiplicazione dei costi. E’ venuto fuori che nella Tav partecipavano politici corrotti e imprese della mafia”. Il costo dell’opera, come venne fuori nei vari processi di tangentopoli, che partiva da 29mila miliardi di lire, avrebbe dovuto raggiungere la somma di 300mila miliardi. La cifra – continua Imposimato – serviva per coprire le ‘mazzette’ alla mafia e ai politici. Inoltre, la linea Tav è strettamente connessa con la morte di Falcone e Borsellino, i quali, parallelamente a me, avevano riscontrato le stesse ‘anomalie’ nel progetto Tav”. Tornando indietro cronologicamente, gli omicidi dei due giudici siciliani avvennero nel 1993, circa un anno dopo l’avvio del progetto della Tav. “Nonostante vi siano documentazioni delle connessioni con le mafie e con la corruzione politica, – conclude – la mia relazione non è mai stata discussa nella Commissione antimafia perché dopo due anni venne sciolto il Parlamento, a mio avviso, proprio per la mia inchiesta. Non potendo votare a favore per un’alta velocità imperniata sulla corruzione, la mia relazione non è stata mai più discussa. Tutto questo è di una gravità inaudita in quanto un’inchiesta fatta da un relatore su incarico del presidente della Commissione antimafia, non è mai stata presa in considerazione dalla Commissione antimafia”. Ci tenevo a far conoscere il più possibile anche questa voce, che certo non è anonima e forse molti avrebbero il gran desiderio di vedere spenta. Ma a noi piace il sole, la luna e le stelle e la Terra da difendere, chi è Umano: Geografie…Sarà Orgoglio pennuto? Può darsi. Ah sarà dura.

Doriana Goracci

A conclusione dell’assemblea pubblica tenutasi presso la sede del GRIDAS, indiciamo un presidio davanti al Palazzo di Giustizia (Centro Direzionale) in concomitanza con il processo che vede il GRIDAS tra gli imputati di “invasione di edificio pubblico” la cui prima udienza è fissata per domani 28 dicembre 2010 alle 9. Sebbene si tratti di una udienza preliminare è importante ribadire sin da adesso la gravità di questo procedimento per cui facciamo appello a tutti coloro che a giugno hanno preso parte alla straordinaria mobilitazione in sostegno del GRIDAS perché questa battaglia è la battaglia di tutti per la rivendicazione degli spazi pubblici. MARTEDI’ 28 DICEMBRE 2010 a partire dalle 8,30 e fino al termine del processo si terrà un presidio di sostegno al GRIDAS al Centro Direzionale, davanti al Palazzo di Giustizia. Vi aspettiamo numerosi, nonostante il periodo di feste: riappropriamoci del nostro futuro, riappropriamoci degli spazi che abbiamo resi vivi e produttivi di cultura perché è sull’ignoranza che prosperano camorra e malaffare.

IL GRIDAS NON SI TOCCA!!!

Sostieni il GRIDAS!!!

Il GRIDAS (gruppo risveglio dal sonno, con riferimento alla frase di una delle incisioni della “quinta del sordo” di Francisco Goya: “El sueño de la razon produce mostro”) è un’associazione culturale senza scopo di lucro fondata nel 1981 da Felice Pignataro, Mirella La Magna, Franco Vicario, e altre persone riunite dall’intento comune di mettere le proprie capacità artistiche, culturali, al servizio della gente comune per stimolare un risveglio delle coscienze e una partecipazione attiva alla crescita della società. Il GRIDAS ha da subito stabilito la propria sede nei locali abbandonati del Centro Sociale dell’Ina Casa di Secondigliano, poi Scampìa (periferia nord di Napoli), in via Monterosa 90/b. Locali più volte e in più riprese ristrutturati e mantenuti funzionanti. L’opera del GRIDAS si è caratterizzata, negli anni, soprattutto con i murales realizzati da Felice Pignataro con gli altri membri del gruppo e con le scuole o i soggetti attivi che si sono rivolti all’associazione per avere un supporto “visibile” alle proprie battaglie sul territorio del napoletano e non solo. Visibilità data dai variopinti e espressivi striscioni, dall’animazione con i tamburi, dalle dimostrazioni con il “Televisore a mano” con rulli dipinti appositamente per le differenti lotte, dai murales che perduravano anche dopo la giornata di mobilitazione, dagli autoadesivi linoleografati autoprodotti su carta fluorescente. Interventi spesso richiesti all’ultimo momento tanto che Felice creò la definizione del “Pronto soccorso culturale”. Inoltre, il GRIDAS promuove dal 1983 il carnevale di quartiere a Scampia su temi di attualità e laboratori per il recupero della manualità, cineforum gratuiti alternativi presso la propria sede proponendo film normalmente “evitati” o relegati in tarda notte dalla TV o dalle sale cinematografiche. Con la scomparsa di Felice il GRIDAS ha perso, tra l’altro, la grande potenzialità della capacità che aveva lui di rappresentare in immagini iconografiche, chiare e facilmente comprensibili da tutti, le voci della protesta, le battaglie e le ingiustizie del mondo; ma prosegue, comunque, il cammino intrapreso con Felice per un risveglio delle coscienze e della creatività. Info: http://www.felicepignataro.org/home.php?mod=gridas

NOI LA FIDUCIA NON VE LA DIAMO!!!

