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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha deposto una corona di fiori in via Paladini per Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, i due militanti di destra uccisi rispettivamente nel 1975 e 1976 da esponenti di Avanguardia Operaia e Prima Linea. Un gesto annunciato nei giorni scorsi e che vuole essere di “distensione”.

“E’ stata una pagina molto brutta di Milano. Tra quanto è successo 70 anni fa e quanto è successo 40 anni fa, spero sia il momento di passare oltre – ha commentato il primo cittadino. Poi, io capisco che i ricordi sono sempre dolorosi, però, nel mio ruolo, in questi 5 anni vorrei attivarmi per poter fare quanto possibile per pacificate tutti a dispetto delle posizioni diverse”. In merito al divieto di sfilare in corteo partendo da piazzale Susa, come è avvenuto negli ultimi anni, Sala ha detto che “non si è trattato neanche di una scelta, perché lo dice la nostra Costituzione, la legge”.

Fonte: Ansa

16.03.2003 – 16.03.2017: quattordici anni fa, la notte nera di . Davide “” Cesare, compagno milanese, ucciso per mano fascista in via Brioschi. Dax, quella notte, fu aggredito, insieme ad altri compagni del centro sociale Orso, da 3 neofascisti, padre e figli, che lo ferirono a morte, a coltellate.
Compagne e compagni si recarono poi all’ospedale , dove fu portato il corpo di Davide, subendo una ferocissima repressione, fatta in quelle ore di teste rotte e violenza insensata e – nei mesi e anni successivi – di pesantissime condanne pecuniarie, che tutt’ora gravano su antifascist* meneghini. Il processo scaturito ha portato infatti in Cassazione, nel 2011, a una pena di 20 mesi di reclusione e al “risarcimento” di 130mila euro a carico di due compagni.

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Stasera, giovedì 16 marzo 2017, l’appuntamento per tutte e tutti è proprio in via

Con noi Davide, compagno amico di Dax e dell’associazione Dax – Sedicimarzoduemilatre.

Ascolta o scarica qui.

Di seguito, il comunicato per l’appuntamento di giovedì 16 marzo 2017 a Milano:

Alle ore 21:00 Partenza del corteo da via Brioschi!

Dalle ore 18:30 concentramento in via Brioschi!
Rappresentazione teatrale a cura di Daniele Biacchessi su Fausto e Iaio, per presentare il film-documentario da poco uscito.
Seguiranno gli interventi dei compagni di Fermo sull’uccisione per mano fascista di Emmanuel Chidi Nnamdi e dei compagni e parenti di Abd El Salam anche lui morto durante un picchetto, ucciso dall’arroganza del capitalismo.

Antifascismo è anticapitalismo, anticapitalismo è antifascismo!

Aquì no se rinde nadie!

Sono passati 14 anni dalla scomparsa di Dax, compagno ucciso durante un agguato fascista, e dagli scontri all’ospedale San Paolo di Milano. In una fase storica in cui assistiamo a un progressivo diffondersi di politiche di esclusione a danno di profughi ed immigrati, e il proliferare di rigurgiti razzisti che ne giustificano l’applicazione, questo anniversario lo dedichiamo a due migranti uccisi dal servilismo fascista e dall’arroganza del capitalismo.
Si tratta di Abd El Salam, ucciso nel settembre scorso a Piacenza davanti ai cancelli del suo posto di lavoro, mentre lottava per i propri diritti, e di Emmanuel Chidi Nnamdi, ammazzato nel luglio 2016 a Fermo per aver risposto agli insulti di un esponente di Casa Pound. Entrambi hanno versato il loro sangue perché non hanno accettato il sopruso e il razzismo, reagendo con fierezza e determinazione alle ingiustizie. Storie che ci appartengono come quella di Dax, che entrano a far parte delle nostre lotte e della nostra memoria, esempi importanti per chi non abbassa la testa e non si arrende.
L’assemblea allargata delle compagne e compagni di Dax ha voluto dare, come ogni anno, questo significato antifascista e anticapitalista alla giornata del 16 marzo. Nel presidio in via Brioschi e durante il corteo nel quartiere Ticinese, porteremo tematiche alle quali Dax ha dedicato la propria esistenza: la lotta per il diritto alla casa, l’antifascismo e l’antirazzismo, l’internazionalismo, la lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla donna e sulla natura.

