SALERNO: Corsisti del “Progetto Conoscenza e Lavoro” condannati a un mese di reclusione

Pubblicato: 13 luglio 2016 in Notizie e politica, Senza categoria
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Atto punitivo da parte dello Stato  e chiaro esempio di istigazione a delinquere.
Indignazione e rabbia sono le reazioni a seguito della condanna a un mese di reclusione per 7 corsisti progetto conoscenza e lavoro che nel luglio 2010 effettuarono un’azione di protesta presso il porto turistico Masuccio (Pennello) di Salerno.

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Anche questa condanna, a distanza di sei anni dal Luglio 2010 è l’espressione di un accanimento dello Stato e dei suoi apparati verso il Movimento dei Corsisti del Progetto Conoscenza e Lavoro di Salerno. E’ la seconda condanna che il movimento subisce, dopo quella relativa al presidio nei pressi del passaggio a livello di Via San Leonardo, grazie al quale furono sbloccati presso la Regione Campania la bellezza di 5 milioni di Euro di Fondi U.E. da destinare ai disoccupati di Salerno e provincia.
Tali fondi avrebbero dovuto determinare, tramite il “Progetto Conoscenza e Lavoro”, un percorso formativo di reinserimento occupazionale e sociale per disoccupati di breve, media e lunga durata, giovani e meno giovani, con diversi gradi di istruzione. Grazie al presidio effettuato nei pressi dei binari di San Leonardo, Salerno e provincia per la prima volta furono destinatari di Fondi Europei.
Con tali fondi, gli ex disoccupati di Salerno e provincia iniziarono un percorso formativo remunerato a cui dovevano seguire stage e lavori part-time (fabbriche, cooperative, imprese) dopo avere conseguito, mediante esami, un attestato professionale in vari ambiti lavorativi (verde pubblico, rifiuti, operatori informatici, acque).
La prima parte del percorso formativo si svolse regolarmente, con i relativi accrediti alla Provincia di Salerno per 2.500.000 Euro, per il prosieguo accade quello che il Movimento considera un vero scippo,   la distrazione dei fondi e la scomparsa della seconda parte dei 2.500.000 di Euro destinati alla continuazione del percorso di inserimento socio lavorativo.
Dopo mesi di attesa, di promesse, di scarica barile tra Provincia e Regione, dopo incontri congiunti in Prefettura avvenuti solo per le mobilitazioni (blocchi stradali, presidi sotto la Provincia), il Movimento dei Corsisti Salernitani, prima delle ferie istituzionali attuò la protesta presso il Porto Turistico Masuccio per sensibilizzare la Magistratura e chi di competenza a fare luce sulla scomparsa  dei 2.500.000 e per reclamare verità e giustizia.
La Magistratura, solo qualche mese dopo richiese gli atti alla Provincia ma, sul prosieguo di tali indagini a nessuno fu dato sapere, nessuna informazione agli interessati, tranne quella inerente l’ennesimo atto repressivo con la nuova messa a  processo di altri componenti del movimento, con l’ennesimo eccesso di zelo, l’unico contatto del movimento con la magistratura si ebbe solo nelle aule del Tribunale di Salerno dove a distanza di sei anni, è stato emesso il verdetto.
Un mese di condanna per ogni disoccupato potrebbe lasciare il posto a giudizi di magnanimità verso la magistratura, ma il reale significato di tale verdetto è nel messaggio punitivo da parte dello Stato verso chiunque lotta, per chi lotta per una società migliore, contro le povertà e clientelismo, solo repressione per cui l’unica strada è emigrare, delinquere.
Altro segnale da parte dello Stato che, invece di fare chiarezza sulla fine dei 2.500 000 di Euro, nonostante le palesi responsabilità delle Giunte Regionali e Provinciali, in primis quella di Bassolino e Corrado Gabriele, Villani e Cariello, quella di destra capitanata da Caldoro, Cirielli, Ferrazzano è l’impunità verso l’intero arco politico della provincia e della regione. L’ennesimo atto repressivo nei confronti del movimento, non dovrà passare inosservato a nessuno, come compagni di Asilo Politico siamo da sempre al fianco dei movimenti dei disoccupati, ha provocato in noi indignazione e rabbia dando allo stesso tempo stimolo ulteriore a proseguire nell’opera di reclamare verità e giustizia per il Movimento dei Corsisti Salernitani Progetto Conoscenza e Lavoro.
E’ importante far ritornare alla mente di molti le mobilitazioni e le progettualità che per anni hanno visto per le strade di Salerno cortei e mobilitazioni di uomini e donne che nel lottare per il diritto al lavoro denunciavano e si opponevano a concorsi truccati, assunzioni nelle Società Miste tramite agenzie interinali o segreterie politiche, a tutte le forme di clientele che in questi anni hanno ridotto moltissimi cittadini in condizioni di povertà e precarietà. Le lotte del movimento avevano raggiunto l’obiettivo di dimostrare alla collettività che si possono  conquistare i diritti come quello del lavoro, il reddito senza emigrare o essere sudditi di nessun  potentato politico.
Il movimento dei disoccupati di Salerno, così come quello di Napoli oltre alla repressione ha dovuto contrastare le continue delegittimazioni di quelle forze politiche, da Rifondazione Comunista, Verdi che in quegli anni governavano nel Parlamento e nei governi regionali, provinciali e comunali che hanno avuto grandissime  responsabilità per il  non aver approntato misure inerenti il lavoro (lavorare meno lavorare tutti/reddito e salario di cittadinanza).
La magistratura così come la repressione ricorda a noi tutte/i che i diritti le libertà si conquistano ed il messaggio che lanciamo alle future generazioni è di praticare le lotte sociali, di ritornare nei quartieri  e dare vita ai movimenti di lotta per il lavoro e per la casa.

