L’arte e la cultura dovrebbero essere un bene comune. A Salerno No!

Pubblicato: 7 gennaio 2016 in Notizie e politica, Riflessioni, Senza categoria
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Quasi 4 milioni di euro vengono elargiti ogni anno dal Comune di Salerno al Teatro Verdi. In questi “pochi spiccioli” sono compresi anche i 400.000 € per il compenso del Direttore Artistico Daniel Oren. Ciliegina sulla torta?!? 45 mila euro erogati dal Comune per la rassegna del Teatro Diana.
Da questi fondi pubblici destinati alle strutture di divulgazione artistica (musica, danza, teatro, arti visive, ecc.) qualche ingenuo o sprovveduto viandante potrebbe pensare che nella nostra città ci sia un circuito culturale tale da rendere la nostra comunità un laboratorio collettivo, tanto da meritarsi uno dei primi posti nella classifica per la qualità della vita.
Per esprimere il nostro sdegno riproponiamo l’articolo del 20 Novembre scorso apparso sul nostro sito www.asilopolitico.org:
Il tasso di civiltà, della qualità della vita di una città e di una comunità, è commisurato dal livello di emancipazione culturale, relazionale, dal livello di qualità della vita, dall’equità sociale, dalla libera fruizione dei servizi pubblici – sport, sanità, trasporti, assistenza sociale, studio…
Che il Teatro Verdi, nonostante l’ingente quantità di denaro pubblico, sia da stimolo o espressione di una dinamicità artistica e culturale, nessuno in questi decenni se ne è accorto!
La dimostrazione è nel numero impressionante di emigranti del mondo artistico, culturale e intellettuale, che ingrossano il flusso di chi da Salerno fugge verso altre città o nazioni. Anche la fuga dei cervelli, artisti e studiosi rientra nel numero dei mille salernitani che ogni anno fuggono dalla nostra città.
Per il Teatro Verdi, con ingressi gratuiti solo per i Consiglieri Comunali e “politici” locali, con i costi dei biglietti accessibili solo ai ricchi e alla borghesia salernitana, con il livello culturale rappresentato da passerelle e da sfilate in pelliccia delle consorti/amanti di politici e professionisti che, per la maggior parte vengono da Napoli e da Avellino, sono destinati questi finanziamenti pubblici.
Al contrario per le attività e spazi sociali distribuiti sul territorio che con enormi sacrifici resistono nell’opera emancipatrice della comunità salernitana, non esiste nessun sostegno pubblico, nonostante progetti di alto spessore sociale e culturale presentati. Se non per quegli spazi organici e funzionali elettoralmente all’attuale status politico locale, quindi degni di visite del sindaco con annessi plausi mediatici.
Che dire …
Sono soldi spesi bene?!? Se 4 Milioni di Euro (soldi pubblici) vengono erogati ogni anno per elevare il tasso di plebeismo e di decadenza culturale di Salerno – IO NON CI STO! Anche su questa ennesima opera di privatizzazione e di applicazione del neoliberismo sul territorio, dal nostro sito rilanciamo la nostra indignazione e il nostro urlo:

IO NON CI STO!

Jan Assen

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