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portella

Nel piano della Portella chiusa in mezzo a due montagne
c’è una roccia sopra l’erba per memoria ai compagni
Alla destra nella roccia al tempo dei Fasci
un apostolo ci parlava donde proviene tutta la ricchezza.
E da allora fino a oggi a Portella delle Ginestre
quando viene il primo di maggio i compagni fanno festa…

E Giuliano lo sapeva che era la festa dei poveri,
una bella giornata di sole dopo tanto piovere,
chi ballava, chi cantava, chi accordava le canzoni
e le tavole apparecchiate con nocciole e torroni!

Ogni asta di bandiera era zappa, braccia e mani
era terra seminata, pane caldo, forno e grano

La speranza di un domani che fa del mondo ua famiglia
la vedevono ormai vicino già contavano le miglia,
l’oratore di quel giorno era Jacopo Schirò,
disse appena: « Viva il primo maggio », e rimase senza parola..

Dal monte della Pizzuta che l’altura più vicina
Giuliano con la sua banda scatenò la carneficina.

A tappeto e a ventaglio
mitragliavano la gente
come una falce che miete
con il fuoco tra i denti
C’è chi piange spaventato,
c’è chi scappa e grida aiuto,
c’è chi alza le braccia
invocando protezione.

E le madri col fiatone
con il fiato – ma senza più fiato
– Figlio mio, (hai) corpo e braccia
un groviglio di piombo!

Dopo un quarto d’ora di quell’inferno, vita, morte e passione
i briganti se ne andarono senza più munizioni
rimasero in mezzo al sangue e all’erba del piano
venti morti, poveretti, che volevano un mondo umano.
E nell’erba li piansero madri e padri inginocchiati
che baciandoli gli lavarono il viso con le loro lacrime.

Epifania Barbato accanto al figlio a terra morto dice:
«Ai poveri persino qua gli fanno la guerra… »
Invece Margherita La Glisceri che era lì coi suoi cinque figli
era stata colpita a morte, e nel ventre, aveva il sesto figlio…

Da quel giorno succede che a Portella, chi ci torna dopo tanti anni
vede i morti in carne e ossa, testa, volti e gambe,
vivere ancora, ancora vivi e può sentire una voce fra cielo e terra
che grida: O giustizia, quando arrivi?
O giustizia quando arrivi?!!

scateniamoli

RADIO ONDA ‘DURTO – Nuova udienza del processo contro 4 compagni italiani imputati per la giornata di rabbia del 1 maggio 2015 contro Expo.  Il pm di Milano, Piero Basilone, ha chiesto due condanne a 4 anni e 4 mesi e altre due a 5 anni e 8 mesi di reclusione per i quattro giovani imputati arrestati il 12 novembre scorso con le accuse pesantissime di devastazione e incendio, travisamento e resistenza a pubblico ufficiale. E’ già fissata un’udienza per ilprossimo 9 giugno quando potrebbe arrivare la sentenza.

Oggi fuori dal tribunale, per tutto il giorno, il presidio indetto dalla campagna “Scateniamoli” da cui sentiamo Jack. Ascolta o scarica