 

DOMANI A PARTIRE DALLE 10,30 SU

 

ww.buco1996.wordpress.com

 

LA DIRETTA DA DENTRO E FUORI IL PALAZZO

 

NEL GIORNO IN CUI SI VOTA LA FIDUCIA

 

AL GOVERNO BERLUSCONI!!!

 

LIBERA INFORMAZIONE

 

IN LIBERO STATO!!!

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell’acqua, promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.

Hanno posto la loro firma per una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune,contro ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.

Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto un’imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene fondamentale per la vita : questa importante decisione non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.

Per questo, per non tradire la fiducia e le aspettative della popolazione, chiediamo la MORATORIA :

un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze previste dalla “ legge Ronchi”e per la soppressione degli ATO..

La battaglia per l’acqua, per la sua riappropriazione sociale , per la sua gestione pubblica e partecipata, è di per se un valore che si inserisce in un orizzonte più vasto : quella della tutela dei diritti e dei beni comuni , della “ Madre Terra “ nostra casa comune !

Dal 29 novembre al 10 dicembre 2010 si riunirà a Cancun la 16°  COP, dove nell’ambito dell’Onu, i Governi discuteranno su una delle grandi emergenze che il pianeta si trova ad affrontare: quella dei cambiamenti climatici di cui già oggi oltre 600 milioni di esseri umani, soprattutto nel Sud ma sempre più spesso anche nel Nord del mondo, subiscono le conseguenze negative dei disastri ambientali.

Un anno fa a Copenaghen, i governi dei paesi industrializzati decretarono il fallimento del COP 15 per i loro interessi speculativi e di profitto. e di profitto. In quella occasione, a Copenhagen e in tutto il mondo, ci furono grandi manifestazioni per dire “responsabile è il sistema, non il clima”, perché è l’insostenibile modello di sviluppo che domina il mondo a distruggere non solo il presente ma anche le speranze di futuro.

Per questo a Cancun, come nel mondo e in Italia, i movimenti sociali manifesteranno per dire a chiare lettere che se il clima fosse stato una banca sarebbe già stato salvato e che il cambiamento climatico si combatte con la giustizia sociale e ambientale.

Sabato 4 dicembre sarà possibile seguire in tempo reale sul sito di Global Project e su quello del Forum italiano dei movimenti per l’acqua la cronaca SMS delle tante iniziative e manifestazioni regionali. Invia gli SMS anche dalla tua città al numero 389.5313511.
La diretta radiofonica sarà curata da Radio Ciroma con collegamenti dagli attivisti che si trovano a Cancun per il COP 16, dalle ore 14.30 alle ore 18.00.

Le singole iniziative le trovate a questo indirizzo:

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.phpoption=com_content&view=article&id=648&Itemid=114

Nuoro: dibattito sulla libertà di informazione

Domani, alle 10.30, presso l’Auditorium Biblioteca “S. Satta”, Piazza Asproni gli “Amici de Il Manifesto” di Nuoro organizzano il dibattito: “La pluralità dell’informazione è ancora un diritto?”. Incontro con Valentino Parlato fondatore del quotidiano Il Manifesto. In collaborazione con Consorzio per la Pubblica lettura “S. Satta”.

Salerno: Cineforum antidittatoriale

“Democrazia Dittatoriale – la storia si ripete”. E’ il tema scelto per il cineforum organizzato dal Csa Villa B.C. di Salerno. Il secondo dei sette film, di cui è composta la rassegna, è Draquila di Sabina Guzzanti. Chi vuole partecipare alla visione può recarsi in via degli Uffici Finanziari domani sera alle 21. Tutte le pellicole hanno come comune denominatore il raccontare la storia del nostro presente dall’epoca del Nazismo; si scopre che in 60 anni è cambiata solo l’apparenza, solo la facciata. Apriamo gli occhi!!!

Bari: Fiera delle Autoproduzioni

Seconda edizione della Fiera delle Autoproduzioni al CSOA Mercato Occupato. Come tradizione ogni seconda domenica del mese anche domani ritorna la fiera che propone “un’altra economia possibile”. Nel corso della giornata musiche, esposizioni e degustazioni di prodotti biologici, bancarelle di artigianato, esibizioni di giocolieri e mostre fotografiche. Alle 22:00 chiuderà la giornata Daniele Di Maglie con la sua consueta e imperdibile esibizione acustica. Ore 9/24.

Roma: Flash Mob per i beni culturali

“Areggi” è il titolo dato al Flash Mob che si tiene domani a Roma precisamente al Colosseo lato Foro Imperiali. La protesta ha come tema quello del sostegno per i beni culturali e il patrimonio artistico che nel nostro paese cadono a pezzi. Alle 11.45 il ritrovo; non c’è un punto di aggregazione preciso, l’importante è stare nei pressi delle mura del Colosseo come se foste un turista qualunque. Alle 12, al segnale di allarme (una sirena, un campanaccio, un fischietto), tutte le persone presenti corrono verso le mura del Colosseo, come se stesse crollando improvvisamente, e reggono, sostengono le mura. A quel punto si tirerà fuori lo striscione “Beni culturali. Sosteniamoli” e un po’ di musica.

Cava de’ Tirreni: Dal Rnb all’HipHop per una domenica danzante

“Night to feel” è la serata che vedrà protagonista i suoni  Black Music, Rnb, HipHop, Neo Soul di Dj Arnold. Al Badroom, in corso Principe Amedeo 233, una domenica sera danzante che si apre con la cena a buffet alle 20.