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Daxnelcuore-(29)
DAVIDE CESARE, DAX….
Il 16 marzo 2003 2 neonazisti del Quartiere Ticinese a Milano aggrediscono alcuni compagni. Alex rimane gravemente ferito. Dax invece muore. All’ospedale San Paolo dove Dax arriva oramai morente decine di carabinieri e polizziotti caricherà selvaggiamente i compagni accorsi. Nel 2009 con sentenze definitiva 2 compagni vengono condannati a 2 anni di reclusione.
Quello che segue è il racconto di un compagno:
La domenica sera per me è da sempre il momento più triste della settimana. Il week-end è agli sgoccioli e ci si appresta ad incominciare una nuova settimana di lavoro e alzatacce. Così anche quella maledetta domenica nessuno di noi voleva tornare a casa e puntare la sveglia. Del resto non era neanche mezzanotte. La notte, almeno lei, era ancora giovane. Non eravamo frequentatori abituali del Tipota. Quella sera decidemmo di berci l’ultima birra lì. Tutto quello che arriva dopo è oramai entrato nella storia della città. 2 nazi-dementi che abitavano proprio sopra il Tipota decisero che quella era la serata giusta per provare i loro nuovi coltelli e il coraggio che thor o qualche loro strano dio o divinità gli aveva donato. Certo noi non siamo ragazzi da oratorio. In queste cose nn ci tiriamo certo indietro. Ma alla logica delle lame opponiamo da sempre quella delle mani. Ricordo la collutazione durata qualche minuto. Il rumore freddo delle lame. Poi Dax si accascia. Le sue ultime parole: “Questa volta mi hanno fatto male..” Ti hanno ammazzato. E noi nn lo dimentichiamo. Noi non perdoniamo.
COSPIRARE VUOL DIRE RESPIRARE INSIEME W DAX LIBERO E RIBELLE.
fonte: GLOBALPROJECT

salerno

Ieri gli antirazzisti e antifascisti di Salerno e provincia sono scesi in piazza per contestare sia un Governo che, al di là delle “promesse” sullo “Ius soli”, continua a praticare nella realtà le solite politiche razziste di discriminazione nei confronti dei migranti, sia la presenza di un presidio di quei pochi fascisti rimasti nella nostra città.

Abbiamo ribadito la nostra totale contrarietà alle leggi Bossi-Fini e Turco-Napolitano, ai Cie, al ricatto dei permessi di soggiorno, abbiamo ricordato come la strage di Lampedusa, come quelle precedenti, siano vere e proprie “stragi di Stato”. Abbiamo impedito, con la nostra determinazione, che avessero spazio i contenuti razzisti, sessisti e xenofobi propagandati da Casapound (che ancora una volta sono stati autorizzati e protetti dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine) con un’ora di contrapposizione, così sono stati costretti ad andare via, scortati dalla celere.

Salerno è antifascista e antirazzista! No pasaran!

Nessuno è illegale !

Questi sono stati i contenuti della protesta e quanto è realmente avvenuto ieri.

Antirazzisti e antifascisti di Salerno e provincia

ECCO IL VIDEO DEL PRESIDIO ANTIFASCISTA 

torino

Ennesima provocazione da parte dei neofascisti del Fuan ieri mattina all’università di Torino, presenti all’interno dell’atrio di Palazzo Nuovo che volantinavano su fantomatiche future mobilitazioni che vorrebbero mettere in piedi. Subito un gruppo di studenti antifascisti e antifasciste, attirati da questi loschi figuri, hanno iniziato a invitarli ad uscire, spiegandogli chiaramente e per l’ennesima volta che non erano graditi all’interno dell’università.

