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16.03.2003 – 16.03.2017: quattordici anni fa, la notte nera di . Davide “” Cesare, compagno milanese, ucciso per mano fascista in via Brioschi. Dax, quella notte, fu aggredito, insieme ad altri compagni del centro sociale Orso, da 3 neofascisti, padre e figli, che lo ferirono a morte, a coltellate.
Compagne e compagni si recarono poi all’ospedale , dove fu portato il corpo di Davide, subendo una ferocissima repressione, fatta in quelle ore di teste rotte e violenza insensata e – nei mesi e anni successivi – di pesantissime condanne pecuniarie, che tutt’ora gravano su antifascist* meneghini. Il processo scaturito ha portato infatti in Cassazione, nel 2011, a una pena di 20 mesi di reclusione e al “risarcimento” di 130mila euro a carico di due compagni.

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Stasera, giovedì 16 marzo 2017, l’appuntamento per tutte e tutti è proprio in via

Con noi Davide, compagno amico di Dax e dell’associazione Dax – Sedicimarzoduemilatre.

Ascolta o scarica qui.

Di seguito, il comunicato per l’appuntamento di giovedì 16 marzo 2017 a Milano:

Alle ore 21:00 Partenza del corteo da via Brioschi!

Dalle ore 18:30 concentramento in via Brioschi!
Rappresentazione teatrale a cura di Daniele Biacchessi su Fausto e Iaio, per presentare il film-documentario da poco uscito.
Seguiranno gli interventi dei compagni di Fermo sull’uccisione per mano fascista di Emmanuel Chidi Nnamdi e dei compagni e parenti di Abd El Salam anche lui morto durante un picchetto, ucciso dall’arroganza del capitalismo.

Antifascismo è anticapitalismo, anticapitalismo è antifascismo!

Aquì no se rinde nadie!

Sono passati 14 anni dalla scomparsa di Dax, compagno ucciso durante un agguato fascista, e dagli scontri all’ospedale San Paolo di Milano. In una fase storica in cui assistiamo a un progressivo diffondersi di politiche di esclusione a danno di profughi ed immigrati, e il proliferare di rigurgiti razzisti che ne giustificano l’applicazione, questo anniversario lo dedichiamo a due migranti uccisi dal servilismo fascista e dall’arroganza del capitalismo.
Si tratta di Abd El Salam, ucciso nel settembre scorso a Piacenza davanti ai cancelli del suo posto di lavoro, mentre lottava per i propri diritti, e di Emmanuel Chidi Nnamdi, ammazzato nel luglio 2016 a Fermo per aver risposto agli insulti di un esponente di Casa Pound. Entrambi hanno versato il loro sangue perché non hanno accettato il sopruso e il razzismo, reagendo con fierezza e determinazione alle ingiustizie. Storie che ci appartengono come quella di Dax, che entrano a far parte delle nostre lotte e della nostra memoria, esempi importanti per chi non abbassa la testa e non si arrende.
L’assemblea allargata delle compagne e compagni di Dax ha voluto dare, come ogni anno, questo significato antifascista e anticapitalista alla giornata del 16 marzo. Nel presidio in via Brioschi e durante il corteo nel quartiere Ticinese, porteremo tematiche alle quali Dax ha dedicato la propria esistenza: la lotta per il diritto alla casa, l’antifascismo e l’antirazzismo, l’internazionalismo, la lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla donna e sulla natura.

