De Luca jr futuro Sindaco di Salerno? Ebbene si!

Pubblicato: 2 ottobre 2015 in Notizie e politica
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ciocheilmattinonondice

della serie “Ciò che il Mattino non dice”
Perché meravigliarsi della Dynasty Salernitana che bivacca non solo nella politica locale ma, anche e principalmente, nei vari consigli d’amministrazione di società (pubbliche e private) e banche, in pratica nei luoghi del potere economico finanziario?
Perché meravigliarsi se De Luca jr sarà candidato per la carica di sindaco? Magari dopo un temporaneo passaggio nel nostro Comune ad un centrodestra soft  per alchemiche strategie Renziane che sono  compromissorie con Verdini, a guida della nostra città ?
Sarebbe da ipocriti o da falsi moralisti gridare allo scandalo specie se tale disappunto proviene da persone appartenenti a sigle ed ex forze politiche, che in questo ventennio si sono contraddistinte per il loro sfacciato camaleontismo.
Tale trasformismo è il frutto ed espressione di un becero affarismo che si è consolidato nel tempo, nel quale l’ars politica è stata finalizzata solo ai profitti personali e familiari. Questo metodo ha determinato che, i ceti politici e le caste salernitane hanno fondato le proprie fortune la propria ragion d’essere al fine di impedire in questo ventennio la discontinuità ad assetti di potere politico e finanziario da cui l’attuale “dynasty salernitana” ne trae lungimiranza  sia nella gestione del potere politico che economico.
È proprio nella garanzia della lungimiranza del potere, perpetuata con metodologia oligarco/familista, che il sistema di potere si fida e si affida esclusivamente della propria progenie come unica garanzia di continuità e quindi del proprio ricambio generazionale.
Se per le testate dei quotidiani locali, usare terminologie ad effetto, tra il gossip e lo pseudo scandalismo, del tipo “figli d’arte, rampolli in corsa per Palazzo Guerra” la  giustificazione è legata alla vendita dei  giornali.
Per chi fa politica a sinistra, al contrario, non si può limitare allo stupore o alla meraviglia ma, dovrebbe porre e porsi preoccupanti e serie riflessioni non solo sulla genesi della Dynasty ma, soprattutto sulle responsabilità politiche che hanno permesso e sostenuta.
Difatti, in questo ventennio forze politiche come Rif. Comunista e Verdi, hanno contribuito pur governando, a fare di questa città una comunità formata non da cittadini ma da plebei e servi, condizioni socio/antropologiche queste che leggittimano e giustificano questo potere feudale che oggi noi chiamiamo Dinasty.
Invece di meravigliarsi sarebbe opportuno che, a quel che rimane della nostra sinistra sinistrata si rivolga la domanda del perchè, da cetino politico, imperterrita continua nell’opera di riciclaggio e di riabilitazione, nelle occasioni elettorali, sempre delle stesse persone, tralaltro con trascorsi politici  ambigui e trasformisti, e per questo perdenti elettoralmente?

Identici quesiti e riflessioni vanno poste a:

  • Quella umanità politica salernitana che è espressione di categorie professionali piccolo ceto medionon facenti parte o estromessi dai privilegi della Dinasty (professori, ingegneri, avvocati, commercialisti, medici…) che opportunisticamente si identificano, nella comoda prassi pantofolaia, nella politica interclassista grillina il cui carattere locale è dato dai figli delle chiancarelle;
  • Agli ambientalisti dell’ultima ora, a ex militanti di sinistra, appartenenti da tempo ad una umanità dissociata e disimpegnata, e trasformata e adeguata nel tempo in tifoseria benpensante ma che allo stesso tempo non disdegna i legami amicali con i vari politici locali.

Ed intanto al danno…
La nostra città, per densità abitativa, grande come un quartiere di Napoli (1 su 2 disoccupato, 1 su tre emigrato al nord o all’estero) risulta essere composta da tipologie umane e culturali “vecchie”, bambini e raccomandati, categoria quest’ultima privilegiata al 30%, mentre il restante 70% la cui quasi totalità rimane esclusa da ogni forma di diritti (reddito, lavoro, casa).
La beffa è rappresentata proprio dalla categoria dei raccomandati che ostenta, senza alcun ritegno, quotidianamente l’appartenenza alla categoria del privilegiato, il cui status symbol è diventato, quasi come un marchio pubblicitario e di fedeltà, come se non bastasse anche nel vestiario lavorativo. Dove il nome della società, ditta cooperativa a cui appartengono grazie ai favoritismi, culturalmente santifica e leggitima pubblicamente la nostra Dinasty salernitana.

Perchè meravigliarsi se le testate di alcuni giornali riportano:
“Per le Comunali a Salerno, in campo tre figli d’arte”.
De Luca jr, Conte e il rampollo di Arzano in corsa per Palazzo Guerra?

Centro Sociale JAN ASSEN (ex ASILO POLITICO)

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