Interessante il fatto come già a partire dalle 9.30 di ieri mattina davanti alla RAI ci fossero due blindati con gli agenti a bordo, i quali hanno fatto irruzione nell’atrio dell’università non appena gli studenti e le studentesse hanno invitato l’organizzazione di estrema destra ad andarsene. Si sono verificate due violente cariche ai danni delle centinaia di studenti e studentesse antifasciste che poco a poco sono accorse per contrastare la presenza puzzolente dei fascisti che ancora cercano spazi di agibilità all’interno dell’università. Cariche che si sono tramutate in vera e propria caccia agli studenti, rincorsi fin dentro le aule. Diversi sono stati i feriti, due di loro in ospedale per le gravi ferite riportate in seguito alle cariche che ancora una volta hanno mostrato il loro lato più brutale e meschino, come testimoniano le immagini di una giovane studentessa, presa per i capelli e trascinata per alcuni metri. In seguito alle due cariche, anche una studentessa e uno studente fermati.

Ad autorizzare l’entrata della celere dentro l’università, e quindi il comportamento criminale attuato al suo interno, il Rettore dell’Università di Torino. Per questo motivo, gli studenti e le studentesse si sono recati, direttamente da lui per chiedere spiegazioni di fronte a questa scelta ignobile e scandalosa di fare entrare ancora una volta la celere in tenuta antisommossa all’interno di Palazzo Nuovo. Ma le risposte, ancora una volta non sono state date e il rettore, assente nel suo ufficio, ha delegato la pro-rettrice a difendere le sue azioni.

Quello che occorre sottolineare, è però il marasma di tutti questi personaggi che ancora si arrogano la legittimità di portare discorsi di un certo tipo all’interno delle nostre università. Gli stessi personaggi, e non è un caso che tra gli altri c’era anche il conosciuto “portaborse” della Montaruli, che ora siedono tra le file del consiglio regionale e che fanno carriera politica per garantirsi una poltrona al caldo, per poi incappare in uno dei tanti scandali del momento, come quello degli ultimi mesi relativo ai rimborsi, dove la stessa Augusta Montaruli, con alle spalle un passato attivo tra le file del Fuan, è stata indagata di aver rubato dalle casse della regione, oltre 41 mila euro attraverso il sistema dei rimborsi. Pertanto è piuttosto disgustoso che elementi di questo tipo, continuino ancora oggi ad essere protetti dalla polizia all’interno dei luoghi pubblici, non solo contestati per i soliti discorsi neofascisti che portano avanti, ma perché, insieme a molti altri, saccheggiano e depredano in un quadro di perenne magna magna.

Fonte: InfoAut

ECCO IL VIDEO DELLE CARICHE

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Nella tarda serata di ieri il tribunale di Cuneo ha emesso la sentenza per 16 antifascisti accusati di aver impedito l’inaugurazione della sede cuneese di CasaPound in via Alba. I reati contestati erano lesioni aggravate, danneggiamento, violenza privata, minacce.

Seccamente ridimensionate le richieste della PM, che aveva azzardato sino a sette anni di reclusione. Le pene più alte sono di due anni e mezzo e due anni e due mesi. Tutti gli altri sono stati condannati a pene inferiori: ai più è stata riconosciuta la sospensione condizionale.

Era il 26 febbraio 2011. I fascisti di Casa Pound avevano fissato per quel giorno l’inaugurazione della loro sede nel capoluogo della Granda. Gli antifascisti della città si erano dati appuntamento in una piazza poco distante, con comizi, musica, banchetti informativi. Numerosi manifestanti si erano staccati dirigendosi verso la sede fascista. Ne erano seguiti scontri con la polizia ed un esponente di Casa Pound era stato gravemente ferito da un sampietrino.

A due anni e mezzo di distanza la condanna degli antifascisti.

Fonte: Radio BlackOut

grecia

Mercoledì 18 settembre, siamo stati arrestati durante la manifestazione che si è svolta a Keratsini in seguito all’omicidio di Pavlos Fyssas, avvenuto il giorno prima per mano di una banda di fascisti. Gli arresti sono stati effettuati in maniera casuale, dopo le aggressioni dei MAT.