Contro fascismo e razzismo Dax vive nelle lotte!images

http://www.radiondadurto.org/

1.jpgSono circa un migliaio i manifestanti che si sono riuniti dietro lo striscione dell’Anpi ‘Genova non dimentica ora e sempre resistenza’ per il corteo che arriverà in piazza Sturla in concomitanza del convegno organizzato dalle ultradestre europee.
Una cinquantina gli antagonisti dei centro sociali. “Vogliamo esprimere il nostro sdegno rispetto alle presenze che arriveranno a Genova – ha spiegato Massimo Bisca, presidente di Anpi Genova – persone condannate nei loro paesi per avere esaltato le SS, partecipato a pestaggi, aver negato l’Olocausto, essere stati xenofobi, razzisti.
Il sindaco di Genova Marco Doria si è unito al corteo guidato dall’Anpi è che ora a trova a pochi metri dall’inizio della zona rossa che blinda tutta l’area attorno alla sede di Forza Nuova dove fra poco avrà inizio il convegno delle ultradestre europee. La situazione del corteo resta abbastanza tranquilla. Sono stati lanciati fumogeni, qualche bottiglia e petardo. I manifestanti cantano ‘bella ciao’.
Momenti di tensione durante il corteo che ha raggiunto la zona rossa a Sturla. Un gruppetto di manifestanti con cappuccio e caschi si è avvicinato alla polizia quando un’ambulanza ha varcato le grate predisposte a protezione della zona rossa. I manifestanti si sono avvicinati lanciando oggetti e sono stati respinti dalla polizia che si sta riposizionando.
Un tafferuglio è scoppiato durante il corteo contro il convegno delle ultradestre quando un gruppetto di manifestanti dei centri sociali,che poco prima era stata caricato dalla polizia, si è rivolto contro i manifestanti della Fiom. Sono volati spintoni e insulti, ma poi la situazione si è calmata. La polizia non è intervenuta.

http://www.ansa.it/

Il Presidente Trump con la mossa di basare il diritto di cittadinanza americano sul genetismo della cristianità, ha pagato subito la tangente all’arcipelago delle organizzazioni puritane, religiose e cattoliche fondamentaliste che hanno finanziato e sostenuto la sua campagna elettorale. Nel soddisfare e valorizzare le richieste provenienti dal fondamentalismo religioso americano, da una immediata risposta all’irrazionale paura di una parte del popolo americano derivante dai terroristi che, a parere loro, si infiltrano in America attraverso i flussi migratori.

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Da questi pochi giorni di presidenza del biondo e ramato Trump, “o guaglione nun è scem” , possiamo dedurre alcune caratteristiche che lo accompagneranno nella sua politica interna ed estera.

La politica dei “Due piccioni con una fava” :

  • Soddisfare subito il suo elettorato sull’applicazione del programma, dimostrando di garantire agli americani la sicurezza interna;
  • Azzerare la memoria storica sulle responsabilità degli USA e della famiglia Bush sulle guerre che hanno destabilizzato l’intero pianeta (Afghanistan, Iraq) che sono alla base del terrorismo che fa leva sul fondamentalismo religioso e che hanno determinato l’esodo biblico di milioni di uomini.

La politica camorristica :

  • Uso mediatico finalizzato a compiacere le pance popolari motivate dalle più stomachevoli ideologie nazionaliste/identitarie;
  • Mantenere e consolidare i rapporti storici degli USA con l’Egitto, Emirati Arabi non presenti nella Black List; nascondendo i suoi interessi economici e finanziari legati ai petroldollari e non solo.

La politica internazionale :

  • Fare leva sulle contraddizioni in Europa del dopo Brexit e sul vento nazional-populista che imperversa e che vede nella britannica May, in Putin, Erdogan, Netanyahu, Le Pen, Grillo e Salvini i suoi principali sostenitori;
  • Sostenere i vari stati fondamentalisti in primis Israele, da cui trae suggerimenti per un modello politico fondamentalista da applicare negli USA, modello geopolitico identitario  che rischia di configurarsi in Europa senza dimenticare la Turchia;
  • Illudere e ricattare l’Europa sul non sostegno economico americano alla NATO;