Contro fascismo e razzismo Dax vive nelle lotte!images

http://www.radiondadurto.org/

1.jpgSono circa un migliaio i manifestanti che si sono riuniti dietro lo striscione dell’Anpi ‘Genova non dimentica ora e sempre resistenza’ per il corteo che arriverà in piazza Sturla in concomitanza del convegno organizzato dalle ultradestre europee.
Una cinquantina gli antagonisti dei centro sociali. “Vogliamo esprimere il nostro sdegno rispetto alle presenze che arriveranno a Genova – ha spiegato Massimo Bisca, presidente di Anpi Genova – persone condannate nei loro paesi per avere esaltato le SS, partecipato a pestaggi, aver negato l’Olocausto, essere stati xenofobi, razzisti.
Il sindaco di Genova Marco Doria si è unito al corteo guidato dall’Anpi è che ora a trova a pochi metri dall’inizio della zona rossa che blinda tutta l’area attorno alla sede di Forza Nuova dove fra poco avrà inizio il convegno delle ultradestre europee. La situazione del corteo resta abbastanza tranquilla. Sono stati lanciati fumogeni, qualche bottiglia e petardo. I manifestanti cantano ‘bella ciao’.
Momenti di tensione durante il corteo che ha raggiunto la zona rossa a Sturla. Un gruppetto di manifestanti con cappuccio e caschi si è avvicinato alla polizia quando un’ambulanza ha varcato le grate predisposte a protezione della zona rossa. I manifestanti si sono avvicinati lanciando oggetti e sono stati respinti dalla polizia che si sta riposizionando.
Un tafferuglio è scoppiato durante il corteo contro il convegno delle ultradestre quando un gruppetto di manifestanti dei centri sociali,che poco prima era stata caricato dalla polizia, si è rivolto contro i manifestanti della Fiom. Sono volati spintoni e insulti, ma poi la situazione si è calmata. La polizia non è intervenuta.

http://www.ansa.it/

“Ce n’est que un debut, continuons le combat”

 A qualcuno piace Trump (3° Parte)

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Lo slogan del lontano 1968 utilizzato dal Movimento Studentesco Francese è appropriato al clima di conflitto socio politico in atto negli USA durante la presidenza Obama, nelle primarie dei Democratici per la scelta del candidato alla Casa Bianca e durante i comizi di Trump e dopo la sua elezione.
Negli USA, dal movimento Occupy Wall Street del 17 Settembre 2011, alla rete attuale dell’opposizione sociopolitica di Black Lives Matter, Climate Chang, No Dapl, Movimento anarchico, quello delle Donne, Movimenti per i diritti civili, è ormai certo che il conflitto sociale negli USA accompagnerà il cammino presidenziale di Donald Trump.
o_p28xm2Che il vasto fronte di opposizione sociale e politico americano non renderà facile il percorso governativo del ramato Trump lo si è capito dall’insediamento alla carica, addirittura nel giorno del discorso d’inaugurazione, con il corteo che voleva raggiungere la Casa Bianca,  dove si sono verificati scontri con la polizia e centinaia di arresti. Nello stesso giorno proteste si sono svolte in diverse città con lo slogan “Non è che l’inizio”, che accompagna le mobilitazioni negli USA, anche a seguito dei decreti governativi anti islam.
L’opposizione politica di sinistra ed antagonista del vecchio continente, compresa l’Italia, rispetto allo scontro “di classe” in atto nel cuore dell’Imperialismo deve porsi la domanda :  Che fare ?
E’ questo il momento in cui la solidarietà internazionale deve farsi sentire e rendersi visibile, poiché il binomio repressione poliziesca e censura dell’informazione, già preannunciata dallo stesso Trump, potrà prendere il sopravvento allorquando l’attenzione mediatica determinatasi dalle limitazioni ”temporanee” del diritto di cittadinanza e d’ingresso sul suolo americano andrà scemando.
La censura militare è già in atto, infatti, non si conosce il numero degli arrestati nel periodo estivo, così come degli ultimi cortei, si sa soltanto che gli arrestati rischiano 10 anni di carcere. Non si conosce il numero di aggressioni razziste verificatesi nelle città americane così come degli episodi repressivi della polizia nei confronti degli oppositori di Trump.
Anche se il mondo culturale, dell’intellettualità e artistico negli USA si è mobilitato, quello che conta in climi politici simili è la veicolazione della controinformazione militante in grado di far conoscere a livello internazionale lo stato reale delle cose specie sul fronte della repressione interna e sulla vigilanza antifascista.

