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Catalogna 'sospende' indipendenza

“Proponiamo che il Parlamento sospenda gli effetti della dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo, senza il quale non sara’ possibile giungere a una soluzione concordata, perché in questo momento ciò è utile per ridurre le tensioni”. Lo ha affermato il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont. “Dobbiamo dare il via a un periodo per intrattenere un dialogo con il governo spagnolo, con responsabilità e rispetto”, ha aggiunto.

Fonte: Italpress

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Migliaia di persone sono scese in piazza in tutti gli Stati Uniti per protestare contro l’elezione di Donald Trump. “Non è il mio presidente”, si legge sui cartelli dei manifestanti. Le manifestazioni più imponenti a New York e Chicago. A Los Angeles – dove alcune persone hanno invaso l’autostrada 101, bloccando il traffico – ci sono stati tredici arresti.

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E’ Trump il 45° presidente degli Stati Uniti d’America. Ha battuto nel corso delle elezioni che sono andate in scena nella notte appena trascorsa in Italia una Hillary Clinton che era partita in vantaggio ma che è stata soppiantata dal mioliardario.

Una vittoria che fa fare un netto passo indietro all’America visto che la storia di Trump ci parla di un personaggio: razzista, contro il genere femminile, a favore di politiche repressive. Ma le elezioni americane segnano anche un monito perenne: il votare il meno peggio non va più di moda.

Un consiglio anche all’Italia e al suo premier Matteo Renzi: il popolo ha ormai capito che bisogna cambiare e svoltare su politiche decisioniste. E’ ora che la Sinistra vera raccolga la grande sfida e torni ad essere protagonista.

CSA Buco1996

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Francia, Syria , Iraq, Kurdustan, Palestina, Afghanistan, Mali, Yemen, Belgio, Burkina Faso, Nigeria ecc.ecc. tutto il mondo sotto attacco del terrore e dell’idiozia umana. Nessuno si indigna e protesta per il fallimento delle politiche imperialiste e colonialiste dei governi occidentali che ci hanno portato a questo disastro mondiale, nessuno dice niente a riguardo ma quasi tutti pronti a puntare il dito nei confronti di un etnia o una religione in particolare.

Come dire non perdiamo mai occasione come esseri umani di dimostrare la nostra idiozia, ma soprattutto la nostra pochezza umana perché preferiamo farci manipolare odiando chi non può vivere come noi e non ce la prendiamo con i veri colpevoli imperialisti che comandano questo sporco gioco.

Questo preciso momento storico dove i governi mafiosi occidentali provano ad inculcare quanto più odio possibile tra la gente, è ciò che dovrebbe farci rendere conto che abbiamo fallito come specie che popola il pianeta. Non Sarà l’odio o la competizione verso altri esseri umani sofferenti come noi Che ci salverà, questo può solo portarci quanto più in basso possibile, la nostra unica soluzione È capire Che necessitiamo Di rivoluzionare la nostra cultura sociale, un azione sociale volta alla condivisione della sofferenza del prossimo, volta all’abbattimento dei preconcetti ottocenteschi dove esistono differenze tra gli esseri umani, non sono le frontiere il nostro problema.

Il nostro problema sono le guerre decise a tavolino dai politicanti europei e americani, il nostro problema sono le politiche di austerità, il nostro problema è che vogliono un mondo diviso e spaventato.

Dobbiamo restare umani e capire che questo fottuto sangue che ci scorre nelle vene è rosso per tutti nessuno escluso. Il nostro problema non è il nostro vicino o chi scappa da una guerra che abbiamo creato dall’altra parte del mondo, il nostro problema è chi ci governa e niente più.

Stay human
Emilio Mesanovic

 

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Le autorità greche hanno dato il via all’operazione per sgomberare gradualmente il campo profughi di Idomeni, il più grande del paese. Il campo e’ situato al confine con la Macedonia e vi hanno trovato rifugio per mesi una popolazione stimata di oltre 8.400 persone. L’operazione e’ cominciata all’alba e ai giornalisti non e’ stato permesso l’accesso alla zona.