In questo breve arco di tempo possiamo definire Trump tutto in salsa europea, un mix tra Berlusconi, (suo ispiratore principe per i conflitti d’interesse) Renzi, Le Pen, Grillo, Salvini, in grado di sintetizzare ed inserirsi nelle preoccupanti contraddizioni politiche del vecchio continente.
La disillusione della Grecia e Spagna, l’assenza delle sinistre europee, l’incapacità delle stesse di incidere sui conflitti nell’area mediorientale, il non opporsi alle guerre imperialiste americane sotto la presidenza Obama che con la Guerra in Libia e con il sostegno ai fascisti Ucraini, accompagnate dalle politiche sanzionatorie alla Russia, non solo hanno destabilizzato l’Europa ma hanno permesso il proliferare di muri e fili spinati in funzione anti immigrati ed il risveglio di politiche sovraniste e nazionaliste che con l’avvento di Trump possono determinare scenari inquietanti e forti ripercussioni a vantaggio della destra e di forze nazional-populiste.
Per quanto sopra esposto, sarebbe un errore prendere sottogamba o ridimensionare i contenuti della manifestazione di Roma organizzata da Fratelli d’Italia, Salvini e Forza Italia improntata su “Sovranità Nazionale e Cristianità“.
In questo clima di preparazione alle prossime elezioni politiche (Giugno 2017 ?) la sinistra italiana sempre protesa a riciclarsi come ceto politico piùttosto che valorizzare quel bisogno di protagonismo socio politico della gente espresso nel dato referendario del 4 Dicembre 2016, dovrebbe volgere lo sguardo allo scontro di classe in atto in America ed alle proteste del movimento antifascista, antirazzista ed anticapitalista al fine di ridurre quel vento reazionario che in Europa soffia da un bel pò ed a cui il neo inquilino della Casa Bianca da vento potrebbe trasformalo in tempesta.

http://www.ecn.org/asilopolitico/

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A distanza di un mese dalla carovana Overthefortress che ha portato 300 persone da tutta italia nel campo di Idomeni, oggi tornare in questo luogo, ritrovare i compagni che stanno mantenendo la staffetta, rivedere i visi di bambini, ragazze e ragazzi già incontrati è qualcosa di piuttosto ambiguo.
Il campo resta, i mesi di permanenza di chi abita questo spazio aumentano. La tensione cresce e lo si capisce non solo dalle frequenti urla che provengono dalle interminabili file per un pasto. Si capisce che vivere nella condizione di paria per tanto tempo corrode la vita. Il progetto europeo di sistematizzare l’inaccettabile azzeramento dei diritti e il confinamento di donne e uomini ricorda i tempi più bui della storia europea contemporanea. Qui è consentita solo la nuda vita, quella biologica.
La skype call per la domanda d’asilo, unico brandello di una capacità giuridica macellata, continua a non funzionare da troppo tempo. I diritti umani sono alla mercé della tracotanza del potere. Qualcuno ha responsabilità, gravi, in tutto ciò. Gli stati nazione perpetrano l’antico rito che li vuole purificati da chi non possiede una cittadinanza formale con la complicità dell’ Ue colpevole di stringere le mani insanguinate di tiranni oppressori di popoli.
In questo però rimane anche #overthefortress, insieme agli altri volontari e attivisti, che continua a produrre solidarietà dal basso con il progetto wifi, con gli spazi per donne autogestiti, tessendo relazioni di cooperazione reale con chi è confinato in queste tende. Fare questo significa agire esattamente dove il potere si spoglia di ogni velo rivelando la sua brutale intimità e l’urlo che genera è quello dei no borders la cui eco ha valicato il Brennero, è risuonata a Roma nei palazzi dell’ambasciata turca e tuonerà ovunque ne rintracci i suoi responsabili.

http://www.meltingpot.org/

Daxnelcuore-(29)
DAVIDE CESARE, DAX….
Il 16 marzo 2003 2 neonazisti del Quartiere Ticinese a Milano aggrediscono alcuni compagni. Alex rimane gravemente ferito. Dax invece muore. All’ospedale San Paolo dove Dax arriva oramai morente decine di carabinieri e polizziotti caricherà selvaggiamente i compagni accorsi. Nel 2009 con sentenze definitiva 2 compagni vengono condannati a 2 anni di reclusione.
Quello che segue è il racconto di un compagno:
La domenica sera per me è da sempre il momento più triste della settimana. Il week-end è agli sgoccioli e ci si appresta ad incominciare una nuova settimana di lavoro e alzatacce. Così anche quella maledetta domenica nessuno di noi voleva tornare a casa e puntare la sveglia. Del resto non era neanche mezzanotte. La notte, almeno lei, era ancora giovane. Non eravamo frequentatori abituali del Tipota. Quella sera decidemmo di berci l’ultima birra lì. Tutto quello che arriva dopo è oramai entrato nella storia della città. 2 nazi-dementi che abitavano proprio sopra il Tipota decisero che quella era la serata giusta per provare i loro nuovi coltelli e il coraggio che thor o qualche loro strano dio o divinità gli aveva donato. Certo noi non siamo ragazzi da oratorio. In queste cose nn ci tiriamo certo indietro. Ma alla logica delle lame opponiamo da sempre quella delle mani. Ricordo la collutazione durata qualche minuto. Il rumore freddo delle lame. Poi Dax si accascia. Le sue ultime parole: “Questa volta mi hanno fatto male..” Ti hanno ammazzato. E noi nn lo dimentichiamo. Noi non perdoniamo.
COSPIRARE VUOL DIRE RESPIRARE INSIEME W DAX LIBERO E RIBELLE.
fonte: GLOBALPROJECT

