L’INTERVISTA.. A.BOTTE: “I Migranti che arrivano in Italia sono una risorsa”

Pubblicato: 21 luglio 2015 in L'intervista, Notizie e politica
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Fonte: BUCO1996 – Nei secoli a chi fedeli? –  (Anno9 / Numero6)

Quello dello sbarco dei migranti sulle nostre coste è uno dei temi caldi dell’estate italiana. Ci sono coloro che fomentano ad arte la caccia allo straniero come pericoloso e portatore di chissà quale mostruosità, ma poi ci sono coloro che si impegnano nell’accoglienza e a cercare di rendere l’arrivo in Italia ai migranti nella maniera migliore. Tra questi c’è anche Anselmo Botte, segretario provinciale della CGIL Salerno, che in tema di immigrazione è stato sempre in prima linea basti ricordare le battaglie intraprese a favore dei migranti presenti nella Piana del Sele. Con lui andiamo a scoprire cosa succede a Salerno con gli sbarchi, ma allarghiamo il discorso anche a livello nazionale.

Gli sbarchi dei migranti non accennano a finire e Salerno è diventato un avamposto, come affrontate l’emergenza voi che sul campo siete stati sempre al servizio dei più deboli? Il primo sbarco al porto di Salerno risale al 1 luglio 2014 nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. Una operazione italiana che consentiva alle navi della nostra marina militare di spingersi fino alle coste libiche per soccorrere i migranti e portarli in salvo sul suolo italiano. Ad oggi il totale degli sbarchi salernitani ammonta a 10, per un numero di migranti che si aggira intorno alle 10.000 unità. Possiamo quindi dire con assoluta tranquillità che il porto di Salerno è diventato un punto nevralgico delle operazioni di sbarco di migranti, ciò è dovuto anche alla sua posizione strategica che lo pone tra i più vicini dopo gli approdi sulle coste siciliane. Si prevede che quest’anno ci sarà un incremento degli arrivi di richiedenti asilo, infatti gli ingressi sono aumentati dell’83% se confrontati allo stesso periodo dell’anno scorso, per cui è facile prevedere anche un relativo aumento dei migranti destinati al nostro porto. Intanto nel 2015 ci sono stati già quattro sbarchi e circa 2.000 migranti scesi al molo Manfredi. La macchina organizzativa dell’accoglienza è ormai rodata e si è in grado di gestire anche situazioni che presentano condizioni di estrema difficoltà, come in occasione dello secondo sbarco dell’anno scorso quando si dovettero accogliere e smistare più di 2.000 migranti in poche ore. Di vitale importanza, per l’occasione, il ruolo dei volontari e dei mediatori per comporre i gruppi omogenei e destinarli in località comuni. Noi non abbiamo fatto mai mancare il nostro contributo con mediatori soprattutto di lingua araba, che rappresentano il numero più consistente di migranti che passano dal nostro porto. Il periodo di massima allerta è quello che ci aspetta nei mesi estivi, quando si conta il maggior numero di arrivi, in considerazione anche delle condizioni meteorologiche favorevoli.

Intanto in Italia si va ingigantendo la deriva razzista che vuole una guerra a tutto campo al diverso: cosa si può fare per fermare questa ondata? La xenofobia e il razzismo sono alimentate ad arte dalla destra che quando governava ha fatto cose gravissime. Va ricordato che il “mai più” ministro Maroni è stato l’autore della politica dei respingimenti in mare, per la quale siamo stati condannati dalla corte internazionale per crimini commessi contro l’umanità. I respingimenti si sono rivelate delle vere condanne a morte per miglia di migranti. Con Mare Nostrum si è attuata un politica di soccorso umanitaria che non ha precedenti e che tutto il mondo ci ha riconosciuto come meritevole di elogi incondizionati. Occorre informare correttamente che si tratta di migranti che fuggono da guerre e dittature sanguinarie, dalla fame e dalla povertà e che nessuna barriera potrà fermarli. Se sono disposti a mettere in gioco la loro vita sui barconi della morte, ritengo che nulla potrà scoraggiarli ad intraprendere altri percorsi anche più pericolosi. Va poi fatta una corretta informazione sui numeri: l’anno scorso sono entrati nel nostro paese 170.00 migranti, di questi soltanto 70.000 sono rimasti in Italia (in provincia di Salerno su 10.000 migranti sbarcati, soltanto 1.000 sono rimasti nelle strutture di accoglienza locali; nei prossimi 5 anni si prevede che entrerà 1 milione di migranti (200.000 ogni anno), basterebbe una distribuzione equa tra tutte gli stati membri dell’Unione, delle nostre regioni e dei nostri comuni, per chetare qualsiasi paura di invasione. Abbiamo calcolato che con un coinvolgimento di questa natura ad ogni comune del nostro Paese toccherebbero 5 migranti a testa. C’è qualcuno che pensa che non possiamo reggere a questa “invasione biblica”?

