Garmisch G7..Summit su terrorismo e Ucraina, pesa l’assenza della Russia

Pubblicato: 7 giugno 2015 in Notizie e politica
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fonte: ONLINE NEWS

«Prepararsi al futuro, agire insieme». È questo il motto all’insegna del quale, domani (oggi) e lunedì, i capi di Stato e di governo dei sette Paesi più industrializzati del mondo si riuniranno nel lussuoso hotel di Schloss Elamu, un centinaio di chilometri a sud di Monaco di Baviera, sotto presidenza tedesca. I temi al centro del confronto tra i leader saranno la crisi ucraina, la lotta al terrorismo, collegata alla soluzione dei conflitti in Siria, Iraq e Libia, l’economia mondiale, argomento che porterà al centro delle discussioni il caso greco, il nucleare iraniano ed i cambiamenti climatici. Tutti o quasi temi su cui sarebbe fondamentale un contributo di Mosca che, però, per il secondo anno consecutivo non è stata invitata al vertice a causa della crisi ucraina. Presente nel club dei Paesi più industrializzati del mondo, lo scorso anno la Russia aveva la presidenza del G8 e il vertice avrebbe dovuto tenersi a Sochi. Ma il conflitto nell’est dell’Ucraina indusse i leader di Giappone, Stati Uniti, Italia, Canada, Germania, Francia e Gran Bretagna a escludere la Russia e a riorganizzare il summit a Bruxelles. Un anno dopo, nonostante qualche timido segnale di distensione tra Mosca e Washington, seguito subito da un riacutizzarsi degli scontri tra l’esercito di Kiev ed i separatisti filorussi, la situazione non è cambiata. E l’assenza di Vladimir Putin, che oggi, in un’intervista al «Corriere della Sera» ha esortato l’Occidente a «non avere paura della Russia», peserà su quei colloqui. Ma per la padrona di casa, Angela Merkel, la presenza di Mosca al tavolo dei Grandi è «inimmaginabile: il G7 è un gruppo di Paesi che condividono valori come la democrazia e lo stato di diritto – ha detto in un’intervista alla Dpa – e tra i nostri principi c’è anche la difesa del diritto internazionale e l’inviolabilità delle frontiere, che è alla base del nostro ordinamento pacifico». Sull’esclusione della Russia, però, non tutti in Germania sono d’accordo. Per l’ex cancelliere Helmut Schmidt, che negli anni Settanta contribuì alla nascita del G7, senza la presenza di Putin al summit, «si riducono le aspettative» per quello che si riuscirà a decidere. Il leader del Cremlino «è l’uomo che doveva ricostruire lo Stato russo dopo ‘il periodo selvaggio’ di Boris Eltsin». «È così che lui si vede – ragiona il 96enne Schimidt – e si sente offeso per il fatto di non essere considerato seriamente dall’Occidente». Dello stesso avviso, un altro ex cancelliere, Gerhard Schroeder, che di Putin è amico personale, per il quale l’esclusione della Russia è «un errore». Che del contributo di Mosca ci sia bisogno è del resto convinto anche il ministro degli Esteri di Berlino, Frank-Walter Steinmeier, secondo il quale «abbiamo urgentemente bisogno della Russia per risolvere i conflitti in Paesi vicini all’Europa, come la Siria, Iraq e Libia e anche per risolvere il dossier nucleare iraniano». Anche se è chiaro che l’Occidente non può «ignorare» le sue violazioni del diritto internazionale. Dal G7, dunque, uscirà un nuovo, forte messaggio alla Russia perché siano rispettati gli accordi di Minsk del febbraio scorso. E ai partner europei, ha fatto sapere nei giorni scorsi la Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ribadirà l’importanza di continuare con «le forti sanzioni» adottate nei mesi scorsi e che Bruxelles deve rinnovare nelle prossime settimane.Al centro dei colloqui dei sette Grandi ci sarà poi la lotta al terrorismo, tema che sarà discusso anche con i leader di alcuni dei Paesi più esposti, come Iraq, Tunisia e Nigeria, invitati al summit, il dossier libico – di fondamentale importanza per l’Italia, anche per le ripercussioni sui flussi migratori – la crisi in Iraq e in Siria, quest’ultima in particolare considerata la causa scatenante dell’avanzata dello Stato islamico. Si parlerà poi di cambiamenti climatici, anche in vista della Conferenza di Parigi di dicembre che dovrà portare ad un nuovo accordo internazionale, e di economia globale, con la ripresa che continua a essere minacciata dalla crisi greca. «Un tema non ufficialmente in agenda – ha chiarito la Merkel – ma, dal momento che parleremo di economia mondiale e dell’eurozona, mi sembra naturale che parleremo anche di Grecia», dossier sul quale si continua «a lavorare con grande intensità» nella speranza di arrivare ad un accordo entro la fine di giugno. Una deadline che si sovrappone a quella per arrivare ad un’intesa finale con l’Iran sul suo programma nucleare. Il summit di Schloss-Elmau – sulla cui sicurezza vigilano circa 20mila poliziotti – è stato preceduto in queste ore da una serie di manifestazioni di anarchici e no global, circa 10mila, arrivati a Garmisch-Partenkirchen, la cittadina più vicina a Elmau. Finora le proteste sono state pacifiche, ma il timore è che possano esserci incidenti come avvenuto nelle settimane scorse a Francoforte, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Bce.L’agenda del vertice prevede che i sette Grandi, insieme al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ed il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, al loro debutto al G7, si riuniscano domani a partire dalle 13.30, per una sessione dedicata all’economia, seguita da una sul commercio e dalla cena di lavoro su politica estera e di sicurezza. Lunedì, il summit riprenderà con una discussione sui cambiamenti climatici, cui seguirà la sessione dedicata alla lotta al terrorismo, cui parteciperanno anche i leader di alcuni Paesi africani ed asiatici, invitati anche al pranzo di lavoro finale. Domani mattina, prima di aprire i lavori del G7, la Merkel avrà un incontro bilaterale con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con cui visiterà il paesino tedesco di Kruen, duemila abitanti nel cuore della Baviera. A margine del summit, avrà anche un incontro con il premier britannico David Cameron, il primo dalla sua rielezione un mese fa, e con il premier iracheno Haydar al-Abadi, con cui parlerà di strategia anti-Is, qualche giorno dopo la conferenza di Parigi. «Non possiamo certo aspettarci in 24 ore di risolvere a Elmau tutti i conflitti del mondo – ha detto la ‘decana’ Merkel, giunta al suo decimo summit – tuttavia questo incontro annuale è importante per trovare la base di soluzioni comuni ai problemi che abbiamo di fronte». Il prossimo anno il G7 si terrà in Giappone e chissà che non sia tornato ad essere G8.

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