REPRESSIONE 2.0: APPELLO DA BARCELLONA, “ANCHE L’ITALIA RISCHIA DI COSTARVI…UN OCCHIO”.

Pubblicato: 30 ottobre 2015 in Notizie e politica
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RADIO ONDA D’URTO – Martedì scorso, 27 ottobre, l’Anfp (la principale associazione dei funzionari di polizia in Italia) ha presentato le proprie richieste al governo Renzi in materia di “ordine pubblico”.
(Clicca qui per l’articolo dedicato al tema da Radio Onda d’Urto).
Tra le (molte) misure repressive, normative e non, “suggerite” alla politica dall’Anfp (e benedette dal capo della polizia, Alessandro Pansa), c’è anche l’introduzione di fucili “marcatori“, armi ad aria compressa che sparano sfere di plastica contenenti vernice colorata, e dei temibili proiettili di gomma.
Contro le “balas de goma”, come vengono chiamate in Spagna, nella penisola iberica – e inCatalunya in particolare – è attiva da tempo la campagna “Ojo con tu ojo” e “Stop balas de goma”, che ha denunciato più volte la pericolosità di questo strumento repressivo,  che dalla fine del regime di Franco a oggi ha causato almeno nove vittime accertate, oltre a 30 casi di persone che hanno perso un occhio.
Una di loro è un compagno dell’associazione “AltraItalia – Barcellona”, Nicola Tanno, che perse un occhio l’11 luglio 2010 a Barcellona, colpito proprio da un proiettile di gomma sparato dai Mossos d’Esquadra durante la notte di festeggiamenti per la vittoria della Spagna ai Mondiali in Sudafrica.

Da quell’esperienza Nicola ha tratto nel 2012 un libro-denuncia, “Tutta colpa di Robben”.
Abbiamo intervistato Nicola, chiedendogli un commento sulla volontà di portare anche in Italia i proiettili di gomma e in merito anche all’appello contrario (vedi sotto) diffuso proprio dall’associazione “AltraItalia – Barcellona”.
Qui, il video di denuncia “The stolen eye” della campagna “Stop bales de goma”, ripreso dall’inglese The Guardian, con l’intervista a Nicola Tanno:
 Di seguito, l’appello diffuso dall’associazione “AltraItalia – Barcellona” sulle recente proposte dell’Anfp in merito all’introduzione anche nel nostro Paese di una serie di strumenti repressivi, tra cui le pallottole di gomma:

Anche l’Italia rischia di costarvi un occhio
La notizia è un pugno nello stomaco, di quelli completamente inaspettati.

Di quelli che ti fanno rivoltare le interiora fin nel profondo.
L’ANFP (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia) ha presentato il suo documento “Dieci anni di ordine pubblico”, a palazzo Chigi. Nell’occasione l’associazione ha presentato un decalogo di proposte di repressione fisica delle manifestazioni di piazza: tra queste, quella che fa più male e che fa più riflettere è la proposizione di usare proiettili di gomma.
I proiettili di gomma possono essere un’arma letale. Sono nati per la repressione delle manifestazioni repubblicane in Irlanda del Nord, e lì negli anni hanno causato la morte di diciassette persone e il ferimento di centinaia. Sono utilizzati ampiamente in Israele (dove la concessionaria è l’azienda italiana Fiocchi) e in Russia, dove pure sono conteggiabili diversi casi di morti e ferimenti gravi.
E nella nostra Europa mediterranea un paese dove l’utilizzo dei proiettili di gomma è famigerato è la Spagna. In Spagna, dalla fine del regime di Franco a oggi, sono stati accertati nove casi di morte a causa dell’utilizzo di proiettili di gomma da parte dei vari corpi di polizia.
E, soprattutto, il loro uso in Spagna si è creato una sinistra fama, in Italia e nel resto d’Europa, a causa di una statistica peculiare: dal 1990 al 2015, è documentato che 30 persone abbiano perso un occhio in seguito all’urto di proiettili di gomma. La maggioranza di questi casi è stata documentata nella Barcellona dove viviamo; in tre casi si è trattato di italiani. Uno di questi, Nicola Tanno, è un nostro compagno.
Noi ci siamo mobilitat* per anni, insieme alle associazioni Stop Bales de Goma e OjoConTuOjo,per chiedere la fine dell’utilizzo di un mezzo così inumano di repressione e per sensibilizzare la popolazione a tal fine. Abbiamo organizzato manifestazioni di piazza ed eventi culturali, abbiamo scritto a stampa e istituzioni di ogni tipo, abbiamo fatto i nostri sacrifici perché nessun@ dovesse più trovarsi con mutilazioni e ferite solo per aver partecipato a una manifestazione di qualunque genere.

E abbiamo ottenuto le nostre piccole vittorie: dall’anno scorso, nella Catalogna dove viviamo, i proiettili di gomma sono stati tolti dall’equipaggiamento dei Mossos d’Esquadra. La polizia catalana,dai suoi fucili italiani Franchi e Benelli, è ora autorizzata a sparare solo gli ufficialmente meno dannosi proiettili viscoelastici: una vittoria comunque parziale, incompleta, che ci porta a continuare a lottare per l’abolizione totale di simili strumenti di repressione, oltre che per la giustizia per le vittime di tanta barbarie.
Noi non ci stiamo. Abbiamo lottato per anni affinché il loro utilizzo venisse proibito in Spagna, e abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per limitarlo nella nostra Catalogna. Anni di lotte, di manifestazioni, di momenti di tristezza, di rabbia e di paura. E ora un’associazione di funzionari di polizia tenta di introdurli nel paese dove siamo nat*, dove vivono le nostre famiglie, dove abbiamo amicizie e dove agiscono i contesti di lotta da cui proveniamo. Non vogliamo sapere di altri nostri compagni senza un occhio, o magari peggio. Non vogliamo che chiunque vada a una manifestazione possa rischiare di avere il proprio futuro rovinato per un proiettile di gomma. Non vogliamo che, in un mondo che sta lentamente abbandonando il loro utilizzo inumano e brutale, possano andare a essere adottati in un paese per i cui potenti l’inumanità e la brutalità sembrano essere il pane quotidiano.

I proiettili di gomma non passeranno.

Associazione AltraItalia – Barcellona

http://www.altraitaliabcn.org – info@altraitaliabcn.org
Stop Bales de Goma: http://stopbalesdegoma.org
OjoConTuOjo: http://www.ojocontuojo.org

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