SALERNO.. “Siamo solo dalla parte di Martina e dei ragazzi aggrediti”

Pubblicato: 18 marzo 2016 in Notizie e politica, Senza categoria, Solidarietà
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fonderie-pisano-840x420 L’aggressione perpetrata ai danni di Martina e ai ragazzi che pacificamente sostavano con tende e cartelloni al di fuori della Fonderia Pisano non può essere giustificata dall’ormai abusata motivazione “guerra tra poveri” in quanto trattasi di un’azione di stampo squadrista.
Il presidio di Martina, con la propria tenda, non era diretto contro gli operai della Fonderia bensì era una  denuncia pubblica contro  l’operato della “fabbrica dei veleni” quale la Fonderia Pisano.
Tutti gli Enti preposti sono a conoscenza (ASL, Comune, Provincia, Regione, Prefetto, Carabinieri, Ministero della Salute e gli stessi padroni della fabbrica) di quello che in questi decenni la Fonderia Pisano ha prodotto come danni alla salute pubblica ed all’inquinamento ambientale dell’aria e del fiume Irno.
fonderie-pisano-aggressione-presidio-6-300x225 La famiglia di Martina ha pagato con la vita la produzione cancerogena della “fabbrica dei veleni”, essa  rappresenta la testimonianza vivente del nocumento alla salute pubblica causato dalla fonderia che coinvolge la valle dell’Irno e ampie zone della nostra città (Fratte, Piazza S. Francesco, Rione Petrosino, Calcedonia, Via Irno e zone limitrofe).
Il presidio denuncia di Martina è diretto anche alla tutela dei lavoratori della fabbrica, teso ad una risoluzione dal punto di vista di difesa del loro reddito.
Ecco perché non è corretta la semplicistica affermazione “guerra tra poveri”
in quanto potrebbe rappresentare una sorta di assoluzione dalle proprie responsabilità dei padroni Pisano ed al contempo stesso una scelta di comodo, per le forze politiche, sindacali, componenti culturali sino ad ora spettatori, che hanno fatto da cornice alle torbide ed ambigue vicende che da decenni caratterizzano la storia della “fabbrica dei veleni”.
Siamo dalla parte di Martina in quanto “Donna” che ha agito, consapevole della propria forza soggettiva e mossa dai principi universali del diritto alla vita e del diritto primario alla salute, fatta invece oggetto di aggressione fisica e di affermazioni verbali volgari.
Tanopress - Martina ha riaperto, in piccolo, una problematica che due anni fa vide protagonista nella sollevazione di popolo della città di Taranto il Comitato Liberi e Pensanti che reclamava la chiusura dell’ILVA.
Del Movimento per la chiusura dell’ILVA facevano parte principalmente operai che vivevano e vivono un duplice ruolo angoscioso, quello di cittadini residenti nei quartieri ubicati attorno all’ex Italsider; Da residenti assistevano impotenti al numero crescente di morti per diverse tipologie di cancro, alla morte di bambini affetti da leucemie oltre che all’insorgere di diverse tipologie tumorali che colpivano gli operai e un numero sempre più impressionante costante di decessi sia per quelli occupati che pensionati.
LA SALUTE PRIMA DI TUTTO, SENZA SE E SENZA MA.

Jan Assen

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