Nota a margine del 1° maggio No Borders a Roma – Centri Sociali Marche

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“Benvenuta nel Paese che ospita più rifugiati al mondo”. E’ la frase dello striscione che campeggiava nel campo profughi turco Nizip 2 visitato dalla cancelliera tedesca, giunta in Turchia  per rilanciare l’accordo sulle deportazioni. E’ intollerabile. E’ “il lavoro rende liberi” del nostro tempo, la propaganda fatta per bocca delle sue vittime. Mentre il governo turco trattava gestione e contropartite del più moderno mercato degli schiavi, la Merkel regalava matite ai bambini del campo. Sono necessarie risposte urgenti, immediate. Oggi, non domani. Perché  nel frattempo le deportazioni continuano e l’infame accordo tra l’Unione Europea e la Turchia si consolida.
E’ per questo che nonostante gli sforzi sostenuti per realizzare la carovana a Idomeni e la manifestazione del 3 aprile al Brennero, ci siamo subito rimessi al lavoro per arrivare all’Ambasciata turca in Italia, alle rappresentanze diplomatiche di quel Paese responsabile dei respingimenti e delle espulsioni illegali verso la Siria e che si candida, in cambio di laute  contropartite, a fare il lavoro sporco per la fortezza europea: un lavoro per il quale può presentare ottime credenziali, vista la sistematica violazione dei diritti umani e la violenta e permanente aggressione al popolo curdo, di cui il governo turco è artefice.
Da tutto questo è  nato l’appello all’azione di Agire nella Crisi. Per il primo maggio, perché quella era la prima data utile sia come spazio temporale, che come spazio politico, considerato che, nonostante le raccomandazioni della UE, in quella giornata Erdogan tornerà pubblicamente a mostrare le unghie contro l’opposizione interna e le rivendicazioni di autonomia e libertà che occuperanno le piazze della Turchia. L’appello è semplicemente un libero “chiamarsi” tra coloro che sentono l’urgenza di reagire, fuori da ogni dietrologia, tatticismo, specificità che nulla hanno a che vedere con il dramma che abbiamo di fronte: un appello per esplicitare i motivi di un’azione, per affermarne la necessità, per rivendicare il diritto di porla in essere.
Il diritto all’azione non è un’enunciazione, ma un fatto: esiste solo nella misura in cui l’azione lo costituisce. Le limitazioni a cui esso è sottoposto sono le medesime limitazioni a cui è sottoposta la nostra possibilità di azione. Alcune di esse le conosciamo bene e si affacciano spontanee alle nostre menti: la polizia, la legge, i giudici. Ma in realtà sono molti altri i fattori che concorrono a limitare il nostro diritto all’azione e lo spazio del suo esercizio. Uno è il tempo. Anche banalmente quello metereologico, che sappiamo tutti molto bene quanto possa pesare su una manifestazione. Oppure il tempo cronologico, e, cioè, il “tempo che passa” e che senza batter colpo e senza tanti clamori svuota il nostro diritto all’azione dell’azione stessa, rendendola anacronistica, inefficace nel conseguimento dell’obiettivo a cui essa era preordinata. Ed anche il tempo come “clima” sociale, politico e relazionale all’interno del quale l’agire si colloca rimanendone inevitabilmente implicato.
Ed è fisiologico che sia così, perché ogni azione non può non essere condizionata dal contesto all’interno del quale essa si determina. Però è anche vero che esiste un nocciolo dell’agire che è incomprimibile, irrinunciabile. E’ quell’azione che si determina laddove essa non c’è, nonostante sia urgente e necessario che ci sia. Questo diritto primario all’azione non possiamo negarcelo, non dobbiamo negarcelo. E’ per questo che facciamo le manifestazioni anche quando piove. E’ per questo che il primo maggio saremo in piazza dell’Indipendenza a Roma, e muoveremo verso l’Ambasciata turca.

http://www.globalproject.info/

A policeman fires a tear gas during a protest against the Milan's Universal Exposition, EXPO2015 in Milan, 01 May 2015.    ANSA/MASSIMO PERCOSSI

