ABORTO NON GARANTITO E MEDICI NON OBIETTORI DISCRIMINATI, L’UE BOCCIA L’ITALIA

Pubblicato: 12 aprile 2016 in Notizie e politica, Senza categoria
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cagne-sciolte RADIO ONDA D’URTO – “L’Italia viola il diritto alla salute delle donne che vogliono accedere all’interruzione di gravidanza e discrimina anche i medici e personale medico che non hanno optato per la cosiddetta obiezione di coscienza”.
E’ quanto affermato nella del Consiglio d’Europa, che ha accolto il ricorso presentato della Cgil.
Il Consiglio d’Europa boccia l’Italia perchè, nonostante /78, l’accesso ai servizi d’interruzione volontaria è complicato e genera una discriminazione su base territoriale e socio economica.
Per i giudici “la Cgil ha fornito un ampio numero di prove che dimostrano come il personale medico non obiettore (ormai la minoranza) affronta svantaggi diretti e indiretti, in termine di carico di lavoro, distribuzione degli incarichi, opportunità di carriera”. Lo stesso Consiglio ha osservato che il governo “non ha fornito nessuna prova che contraddica quanto sostenuto dal sindacato e non ha dimostrato che la discriminazione non sia diffusa”. Risulta invece evidente come “in alcune regioni italiane il numero di strutture che assicurano l’aborto è inferiore al 30%, non vengono adottate le misure necessarie di compensazione dei servizi e anche dove vengono adottate sono inadeguate”.
ABORTO Per la ministra Lorenzin non vi è alcuna violazione del diritto alla
salute e  rassicura: “le criticità sono poche, la sentenza si riferisce a dati vecchi”. Affermazioni smentite dalla Laiga (libera associazione italiana ginecoligi per l’applicazione della legge 194) con la dottoressa Agatone che sottolinea come, per esempio nel Lazio gli obiettori sono il 91.3%,ma ci son regioni che sono messe anche peggio come la Sicilia, la Calabria o  le Marche.
La Laiga, che ha collaborato con la Cgil per il ricorso al consiglio d’Europa, denuncia inoltre come per  i medici non obiettori è impossibile lavorare. Racconta infatti la dottoressa Agatone  “recentemente dei colleghi stavano facendo un intervento e il personale si è rifiutato di lavare i ferri chirurgici, in altri ospedali i portantini si rifiutano di portare i pazienti. Per non parlare del fatto che i non obiettori non fanno carriera e in alcuni casi sono stati tolti anche dall’insegnamento”.
Ai nostri microfoni la dottoressa Silvana Agatone, presidente della Laiga, libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della legge 194. Ascolta o scarica.
Il commento sulla sentenza del consiglio d’Europa di  Marta, del collettivo Cagne SciolteAscolta o Scarica

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