Controinformazione utile a creare mobilitazioni ed iniziative, in Italia e nel resto d’Europa, a sostegno del movimento americano.
alexandre-bissonnette-1-300x300.jpg Per quanto detto, il riferimento è legato alla recente strage nella moschea di Quebec City da parte del  27enne Alexander Bissonette estimatore di Trump, di Marine Le Pen e dell’esercito Israeliano. Quanti nazisti e fascisti negli USA vorranno emularlo, quanti episodi di violenze razziali si verificheranno nelle aree geopolitiche dove il neo Presidente ha avuto il maggior consenso elettorale ?
Sul campo della controinformazione è fondamentale accumulare dati non solo sulla storia di Trump e sul suo pedigree razzista ma anche sui ministri del suo governo che sono espressione delle grandi lobby economiche, militari, industriali, sanità privata, finanza ed assicurazioni.
La politica di Trump, avrà forti ripercussioni in campo internazionale, sia da un punto di vista economico che finanziario, compresi gli scenari di guerra in atto (Siria, Ucraina, Libia) così come la questione Palestinese, le varie regioni autonome Kurde alle prese con la Turchia decisa nel suo progetto di espansione entro il 2023. A questo quadro geopolitico ed economico internazionale bisogna aggiungere quello europeo con le nazioni, sempre più indebitate e dipendenti nel campo energetico dalla Russia e dagli Emirati Arabi non rientranti nella lista nera di Trump, tra desideri di ridisegno dei confini ora tracciati da fili spinati e muri. Un contesto politico europeo del post Brexit caratterizzato dal dibattito sull’essere pro o contro l’Euro e con forze politiche di destra che vedono di buon occhio Trump in quanto sperano nell’effetto di trascinamento alle prossime scadenze elettorali.

Il quadro che si prospetta per l’Europa non sembra essere confortante.

Sostenere il movimento americano potrebbe riaprire spazi di agibilità politica per la Sinistra Europea, in primis quella italiana dopo le contaminazioni del movimento di opposizione sociale americano Occupy Wall Street contro il Capitale Finanziario. Queste contaminazioni sarebbero necessarie per le vertenze contro le nuove forme di schiavitù, per la tutela della salute e dell’ambiente contro le multinazionali dell’Energia.
manifestazioni-anti-trump-300x177.pngSi potrebbe utilizzare questa fase storica di “scontro di classe in atto in America” per riaprire quelle lotte come l’uscita dell’Italia dalla NATO, contro le guerre imperialiste, la tutela del Pianeta Terra, contro il femminicidio, l’omofobia ed il razzismo, contro il nucleare, contro ogni rigurgito nazista o fascista celato da ritorni di nazionalismo identitario.
Ora, dopo il dato referendario del 4 Dicembre e l’elezione di Trump, diventa necessario dibattere e definire una strategia politica sulle problematiche nazionali derivanti dai vari trattati come quello di Lisbona, espressione del Capitalismo Finanziario e foriero di nuove forme di schiavitù (Jobs Act, privatizzazioni selvagge).
Sviluppare tale dibattito per evitare l’infognarsi sulla sterile ed a volte infantile oltre che pericolosa, controversia dell’essere pro o contro l’Unione Europea tanto meno essere pro o contro l’Euro.

Questo dibattito lasciamolo a Salvini, Grillo, Renzi, D’Alema e alle loro propaggini.

Come militanti internazionalisti ed antimperialisti dovremmo impegnarci in altro, partendo principalmente dalle problematiche locale con uno sguardo al globale che sta mettendo a dura prova le nostre resistenzialità a causa di un imbarbarimento comportamentale tra esseri umani e su come gli stessi si rapportano con la natura.
In termini di laicità politica e di memoria storica, si potrebbe prendere spunto dalle similitudini che legano la Barcellona del 36 a Kobanè comprese le esperienze di comunità autonome sparse in America Latina, esempi di protagonismo di classe non lontane dal poter esser determinate anche nelle nostre comunità italiane.

http://www.ecn.org/asilopolitico/

Il Presidente Trump con la mossa di basare il diritto di cittadinanza americano sul genetismo della cristianità, ha pagato subito la tangente all’arcipelago delle organizzazioni puritane, religiose e cattoliche fondamentaliste che hanno finanziato e sostenuto la sua campagna elettorale. Nel soddisfare e valorizzare le richieste provenienti dal fondamentalismo religioso americano, da una immediata risposta all’irrazionale paura di una parte del popolo americano derivante dai terroristi che, a parere loro, si infiltrano in America attraverso i flussi migratori.