Oggi, siamo detenuti a GADA, accusati di una serie di reati infondati, per “fatti” che non sono mai accaduti. Molti di noi sono stati brutalmente picchiati durante l’arresto.

Siamo stati a Keratsini e se potessimo far tornare indietro il tempo, ci andremmo di nuovo. Perché una persona è stata assassinata, questa volta per la sua attività politica. Ci siamo trovati là, contro il fascismo e gli attacchi mortali che provengono dalle bande neonaziste o dallo stesso stato e dalla sua repressione.

Neghiamo tutte le accuse.

A chi ci persegue diciamo:

Non costruirete su di noi la teoria degli “opposti estremismi”. La teoria di uno stato che tiene “la stessa distanza” di fronte ai fascisti e agli antifascisti, per instaurare un’immagine di “tranquilla gestione”, buttando nel baratro della miseria sempre più persone.

Qualcuno doveva essere arrestato per creare per l’ennesima volta la favola degli arresti e degli attacchi, spargendo la paura tra di noi. Sappiamo bene che questo gioco si fa sulle nostre spalle.

Qua, conoscendoci l’uno l’altro, ci sentiamo più forti.

Ringraziamo i solidali e i compagni che si trovano dappertutto. Esprimiamo alla famiglia e agli amici di Pavlos il nostro sostegno.

Detenuti/-e del reparto “Protezione dello stato e del regime”

(6° piano /GADA)”.

Fonte: ertopen

spagna

Mercoledì scorso si è svolta una manifestazione antifascista dopo che sugli spalti di Plaza de Toros a Pinto, nelle immediate vicinanze di Madrid,  è apparsa una scritta che in grande e grosso riportava: “Adolf Hitler aveva ragione”. Il coordinamento Pinto Antifascista ha quindi indetto in poche ore una manifestazione che si è svolta nelle strade della cittadina. Dopo essersi dati appuntamento nella piazza del Comune, per denunciare la complicità dell’amministrazione comunale (del Partito Popolare) in azioni di questo tipo, un centinaio di persone si sono dirette verso le strade del centro, attraversandole.

Un corteo comunicativo che ha voluto ribadire i valori dell’antifascismo, mentre la gente per strada andava via via unendosi alla manifestazione che si è conclusa nello stesso punto dal quale era partita. Se quel poco di protagonismo del gruppetto di estrema destra si è reso manifesto durante la mattina, forte e chiara è stata la risposta, poche ore dopo, nel pomeriggio, da parte degli antifascisti di Pinto.

In una Spagna in cui la mal chiamata “transizione” non si è di fatto mai data, nostalgici fascisti cercano di alzare la testa nei modi a loro più agibili e la scritta apparsa mercoledì mattina è uno di quelli. Ma davanti a questo ennesimo tentativo, il coordinamento Pinto Antifascista ha già annunciato altre azioni e manifestazioni, a dimostrazione che i cittadini e le cittadine del paese madrileño saranno sempre pronti e pronte a scendere in strada contro il fascismo e gruppuscoli di estrema destra che sporadicamente tentano di uscire allo scoperto.