RADIO ONDA D’URTO – #‎NoExpo‬ ‪#‎Milano‬ ‪#‎1Maggio‬ operazione repressiva in corso dall’alba di oggi, giovedì 12 novembre contro diversi compagni e compagne accusati di aver preso parte  agli scontri della‪#‎Noexpomayday‬ del 1 maggio 2015 a .
Disposte 10 custodie cautelari in carcere: 5 tra Milano, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, in particolare di compagni che fanno riferimento alla realtà “Pirata Riot Club”, attivo in occupazioni e attività artistiche sul territorio milanese,  e  5 in , nel quartiere ateniese di Exarchia.
Per tutti l’accusa di “devastazione e saccheggio”, che prevede dagli 8 ai 15 anni, oltre che resistenza a pubblico ufficiale aggravata e travisamento.
Fino ad ora 8 gli arresti compiuti (4 in Italia e 4 in Grecia), 2 invece le persone non raggiunte ancora dalla Polizia (uno in Italia e uno in Grecia).
Con le stesse accuse ci sono anche 5 indagati a piede libero: tre a Milano, uno a Como e un cittadino greco.
Effettuato a tutte e tutti il prelievo del Dna, oltre a numerose perquisizioni.
Il primo aggiornamento, attorno alle 11.30, con l’avvocato Eugenio Losco, ad ora legale di tre dei quattro attivisti italiani attualmente in carcere. Clicca qui per ascoltare o scaricare l’audio.
Diffuso in mattinata un comunicato di Autonomia Diffusa Ovunque di solidarietà agli arrestati .
Ai nostri microfoni Marcelo, del Comitato Abitanti Giambellino-Lorenteggio. Ascolta o scarica

milano

Primo Maggio di mobilitazioni in tutta Italia. Da Milano a Termini Imerese, passando per Torino e Pomigliano, i temi della precarietà, della disoccupazione e del lavoro hanno ancora una volta attraversato questa giornata di festa dei lavoratori. Se si esclude Torino dove ci sono state tensioni e scontri tra antagonisti, No Tav e forze dell’ordine, tutto è filato liscio. Anche lo stanco rituale di Cgil,Cisl e Uil ha registrato le solite note antigovernative ma senza un particolare sussulto. Riforme vere, non “sorrisi e annunci”, hanno detto i tre sindacati confederali. E investimenti, “buona economia per creare lavoro, non più solo tagli e profitti. I Leader di Cgil, Cisl e Uil dalla manifestazione del Primo Maggio a Pordenone (Electrolux) provano ad incalzare il Governo Renzi ma senza particolare entusiasmo.

Primo maggio di mobilitazione anche nel resto d’Italia, da Roma, dove si è tenuto il tradizionale ‘concertone’, a Milano, dove c’è stata la Mayday Parade, a cui hanno aderito realtà antagoniste e centri sociali. Qui un gruppo di partecipanti si ha preso possesso di uno stabile in disuso non lontano dalla Stazione Centrale. La MayDay Parade si è così ufficialmente conclusa trasformandosi in The Ned, i The NoExpoDays, che si terranno proprio all’interno e all’esterno della palazzina all’angolo tra via Stresa e piazza Carbonari. Tre giorni di sit-in come annunciato sul sito Milano in Movimento su cui si preannuncia che domenica il complesso di ex uffici amministrativi in disuso verrà ‘liberato’. A Carrara, invece, si sono dati appuntamento gli anarchici libertari da tutta Italia, e una delegazione di No Tav della Val Susa. Durante un comizio è stata espressa solidarietà ai quattro attivisti No Tav accusati dell’assalto al cantiere di Chiomonte, ancora in carcere.

Dubbi e paure per il futuro tra gli operai Fiat dello stabilimento chiuso di Termini Imerese che stamane hanno promosso un sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento in occasione della festa del Lavoro. I sindacati hanno ribadito che dopo cinque anni di tentativi e attese, a oggi “le tute blu della Fiat e dell’indotto, aspettano una risposta dalle istituzioni che dia una speranza per l’avvenire, e sono stanchi dell’incertezza vissuta da troppi tempo”. “Per il futuro di Termini bisogna – hanno sostenuto Cgil, Cisl e Uil – sollecitiamo tutte le istituzioni coinvolte da quelle regionali a quelle nazionali a fissare punti certi in questa vertenza sia per la reindustrializzazione del sito”.

Grande assemblea anche a Pomigliano, indetta dallo Slai Cobas che annuncia la preparazione di un lungo periodo di lotte e mobilitazioni. 