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Da questi pochi giorni di presidenza del biondo e ramato Trump, “o guaglione nun è scem” , possiamo dedurre alcune caratteristiche che lo accompagneranno nella sua politica interna ed estera.

La politica dei “Due piccioni con una fava” :

  • Soddisfare subito il suo elettorato sull’applicazione del programma, dimostrando di garantire agli americani la sicurezza interna;
  • Azzerare la memoria storica sulle responsabilità degli USA e della famiglia Bush sulle guerre che hanno destabilizzato l’intero pianeta (Afghanistan, Iraq) che sono alla base del terrorismo che fa leva sul fondamentalismo religioso e che hanno determinato l’esodo biblico di milioni di uomini.

La politica camorristica :

  • Uso mediatico finalizzato a compiacere le pance popolari motivate dalle più stomachevoli ideologie nazionaliste/identitarie;
  • Mantenere e consolidare i rapporti storici degli USA con l’Egitto, Emirati Arabi non presenti nella Black List; nascondendo i suoi interessi economici e finanziari legati ai petroldollari e non solo.

La politica internazionale :

  • Fare leva sulle contraddizioni in Europa del dopo Brexit e sul vento nazional-populista che imperversa e che vede nella britannica May, in Putin, Erdogan, Netanyahu, Le Pen, Grillo e Salvini i suoi principali sostenitori;
  • Sostenere i vari stati fondamentalisti in primis Israele, da cui trae suggerimenti per un modello politico fondamentalista da applicare negli USA, modello geopolitico identitario  che rischia di configurarsi in Europa senza dimenticare la Turchia;
  • Illudere e ricattare l’Europa sul non sostegno economico americano alla NATO;

In questo breve arco di tempo possiamo definire Trump tutto in salsa europea, un mix tra Berlusconi, (suo ispiratore principe per i conflitti d’interesse) Renzi, Le Pen, Grillo, Salvini, in grado di sintetizzare ed inserirsi nelle preoccupanti contraddizioni politiche del vecchio continente.
La disillusione della Grecia e Spagna, l’assenza delle sinistre europee, l’incapacità delle stesse di incidere sui conflitti nell’area mediorientale, il non opporsi alle guerre imperialiste americane sotto la presidenza Obama che con la Guerra in Libia e con il sostegno ai fascisti Ucraini, accompagnate dalle politiche sanzionatorie alla Russia, non solo hanno destabilizzato l’Europa ma hanno permesso il proliferare di muri e fili spinati in funzione anti immigrati ed il risveglio di politiche sovraniste e nazionaliste che con l’avvento di Trump possono determinare scenari inquietanti e forti ripercussioni a vantaggio della destra e di forze nazional-populiste.
Per quanto sopra esposto, sarebbe un errore prendere sottogamba o ridimensionare i contenuti della manifestazione di Roma organizzata da Fratelli d’Italia, Salvini e Forza Italia improntata su “Sovranità Nazionale e Cristianità“.
In questo clima di preparazione alle prossime elezioni politiche (Giugno 2017 ?) la sinistra italiana sempre protesa a riciclarsi come ceto politico piùttosto che valorizzare quel bisogno di protagonismo socio politico della gente espresso nel dato referendario del 4 Dicembre 2016, dovrebbe volgere lo sguardo allo scontro di classe in atto in America ed alle proteste del movimento antifascista, antirazzista ed anticapitalista al fine di ridurre quel vento reazionario che in Europa soffia da un bel pò ed a cui il neo inquilino della Casa Bianca da vento potrebbe trasformalo in tempesta.