Diapositiva1 Il Leoncavallo è uno dei promotori della raccolta delle firme per la messa fuori legge delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. E’ possibile partecipare firmando presso la Cucina Pop durante gli orari di apertura (dalle 20 in poi, tutti i giorni escluso martedì e domenica) oonline a questo link.

QUI SOTTO IL TESTO DELLA PETIZIONE:

Si chiede l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza nuova a Casa Pound a Lealtà Azione alla Comunità militante dei dodici raggi e consimili, che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi.
Diversi esponenti di questi stessi raggruppamenti sono stati in questi anni protagonisti di atti apologetici del fascismo, violenze gravissime, spesso a sfondo razziale, e per queste ragioni condannati dalla giustizia ordinaria.
La volontà da parte di dette formazioni di ricostituire nel presente il partito fascista, contravvenendo alla legge, è un dato inconfutabile.
afLa stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista»dell’organizzazione.
Si richiede altresì da subito il divieto alle organizzazioni citate di poter accedere a spazi pubblici, all’aperto o al chiuso, per manifestazioni, convegni, concerti, raccolta firme o altre attività a fini propagandistici.

10409768_1069120076481297_5328208658494325878_n_1 GLOBAL PROJECT – È finito così il debutto jesino della Lega Nord. I padani erano in 15 (presenza provinciale), mentre gli attivisti antirazzisti jesini e della provincia di Ancona, circa 150, di cui una buona delegazione senigalliese. I leghisti hanno sfilato sotto una pioggia di gavettoni e circondati dalla celere. Importante la solidarietà dei cittadini che dai bar e ai lati del corteo insultavano i padani nostrani.
Contro razzismo e xenofobia, sempre antifascisti!

– Il comunicato dello Spazio Comune Autogestito TNT
Spegni la lega!
Qualcosa si muove nel fango a jesi.
Dopo i volantinaggi notturni dei vermi di forza nuova (fatti da quattro o cinque coraggiosi venuti da fuori città sempre attenti a non farsi vedere nè intercettare) contro una fantomatica emergenza sicurezza che costrigerebbe i cittadini a barricarsi in casa per la paura, è arrivata la notizia della fiaccolata organizzata dalla neocostituita Lega Nord Jesi sugli stessi temi e che avrebbe percorso i quartieri a più alto tasso di immigrazione della città.
In meno di due giorni la jesi antifascista e antirazzista si è mobilitata per riprendersi le strade di uno dei quartieri più belli e vivi della città e negare ogni agibilità agli sciacalli venditori di odio e paura, portando le parole d’ordine dell’accoglienza, della solidarietà e dell’inclusione.
Loro, nonostante la chiamata provinciale, erano una decina nascosti dietro i blindati della polizia, noi in 150, insieme a delegazioni da Fabriano, Senigallia e Ancona, a spegnere le loro fiaccole a suon di gavettoni. Non crediamo ci sia molto altro da aggiungere a riguardo.
Jesi oggi ha mostrato la dignità che le conosciamo.
Siamo in cammino da sempre con e per coloro che chiedono diritti e dignità. Questo cammino, tra pochi giorni, ci porterà in Grecia, ad idomeni, al confine con la macedonia con la carovana #overthefortress per chiedere la riapertura della rotta balcanica e per portare solidarietà e beni di prima necessità.
Ci sembra chiaro che, di fronte a tutto ciò, questi piccoli uomini, queste 12 merde leghiste non meritino più che gli spruzzi delle nostre pistole ad acqua.
Jesi accoglie.
Jesi non ha paura.
Jesi odia la lega!