Fabio Sebastiani

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Sono molti gli appuntamenti in programma per la giornata di oggi: 1 Maggio. Qui elenchiamo quegli appuntamenti che rappresentano spazi di contrapposizione e contestazione al carrozzone di partiti e sindacati che ormai da tempo hanno fatto di questa data una vuota ritualità scollata dalla realtà e incapace di parlare ai bisogni di lavoratori, giovani e disoccupati.

Bologna

L’appuntamento è in piazza dell’Unità alle 15 per un Primo maggio di lotta e dignità che vedrà protagonisti i facchini delle lotte nella logistica al fianco di studenti, precari, disoccupati e occupanti di case. Una piazza in continuità con le battaglie contro lo sfruttamento che da tempo caratterizzano il mondo della logistica che si allargherà all’opposizione delle politiche sul lavoro del governo Renzi.

Brescia

Verrà costruito un primo maggio contro austerity e precarietà che si opporrà anche alle provocazioni di qualche sparuto neofascista che, dietro la sigla della compagine giovanile di Forza Nuova (Lotta Studentesca), ha lanciato l’appuntamento per un “corteo contro la disoccupazione giovanile” dietro il quale nascondono le solite retoriche razziste e liberticide. Appuntamento alle 9 in piazza Garibaldi.

Milano

L’appuntamento è con la MayDay, quest’anno fortemente incentrata contro il mega-evento Expo 2015 che si appresta a diventare, dopo il Tav, la nuova voragine in cui gettare miliardi denaro pubblico. Coem scrivono gli organizzatori di questa edizione (vedi http://www.euromayday.org/call.php) “il Primo maggio diventa ancora di più occasione per fare il punto e organizzare la volata finale di opposizione ad Expo 2015, questione sempre più di interesse generale: 12 mesi all’apertura dei cancelli, 12 mesi in cui continuare ad inceppare il meccanismo del grande evento su tutti e tre i suoi livelli di debito, cemento e precarietà. 12 mesi in cui soprattutto prepararsi a quello che ci aspetterà nel dopo-Expo, a Milano e non solo”. All’interno del corteo verrà costruito uno spezzone di occupanti di case e studenti che reclami Casa, saperi e reddito per tutt*. Un momento importante per contestare i provvedimenti del governo Renzi in materia di casa e lavoro e costruire opposizione sociale in vista della vetrina dell’Expo 2015. Qui l’appuntamento cittadino in piazza 24 maggio. Significativo e visibile sarà anche lo spezzone NoTav che metterà al centro l’assurda detenzione e il processo con l’accusa di “terrorismo” di Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò.

Torino

Appuntamento alle 9 in piazza Vittorio per lo spezzone dell’opposizione sociale contro Jobs Act e piano casa verso il vertice europeo dell’11 Luglio. La città individuata come “modello da imitare” dal PD (un modello fatto di indebitamento, povertà e sfratti) sarà probabilmente teatro di una sfllata elettorale per incoronare il candidato alle Regionalie già sindaco del Sistema-torino Sergio Chiamparino. Pare che per l’occasione la Questura inzi a fare le prove per il corte del 10 maggio e il vertice di luglio, come si evince da un articolo allarmistico del solito Massimo Numa, utile soprattutto per giustificare e far digerire le spese del denaro pubblico in “ordine pubblico” (leggi: più soldi alla polizia) mentre si riducono drasticamente i servizi essenziali.

Campania

Tra le tante iniziative significative di domani, segnaliamo anche quella del collettivo Clash City Workers contro la liberalizzazioni degli orari di apertura degli esercizi commerciali, con un picchetto organizzato davanti al punto-vendita di Leroy Merlin di Afragola (Napoli). Riportiamo inoltre, per quanto riguarda il territorio campano, un’altra iniziativa sul 1 Maggio di lotta a Bagnoli, dove si svolgerà una manifestazione per dire stop alla precarietà, alla devastazione ambientale e alla repressione. RIBALTIAMO Jobs Act e Piano Casa!