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magliana-408x300.pnghttp://contropiano.org/ – Contemporaneamente a quanto accadeva a Firenze, oggi (05/11/2016) nel quartiere romano della Magliana, pesantemente blindato a protezione di una manifestazione dell’estrema destra che ha potuto manifestare tranquillamente nonostante il divieto di ogni forma di raduno politico dettato dalla Questura, le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono duramente intervenute contro i militanti del Centro Sociale Macchia Rossa e gli attivisti antifascisti provenienti da altre zone della capitale, mobilitati per sbarrare la strada ai fascisti di Forza Nuova. Dopo che nelle scorse settimane gli estremisti di destra di Casa Pound avevano aperto una loro sede nel quartiere, per oggi i neofascisti capitanati da Fiore avevano indetto una manifestazione all’insegna dello slogan “Magliana come Goro” e per “cacciare gli stranieri”. Ne sono seguiti scontri e arresti.
Gli antifascisti si erano dati appuntamento alle 15.30 in Via Pieve Fosciana e per un certo tempo il fronteggiamento con i cordoni di polizia è andato avanti senza particolari problemi. Ma quando gli antifascisti in corteo hanno provato ad avvicinarsi al presidio realizzato da Forza Nuova (nonostante la Questura avesse vietato ogni assembramento), nei pressi di piazza Fabrizio de Andrè i reparti antisommossa hanno violentemente caricato, lanciando lacrimogeni contro i dimostranti che rispondevano lanciando oggetti vari, bottiglie e pietre. La violenza delle cariche ha costretto gli antifascisti a disperdersi, inseguiti nel corso di una vera e propria caccia all’uomo realizzata da polizia e Digos fin dentro i bar e i negozi di Magliana. Alla fine, secondo la Questura che ha parlato addirittura di ‘devastazione e saccheggio’ da parte dei militanti dell’estrema sinistra, decine di dimostranti antifascisti sono stati ammanettati per strada e condotti nei commissariati di Tor Cervara e Tor Sapienza; alla fine il bilancio è stato di circa 50 fermati oltre che di alcuni feriti e contusi. Dei 50 fermi, ben 9 sono stati trasformati in arresti. Nei confronti dei denunciati, nel frattempo rimessi in libertà, è prevedibile una pioggia di provvedimenti cautelari e di denunce che la Questura promette di spiccare anche sulla base dell’esame dei filmati girati durante cariche e scontri.
Un presidio di solidarietà con gli arrestati è stato indetto per domenica 6 novembre alle 17.30 contemporaneamente a Regina Coeli (l’appuntamento è al Faro del Gianicolo) e a Rebibbia (femminile).

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Sul fronte opposto, approfittando della copertura garantita dall’ingente schieramento di polizia, quello che agenzie di stampa e media mainstream definiscono un gruppo di un centinaio di ‘residenti’ (fascisti aderenti a varie organizzazioni che poco prima avevano esposto bandiere e striscioni) ne ha approfittato per manifestare liberamente, per poi tentare di fare irruzione all’interno dei locali del Macchia Rossa e devastarlo.
Dopodiché, i celerini in assetto antisommossa si sono schierati a lungo davanti alla sede dello storico Centro Sociale impedendo agli occupanti di potervi rientrare mentre alcuni membri della Digos perquisivano i locali. Infine il Macchia Rossa è stato sigillato e posto sotto sequestro. Davvero un bel risultato per Forza Nuova che incassando la sfacciata protezione della Polizia può cantare vittoria sui comunicati e sui social network. “#ResistenzaPopolare. Grande successo a#Magliana per #ForzaNuova. Il popolo caccia gli #antifascisti e libera un centro sociale” ha esultato ieri su Twitter il capo dei fascisti, Roberto Fiore.
Assai più entusiasta il responsabile romano di Forza Nuova, Alessio Costantini: “Nonostante il pretestuoso divieto di manifestare da parte della questura, abbiamo marciato ugualmente nel quartiere della Magliana. Ancora una volta, abbiamo portato avanti la sacrosanta battaglia per la liberazione della nostra Patria dagli invasori. Palazzinari sfruttatori immigrati rom parassiti vari fuori dai nostri quartieri. Una sola cosa conta: prima il nostro popolo, PRIMA GLI ITALIANI”.