Spazio Comune Autogestito TNT

RADIO ONDA D’URTO – Conferenza stampa, con blitz fuori dalla Regione Lombardia, al Pirellone di , martedì 25 gennaio attorno a mezzogiorno per la Milano antifascista, antirazzista e meticcia che intende opporsi alla calata neroleghista del duo&, attesi il prossimo 28 gennaio, giovedì, nel capoluogo lombardo.
L’iniziativa fuori dal Pirellone, con numerosi striscioni, ha unito attiviste e attivisti di diverse realtà di Milano che intendono opporsi sia alla calata neroleghista e alle ultime uscite omofobe della stessa Regione Lombardia, con il governatore Maroni a illuminare le finestre del Pirellone con una scritta pro “family day”.
Dalla conferenza stampa la corrispondenza con Andrea, della nostra redazione.
Ascolta o scarica qui.
Di seguito l’appello per le mobilitazioni del 28 gennaio a Milano, lanciate da Milano antifascista, antirazzista e meticcia:

MILANO ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA E METICCIA
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Si riesce a immaginare qualcosa di più spregevole che lasciar affogare nel Mare Mediterraneo oltre 25.000 uomini, donne e bambini negli ultimi 15 anni?
Si riesce a immaginare qualcosa di più ipocrita che dire “aiutiamoli a casa loro”, dopo aver loro depredato le ricchezze, bombardato le case, … ?
Si riesce a immaginare qualcosa di più surreale che incarcerarli inventandosi reati immaginari per poterli poi riconsegnare a qualche dittatore o alla miseria da cui fuggivano?
Si riesce a immaginare qualcosa di più becero che chiamarli poi tutti, “terroristi”?
Si riesce ad immaginare qualcuno di più razzista e fascista di Matteo Salvini e della sua coalizione di camicie nere e verdi con cui si appresta ad inaugurare la campagna elettorale invitando a Milano Marine Le Pen, presidente del partito neonazista francese Front National?
Il Front National e Marine Le Pen sono esattamente l’incarnazione delle politiche di esclusione, di emarginazione razzista e sessista, di ghettizzazione, e sicuramente tra i responsabili della semina che seminano di odio e paura verso il migrante considerato come un reietto, additato come pericolo pubblico, utilizzato come capro espiatorio per della crisi e per di ogni malessere sociale.
Le violenze fasciste e razziste non ci appartengono.
Se qualche anno fa era proprio un uomo della Lega Nord, come Borghezio, ad andare a impartire “lezioni di ” al Front National, ora è Salvini ad invitare Marine Le Pen a dispensare consigli e lo farà proprio qui a Milano il 28 gennaio. Preoccupato che fosse troppo poco, l’invito è esteso anche ad esponenti di gruppi neonazisti russi filo Putin, che proprio negli scorsi giorni hanno ha approvato l’ennesima riforma omofoba nel loro paese.
La guerra e il non sono che un’altra faccia della stessa medaglia del terrorismo, a cui sicuramente non sono secondi in quanto a morti e devastazioni.
Gli Imprenditori e i trafficanti di armi, le Multinazionali delle rapine e dello sfruttamento, l’accaparramento delle terre, il mantenimento di Dittatori compiacenti, … sono attività macchiate di sangue umano, sono attività che dobbiamo condannare.
Nessuno può avere il predominio del Bene Comune: l’abitare, i saperi, la Terra, l’acqua…, sono patrimonio dell’umanità e sono parte della dignità di ogni vivente, così come lo sono pure quell’istruzione, quella sanità, quel diritto alla casa che tanto la Lega Nord quanto il Front National non si sono mai fatti scrupoli di distruggere delimitare favorendo interessi privati, come per esempio nel caso dei recentissimi provvedimenti firmati Maroni.
Gli avvoltoi della paura a caccia dell’indifferenza diffusa, squadracce neonaziste che praticano azioni violente come le provocazioni nelle scuole milanesi o la vergognosa aggressione ai danni di due compagni della “Rete Milano Senza Frontiere” nella Giornata Internazionale per i diritti dei migranti, vanno respinti, cacciati dalla nostra città.
A poche ore dal Giorno della Memoria (27 gennaio), giornata indispensabile per un futuro libero, ospitare nella Milano medaglia d’Oro della Resistenza un partito reazionario fondato da un negazionista dichiarato è intollerabile.
Al razzismo, al sessismo, al fascismo, alla guerra e al terrore rispondiamo con forza “not in my name”.
L’Europa non può essere l’orticello dei neonazisti ma il territorio meticcio che costruiamo: dalle lotte che rivendicano diritti e giustizia e che alimentano volontà di cambiamento, alle tante pratiche solidali contro ogni guerra e ogni razzismo.
28 gennaio, Milano ripudia i nazifascisiti,
no a Salvini e LePen nella nostra città!

