IMMIGRAZIONE: DETERMINAZIONE E CONSAPEVOLEZZA POLITICA DEI MIGRANTI INCRINANO LA FORTEZZA EUROPA. PER ORA.

Pubblicato: 9 settembre 2015 in Notizie e politica
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Il presidente della Commissione Ue Jean Claude Junckerlancerà ufficialmente domani, mercoledì 9 settembre, al Parlamento europeo il cosiddetto “nuovo schema di ricollocamento dei profughi”. Alla Germania saranno assegnati 31 mila richiedenti protezione internazionale, Parigi ne accoglierà 24 mila e la Spagna 15 mila. L’Italia “ricollocherà” 39.600 richiedenti asilo, oggi nel nostro Paese e che dovrebbero andare invece fuori dall’Italia, anche se i paesi dell’Est Europa continuano a dire no all’accoglimento.

La situazione, però, non è così rosea come potrebbe apparire attraverso i media mainstream. Assieme all’accoglimento di chi viene, arbitrariamente, definito “profugo”, la Ue starebbe infatti predisponendo, su spinta tedesca, un elenco di paesi cosiddetti sicuri, ossia dove non c’è una guerra conclamata (si parla di buona parte dei Balcani, Turchia e di gran parte dell’Africa subsahariana e di parte di quella mediterranea). Chi arriva da questi paesi, quelli che i media mainstream si ostinano a chiamare “migranti economici”, in (presunta) opposizione ai “profughi di guerra”, dovrebbe venire immediatamente rispedito indietro.

A partire proprio dalla presunta divisione tra “profughi di guerra” ed “economici” e sulla consapevolezza e determinazione politica mostrata dai migranti stessi, capaci – ad ora – quantomeno di allentare le sbarre della Fortezza Europa, abbiamo intervistato Sandro Mezzadra, docente di Filosofia politica all’Università di Bologna e tra gli animatori del collettivo di ricerca Euronomade.

Ascolta o scarica qui l’intervista con Sandro Mezzadra.

Sempre sulla situazione attuale, abbiamo sentito anche l’antropologa e docente universitaria Annamaria Rivera.

Ascolta o scarica qui l’intervista con Annamaria Rivera.

GUERRA IN SIRIA? – L’altro lato della medaglia, invece, sono i venti di guerra sulla Siria. Francia e Inghilterra da oggi stanno effettuando (ufficialmente) voli di ricognizione sulla Siria, come annunciato ieri, lunedì 7 settembre, dal presidente francese Francois Hollande: una mossa esplicitamente chiarita come prodromica a raid aerei dal cielo. Lo spuracchio numero uno resta l’Isis e le sue postazioni, anche se il presidente francese ha ribadito: “nessun sostegno ad Assad, se ne deve andare al più presto”.

Sui venti di guerra che aleggiano sui cieli della Siria l’intervista a Manlio Dinucci, analista di questioni militari internazionali, che oggi – martedì 8 settembre – firma su “Il Manifesto” un articolo dal titolo “L’arte della guerrra dietro quelle foto di bambini”.

Ascolta o scarica qui l’intervista con Manlio Dinucci.

UNGHERIA – Intanto nuovi, duri scontri nella notte tra migranti e polizia ungherese a Roszke, al confine con la Serbia. Le forze dell’ordine hanno usato nuovamente spray urticanti, come mostrano alcuni video della Bbc, e i migranti hanno risposto lanciando sassi contro gli agenti e riuscendo comunque, a centinaia, a superare il confine magiaro. Stamattina poi ancora tensione, stavolta alla stazione Keleti di Budapest, con i migranti nuovamente chiusi fuori dallo scalo senza la possibilità di muoversi verso Austria e Germania, alla luce di quanto dichiarato oggi, martedì 8 settembre, dal vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel (Spd) secondo cui Berlino “può accogliere 500 mila migranti all’anno per alcuni anni”. 2Contro i migranti è intanto tornato a tuonare l’autocrate di Budapest, Victor Orban, che ha chiesto di “accelerare” nella costruzione del muro al confine con la Serbia, dove “servono più operai”. Il 15 settembre è il termine annunciato per la fine dei lavori.

SLOVACCHIA – Scene analoghe in Slovacchiadove decine di richiedenti asilo rinchiusi al campo profughi di Medvedov, si sono rifiutati di lasciare la mensa dopo il pranzo e hanno iniziato a battere sui tavoli con posate e bicchieri chiedendo fosse loro lasciato raggiungere la Germania. La protesta, per ammissione stessa della polizia locale era non violenta ma a un certo punto sono entrate in azione le unità della polizia statale in assetto anti-sommossa che hanno caricato i migranti. 45 quelli rimasti contusi.