Governo e agenti di polizia hanno comunicato che i migranti del campo di Idomeni verranno trasferiti gradualmente verso campi organizzati e allestiti appositamente. Il portavoce del governo greco per la crisi dei rifugiati, Giorgos Kyritsis, ha detto che la polizia non userà la forza.

Circa 20 unità di polizia anti-sommossa, per un totale di circa 400 agenti, si trova a Idomeni per portare a termine l’operazione.

Fonte: Ansa

AGGIORNAMENTO ORE 10.00

Lo sgombero prosegue lentamente, i migranti salgono sui bus senza uso della forza. La polizia è davvero tanta.

Continua il viaggio di Emilio Mesanovic a Idomeni dove sono accampati i profughi che scappano da guerra e povertà, ma che vengono poi rifiutati dall’Europa e ghettizzati nella città greca. Il racconto Emilio tramite immagini: questo è oggi 19 aprile 2016!

Sono mesi che l’Europa condanna degli esseri umani a vivere in condizioni assurde e disumane, la situazione è sempre drammatica al campo Di Idomeni, abbiamo raccolto testimonianze Di persone pronte a tornare nei loro paesi perché non riescono più a vivere in questo modo orribile, togliere la dignità e la vita a chi scappa da una guerra è qualcosa Che va contro ogni logica sociale!

Emilio Mesanovic

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Settant’anni dopo la conclusione del processo di Norimberga ai gerarchi nazisti, ora anche l’eccidio di Srebrenica, il più grave episodio di genocidio avvenuto in Europa dopo l’Olocausto, ha un suo responsabile. Radovan Karadzic, ex psichiatra divenuto nel corso della guerra della ex Jugoslavia (1992-1995) leader dei serbi di Bosnia, è stato riconosciuto oggi colpevole del reato di genocidio e condannato a scontare una pena di 40 anni di carcere dallo speciale tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite. Il massacro di Srebrenica, riconosciuto ufficialmente dal Tribunale penale internazionale un crimine contro l’umanità con una sentenza pronunciata nel gennaio 2015, risale al luglio del 1995, quando circa 8000 musulmani bosniaci – comprese donne e bambini – furono trucidati nel giro di pochi giorni da unità dell’esercito serbo.

La Corte ha giudicato Karadzic responsabile anche di omicidio e persecuzione di civili ritenendolo l’artefice delle atrocità commesse durante il lungo assedio di Sarajevo, quando nel corso di 44 mesi morirono circa 10mila persone. A questi reati si aggiunge quello di “presa di ostaggi” relativo al sequestro di 284 caschi blu dell’Onu usati come scudi umani a fronte dei bombardamenti della Nato.

Il tribunale penale internazionale dell’Aja ha ritenuto invece insufficienti le prove portate dall’accusa per estendere l’accusa di genocidio agli eccidi avvenuti in sette villaggi della Bosnia Erzegovina (Bratunac, Prijedor, Foca, Kljuc, Sanski Most, Vlasenica e Zvornik). Per questi episodi la condanna nei suoi confronti si è “limitata” ai reati di crimini contro l’umanità, omicidio e persecuzione.

La sentenza chiude un processo durato oltre sei anni. Karadzic era stato catturato nel luglio del 2008 dopo una latitanza durata 12 anni malgrado sulla sua testa gli Stati Uniti avessero posto una taglia di 5 milioni di dollari. Al momento dell’arresto in esecuzione del mandato di cattura internazionale eccezionale spiccato sulla base dell’articolo 61 del Tribunale penale internazionale, Karadzic lavorava in una clinica privata di Belgrado come medico specializzato in medicina alternativa e psicologia sotto il falso nome di Dragan David Dabic.

All’udienza conclusiva nell’aula del tribunale dell’Aja hanno assistito diverse associazioni di vittime e sopravvissuti: Le ‘Donne e le Madri’ di Srebrenica, gli ex Detenuti dei campi di concentramento, le Donne vittime di guerra, i Genitori dei bambini uccisi e rappresentanti di altre organizzazioni, in tutto circa 150 persone giunte appositamente dalla Bosnia, assieme a 200 giornalisti, 50 diplomatici e 100 insegnanti, ricercatori e rappresentanti della società civile.

Fonte: La Repubblica