Profughi a Brescia: cortei in via Milano, evitati gli scontri

Pubblicato: 26 giugno 2015 in Notizie e politica
Tag:, ,

4

Gli uni sfilano nel quartiere simbolo della Brescia multietnica, via Milano, invitando le famiglie indiane, africane, pakistane che si stipano sui balconi, dietro le finestre e sui marciapiedi ad unirsi a loro. Gli altri si radunano sotto l’Hotel Milano sventolando bandiere e striscioni contro i profughi ospitati dall’albergo Milano di via Valcamonica: uomini scappati da guerre e miseria, che Forza Nuova trova ingiusto accogliere.9 Due cortei opposti tanto nell’ideologie, quanto nel modus operandi. Colorato, animato, accompagnato dalla musica  e dai fuochi d’artificio quello del Magazzino 47. Silenzioso e statico quello delle camice bianche del partito di destra. Se l’incontro era ed è impossibile, lo scontro è stato evitato dal massiccio cordone di Polizia dispiegato alla fine di via Milano, pochi metri prima dell’imbocco della tangenziale. Dalle 9 alle 10 di giovedì sera una dell’arterie d’accesso alla città è diventata, così, il palcoscenico sul quale esprimere due modalità contrastanti di rispondere all’emergenza umanitaria.

8

Contro la politica dell’accoglienza si è schierata la cinquantina di attivisti di Forza Nuova, rimasta al di là del ponte che separa via Valcamonica e Via Milano, a sventolare bandiere sotto le finestre delle camere dei profughi, che si sono guardati bene dall’affacciarsi. Nemmeno il corteo del Magazzino ha reagito alla provocazione dei militanti di destra, che tra le tante strutture destinate all’accoglienza hanno scelto proprio quella più vicina in linea d’aria alle sedi del centro sociale e di Radio Onda d’Urto. Lentamente il centinaio di manifestanti ha percorso il tratto di strada che dalla rotonda del supermercato Esselunga porta alle case del Sole per esprimere la contrarietà “alla presenza fascista nei quartieri della città” e rilanciare l’appuntamento per sabato pomeriggio.

Una nuova manifestazione, con partenza alle 17 di sabato in piazza della Loggia e arrivo in Broletto, “per chiedere al nuovo prefetto le risposte che Livia Brassesco Pace non ha dato su casa, sfratti, sanatoria e permessi di soggiorno”. Poi il ritorno verso il centro sociale, scandito dai fuochi d’artificio.

© Bresciatoday.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...