Salerno città plebea? Della serie “Ciò che il Mattino non dice”

Pubblicato: 29 settembre 2015 in Notizie e politica
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Per comprendere il tasso di plebeismo raggiunto dalla nostra città, basta semplicemente ripercorrere la lettura delle prime pagine del principale quotidiano locale, che da tre mesi (da Giugno al 22 Settembre) con titoloni, foto e quant’altro, quotidianamente ha catalizzato l’attenzione dei propri lettori e cittadini, oltre alle cronache giudiziarie e scandalistiche, su due notizie, così sintetizzate:

  • “Voto al Comune di Salerno: De Luca jr nella lista Pd”
  • “In Consiglio comunale dibattito sui fuochi per la processione di S. Matteo”

Sarà per un motivo puramente commerciale, legato prettamente alla vendita delle tirature di stampa o questo quotidiano esprime il livello di arretratezza culturale, economica e sociale raggiunto dalla nostra città, in più di venti anni per la totale assenza, o per meglio dire, per la totale complicità di un tessuto politico/culturale, divenuto ceto o casta?
A conferma, la nostra città, con annesso il territorio provinciale, come risulta dai dati SVIMEZ, nella classifica dei tristi primati risulta essere posta nei primissimi posti per alto tasso di disoccupazione (un salernitano su due è disoccupato, uno su tre è emigrato al Nord o all’estero), il tasso di fallimenti e chiusure di attività commerciali ed industriali, per numero elevato dei suicidi (70% per povertà e precarietà), per uso di droghe alcol ed antidepressivi, per le tasse più care d’Italia, per i fitti di case e magazzini proibitivi e per la cementificazione e privatizzazione selvaggia del litorale marino e non solo, basta vedere anche la cementificazione delle Terme Campione.
Le catastrofiche cifre ed i tristi primati dovrebbero suscitare in città almeno un po’ d’indignazione, di dissenso, a cui dovrebbero contribuire le forze politiche, il mondo della cultura, gli organi dell’informazione compresi.
Se ciò avvenisse, per Salerno verrebbe meno la considerazione di città plebea.
A quanto pare, il ruolo di qualche organo informativo/disinformativo locale è quello di catalizzare l’attenzione pubblica per 12 mesi l’anno, nella suddivisione quadrimestrale: quattro mesi per la processione di S. Matteo (Giugno/ Settembre), quattro mesi per le Luci d’Artista (Ottobre/Febbraio), i quattro mesi restanti per le vicende politiche e giudiziarie del primo cittadino di Salerno.
Se il vivere quotidiano dei nostri concittadini è dettata dall’oblio, da una narcosi collettiva, tutto ciò è permesso anche dal vuoto culturale dove l’informazione e la disinformazione hanno una certa importanza (Berlusconi docet).
Tutto questo, pur esistenti e resistenti nella nostra città forme ed espressioni del pensiero critico e di opposizione politico, che, in termini molto resistenziali, quotidianamente debbono fare fronte all’opera di marginalizzazione, delegittimazione portata avanti da un ceto politico il cui ruolo è quello del mantenimento dello “status quo” compreso il mantenere in vita il comune senso del pensiero plebeo –  lamentio, servilismo, le risse del sabato sera, ostentazione dell’effimero e chi più ne ha più ne metta…
www.ecn.org/asilopolitico

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