L’Europa ha colpe e quali in questa emergenza? Le colpe dell’Europa si sono evidenziate in entrambe le fasi di intervento in questa straordinaria fase di migrazioni: ha lasciato da solo il nostro Paese a gestire la fase dei soccorsi e del recupero dei migranti, e non si è preoccupato dell’accoglienza. Oggi scontiamo ritardi che in qualche modo si sta cercando di eliminare. Cominciamo e vedere navi di altri stati nel Mediterraneo, l’ultima che è approdata a Salerno era infatti tedesca, mentre sul versante dell’accoglienza non ci siamo ancora, ci sono stati, come l’Inghilterra, che sono disponibili a contributi economici ma si rifiutano di accogliere anche un solo migrante, la Francia non consente la libera circolazione delle persone (vedi Ventimiglia), l’Ungheria non ha niente di meglio che pensare a un muro di contenimento contro i migranti, gli stati più volenterosi propongono la distribuzione di esigue quote di migranti . Occorrerebbe invece che, per la prima volta, l’Europa mostrasse la sua capacità di intervento su una delle più grandi questioni sociali di questo momento, e desse prova di essere unita su una tematica che terrà banco nei prossimi decenni, con un intervento di straordinaria solidarietà e in comune accordo.

A Salerno come sono vissuti gli sbarchi dai cittadini? Se escludiamo alcune dichiarazioni arrivate da ambienti di destra tardivamente, mi pare dopo il terzo sbarco, non credo si possa parlare di un clima avvelenato. Molto hanno inciso le destinazioni dei migranti smistati in centri di accoglienza lontani dalla nostra provincia. C’è stata una iniziativa della Meloni, ma era di chiaro stampo elettorale, come d’altronde tutte le esternazioni di Salvini. C’è da dire che tutti quelli che hanno parlato male dei migranti hanno fatto registrare buoni risultati elettorali. Ma è stato sempre così anche sull’immigrazione. È una storia vecchia.

Quale soluzioni si potrebbero adottare per integrare i migranti e farli vivere insieme agli italiani una quotidianità serena? Noi, la CGIL, abbiamo proposto hai comuni di farsi promotori dell’accoglienza. Crediamo che essi siano in grado di gestire correttamente questa emergenza e soprattutto di garantire una distribuzione imparziale su tutto il territorio nazionale. Se oggi il 50% dei migranti richiedenti asilo è concentrato nelle regioni del mezzogiorno, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona nello smistamento dei migranti nei centri di accoglienza. Invitiamo ancora una volta i comuni a dare la loro disponibilità e a partecipare ai bandi della prefettura di Salerno. Crediamo, inoltre, che i migranti possano costituire una straordinaria opportunità per ripopolare quei centri dell’interno che si stanno spopolando spaventosamente. Riace era un paese in via di estinzione, il sindaco ebbe la splendida idea di ospitare famiglie di rifugiati, grazie a quella intuizione oggi il paese è ritornato a crescere, è ritornato a vivere, ed è diventato un modello di integrazione e convivenza studiato in tutto il mondo.

NICOLA

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