“Sovranità nazionale e cristianità. A qualcuno piace Trump (Parte 2)” di CSA JAN ASSEN

Pubblicato: 3 febbraio 2017 in Riflessioni, Senza categoria
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Il Presidente Trump con la mossa di basare il diritto di cittadinanza americano sul genetismo della cristianità, ha pagato subito la tangente all’arcipelago delle organizzazioni puritane, religiose e cattoliche fondamentaliste che hanno finanziato e sostenuto la sua campagna elettorale. Nel soddisfare e valorizzare le richieste provenienti dal fondamentalismo religioso americano, da una immediata risposta all’irrazionale paura di una parte del popolo americano derivante dai terroristi che, a parere loro, si infiltrano in America attraverso i flussi migratori.

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Da questi pochi giorni di presidenza del biondo e ramato Trump, “o guaglione nun è scem” , possiamo dedurre alcune caratteristiche che lo accompagneranno nella sua politica interna ed estera.

La politica dei “Due piccioni con una fava” :

  • Soddisfare subito il suo elettorato sull’applicazione del programma, dimostrando di garantire agli americani la sicurezza interna;
  • Azzerare la memoria storica sulle responsabilità degli USA e della famiglia Bush sulle guerre che hanno destabilizzato l’intero pianeta (Afghanistan, Iraq) che sono alla base del terrorismo che fa leva sul fondamentalismo religioso e che hanno determinato l’esodo biblico di milioni di uomini.

La politica camorristica :

  • Uso mediatico finalizzato a compiacere le pance popolari motivate dalle più stomachevoli ideologie nazionaliste/identitarie;
  • Mantenere e consolidare i rapporti storici degli USA con l’Egitto, Emirati Arabi non presenti nella Black List; nascondendo i suoi interessi economici e finanziari legati ai petroldollari e non solo.

La politica internazionale :

  • Fare leva sulle contraddizioni in Europa del dopo Brexit e sul vento nazional-populista che imperversa e che vede nella britannica May, in Putin, Erdogan, Netanyahu, Le Pen, Grillo e Salvini i suoi principali sostenitori;
  • Sostenere i vari stati fondamentalisti in primis Israele, da cui trae suggerimenti per un modello politico fondamentalista da applicare negli USA, modello geopolitico identitario  che rischia di configurarsi in Europa senza dimenticare la Turchia;
  • Illudere e ricattare l’Europa sul non sostegno economico americano alla NATO;

In questo breve arco di tempo possiamo definire Trump tutto in salsa europea, un mix tra Berlusconi, (suo ispiratore principe per i conflitti d’interesse) Renzi, Le Pen, Grillo, Salvini, in grado di sintetizzare ed inserirsi nelle preoccupanti contraddizioni politiche del vecchio continente.
La disillusione della Grecia e Spagna, l’assenza delle sinistre europee, l’incapacità delle stesse di incidere sui conflitti nell’area mediorientale, il non opporsi alle guerre imperialiste americane sotto la presidenza Obama che con la Guerra in Libia e con il sostegno ai fascisti Ucraini, accompagnate dalle politiche sanzionatorie alla Russia, non solo hanno destabilizzato l’Europa ma hanno permesso il proliferare di muri e fili spinati in funzione anti immigrati ed il risveglio di politiche sovraniste e nazionaliste che con l’avvento di Trump possono determinare scenari inquietanti e forti ripercussioni a vantaggio della destra e di forze nazional-populiste.
Per quanto sopra esposto, sarebbe un errore prendere sottogamba o ridimensionare i contenuti della manifestazione di Roma organizzata da Fratelli d’Italia, Salvini e Forza Italia improntata su “Sovranità Nazionale e Cristianità“.
In questo clima di preparazione alle prossime elezioni politiche (Giugno 2017 ?) la sinistra italiana sempre protesa a riciclarsi come ceto politico piùttosto che valorizzare quel bisogno di protagonismo socio politico della gente espresso nel dato referendario del 4 Dicembre 2016, dovrebbe volgere lo sguardo allo scontro di classe in atto in America ed alle proteste del movimento antifascista, antirazzista ed anticapitalista al fine di ridurre quel vento reazionario che in Europa soffia da un bel pò ed a cui il neo inquilino della Casa Bianca da vento potrebbe trasformalo in tempesta.

http://www.ecn.org/asilopolitico/

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