Fonte: InfoAut

??????????Nella tarda serata del 2 Febbraio – giorno in cui i fascisti hanno commemorato il “conflitto di Imia” e in particolare il partito Alba Dorata ha tenuto la sua marcia nazionalista annuale – due centri sociali autogestiti sono stati attaccati dai fascisti/poliziotti nel sobborgo di Zografou. Ad essere attaccati sono stati il centro sociale Mperntes, dove i neo-nazisti hanno infranto i vetri delle finestre, cercando di entrare nello spazio. Il secondo attacco – da parte di fascisti in motociclette-  si è invece verificato nell’occupazione di Villa Zografou. Immediatamente, gli abitanti della zona hanno avvertito diverse persone che si sono successivamente radunate nelle vicinanze per respingere gli attacchi. Nelle vie limitrofe si sono verificati scontri tra antifascisti e fascisti che sono stati cacciati con successo. Tra i feriti, un fascista che è stato ricoverato successivamente in ospedale mentre alcune fonti rivelano che si tratti di un poliziotto. Dopo gli scontri avvenuti in seguito agli attacchi fascisti a Zografou, ingenti forze di polizia hanno fatto successivamente apparizione nei dintorni di Villa Zografou, circondando l’occupazione e assediandola per ore. Anche qui non ha tardato a farsi sentire la risposta dei solidali antifascisti che in circa 500 si sono riuniti per impedire un possibile raid della polizia all’interno dello spazio. Una volta che la polizia è andata via – solo verso mezzanotte – si è svolta una grande assemblea a Villa Zografou, nello stesso momento in molti erano presenti anche nel centro sociale Mperntes. Ma la giornata di sabato scorso non solo ha registrato attacchi fascisti a Zografou. Piccoli scontri tra antifascisti e fascisti, si sono infatti verificati anche nel sobborgo di Halandri, dove più di 20 fascisti si sono radunati vicino alla stazione della metropolitana di Halandri e hanno iniziato a perseguitare un migrante che si trovava nei pressi. Anche qui gli antifascisti e le antifasciste greche si sono date immediatamente appuntamento riuscendo a cacciare via i fascisti nel quartiere.

Fonte: InfoAut

torinoTensione ieri pomeriggio per le vie del centro di Torino dove un centinaio di attivisti antifascisti – provenienti dai collettivi studenteschi, dai centri sociali e da alcuni collettivi anarchici – che si erano concentrati in piazza XVIII Dicembre hanno tentato di raggiungere la manifestazione organizzata da Forza Nuova. Gli antifascisti hanno tentato di aggirare e poi di superare il cordone di agenti in assetto antisommossa mobilitato dalla Questura per proteggere il minicorteo fascista. Ma gli agenti hanno caricato gli antifascisti, alcuni dei quali avrebbero poi lanciato contro il cordone di polizia sassi e petardi. Gli scontri sono avvenuti nei pressi della stazione di Porta Susa, a poca distanza dal luogo in cui si stavano radunando un centinaio di membri di Forza Nuova. La manifestazione dei neofascisti, protetta da un ingente dispositivo di ‘forze dell’ordine’ ha sfilato dietro uno striscione che recitava un delirante ”L’Italia nel caos, Forza Nuova al potere”. Dopo le cariche gli antifascisti hanno cercato di rimanere compatti e nell’impossibilità di impedire la manifestazione di Forza Nuova hanno dato vita ad un corteo che si è concluso in Piazza Castello, dietro un piccolo striscione che recitava “Nessuno spazio ai fascisti. Forza Nuova Merda vecchia”. L’organizzazione guidata da Roberto Fiore doveva tenere cortei simili in altre 11 città, ma a Milano la manifestazione neofascista è stata vietata dalla Questura visto il clima di forte tensione generato dall’accoltellamento di un giovane dei centri sociali da parte di due estremisti di destra. A Milano quindi la ‘dimostrazione di forza’ è rimandata al 23 dicembre.

