“Non è che l’inizio, continuiamo la battaglia.” di CSA JAN ASSEN

Pubblicato: 6 febbraio 2017 in Riflessioni, Senza categoria
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“Ce n’est que un debut, continuons le combat”

 A qualcuno piace Trump (3° Parte)

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Lo slogan del lontano 1968 utilizzato dal Movimento Studentesco Francese è appropriato al clima di conflitto socio politico in atto negli USA durante la presidenza Obama, nelle primarie dei Democratici per la scelta del candidato alla Casa Bianca e durante i comizi di Trump e dopo la sua elezione.
Negli USA, dal movimento Occupy Wall Street del 17 Settembre 2011, alla rete attuale dell’opposizione sociopolitica di Black Lives Matter, Climate Chang, No Dapl, Movimento anarchico, quello delle Donne, Movimenti per i diritti civili, è ormai certo che il conflitto sociale negli USA accompagnerà il cammino presidenziale di Donald Trump.
o_p28xm2Che il vasto fronte di opposizione sociale e politico americano non renderà facile il percorso governativo del ramato Trump lo si è capito dall’insediamento alla carica, addirittura nel giorno del discorso d’inaugurazione, con il corteo che voleva raggiungere la Casa Bianca,  dove si sono verificati scontri con la polizia e centinaia di arresti. Nello stesso giorno proteste si sono svolte in diverse città con lo slogan “Non è che l’inizio”, che accompagna le mobilitazioni negli USA, anche a seguito dei decreti governativi anti islam.
L’opposizione politica di sinistra ed antagonista del vecchio continente, compresa l’Italia, rispetto allo scontro “di classe” in atto nel cuore dell’Imperialismo deve porsi la domanda :  Che fare ?
E’ questo il momento in cui la solidarietà internazionale deve farsi sentire e rendersi visibile, poiché il binomio repressione poliziesca e censura dell’informazione, già preannunciata dallo stesso Trump, potrà prendere il sopravvento allorquando l’attenzione mediatica determinatasi dalle limitazioni ”temporanee” del diritto di cittadinanza e d’ingresso sul suolo americano andrà scemando.
La censura militare è già in atto, infatti, non si conosce il numero degli arrestati nel periodo estivo, così come degli ultimi cortei, si sa soltanto che gli arrestati rischiano 10 anni di carcere. Non si conosce il numero di aggressioni razziste verificatesi nelle città americane così come degli episodi repressivi della polizia nei confronti degli oppositori di Trump.
Anche se il mondo culturale, dell’intellettualità e artistico negli USA si è mobilitato, quello che conta in climi politici simili è la veicolazione della controinformazione militante in grado di far conoscere a livello internazionale lo stato reale delle cose specie sul fronte della repressione interna e sulla vigilanza antifascista.

Controinformazione utile a creare mobilitazioni ed iniziative, in Italia e nel resto d’Europa, a sostegno del movimento americano.
alexandre-bissonnette-1-300x300.jpg Per quanto detto, il riferimento è legato alla recente strage nella moschea di Quebec City da parte del  27enne Alexander Bissonette estimatore di Trump, di Marine Le Pen e dell’esercito Israeliano. Quanti nazisti e fascisti negli USA vorranno emularlo, quanti episodi di violenze razziali si verificheranno nelle aree geopolitiche dove il neo Presidente ha avuto il maggior consenso elettorale ?
Sul campo della controinformazione è fondamentale accumulare dati non solo sulla storia di Trump e sul suo pedigree razzista ma anche sui ministri del suo governo che sono espressione delle grandi lobby economiche, militari, industriali, sanità privata, finanza ed assicurazioni.
La politica di Trump, avrà forti ripercussioni in campo internazionale, sia da un punto di vista economico che finanziario, compresi gli scenari di guerra in atto (Siria, Ucraina, Libia) così come la questione Palestinese, le varie regioni autonome Kurde alle prese con la Turchia decisa nel suo progetto di espansione entro il 2023. A questo quadro geopolitico ed economico internazionale bisogna aggiungere quello europeo con le nazioni, sempre più indebitate e dipendenti nel campo energetico dalla Russia e dagli Emirati Arabi non rientranti nella lista nera di Trump, tra desideri di ridisegno dei confini ora tracciati da fili spinati e muri. Un contesto politico europeo del post Brexit caratterizzato dal dibattito sull’essere pro o contro l’Euro e con forze politiche di destra che vedono di buon occhio Trump in quanto sperano nell’effetto di trascinamento alle prossime scadenze elettorali.

Il quadro che si prospetta per l’Europa non sembra essere confortante.

Sostenere il movimento americano potrebbe riaprire spazi di agibilità politica per la Sinistra Europea, in primis quella italiana dopo le contaminazioni del movimento di opposizione sociale americano Occupy Wall Street contro il Capitale Finanziario. Queste contaminazioni sarebbero necessarie per le vertenze contro le nuove forme di schiavitù, per la tutela della salute e dell’ambiente contro le multinazionali dell’Energia.
manifestazioni-anti-trump-300x177.pngSi potrebbe utilizzare questa fase storica di “scontro di classe in atto in America” per riaprire quelle lotte come l’uscita dell’Italia dalla NATO, contro le guerre imperialiste, la tutela del Pianeta Terra, contro il femminicidio, l’omofobia ed il razzismo, contro il nucleare, contro ogni rigurgito nazista o fascista celato da ritorni di nazionalismo identitario.
Ora, dopo il dato referendario del 4 Dicembre e l’elezione di Trump, diventa necessario dibattere e definire una strategia politica sulle problematiche nazionali derivanti dai vari trattati come quello di Lisbona, espressione del Capitalismo Finanziario e foriero di nuove forme di schiavitù (Jobs Act, privatizzazioni selvagge).
Sviluppare tale dibattito per evitare l’infognarsi sulla sterile ed a volte infantile oltre che pericolosa, controversia dell’essere pro o contro l’Unione Europea tanto meno essere pro o contro l’Euro.

Questo dibattito lasciamolo a Salvini, Grillo, Renzi, D’Alema e alle loro propaggini.

Come militanti internazionalisti ed antimperialisti dovremmo impegnarci in altro, partendo principalmente dalle problematiche locale con uno sguardo al globale che sta mettendo a dura prova le nostre resistenzialità a causa di un imbarbarimento comportamentale tra esseri umani e su come gli stessi si rapportano con la natura.
In termini di laicità politica e di memoria storica, si potrebbe prendere spunto dalle similitudini che legano la Barcellona del 36 a Kobanè comprese le esperienze di comunità autonome sparse in America Latina, esempi di protagonismo di classe non lontane dal poter esser determinate anche nelle nostre comunità italiane.

http://www.ecn.org/asilopolitico/

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