Aggiornamenti in corso dal campo di Idomeni dove è in atto la deportazione di massa di migliaia di persone

Pubblicato: 24 maggio 2016 in Notizie e politica, Senza categoria
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13263753_1158900207475038_6078908744985746552_nore 18.00 -‬ Sulla strada che porta al campo di Idomeni‬ alcuni volontari dei gruppi indipendenti, che da mesi sostengono e aiutano i migranti nei campi vicino al confine greco-macedone, stanno manifestando contro le deportazioni e l’allontanamento dei volontari e della stampa dalla zona. I volontari denunciano con vari striscioni che le deportazioni non sono altro che l’ennesima violazione dei diritti dei migranti. La polizia impedisce di avvicinarsi per documentare e sostenere i le persone durante le operazioni di sgombero. Da questa mattina nemmeno il cibo e il latte per bambini vengono fatti entrare al campo.

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Da giorni circolavano voci di sgombero imminente e, ieri, molti giornali europei riportavano la notizia definendo molto probabile l’evacuazione delle circa 8000 persone a partire da oggi.
Negli ultimi giorni la rabbia e la disperazione stavano visibilmente aumentando, tanto che molte persone su pressione della polizia avevano deciso di recarsi all’interno dei campi governativi gestiti dai militari o addirittura di tornare indietro in Turchia o nei loro paesi martoriati dalla guerra. Il regime dei confini dell’Unione ha costretto per mesi migliaia di vite umane a vivere in tende piantate nel fango, sospese in un limbo in condizioni estreme. In più occasioni le forze di polizia macedoni e greche li hanno gasati, sparando contro le persone quei proiettili e quelle granate dai quali fuggivano. Il benvenuto per essersi spinti fino in Europa a sognare un futuro migliore e provare a costruire un presente più giusto. Lasciati soli dalle istituzioni europee, impossibilitati a far richiesta d’asilo, sbeffaggiati da un sistema di domanda attraverso skype che non ha mai funzionato.
Solo l’apporto di alcune organizzazioni umanitarie come MSF e dei tantissimi volontari indipedenti presenti al campo hanno garantito che le loro condizioni di vita non fossero ancor peggiori. Questa solidarietà all’Europa evidentemente fa paura, perchè la ripicca verso i migranti, dopo ogni giornata di protesta, era quella di non permettere ai volontari di entrare nel campo.
In questo tempo di attesa la determinazione dei migranti, le loro proteste e la speranza che quel maledetto confine si aprisse non sono mai mancate, anzi, hanno mantenuto viva l’attesa di tutti coloro che avrebbero voluto abbattare assieme a loro quella barreria e tagliare quel filo spinato.
In questo momento è in atto la più grande deportazione di massa degli ultimi decenni. Probabilmente non ci sarà bisogno di usare la forza nello sgombero: le persone sono state stremate fisicamente e psicologicamente in un lento ma inesorabile logorio. Basta solo la presenza della polizia e dell’esercito per farli salire stanchi sui pullman verso dei campi militarizzati che hanno sempre rifiutato. Da oggi nemmeno ai medici è permesso entrare e non avviene la distribuzione di cibo. A breve sarà impossibile vivere qui e le persone lo sanno. Anche i volontari sono stati costretti a smontare le loro strutture ed andarsene.
Oggi si scrive un’altra pagina buia dell’Europa, è lo specchio più nitido del fallimento di un continente che decanta i diritti ma non vuole più applicarli.

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