“CPA Cona: donna morta, rivolta annunciata, fallimento sistema accoglienza. Subito indagini! Una nota della campagna LasciateCIEntrare” di Campagna LasciateCIEntrare

Pubblicato: 3 gennaio 2017 in Notizie e politica, Senza categoria
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http://www.meltingpot.org/
Cona, ex base militare a uso missilistico nel veneziano: un malore, i soccorsi arrivati in estremo ritardo, la morte della donna. Poi, la rivolta. La vittima, 25enne di origini ivoriane, era ospite del CPA in attesa di vedere evasa la sua richiesta di protezione.
Il riferito ritardo nei soccorsi ha innescato la miccia che ha fatto esplodere la protesta: appresa la notizia della morte di S., è scoppiata la rabbia dei migranti ospiti della struttura che attualmente contiene circa un migliaio di persone (a fronte dei 540 previsti).
Una nuova tragedia annunciata”- commenta Yasmine Accardo, Referente LasciateCIEntrare – “Lo scorso giugno la Campagna ha documentato le terribili condizioni in cui versava il centro e le condizioni di vita dei migranti, attraverso la visita di una delegazione LasciateCIEntrare e Melting Pot Europa. A seguito dell’ingresso, LasciateCIEntrare ha inoltrato le dovute segnalazioni agli organi competenti. L’ inchiesta ha avuto molta risonanza sulla stampa nazionale e locale, ma a seguito della segnalazione non sono stati presi i dovuti provvedimenti.”
Il CPA a giugno conteneva più di 620 persone, in una struttura visibilmente inadeguata all’accoglienza, lontana da servizi e spazi sociali: una tendopoli nel nulla. Una situazione inaccettabile, destinata ad esplodere con l’aumento degli ospiti. Vittime dell’inadeguatezza del sistema, i migranti e gli operatori su cui si è riversata la rabbia collettiva.
A seguito dei fatti delle ultime ore, torniamo a chiedere un intervento urgente, con la speranza che stavolta la richiesta non resti inascoltata.
Auspichiamo, inoltre, in un’approfondita indagine che faccia chiarezza sull’episodio, sulla causa della morte della ragazza, sul ruolo degli enti gestori nelle tragiche ore dell’allarme, sulla presenza di personale medico o infermieristico, sull’avanzamento della segnalazione alle autorità di primo intervento e gli eventuali ritardi dei soccorsi della giovane S.
Infine, chiediamo di chiarire perché la ragazza si trovasse ancora in tale centro di prima accoglienza dal momento del suo sbarco avvenuto in agosto, atteso che centri, come quello di Cona non dovrebbero ospitare soggetti vulnerabili come donne e bambini e vittima di tratta in quanto totalmente inadeguati.
Rinnoviamo, infine, un appello al Ministro Minniti: risponda efficacemente al fallimento dell’attuale sistema di accoglienza, rilanci sulla buona accoglienza: metta fine a queste vergognose e strazianti morti di stato.

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