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Questa notte a Reggio Calabria, è stato incendiato il centro sociale Angelina Cartella, il luogo di produzione socio culturale più importante e più antico della città. E sicuramente il più famoso della Calabria. E’ andato totalmente distrutto. La mano è chiaramente fascista: sui muri sono state trovate svastiche e scritte inneggianti alle SS. Sul luogo stamattina sono arrivate le forze dell’ordine ed è stata aperta un’inchiesta. Secondo le prime indagini, il fuoco si è sviluppato dall’interno verso l’esterno: sono andati completamente bruciati gli arredi interni, e le travi che sorreggevano il soffitto, alcune delle quali sono cadute. Di conseguenza l’area è stata transennata, e non è più agibile. Il collettivo aveva denunciato negli ultimi tempi di essere oggetto di minacce e azioni di sabotaggio. Addirittura alla vigilia del 1 maggio, quando a Cartella c’è una festa tutti gli anni, la cucina era stata completamente distrutta. Un allarme che è caduto nel vuoto. Fino all’azione finale di stanotte.

Fonte: Il Manifesto

La Repubblica

GOVERNO, UN COMMISSARIO PER I TAGLI – Amato consulente sui soldi ai partiti, Giavazzi sulle imprese. Previsti risparmi per 4,2 miliardi. Il premier: forte collaborazione con Berlino

Corriere della Sera

BONDI SUPERCOMMISSARIO PER I TAGLI – Monti chiama il risanatore di Parmalat. Critiche al governo Berlusconi e al Pdl

L’Unità

BUON LAVORO – Primo Maggio contro la crisi. A Roma il concerto dei sindacati. Manifestazione unitaria a Rieti

Il Manifesto

SCONCERTO DEL 1 MAGGIO – C’è il rituale concerto di piazza San Giovanni, ma non sarà una festa. I diritti dei lavoratori sono sotto tiro, la disoccupazione aumenta e la disperazione diventa cronaca nera. Cgil, Cisl e Uil oggi sfilano insieme

Il Fatto Quotidiano

CAPITALI SVIZZERI ORA MONTI DICE SI – Sui 150 miliardi evasi il premier pronto a trattare con Berna. Tutti i partiti d’accordo sulla proposta rilanciata dal Fatto per portare in cassa fino a 50 miliardi. Il Prof polemico con B: non ci sarebbe l’Imu se non avessero abolito l’Ici

La Repubblica

GHEDDAFI: “GUERRA ALL’ITALIA” – La minaccia del regime alla vigilia del voto alla Camera sulla missione in Libia

Corriere della Sera

GHEDDAFI MINACCIA L’ITRALIA – “Porteremo la guerra da voi”. Frattini: non ci intimorisce

L’Unità

FONDATA SUL LAVORO – Il 1° Maggio e la Costituzione no allo scippo della democrazia. Sindacati al Colle, Napolitano: le divisioni portano al peggio. E difende la Carta e i lavoratori. Camusso a L’Unità: “Il lavoro è la forza e la dignità del Paese”

Il Manifesto

BEATI LORO – La festa dei lavoratori oscurata dalla beatificazione di papa Wojtyla e picconata dall’apertura dei negozi voluta da alcuni sindaci. A Roma un milione di fedeli per Giovanni Paolo II, ma più di mezzo milione di giovani scelgono il concertine dei sindacati

Il Fatto Quotidiano

SPOSINI, TROPPI COME LUI – Quaranta minuti senza soccorsi, poi con cinismo lo spettacolo continua. Il dramma di un personaggio famoso moltiplicato per 242

Liberazione

ARTIOLO 1 SANTO SUBITO – Anche sulla festa del lavoro, dopo l’anniversario della Liberazione, pesa la scure del revisionismo e della cialtronesca mistificazione. Fra nozze coronate “globali” e beatificazioni si consuma la rimozione della condizione di un paese devastato