Fonte: Contropiano

milanoSi è concluso a Piazza Fontana intorno alle 11,30 di questa mattina, proprio davanti al palazzo che ospitava la sede della banca nazionale dell’Agricoltura, il corteo degli studenti organizzato per ricordare la strage fascista che 43 anni fa fece 17 morti e 80 feriti. E che grazie ai depistaggi dei servizi segreti e alle coperture concesse dalla politica ai responsabili dell’eccidio, non ha né colpevoli né mandanti. Sull’edificio, che oggi ospita una sede del Monte dei Paschi di Siena, gli studenti hanno appeso uno striscione che denuncia l’ipocrisia delle celebrazioni ufficiali e le politiche implementate dall’UE: “Seminano austerità, fomentano fascismo e razzismo, tagliano le ore di storia e geografia non c’è futuro senza memoria”. Su un altro striscione, affisso a un furgone, c’era invece scritto “Distruggono la scuola. Tagliano la storia, ci vogliono ignoranti ci avranno ribelli”. Ma forse il gesto più significativo del corteo milanese – composto da un migliaio tra studenti, attivisti dei centri sociali e membri dei collettivi anarchici, è stato l’intervento sulle due lapidi che ricordano Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico incolpato ingiustamente di aver piazzato la bomba nella banca. E poi buttato giù da una finestra della Questura di Milano durante un interrogatorio nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969. La lapide apposta nei giardinetti di Piazza Fontana dal Comune è stata coperta con un manifesto che recitava “Sappiamo chi è stato, non c’è futuro senza memoria”. Lasciando in vista solo l’altra lapide, quella sistemata poco dopo la morte di Pinelli in nome degli studenti e dei democratici milanesi, e che chiarisce che il ferroviere fu “Ucciso innocente nei locali della questura di Milano”. Sulla scritta ‘Morto innocente’ che campeggia sulla lapide ufficiale alcuni studenti hanno piazzato un manifesto con su scritto ‘Pinelli assassinato’ e un disegno che riproduce l’immagine un uomo scaraventato fuori da una finestra. “Contestiamo il fatto – hanno detto alcuni studenti – che la strategia della tensione non sia stata provocata dalla sinistra ma dallo Stato”. Prima di raggiungere piazza Fontana, il corteo ha appeso sulla facciata di Palazzo Marino, in piazza della Scala, uno striscione che recitava “Chiudere i covi neri. Contro chi aggredisce e accoltella. Contro chi resta a guardare e non fa niente. Mentre l’Aler assegna sedi ai neofascisti”. La manifestazione era partita questa mattina poco dopo le 9.30 da piazza Cairoli e durante il percorso alcuni istituti bancari e alcuni sportelli bancomat sono stati sanzionati con scritte e uova per protesta contro la gestione autoritaria e antipopolare della crisi. Un gruppo composto da una ventina di giovani dei collettivi milanesi si è presentato in piazza Fontana per dare vita a un’azione simbolica nel 43esimo anniversario dalla strage. A pochi minuti dall’inizio delle commemorazioni ufficiali, gli antagonisti hanno colorato di rosso le acque della fontana in mezzo alla piazza a indicare il sangue. I manifestanti si sono poi stesi a terra sul marciapiede di fronte all’arcivescovado e hanno tracciato le proprie sagome per rappresentare le vittime della strage. L’azione è durata pochi minuti, prima che il gruppo si ritirasse verso l’università Statale, dove all’ingresso è stato appeso uno striscione con la scritta ’12 dicembre 1969, strage di Stato’.

Fonte: Contropiano

Questo pomeriggio, alle 16, la sala di circoscrizione di Colognola (quartiere bergamasco) doveva ospitare la presenza di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. Già nei giorni scorsi una quindicina di persone aveva rovesciato tre sacchi di concime sotto Palazzo Frizzoni, esponendo uno striscione con scritto ‘Tentorio i tuoi amici lasciali nelle fogne, Bergamo è antifascista’ e rilanciando sull’appuntamento di contestazione di oggi. Questo pomeriggio un centinaio di antifascisti si sono radunati all’ingresso della sala di Colognola già dalle 14.30, trovandola presidiata dai cordoni delle forze dell’ordine, che avevano bloccato al traffico tutta la zona circostante. Dopo un’ora di presidio durante il quale sono stati scanditi slogan contro la presenza di Fiore e ricordati i valori antifascisti della città, ribadendo che personaggi come quelli di Forza Nuova non troveranno spazio, il presidio si è trasformato in corteo per spostarsi verso la circonvallazione, che è stata bloccata all’altezza del casello. Ancora una volta la presenza di individui come Fiore è stata accolta dal rifiuto della città e l’esponente di Forza Nuova ha potuto raggiungere la sala solo facendosi scudo con l’ingente dispiego di celerini posti a difesa della zona nel tentativo di tenere lontane le contestazioni.

Fote: InfoAut