Alla Giunta Comunale e ai suoi consiglieri, come compagni di Asilo Politico rinnoviamo l’appello per le emergenze da riportare in Consiglio Comunale:

  • Riapertura delle  vertenze sociali inerenti il diritto al reddito e al lavoro del Movimento dei Disoccupati del Progetto Conoscenza e Lavoro di Salerno, dei licenziati nelle fabbriche, degli edili senza lavoro e degli interinali licenziati;
  • Ripristino del Welfare (Stato Sociale) sul territorio comunale che preveda l’erogazione di un Reddito/Salario Locale di cittadinanza per tutte i disoccupati/e di Salerno;
  • Il diritto di giovani coppie di mettere su famiglia, partendo dalla certezza di un alloggio il cui fitto deve essere adeguato al reddito. Nel caso di reddito zero il Comune di Salerno deve farsi da garante verso gli affittuari;
  • Il sostegno del Comune, tramite il proprio Assessorato alla Cultura, di quelle realtà di base e spazi sociali autogestiti che senza alcun sostegno pubblico, operano culturalmente e socialmente sul territorio da anni con enormi sacrifici ed è solo grazie alle loro attività resistenti, che si ridimensiona  lo “status quo” della non vita culturale in città.
  • Il sostegno finanziario del Comune (Assessorato Politiche Sociali) per le imprese piccole, medie e grandi che assumono, in funzione di ricollocazione e riabilitazione sociale, ex detenute/i salernitani;
  • La costituzione dell’Osservatorio Comunale sul rispetto dei diritti civili ed umani nel carcere di Fuorni e nei reparti psichiatrici (dopo la morte di Franco Mastrogiovanni) che oltre ad essere luoghi di sofferenza sono divenute delle vere macellerie sociali.

Questo appello è anche per non dimenticare Angelo Iovine, Luigi Donadio, Elio De Pascale, Gerardo Orilia e tutti quei fratelli e sorelle del movimento che non sono più tra noi a cui il riconoscimento del diritto tanto agognato di un lavoro avrebbe alleviato quel senso di tristezza dovuto alla poca considerazione da parte del resto della cittadinanza.

CSA JAN ASSEN – ASS. CULTURALE ANDREA PROTO

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