allerta

“L’estrema destra fascista e razzista, da sempre cane da guardia dei padroni, cerca di inserirsi nelle tensioni sociali, alimentando divisioni tra poveri secondo lo slogan “prima gli italiani”. Per anni è stata foraggiata da Alemanno e Berlusconi e adesso si agita per guadagnare posizioni e racimolare consenso, confidando forse nella crisi della giunta comunale guidata dal Movimento 5 Stelle. Con la complicità dei media mainstream che veicolano i loro slogan razzisti, si sono conquistati in molti quartieri popolari una agibilità impensabile fino a poco tempo fa” avevano scritto gli antifascisti chiamando il quartiere alla mobilitazione contro le infiltrazioni e le provocazioni di Casa Pound e Forza Nuova.
“Il terreno privilegiato scelto dai fascisti a Magliana per provocare e dividere è proprio quello della lotta per la casa. Un primo maldestro tentativo di aprire una sede è stato respinto alcuni mesi fa da parte di una formazione (i nomi cambiano troppo spesso per meritare una menzione) che poi è confluita nel famigerato partitucolo di Forza Nuova guidato dal fascista milionario Fiore, noto per essere stato sul libro paga dei servizi di spionaggio britannici. Inoltre, in queste ultime settimane un tentativo più subdolo e più efficace, tuttora in corso, è portato avanti da Casapound, che ha raccattato alcuni personaggi precedentemente allontanati o tenuti ai margini del Comitato di Lotta per la Casa di Magliana ed è riuscita a mettere un po’ di zizzania perfino all’interno del comitato stesso. Poche settimane fa hanno inaugurato una sede, che indicano come riferimento per l’intero quadrante cittadino. A questo punto i loro “cugini” di Forza Nuova hanno annunciato in pompa magna una manifestazione per il 5 novembre in cui inneggiano alla cacciata degli stranieri ma anche alla resistenza agli sfratti, con la benedizione del loro capo, Roberto Fiore. Un vero e proprio terreno di sperimentazione dell’estrema destra che vede da una parte un’organizzazione come CasaPound, i cui esponenti si sono recentemente vantati (a Labaro) di aver eseguito uno sfratto per conto di una (italianissina) proprietaria di un appartamento che affittava in modo irregolare a stranieri, e dall’altro Forza Nuova che intende marciare contro gli immigrati nell’anniversario dell’armistizio del 1918, tentando un ridicolo parallelo fra l’esercito Austroungarico e i rifugiati che arrivano in Italia. (…) I fatti confermano le loro intenzioni: pochi giorni fa i fascisti hanno compiuto un attentato incendiario contro un’occupazione abitativa dei Movimenti di Lotta nel quartiere di Tor Marancia.” spiegava ancora il Centro Sociale Macchia Rossa.

Luca Fiore

antifaL’estrema destra acquista agibilità politica. A Chiari il movimento Fascismo e Libertà ha aperto una nuova sede e non nega l’ipotesi anche di una futura candidatura a livello amministrativo. A , invece, ha trovato spazio l’associazione integralista cattolica Christus Rex vicina al sindaco Tosi e a .
Sul caso di Chiari l’Anpi è partito all’attacco dell’apertura della sede del Fascismo e Libertà definendola una “cosa da brividi”. Una vicenda che ha visto anche attivarsi i parlamentari bresciani Lacquaniti, Bordo, Gitti e Sberna con un’interrogazione parlamentare che solleva la questione dell’agibilità politica dell’estrema destra.
Il gruppo Fascismo e Libertà, d’altra parte, ribatte che il movimento non vuole essere razzista e omofobo e vanta di vittorie giudiziarie in precedenti procedimenti in cui era accusato di apologia del fascismo. Il movimento, tuttavia, non nasconde per nulla il suo riferimento essenziale al ventennio e delle politiche fasciste. Sul mancato intervento delle istituzioni nei confronti di un movimento di estrema destra chiaramente nostalgico si solleva per l’ennesima volta il problema del permissivismo delle istituzioni nei confronti dei gruppi fascisti. Manca, inoltre, una presa di posizione contraria da parte dell’Amministrazione Comunale.
Sul tema abbiamo sentito Franco Bordi, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà tra i firmatari dell’interrogazione parlamentare contro la sede di Chiari di Fascismo e Libertà.
Ascolta o scarica l’intervista
A Verona l’associazione intregralista cattolica Christus Rex ha trovato una sede all’interno dello spazio del gruppo Gruppo Veterani Veronesi dato dal Comune. All’inaugurazione hanno partecipato Enrico Corsi della Lega Nord e Luca Castellini di Forza Nuova. Il caso veronese riporta all’attenzione la questione dei rapporti tra partiti, istituzioni, associazioni cattoliche integraliste ed estrema destra.
Il circolo Pink di Verona denuncia l’agibilità politica di organizzazioni omofobe e razziste in città, come quella ottenuta da Christus Rex. Nel comunicato diffuso vengono anche ricordate le numerose iniziative discriminatorie diffuse sul territorio veronese, in particolare di stampo omofobo, sempre legate a gruppi integralisti che collaborano con gruppi o partiti neofascisti. Un esempio è la comparsata demenziale dello scorso lunedì 10 ottobre in Sala dei Mutilati con il finto ambasciatore ONU Komof, Zelger e Zoccatelli, mentre sabato prossimo a Tregnago ci sarà concerto nazi rock dei Gesta Bellica presso il pub Sotto Sopra.
Abbiamo parlato di tutto questo con Gianni Zardini del circolo Pink di Verona.
Ascolta o scarica l’intervista

