“Valerio Verbano, un omicidio fascista senza vere indagini” di Redazione Radio Città Aperta

Pubblicato: 22 febbraio 2017 in L'intervista, Notizie e politica, Senza categoria
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22 febbraio 1980, un nucleo fascista dei Nar uccide il compagno Valerio Verbano in casa sua, dopo aver immobilizzato i genitori. Intervista realizzata da Radio Città Aperta.

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Abbiamo in collegamento Marco Lucentini, che di Valerio era un amico. Ciao Marco, buongiorno, grazie per essere con noi.

Buongiorno a voi

Trentasette anni dopo la questione è ancora aperta e, soprattutto, la memoria di Valerio è ancora viva…

Certo. E’ aperta nel senso che, nonostante il tentativo di avviare indagini relative, appunto, all’individuazione dei responsabili dell’omicidio di Valerio, quel tentativo praticamente non è andato a buon fine; poi la vicenda, con la morte di Carla, la madre di Valerio, si è praticamente chiusa.

Ma come è possibile che un caso come questo, di un omicidio avvenuto dentro casa, a quasi quarant’anni di distanza ancora non abbia un colpevole? C’è qualcosa che non va…

Diciamo che per le indagini avviate subito dopo – al di là della formula rituale per cui dispose l’archiviazione nel 1989 per il procedimento a carico di ignoti – il giudice disse praticamente che l’omicidio venne maturato in un ambiente ricollocabile alla destra neofascista romana. E questo credo che fosse un fatto talmente pacifico e notorio che non avrebbe avuto bisogno di approfondimenti investigativi. In realtà una serie di accertamenti che avrebbero potuto condurre nell’immediato, quantomeno per individuare l’area da cui provenivano gli autori dell’omicidio, non furono effettuati.

Negli anni poi non sono mancati quelli che possono essere, a tutti gli effetti, apparsi dei tentativi di depistaggio… Insomma, invece di lavorare per cercare di arrivare alla verità, e quindi alla ricostruzione precisa e puntuale dei fatti, sembra che la tendenza sia spesso stata invece quella opposta a cercare di nasconderli…

EvidenzaIn realtà gli accertamenti che furono svolti da ultimo – ti parlo di indagini che si sono praticamente avvitate su loro stesse a cavallo della morte, appunto, della mamma di Valerio – non erano indagini dirette ad appurare l’individuazione dei possibili autori, ma di natura “cumulativa”; cioè erano indagini in forza delle quali, come voi forse ricorderete, ci fu il tentativo, anche gestito sui giornali, di risolvere, si diceva, i casi ancora rimasti a carico di ignoti relativamente a fatti collegabili appunto alla destra a cavallo della fine degli anni ’70-’80. Però nessuno di questi accertamenti ha consentito poi, effettivamente, di individuare una pista investigativa degna di questo nome.

Una delle questioni che vengono spesso citate, quando si parla di Valerio, riguarda quello che poi viene forse semplicisticamente definito il dossier Nar, una serie di informazioni che Valerio – a quanto pare – aveva raccolto sull’estrema destra, in particolare nella città di Roma. Di che si tratta?
Come tanti militanti di quel periodo Valerio, insieme ai suoi compagni, raccoglieva informazioni sugli ambienti più in vista della destra romana. Questo dossier, così come viene impropriamente chiamato, venne sequestrato a Valerio in occasione dell’arresto che subì nel 1979. Di questo dossier si persero le tracce perché chi procedeva alle indagini dopo l’omicidio di Valerio non riuscì a trovarlo, in poche parole. Ma in realtà parte di questo dossier venne poi recuperato, fino ad arrivare al 2011, mi sembra di ricordare, che è la data nella quale la madre di Valerio recuperò quel lavoro per intero e lo propose, lo depositò, presso il Pubblico ministero che svolgeva le indagini. In realtà di quel lavoro poi non si è fatta alcuna utilizzazione, nel senso che su quel lavoro – che è stata evidentemente una delle concause che ha portato all’omicidio di Valerio – non c’è stato poi alcun approfondimento.

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Senti, Marco, in chiusura volevo ricordare l’appuntamento di oggi perché poi, appunto, a 37 anni di distanza, la memoria di Valerio rimane viva e quindi oggi, come ogni anno, il 22 febbraio, ci sarà il corteo.

Sì. La cosa che fa piacere a quelli che, come me, hanno condiviso quella fase unitamente a Valerio, è il fatto che comunque, seppure a distanza di tanti anni, c’è una grande partecipazione giovanile. E questo significa che la memoria di Valerio è viva, soprattutto nelle pratiche politiche attuali.

Assolutamente. E molto merito di questo va anche dato a Carla, la mamma di Valerio …

…certo…

…che se ne è andata ormai qualche anno fa. Bene, grazie Marco per essere stato con noi.

Grazie a voi.

http://contropiano.org/

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