MILANO ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA E METICCIA

Dall’emergenza abitativa nasce uno spazio di socialità e solidarietà per rivendicare diritti. Così nell’inverno 2009 si è dato il via al “Socrate Occupato” a Bari. Il Socrate è l’ex succursale del liceo classico Socrate, dismessa e dopo anni di abbandono occupata da rifugiati politici provenienti da Eritrea, Etiopia e Sudan che con l’aiuto di un collettivo di supporto composto da italiani l’hanno resa una casa. “Abbiamo intrapreso questa battaglia – dicono gli aderenti al Socrate – consapevoli di essere isolati sul piano politico, di dover lottare contro un razzismo dilagante, le istituzioni che lo alimentano e persino contro certa sinistra e certi antirazzisti. Quello che sappiamo che difenderemo l’autonomia e l’indipendenza del movimento antirazzista dai tentativi di strumentalizzazione, e che porteremo avanti la nostra battaglia fino in fondo”.

Come nasce l’esperienza l’esperienza del Socrate a Bari?

L’esperienza del Socrate nasce quando nell’inverno 2009 si presenta l’emergenza abitativa per una quarantina (138 il giorno dell’occupazione) di eritrei, sudanesi ed etiopi che dormivano fuori all’occupazione del Ferrhotel. Dopo alcune notti passate sotto il Comune di Bari in attesa di una soluzione istituzionale gli immigrati, inascoltati, decisero di auto organizzarsi e prendere possesso di una ex scuola ormai in disuso da anni. La struttura pur senza acqua e luce si prestava comunque, meglio della strada, al bisogno di “casa” degli immigrati. Da rilevare, anche al riguardo, sarebbe la totale inefficienza del “terzo settore” e della “seconda accoglienza” a Bari come nel resto d’Italia.

La città di Bari è simile per le contraddizioni a tante metropoli del Sud Italia. Ci potete però raccontare alcune specificità sia positive che negative che riscontrate nel vostro agire quotidiano?

Nella militanza antirazzista e antifascista dal basso abbiamo riscontrato storicamente un disinteresse dei partiti borghesi, anche di sinistra, e una politica discutibile anche da parte dei soggetti predisposti all’aiuto all’immigrati come sportelli di sindacati, compresi quelli di base, o associazioni di varia natura che mirano solo alla spartizione dei progetti. Il rapporto con le istituzioni, con molti interrogativi da chi non vive  nelle Puglie, è stata molto difficoltosa e solo dopo tempo si sono aperti momenti di confronto, come il caso della concessione delle residenze agli abitanti.

La popolazione come vi percepisce?

Il rapporto con il vicinato è stata la prima cosa che abbiamo curato, nei limiti della varietà umana, il fatto che la comunità occupante non ha creato disturbo nel quartiere e ha anzi riutilizzato e ripulito una struttura abbandonata al degrado ha senza dubbio deposto a favore del “Socrate”. Molti sono i giovani solidali che partecipano a cineforum e serate musicali, mentre un altro target di baresi è stato intercettato ultimamente grazie alla “fiera delle autoproduzioni”. Evidenziamo anche la solidarietà ricevuta fin dall’inizio da molte individualità di diverso credo politico e religioso che hanno contribuito alla raccolta di coperte, viveri, indumenti e farmaci.

