28 MAGGIO 1974 – 2016: A BRESCIA CORTEO DELLA MEMORIA VIVA E DELLE LOTTE SOCIALI

Pubblicato: 27 maggio 2016 in Appuntamenti, Notizie e politica, Senza categoria
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E’ stato presentato in una conferenza stampa, dalle realtà che lo hanno organizzato e lo animeranno con numerosi spezzoni, il corteo della memoria viva e delle che quest’anno attraverserà le vie di nel giorno del 42esimo anniversario della Strage fascista e di Stato di Piazza della Loggia. Un corteo che, oltre a ricordare chi ha dato la vita per combattere il fascismo e lottando per un mondo migliore, si propone di portare in piazza le numerose lotte sociali che si esprimono nel territorio di bresciano. Sono state tante, infatti, le realtà che sono intervenute nella conferenza stampa. Di seguito gli audio:

Michele, CSA Magazzino 47 e Ass. Diritti per tuttiAscolta o scarica.

Alessandro, Si Cobas BresciaAscolta o scarica.

Luca, RASH BresciaAscolta o scarica.

Andrea, KAOS Val TrompiaAscolta o scarica.

Roberto, Coordinamento No Tav Brescia – Verona. Ascolta o scarica.

Michele, Kollettivo Studenti in LottaAscolta o scarica.

Sebastiano, Rete Antifascista di BresciaAscolta o scarica.

Da noi raggiunto telefonicamente, sentiamo anche Gabriele, Associazione Diritti per tuttiAscolta o scarica.

Riportiamo anche il comunicato di indizione del corteo:

COSE COSI’, OGGI, NON ACCADONO PIU’, VERO?
Per un 28 maggio della memoria viva, delle lotte e della resistenza.
Le stragi sono continuate in quegli anni e continuano tuttora.
Le guerre umanitarie degli Stati occidentali (Italia compresa) sono nascoste dietro alla falsa volontà di esportazione democratica per la stabilità globale. Il risultato è stato l’opposto.
Lo smascheramento dei reali obiettivi delle guerre “umanitarie” della NATO – dalle occupazioni neo-imperialiste agli interessi materiali per la sicurezza dei traffici marittimi e aerei, dalla stabilità dei mercati finanziari alle fonti militari ed energetiche come petrolio e gas – hanno portato nel Mediterraneo, nel Medio-Oriente, nell’Asia centrale e ora anche in territorio europeo solamente stragi e morte.
Cose come quelle di 40 anni fa succedono ancora: è la strumentalizzazione della paura. Paura e terrore sono diversivi efficaci per imporre scelte reazionarie, in totale contrasto con la logica e il benessere dei popoli. E la strategia dell’irraggiungibile Fortezza Europa è quella di stringere i confini.
Una strategia che ha già attraversato la storia dello Stato Italiano nell’epoca degli anni di piombo e che gli apparati statali hanno utilizzato per compiere atti orribili. Ed è sempre una nuova strategia della tensione che oggi permette l’avvio dei lavori per la costruzione di un muro al confine tra Italia e Austria al fine di frenare i flussi migratori, che ha fatto naufragare migliaia di migranti in fuga dalle loro terre in guerra, che ha alzato barriere ai confini, come a Ventimiglia. Come a Idomeni. In Spagna, in Polonia, in Turchia. Ha fatto sì che pattugliamenti armati facessero da scudo ad un nemico senza forma, ha dato adito a paranoici e settimanali falsi allarme, ha permesso sentenzialismi mediatici e politici sul rischio dei quartieri popolari come possibili covi jihadisti. Questa strategia della paura cosa ricorda?
Questi discorsi d’intolleranza generalizzata, questa psicosi, questa terrificante tensione, è lo stesso strumento utilizzato più di quarant’anni fa dallo Stato italiano contro i movimenti sociali, rivoluzionari, che in quegli anni mettevano radicalmente in discussione un esistente fatto, come oggi, di crisi, sfruttamento, austerità, miseria per le classi più povere.
Per questo crediamo sia sbagliato pensare che, dopo quella bomba in piazza, giustizia sia stata fatta, nonostante Andrea Orlando – ministro della Giustizia nel Governo del Salvabanche e di “Tempa Rossa” per il PD, sempre più partito della nazione e della corruzione – voglia venire a incensare il lavoro del proprio dicastero. Che due degli esecutori materiali della strage siano stati messi all’ergastolo 41 anni dopo l’attentato, non è una vittoria. Che Stato e nuovi fascismi continuino a colpire impunemente, non è una vittoria. Che la chiusura delle
frontiere sia la soluzione per salvaguardare l’occidente dai “malvagi” del mondo è una sconfitta.
Anche quest’anno, come ogni anno, il 28 maggio non può limitarsi al rituale, alla sterile commemorazione. La memoria condivisa e pacificata proposta dalle celebrazioni ufficiali sta svuotando il ricordo del proprio significato. Si coglie l’occasione per condannare la violenza in generale, decontestualizzando. Non si dice che quella violenza fu – strage dopo strage – la risposta dello Stato, dell’ordine, alla forza espressa dai movimenti rivoluzionari e antifascisti, che volevano cambiare la società e il mondo.
La paura alimentata dalle istituzioni tenta di subentrare al posto della coscienza critica e personale, ma in questa giornata c’è ancora chi vuole resistere.
Come il popolo francese sta facendo ormai da mesi dopo gli attentati, vogliamo dimostrare di essere un’alternativa, una boccata d’aria, contro una politica austera, oppressiva e senza alternative.
Per rendere giustizia alla memoria delle antifasciste e degli antifascisti, delle militanti e dei militanti rivoluzionari che quel 28 maggio 1974 morirono per il loro impegno nella lotta per il riscatto degli oppressi e degli sfruttati, per la libertà contro il fascismo, il 28 maggio dev’essere sempre resistenza.

Resistenza alle condizioni di sfruttamento e precarietà, promosse dalle politiche di Renzi e Jobs Act in ultimo, contro la mercificazione del capitale umano, contro contratti a scadenze mensili e lavori non retribuiti, per il diritto di tutti a un lavoro a reddito garantito, una vita degna e un futuro progettabile.

Resistenza per difendere ambiente, salute e territorio, per fermare un progetto economico d’interessi come lo Sblocca Italia, che non fa altro che espropriare, speculare e inquinare i nostri territori e le nostre vite. Per il diritto alla salute e al futuro, diciamo no ai veleni che continuano a inquinare ambiente ed esistenze. No alle grandi opere inutili come TAV e vari termoinquinatori che tentano di costruire sulle nostre terre!

Resistenza agli sfratti e agli sgomberi. Contro la nuova legge regionale sull’edilizia popolare che aumenta i canoni d’affitto, privatizza la gestione degli alloggi ed esclusione i richiedenti che ne han più bisogno. Il diritto alla casa è un requisito fondamentale per una vita vissuta con dignità!

Resistenza ai neofascismi, al razzismo istituzionale e non, alle barriere, ai confini. Per la libertà di movimento di tutte e di tutti!

Oggi come allora, tutto questo è da conquistare…e lo possiamo fare insieme!

SABATO 28 MAGGIO 1974 – 2016
ORE 9 – PIAZZA GARIBALDI (BS)
CORTEO ANTIFASCISTA E ANTAGONISTA
NELLA MEMORIA L’ESEMPIO, NELLA LOTTA LA PRATICA!

http://www.radiondadurto.org/

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