FORTEZZA EUROPA: IL FILO NERO CHE UNISCE REPRESSIONE DEI MIGRANTI E STRANGOLAMENTO DI ATENE

Pubblicato: 18 giugno 2015 in Notizie e politica
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Ue_filo_spinato

fonte: RADIO ONDA D’URTO

A sesta notte all’addiaccio per centinaia di tra gli scogli e la stazione Fs, a due passi dalla Francia. In mezzo a tanta ferocia e difficoltà, c’è una piccola buona notizia: i due fermati due giorni fa dopo la caccia al migrante organizzata dalla polizia e dai carabinieri sono stati liberati. Nonostante qualche graffio, sono tornati assieme ai loro compagni al presidio permanente No Borders.

Intanto dalla Francia ieri sono state ben 170, e già una ventina oggi, le cosiddette riammissioni, termine edulcorato con cui Parigi definisce leespulsioni verso l’Italia dei migranti trovati aldilà del confine, tra Mentone e Nizza. Secondo i dati forniti dalla Croce Rossa nella postazione allestita a Ventimiglia solo ieri sono stati distribuiti 750 pasti. Il numero dei migranti “è aumentato in modo esponenziale nelle ultime 48 ore – fanno sapere dalla CRI – e il flusso sta aumentando” a causa del blocco transalpino.

Da Ventimiglia in collegamento telefonico, per un aggiornamento, Francesco del presidio permanente “No Borders”. Ascolta o scarica.

Sul fronte delle regioni del Nord, Lombardia, Veneto e Liguria hanno ribadito anche oggi il loro no a nuovi arrivi sui rispettivi territori, come ipotizzato invece dal Viminale tramite le Prefetture. E il governo Pd-Ncd? Non è che si notino grosse differenze con le sparate destroleghiste, anzi. Leggere, per credere, le parole odierne del ministro Alfano, che mescola in un tutt’uno xenofobo migranti, profughi, richiedenti asilo e pure i rom, spesso cittadini comunitari e in numerosi casi anche italiani: “La nostra regola – ha detto stamattina a Radio1Rai – è: prima l’Italia, prima gli italiani. E proprio per questo principio, noi dovremo buttare fuori, espellere dal territorio nazionale tutti coloro, anche Rom, che non vorranno sottoscrivere un patto con lo Stato italiano, una sorta di patto di emersione dalla loro condizione, a volte borderline rispetto al nostro paese, allo Stato italiano.”

E ancora: “Noi dobbiamo chiudere i campi rom e lo faremo in un quadro di legalità europea. I cittadini sono stanchi, non ne possono più. Quindi questi campi li dobbiamo chiudere. Chi vorrà sottoscrivere il patto con lo Stato verrà aiutato a uscire dai campi, gli altri sappiano che i campi andranno chiusi lo stesso e loro espulsi”.

Intanto in nelle ultime 24 ore la guardia costiera ha intercettato più di 400 migranti su diverse isole dell’Egeo orientale. Lo riferisce la stampa ateniese, citando fonti ufficiali, secondo cui le autorità dell’isola di Lesvos hanno rinnovato il loro appello al governo centrale per avere aiuti per far fronte al flusso di arrivi tra Lesvos, Samos, Agathonisi, Farmakonisi e Kos.

Sempre da : oggi è il giorno dell’Eurogruppo per l’ennesimo confronto sulla cosiddetta Grexit. Le posizioni però restano distanti. Di fronte a ‘difficili decisioni’ con potenziali effetti per tutta l’Unione e gli Usa, il presidente della Fed Janet Yellen torna a fare pressioni “sperando in un accordo”, ma Tsipras ribadisce: “siamo pronti a un ‘grande no’” davanti a richieste di nuova austerità, e aggiunge: “venerdì incontrerà il presidente russo Putin”.

E mentre l’Ue strangola Atene, negli ultimi 15 anni il Vecchio Continete ha speso 11,3 miliardi di euro per i rimpatri dei migranti. Il dato emerge da una ricerca del consorzio di giornalisti europei ‘Migrant’s files’, che aggiunge: Frontex è già costata un miliardo di euro, dal suo avvio nel 2004 ad oggi, mentre il sistema di scambio di informazioni Eurosur (anche questo gestito dall’Agenzia per il controllo delle frontiere Ue) “richiede centri di coordinamento che costano intorno a duecento milioni di euro”.

E ancora: secondo Eurostat, sono 185 mila le richieste di asilo nel primo trimestre 2015 in Ue, +86% sullo stesso periodo del 2014. I kosovari sono la prima nazionalità, quasi 50 mila (26%), in testa a siriani (16%) e afghani (7%). Il maggior numero di domande in Germania (73.100, 40%), Ungheria (32.800, 18%), Italia (15.200, 8%) e Francia (14.800, 8%). 185mila richieste, su una popolazione europea di mezzo miliardo di persone e 28 Paesi: numeri alla mano, seimila migranti per Stato.

Sulla stretta tra il braccio di ferro greco e la dei migranti, abbiamo intervistato Sandro Mezzadra, docente di filosofia politica all’Università di Bologna e autore con Brett Neilson del recente saggio “Confini e frontiere”. Ascolta o scarica.

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