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antifa RADIO ONDA D’URTO – Diversi striscioni sono stati appesi, questa mattina, nelle scuole superiori di Bergamo con la scritta “Scuola: sede di conoscenza, non teatro di violenza” per denunciare l’aggressione avvenuta appena fuori dai cancelli del liceo scientifico F. Lussana sabato scorso, quando uno studente della scuola ha aggredito una ragazza che ha riportato una contusione a sedi multiple del tronco del collo.
Poche ore prima dell’accaduto, durante la cogestione dell’istituto, entrambi avevano partecipato a un incontro tenuto dall’associazione Caposaldo, insieme di almeno otto associazioni di Bergamo, ma anche bresciane e milanesi, che promuove iniziative che sono  riconducibili  a gruppi della destra radicale. Dal diverbio avuto durante l’incontro lo studente ha pensato di passare alle mani, aggredendo Elena che ci racconta sia dell’iniziativa di questa mattina che quanto accaduto lo scorso 19 marzo. Ascolta o scarica

CfDEAWkW8AAqHyg RADIO ONDA D’URTO – Pesanti poliziesche oggi, sabato 2 aprile, fuori dalla stazione FS di Porta Nuova contro attiviste e attivisti del collettivo Anomala, che avevano chiamato a un corteo in difesa degli spazi sociali dopo lo sgombero (non il primo) del SOA “”.
Una decina di blindati e celere in antisommossa: questo si sono trovati davanti i circa 200 manifestanti, la cui manifestazione non era stata autorizzata dalla Questura scaligera, in perfetta continuità con l’Amministrazione nero-(ex)leghista del sindaco Flavio Tosi.
Attorno alle 17 il corteo ha provato a muoversi, per comunicare con la città la voglia di una spazio sociale in città a Verona.
Durissima la risposta questurina: manganelli, scudi e teste aperte.
Dopo le cariche, attiviste e attivisti si sono riuniti in un’assemblea spontanea, sempre nel piazzale della Stazione.
Il collegamento con Linda, del collettivo Anomala di Verona.

Ascolta o scarica qui.

Daxnelcuore-(29)
DAVIDE CESARE, DAX….
Il 16 marzo 2003 2 neonazisti del Quartiere Ticinese a Milano aggrediscono alcuni compagni. Alex rimane gravemente ferito. Dax invece muore. All’ospedale San Paolo dove Dax arriva oramai morente decine di carabinieri e polizziotti caricherà selvaggiamente i compagni accorsi. Nel 2009 con sentenze definitiva 2 compagni vengono condannati a 2 anni di reclusione.
Quello che segue è il racconto di un compagno:
La domenica sera per me è da sempre il momento più triste della settimana. Il week-end è agli sgoccioli e ci si appresta ad incominciare una nuova settimana di lavoro e alzatacce. Così anche quella maledetta domenica nessuno di noi voleva tornare a casa e puntare la sveglia. Del resto non era neanche mezzanotte. La notte, almeno lei, era ancora giovane. Non eravamo frequentatori abituali del Tipota. Quella sera decidemmo di berci l’ultima birra lì. Tutto quello che arriva dopo è oramai entrato nella storia della città. 2 nazi-dementi che abitavano proprio sopra il Tipota decisero che quella era la serata giusta per provare i loro nuovi coltelli e il coraggio che thor o qualche loro strano dio o divinità gli aveva donato. Certo noi non siamo ragazzi da oratorio. In queste cose nn ci tiriamo certo indietro. Ma alla logica delle lame opponiamo da sempre quella delle mani. Ricordo la collutazione durata qualche minuto. Il rumore freddo delle lame. Poi Dax si accascia. Le sue ultime parole: “Questa volta mi hanno fatto male..” Ti hanno ammazzato. E noi nn lo dimentichiamo. Noi non perdoniamo.
COSPIRARE VUOL DIRE RESPIRARE INSIEME W DAX LIBERO E RIBELLE.
fonte: GLOBALPROJECT