Ma a Bari si percepisce la paura del migrante?

La paura del migrante a Bari non è particolarmente sentita, al di là dei pregiudizi dovuti alla non conoscenza dell’argomento. Bisogna, però assolvere quella che potrebbe sembrare una superiorità del barese rispetto all’italiano medio dicendo che nelle nostre zone l’immigrato non ha trovato molto spazio nell’ambito malavitoso e quindi non si sono fatti conoscere come spacciatori e pistoleri, ma piuttosto come schiavi negli campagne e sfruttati sottopagati privi di diritti nelle cucine dei ristoranti entrambe condizioni funzionali al capitale e ai bottegai.

Nel frattempo aumentano gli episodi di violenza fascista. L’ultimo è capitato a Foggia. Come pensate si possa contrastare questa deriva a cui l’Italia intera sta andando incontro?

L’unica difesa che gli ultimi hanno nei confronti degli storici cani da guardia dei padroni e dei politicanti è l’antifascismo militante senza compromessi o revisionismo. Bisogna riportare in auge la cultura e la pratica antifascista nelle scuole, nelle università, nelle case, nei luoghi di lavoro o socialità e nelle strade. Togliere agibilità politica ai fascisti è la priorità in questo momento, bisogna lottare senza farsi edulcorare dall’antifascismo ad orologeria delle istituzioni che prima chiamano “bravi ragazzi” i neofascisti e poi piangono ipocritamente il morto o sbraitano contro le aggressioni senza realmente affrontare il problema: nelle vostre città ci sono fascisti sotto decine di bandiere diverse e tutti sono foraggiati e accolti negli spazi pubblici in onore del revisionismo.

Allargando lo sguardo ci si trova immersi in una crisi che colpisce come al solito i più deboli. Dal vostro punto di vista come l’Italia dovrebbe uscire da questa situazione?

L’unica soluzione alle crisi cicliche e spesso autoprodotte del capitalismo è l’autogestione, tutta da sperimentare nell’attesa di trovare il giusto equilibrio. La sola soluzione che può trovare la democrazia prima di dissolversi è dichiarare illegittimo il debito e chiusi i rapporti con l’economia internazionale, nessuno dice che è facile e nessuno può dire che dal giorno dopo ci sarà la felicità per tutti, ma in una maniera o nell’altra bisogna uscire dalla trappola capitalista.

Intanto i politici si allontano sempre di più dalla realtà, il Pd e il Pdl tornano a inciuciare sulla legge elettorale. Insomma niente di nuovo si staglia all’orizzonte, ma si può cambiare l’Italia partendo dal basso?

Se un cambiamento ci sarà, almeno un cambiamento in meglio, non può che essere dal basso, la democrazia ha fallito e bisogna solo prendere atto i politici ingrassano i loro conti e i loro pacchetti elettorali ignorando la popolazione e vessandola per tutte la durata della legislatura, salvo ricordarsi di distribuire qualche zuccherino prima delle  scadenze elettorali.

Ci sarebbe bisogno di maggiore sinistra?

La Sinistra (in Italia ma non solo) ha fallito nella misura in cui ha perso ogni collegamento con le ragioni delle e degli sfruttati. Quello di cui ci sarebbe bisogno è di rielaborare una nuova strategia e nuove pratiche di emancipazione collettiva.

Quali prossime iniziative avete in cantiere?

Ogni mese ospitiamo la fiera delle autoproduzioni e poi cineforum, concerti di autofinanziamento senza dimenticare la raccolta fondi per il processo agli immigrati arrestati durante la rivolta del C.A.R.A. il primo agosto.

Come è possibile seguire le vostre attività?

Tutto ciò che viene fatto si può trovare sul blog  www.socrateoccupatobari.noblogs.org oppure su facebook: socrate occupato. Ogni tanto rispondiamo anche alle mail: socrateoccupatobari@bruttocarattere.org.

Buco1996

CSOA Officina99