Napoli. “Salvini contestato di Mattino” di Redazione Napoli

Pubblicato: 8 marzo 2017 in Notizie e politica, Senza categoria
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E’ la giornata delle donne. Ma il Mattino di Caltagirone pensa bene di ospitare nei propri studi per una interevista-forum il capo della Lega Nord. Quella formazione politica che detiene sicuramente la primogenitura dello scadente linguaggio fallocratico e maschilista imperante oggi nella politica e nei media. Il primo slogan vincente dell’inarrestabile Lega (quando era ancora Lega lombarda)  di inizio anni novanta era appunto “la Lega ce l’ha duro“. Usuale in quegli anni le offese agli avversari politici con parole quali “finocchio”, “culattone”. L’ex alleato sindaco di Milano Albertini veniva denigrato come “Albertina” per sottolinearne le scarse propensioni eterosessuali. Al sindaco di Lecce Poli Bortone, quarantenne signora di bella presenza, per disaccordi politici, veniva promesso un bel trattamento a base sessuale. Non veniva spiegato se consenziente o meno. Bossi mimava il tutto coi gesti ai comizi tra folle osannanti. Anche grazie a loro, e ovviamente a Mediaset, che siamo arrivati a punti così bassi di comunicazione pubblica. Di discorso politico. Il progressivo abbassamento dei livelli discorsivi vede nella Lega, da sempre, un’avamposto non di poco conto.

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Appare quindi incomprensibile, seppure alla luce dell’imminente comizio di sabato di Salvini, che il Mattino abbia scelto di dare voce al leader di un partito che del maschilismo prevaricatore e discriminatorio è sempre stato campione. Nella giornata delle donne.
A Napoli però dovunque vada Salvini fa sempre danni. Costretto a muoversi scortato come un capo di stato a un vertice internazionale trova in via Chiatamone, dove ha appunto sede il Mattino, una sfilza di contestatori ad attenderlo. Sono i ragazzi e le ragazze di Insurgencia – centro sociale che ha eletto alle ultime elezioni un proprio militante come consigliere comunale e un altro quale presidente circoscrizionale – che inscenano un sit-in pacifico presso il portone dove ha sede la redazione.
La polizia sembra non transigere. Sposta ad uno ad uno i manifestanti sollevandoli di peso. Sembra tutto finito. Invece la voce è girata subito. Tra giri di telefonate e post sui social network cresce la voglia di contestare Salvini. Arrivano altri ragazzi, altri militanti dei centri sociali cittadini e qui la polizia perde la misura. Si lancia subito in cariche a disperdere i convenuti. Qualcuno si fa male. Fortunatamente lievemente. Un giornalista è fermato e portato via. Non si capisce bene di cosa sia accusato. Ancora tensione poi tutto finisce.
Inizia nel peggiore dei modi la calata del nordista Salvini a caccia di voti terroni. Nell’intervista al Mattino lo dice pressapoco chiaramente. Voglio fare le primarie di centro destra su scala nazionale e quindi mi servono pure i voti meridionali. Appena ieri si vantava in una intervista a un canale pubblico nazionale di dover andare lui, proprio lui, il nordista Salvini a un incontro sul rilancio del Sud. Insisteva molto sul proprio lui. Insomma non poteva fare a meno di tenere il solito registro colonialista di stampo leghista. Per risolvere i problemi del sud ci vuole uno del nord. Anzi ci vuole il nord.
Per ritornare all’intervista-forum del quotidiano napoletano, per quel che si legge ora, c’è solo da sottolineare il vergognoso lavoro degli intervistatori. Hanno lasciato al buffone padano la possibilità di atteggiarsi a reale “alternativa democratica” del governo di questo paese, sventolandogli al massimo qualche dato – inconfutabile – sulla diseguaglianza della spesa dello Stato tra meridione e settentrione. Il leader razzista ha tergiversato e loro lo hanno lasciato tergiversare, addirittura lamentandosi del mancato federalismo fiscale. Incredibile. Questo è il livello delle grandi firme del giornalismo napoletano.
Noi possiamo solo rallegrarci che nessun ragazzo, nessun contestatore si sia fatto male. Non ne valeva la pena. Sacrosante le proteste ma è evidente, da quando è giunta voce della venuta di Salvini, la ferrea volontà da parte della Prefettura di assicurare la massima agibilità al leader padano, costi quel che costi. Prima sono entrati in conflitto con l’amministrazione comunale, che non voleva che la kermesse si svolgesse, e ora sono pronti a fare la guerra ad ogni forma di dissenso alla Lega.

Brutti segnali in vista di sabato.

http://contropiano.org/

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