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E’ STATO PUBBLICATO IL NUMERO DIECI ANNO UNDICI DEL MENSILE

“BUCO 1996 – nei secoli a chi fedeli???”

Nel decimo numero dell’undicesimo anno trovate:

–          Editoriale – Il Rosatellum Bis unico problema del Parlamento

–          L’Intervista – Serri: “Sostegno sociale al caso catalano”

–          Referendum Autonomia – La sconfitta della politica economica

–          Movimenti – Ende Gelande, giornate d’azione a Cop 23

–          Ricordo – Cso Pedro, i primi 30 anni

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La mattanza di  nei giorni del del 2001 fu . Lo ha stabilito anche legalmente la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia.

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I giudici hanno riconosciuto a 48 ricorrenti – manifestanti italiani e non – il diritto a ricevere tra 10mila e 85mila euro a testa per danni morali. Per i giudici europei “le garanzie più elementari a Bolzaneto furono sospese: i membri della polizia presenti, gli agenti, e per estensione, la catena di comando, hanno contravvenuto al loro dovere deontologico primario di proteggere le persone sotto sorveglianza”, oltre al fatto che “nessuno ha passato un solo giorno in carcere per l’impossibilità di identificare gli agenti coinvolti, la mancanza di cooperazione della polizia con la magistratura e le lacune strutturali dell’ordine giuridico italiano”, non colmate dalla cosiddetta legge sulla tortura di ques’estate inapplicabile ai fatti di Bolzaneto”.

Il commento ai nostri microfoni di Italo Di Sabato, dell’Osservatorio sulla repressioneAscolta o scarica.

Si è chiuso con cinque condanne tra i sei e i 10 mesi e tre assoluzioni il processo di primo grado contro otto attivisti del collettivo Hobo, tra cui Loris Narda e Parvis Jashn Tirgan. Sono accusati a vario titolo di manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale, furto aggravato, accensioni pericolose e getto pericoloso di cose per il blitz in Rettorato a Bologna durante la seduta del 9 settembre 2014 del Senato accademico, in cui si discuteva della possibile realizzazione di un campus universitario alla Staveco. Nell’occasione, gli esponenti del collettivo avevano cercato di forzare il cordone della Digos per entrare in Rettorato, spintonandosi con gli agenti per poi accendere dei fumogeni e riportarsi in via Zamboni, dove, protetti da una transenna (che gli è valsa l’accusa di furto), avevano lanciato delle uova contro i poliziotti. Per gli otto attivisti la Procura aveva chiesto condanne tra i sei e i nove mesi, ma nonostante tre di loro siano stati assolti completamente, in almeno un caso il giudice Nadia Buttelli è andata oltre le stesse richieste dell’accusa. Tra i condannati, che in molti casi sono stati assolti per alcuni dei reati di cui erano accusati, ci sono anche Narda e Tirgan, ma l’avvocato Ugo Funghi, che difende sette degli otto imputati, ha già annunciato che presenterà appello contro le condanne.

Controlacrisi.org

(tratto da: Buco1996 – nei secoli a chi fedeli??? – anno 11 / numero 9)

E’ STATO PUBBLICATO IL NUMERO NOVE ANNO UNDICI DEL MENSILE

“BUCO 1996 – nei secoli a chi fedeli???”

Nel nono numero dell’undicesimo anno trovate:

–          Editoriale – Il M5S mostra la sua anima fascista

–          L’Intervista – Mianiti: “L’uomo deve sentire propria la violenza sulle donne” 

–          No Tav – Vertice di Lione: gamberi per colazione

–          Esteri – Riflessione sulle elezioni in Germania

–          Movimenti – Condanne e assoluzione per gli attivisti

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Catalogna 'sospende' indipendenza

“Proponiamo che il Parlamento sospenda gli effetti della dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo, senza il quale non sara’ possibile giungere a una soluzione concordata, perché in questo momento ciò è utile per ridurre le tensioni”. Lo ha affermato il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont. “Dobbiamo dare il via a un periodo per intrattenere un dialogo con il governo spagnolo, con responsabilità e rispetto”, ha aggiunto.

Fonte: Italpress

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Sono le due e mezza del pomeriggio, quando i rivoluzionari del generale Antonio Pappalardo, radunati dalla mattina in piazza del Popolo, arrivano davanti a Montecitorio. Armati di tamburi e megafoni chiedono ai parlamentari “abusivi” di uscire dalla Camera: “Ladri, ladri”, gridano. Alla folla si unisce uno sparuto gruppo di leghisti, indipendentisti giunti a Roma per spiegare le ragioni del loro voto sull’autonomia. La piazza, insomma, e’ variegata. Nel palazzo, intanto, si sta per discutere la legge elettorale e il governo si appresta a mettere la fiducia.

I Cinque stelle annunciano barricate, tanto che alcuni militanti in mattinata hanno già manifestato davanti Montecitorio. Nulla di strano, quindi, quando Alessandro Di Battista sceglie di lasciare il palazzo per gettarsi tra la folla, convinto che siano tutti pentastellati. Pappalardo fiuta l’aria e prova a girare l’occasione a suo favore: “I Cinque stelle sono nostri fratelli, se vorranno unirsi alla nostra battaglia li accoglieremo a braccia aperte, ma devono uscire da questo Parlamento DI abusivi”.

E Di Battista esce. Si toglie la giacca, sale sulla balaustra che divide la piazza del palazzo dai manifestanti, e attacca: “Solo Mussolini e De Gasperi hanno messo la fiducia sulla legge elettorale, e’ uno schifo. Non e’ solo una legge contro una forza politica, ma contro la democrazia”. La piazza, che lo aveva accolto con gli applausi, resta esterrefatta: loro sono li’ per fare la rivoluzione, mica per emendare il Rosatellum bis.

Partono allora i primi fischi all’indirizzo di Di Battista, seguono a stretto giro gli insulti. Lui va in confusione: “Non so chi vi ha convocato, grazie siete tanti, non molliamo, al DI la’ dell’appartenenza politica”. La piazza, pero’, lo bersaglia: “Buffoni, ladri, ridateci le chiavi. Devi uscire pure tu, abusivo, non restare dentro”. Ma Di Battista, restituito il megafono, rientra nel palazzo. Tra i fischi. E Pappalardo fa la capriola: “Loro stanno nel palazzo a parlare con i ladri, io con i ladri non ci parlo”. Applausi.

Fonte: Dire