RIPRENDE IL DIBATTITO PARLAMENTARE SUL REATO DI TORTURA

Pubblicato: 9 luglio 2016 in Notizie e politica, Senza categoria
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Dopo un anno d’attesa da ieri (06 luglio 2016) il disegno di legge sul reato di ritorna in discussione al Senato.
365 giorni fa la camera dei deputati aveva modificato la proposta di legge, mofiche così commentate dal presidente dell’interno Alfano“Abbiamo fatto una battaglia per impedire che fosse concepito un reato di tortura contro le forze di polizia” nel luglio 2015.

“L’Italia nel lontano 1988 ha preso un impegno con le Nazioni Unite ratificando il Trattato contro la tortura per sanzionare efficacemente i comportamenti costituenti tortura. Da allora  nulla è accaduto”. Così dice Gonnella dell’associazione in un comunicato stampa comparso sul loro sito.

La Corte europea dei diritti umani, condannando l’Italia per l’incursione con violenze gravi su chi dormiva dentro la scuola il 21 lugli0 2001, ha messo in evidenza l’assenza del reato di tortura nell’ordinamento giuridico.

Amnesty International sul suo sito ricorda che “A 13 anni dal di del 2001, molti dei responsabili di gravi violazioni dei diritti umani sono sfuggiti alla giustizia e in Italia mancano strumenti idonei per prevenire e punire efficacemente le violazioni. Nel frattempo, molti altri casi che chiamano in causa la responsabilità delle forze di polizia sono emersi e, purtroppo, continuano a emergere, senza che vi sia stata una risposta adeguata da parte delle istituzioni.”

La Corte Europea a breve emetterà la sentenza per la caserma di Bolzaneto. Il nostro paese potrebbe ricevere una nuova condanna per un reato inesistente nel nostro intricato sistema di leggi.

Il Senato torna così a discutere una legge, che per essere approvata dovrà passare nuovamente dalla camera. Legge annacquata dalle modifiche. Lo stesso Gonnella il 7 luglio dello scorso anno commentò così “questo ramo del Parlamento pare reintrodurrà il plurale nel caso delle violenze, cosa che porterebbe a configurare il reato solo nel caso in cui siano commesse reiterate violenze. Per cui andrebbe impunito il mono-torturatore, quello che per una volta ad esempio usi violenza inaudita fisica o psichica (ad esempio minaccia di morte i figli della persona sotto custodia legale). Un delitto che, così come configurato dalla Commissione giustizia di Palazzo Madama, sarà ancora più generico del già generico testo approvato dalla Camera. Il ping pong parlamentare rischia di rendere tutto evanescente e di non far arrivare a nulla”.

Ricordiamo che ogni esecutivo, negli ultimi 25 anni, ha messo sul tavolo una proposta di legge sul reato di tortura. Sarà la volta che questo diventi realtà o tramonterà nuovamente?

La certezza, ad oggi, è che l’assenza del reato di tortura, assieme all’assenza dei numeri identificati su caschi e divise delle forze di polizia, continua a garantire impunità.

Ne parliamo assieme ad Alessio Scandurra, dell’associazione Antigone. Ascolta o scarica

http://www.radiondadurto.org/

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