GIOIA TAURO: NUOVE PROTESTE DEI MIGRANTI DOPO L’OMICIDIO DI SEKINE TRAORE

Pubblicato: 9 giugno 2016 in Notizie e politica, Senza categoria
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Rabbia e tensione alla tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria), Comune commissariato ormai dal 2014 per infiltrazioni mafiose e a cinque chilometri da Rosarno, nella piana di Gioia Tauro, dove martedì 8 giugno un carabiniere ha sparato e ucciso Sekine Traore, 27enne maliano, all’interno della tendopoli che ospita, in condizioni spesso disumane, tra i 500 e i mille migranti richiamati dalla possibilità di guadagnare pochi euro in ore di lavoro massacrante nei campi agricoli della zona
Per il procuratore della Repubblica di Palmi Ottavio Sferlazza si delinea la legittima difesa per il militare indagato, un appuntato dei carabinieri, Antonino Catalano: si parla di una rissa e di un coltello. Diversa invece la versione degli amici della vittima, che parlano dell’intervento di sei carabinieri – anziché i due per ora resi ufficiali – per sedare un forte diverbio tra alcuni compagni di tenda, ma negano la presenza di armi bianche.
Non collimano, al momento, tra loro pure le versioni di Procura e Carabinieri: secondo quanto scrivono i media mainstream,  la prima indaga per legittima difesa, con il carabiniere che avrebbe sparato all’addome di Sekine dopo aver ricevuto tre coltellate, mentre il comando reggino dell’Arma parla invece di colpo partito accidentalmente. A fare chiarezza, forse, l’autopsia, attesa tra oggi e domani.
PROTESTE – Intanto ieri sera, mercoledì 9 giugno, alle 20 per protesta bloccata la strada davanti alla tendopoli: i migranti hanno bloccato la strada con dei materassi, inscenando una forma di protesta. Sul posto sono arrivati carabinieri e polizia: dopo un’ora, i migranti hanno tolto il blocco.
Stamattina, mercoledì 9 giugno,  la protesta è ripartita: strada ancora bloccata, stavolta con i cassonetti, e cartelli con scritte come “No Justice No Peace” e “7 poliziotti contro 1 migrante: dov’è la giustizia?”.
Verso le 10 i migranti sono partiti in corteo verso il centro del paese denunciando l’omicidio poliziesco e le spaventose condizioni, di vita e di lavoro, in cui sono costretti da cosche mafiose (in particolare i clan Pesce e Bellocco), sfruttamento da parte capitale agricolo e dall’indifferenza delle istituzioni. I migranti sono arrivati davanti al Municipio, dove continua la protesta.
Per seguire la mobilitazione (via Facebook) clicca qui (pagina “Lavoratori delle campagne”).
Da San Ferdinando la seconda corrispondenza, delle 11.45, con Antonino, compagno e attivista antirazzista di Rosarno.
Ascolta o scarica qui
Da San Ferdinando la corrispondenza, delle ore 10, con Giulia, di Medu – Medici per i diritti umani
Ascolta o scarica qui

http://www.radiondadurto.org/

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