“E allora le foibe?” Censurati gli storici contro il revisionismo neofascista

Pubblicato: 10 febbraio 2016 in Notizie e politica, Riflessioni, Senza categoria
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INFOAUT – Pubblichiamo di seguito l’appello di Claudia Cernigoi, colpita dall’ennessimo provvedimento di censura da parte del presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta (Partito Democratico), insieme agli storici Alessandra Kersevan, Sandi Volk, Piero Purini e Marco Barone. Pietra dello scandalo, nemmeno a dirlo, il dibattuto tema delle foibe e dell’esodo italiano da Istria e Dalmazia alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il “democratico” Gherghetta ha infatti deciso di vietare (per non meglio specificate “motivazioni politiche”) un convegno storico previsto per oggi e dal titolo “10 anni di Giorno del Ricordo. Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo”, per il quale era già stato autorizzato l’uso di una sala provinciale richiesto dal gruppo consiliare di Rifondazione comunista. Un grave episodio che avviene tre anni dopo l’aggressione fascista nei confronti di Alessandra Kersevandurante un incontro sulle foibe organizzato all’interno dell’università di Verona e che contribuisce, ancora una volta, a palesare l’assurda strumentalità con cui si è tentato di trasformare un esempio di falso storico in un’occasione per dare voce al più becero revisionismo neofascista. La Giornata del Ricordo è infatti ormai soltanto un’occasione per nostalgici del ventennio e ammiratori della X Mas (le cui insegne, non a caso, sono state fatte entrare all’interno del Consiglio comunale di Gorizia senza destare l’indignazione di nessuna istituzione) per tentare di acquisire legittimità politica rivendicando uno spirito irredentista che si sperava estinto da almeno 50 anni. Tacciare di negazionismo storici riconosciuti come la Cernigoi (i cui dati sul presunto eccidio delle foibe sono leggibili qui) significa strumentalizzare la ricerca storica per fini politici, dando possibilità di espressione a personaggi che giustificano il colonialismo italiano e i crimini perpetrati contro la popolazione jugoslava (qui un esempio) e che possono fare ciò grazie al più totale sostegno da parte istituzionale.

Con un atto d’imperio paragonabile al concetto de “lo Stato sono io” di  franco-borboniana reminiscenza, il presidente della provincia di Gorizia (in quota PD) Enrico Gherghetta ha revocato il già concesso uso di una sala provinciale richiesto dal gruppo consiliare di Rifondazione comunista per un convegno storico da tenersi il 10 febbraio in occasione del Giorno del ricordo, convegno che avrebbe visto la presenza di storici qualificati sull’argomento (Marco Puppini, Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi, Sandi Volk, Piero Purini) e dell’avvocato Marco Barone.
Il veto di Gherghetta, posto per motivi “politici” che non ha peraltro ritenuto opportuno chiarificare, non costituisce solo un gravissimo atto di censura preventiva nei confronti della libera espressione della ricerca intellettuale, ma anche una palese violazione della legge istitutiva del Giorno del ricordo (Legge 92/04) che prevede tra le altre cose l’approfondimento “delle più complesse vicende del confine orientale”, approfondimento che costitutiva il senso del nostro convegno.
D’altra parte, consideriamo che Comune e Provincia di Gorizia hanno aderito acriticamente alla manifestazione commemorativa del 10 febbraio promossa da Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Lega nazionale di Gorizia, il cui manifesto recita (testualmente) “in memoria del dramma dell’esodo dei 350.000 istriani fiumani e dalmati – sottoposti ad una vera e propria pulizia etnica e dell’iniquo Trattato di pace”, avallando quindi non solo le falsità storiche sulle cifre dell’esodo e su una presunta pulizia etnica che non è mai accaduta, ma addirittura definendo “iniquo” il Trattato di pace, legge dello Stato.
Sono questi i motivi “politici” che hanno portato il più alto rappresentante eletto della Provincia di Gorizia a censurare un convegno storico, abusando del proprio ruolo istituzionale? E se questa è la politica espressa dal “centrosinistra” nella nostra Regione, non comprendiamo a questo punto in cosa tale politica differisca dalle esternazioni di CasaPound e dei nostalgici della Decima Mas (i cui rappresentanti sono stati senza alcuna censura o distinguo accolti nell’aula del Consiglio comunale di Gorizia con tanto di labari sia di questo corpo collaborazionista, macchiatosi di orrendi crimini contro la popolazione civile, sia della stessa RSI, in palese violazione della normativa tuttora vigente contro l’apologia del fascismo).
Invitiamo coloro che leggeranno questo comunicato condividendone i contenuti ad inviare una mail di protesta al presidente Gherghetta, a questa mail: presidente@provincia.gorizia.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ora e sempre Resistenza!

Claudia Cernigoi
(giornalista e ricercatrice storica)
Trieste

Per un ulteriore approfondimento consigliamo la lettura di Il giorno del ricordo e il mito delle foibe

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