“A qualcuno piace Trump” di CSA JAN ASSEN

Pubblicato: 29 gennaio 2017 in Riflessioni, Senza categoria
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Dai preparativi delle future campagne elettorali in Europa (Francia e Germania), dalle esternazioni di Grillo, dall’isterico Sgarbi, passando dalle felpe di Salvini, fino a quell’area politica di sinistra che vede nel ritorno della lira la panacea dei nostri problemi, Trump ha fatto breccia nei cuori di tanta gente.

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C’è qualche teoria e filone di pensiero nella sinistra italiana che vede in Trump il rottamatore della politica Imperialista statunitense.

Sarà effetto di nuovi allucinogeni politici, qualche trip andato male o nostalgica seduzione romantica della sovranità nazionale che fu e, magari con un pizzico di riferimento ad un ritorno di un nazionalsocialismo rimodernato ?
Un Trump, che dai suoi primi vagiti da Presidente degli USA, apparentemente condizionato da una formazione politica europeista, in stile Berlusconiano/Renziano da cui ne derivano le definizioni del tipo l’uomo del “fare”, il decisionista attrae attenzioni, a noi sembra strano e preoccupa.

  • Il decisionismo nella costruzione del muro con il Messico;
  • L’uscita degli States dalla Trans Pacific Partnership (TPP);
  • L’apparente messa in discussione del NAFTA;
  • Lo spostamento dell’ambasciata USA in Israele a Gerusalemme;
  • Il divieto di finanziare con fondi federali le ONG internazionali che praticano aborti;
  • La minaccia di applicazione di pesanti dazi verso quegli industriali  che decideranno di spostare la produzione fuori dal territorio degli USA per poi esportare in patria;
  • Monito diretto all’Europa sui costi della NATO;
  • Possibile riuso della tortura in funzione anti islam;
  • Richiamo alle case automobilistiche americane per il troppo ambientalismo di applicazioni tecnologiche finalizzate alla riduzione di gas inquinanti.

Queste alcune decisioni prese da Trump nelle 72 ore successive al suo insediamento alla Casa Bianca.

Da tali decisioni, apparentemente indirizzate verso una politica isolazionista, protezionistica, economica e finanziaria introiettata all’interno del pianeta USA, si andrebbe a disegnare un quadro  raffigurante un Trump NO GLOBAL, è doveroso pertanto porre alcune domande :

  • Trump che consegna alla Cina lo scettro della globalizzazione ?
  • Che rinuncia alle ingerenze nel Medio Oriente ?
  • Che “regala” alla Russia, in piena espansione politica nell’area Euro/Mediorientale, il ruolo principe di egemonia politica ?
  • Con gli accordi recenti con l’Iran sia sul nucleare che sul petrolio ?
  • Che si defila dal conflitto con la Cina, nel sud est asiatico, dove la Cina rivendica il 90% delle acque dove esistono riserve di gas naturale e petrolio, e dove più volte con la Cina, la marina militare giapponese e degli USA, hanno sfiorato lo scontro militare negli arcipelaghi delle Spratly e delle Paracel arcipelaghi  contesi  per un ruolo strategico militare ?

Trump, con lo slogan prima di tutto l’America e gli americani, piace al Ku Klux Klan (KKK), al Partito della Razza Ariana Americana così come alla classe operaia bianca  (capelli e barba biondi con l’orecchino e il tatuaggio dell’aquila sul braccio e qualcuno anche con la svastica) che vede negli immigrati e negli ambientalisti i responsabili delle loro precarietà, abbassamento del potere d’acquisto del salario e dei licenziamenti. Piace ed è sostenuto dalla chiesa più reazionaria  verso la quale è previsto il taglio di tasse con promesse di favori così come le lobby delle armi, della sanità privata, delle auto e dell’industria energetica specie dopo la promessa del ritorno al carbone.

Dichiarazioni, decisioni, esternazioni ed atteggiamenti che tendono ad ammaliare gli americani attraverso una politica nazionalista a sovranità popolare.

Decisioni e scenari internazionali ipotizzabili che preoccupano i mercati internazionali provocando fibrillazioni di nazioni (Giappone), in termini politici aprono orizzonti inquietanti con ripercussioni anche in Europa. Manca soltanto il motto “Dio è con noi” e siamo al completo.

In Europa si rischia che il vento nostalgico nazionalista soffi specie in vista delle prossime elezioni in Francia e Germania.

CONTINUA…

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