GRECIA – In Grecia invece altre navi e ulteriore personale sono arrivate, su richiesta del governo di Atene e dell’Unhcr, sull’isola di Lesbo, dove si trovano circa 25000 migranti. Un centro per la registrazione dei migranti è stato allestito in un campo di calcio abbandonato e sarà attivo 24 ore su 24 per i prossimi cinque giorni. Secondo il ministro dell’Immigrazione, Yiannis Mouzalas, l’isola è “sull’orlo dell’esplosione”.

VENEZUELA – Intanto il Venezuela è pronto ad accogliere 20.000 migranti siriani: lo ha detto il presidente Nicolas Maduro. “Voglio che 20.000 siriani, famiglie siriane, vengano in Venezuela e condividano questa terra in pace”, ha detto Maduro ribadendo il suo appoggio per il presidente siriano Bashar Assad.

AUSTRALIA – In Australia decine di migliaia di persone hanno partecipato lunedì sera a veglie a lume di candela nelle maggiori città del Paese in sostegno dei profughi, aggiungendo le loro voci alle crescenti pressioni sul governo conservatore di Canberra perché accolga un maggior numero di persone che fuggono dalla guerra in Siria Negli eventi #lightthedark (illumina il buio) organizzati in poche ore dai social media e sostenuti da oltre 50 Ong fra cui Amnesty International e Refugee Council of Australia, 10 mila persone si sono date appuntamento nell’Hyde Park di Sydney e migliaia di altre a Melbourne, Adelaide, Perth, Hobart e Darwin.

ITALIA – Infine l’Italia. E’ arrivata al porto siciliano di Augusta la nave croata Sb-72 che ha recuperato ieri 228 migranti di cui 158 uomini, 4 donne e il resto minori di nazionalità egiziana e somala. Si trovavano su un peschereccio di 20 metri partito il 2 settembre dall’Egitto.

A Bolzano (nella cui stazione si ammassano ogni giorno centinaia di migranti che cercano la via per il Nord, nonostante i controlli sempre più asfissianti) un uomo, Giorgio Artioli, ha invece condiviso su Facebook la prima pagina de “Il Manifesto” di qualche giorno fa con la foto del bambino siriano originario di Kobane e morto sulla spiaggia di Bodrum, scrivendo: “Con la politica italiana ci sarebbe costato 50 euro al giorno, meglio così non ci costa niente e speriamo che succeda ancora”. Per questo è stato identificato e denunciato per violazione della legge Mancino che sanziona le manifestazioni di discriminazione razziale, etnica, religiosa o nazionale. In Germania un neonazista 26enne, per un post analogo, è stato invece arrestato con accuse similari.

A Ventimiglia, da giugno altro punto caldo delle rotte verso la libertà, lunedì 7 settembre nuova iniziativa di lotta di migranti e solidali del presidio permanente No Border Ventimiglia, lungo le strade che conducono al confine italo-francese di Pont Saint-Ludovic.

Di seguito il comunicato del No Border Camp:

Oggi lunedì 7 settembre 150 persone del Ventimiglia No Border Camp, hanno partecipato ad un progetto artistico di resistenza, per commemorare le vittime delle migrazioni. Attraverso il loro corpo e la loro voce, i manifestanti hanno affermato il diritto alla libertà di movimento, senza discriminazioni e opponendosi alla militarizzazione repressiva di polizia e istituzioni. Alcuni «migranti» hanno dato vita ad una protesta spontanea e non violenta. Un giornalista francese che stava filmando la protesta è stato investito da una macchina, che ha travolto il blocco di manifestanti, ed è stato portato in un vicino ospedale. Dobbiamo sottolineare il comportamento della polizia, che nonostante sia sempre pronta sostenere la pericolosità dei “No Borders”, non è intervenuta lasciando scappare la macchina che ha travolto il giornalista e alcuni migranti. Prima di questo episodio anche altri manifestanti sono stati feriti in modo simile.

Gli eventi di oggi rafforzano l’idea di un attacco diretto contro le lotte del movimento «migranti». Le contraddizioni aperte dei media-main stream e della narrazione politica sono frutto del tentativo di depoliticizzare la «questione migranti» proponendola come una crisi umanitaria, cercando di nascondere il fatto che l’Europa non abbia mai militarizzato tanto i suoi confini, e mai cosi tanto ha represso le migrazioni nel sangue.

(foto del post tratte da meltingpot.org)

fonte: RADIO ONDA D’URTO

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