Tortura alla Diaz, Giuliano Giuliani: “Resta impunito l’omicidio di Carlo”

Pubblicato: 7 aprile 2015 in Notizie e politica
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“Finalmente la Corte europea ha determinato ancora una volta le brutture commesse dallo Stato italiano. Già la sentenza di Cassazione su Bolzaneto aveva stabilito che lì c’erano state torture ma questo povero paese non ha una legge sulla tortura come gli altri paesi civili e quindi non si è fatto nulla”. Lo ha detto all’ANSA Giuliano Giuliani, papà di Carlo, ucciso da un carabiniere durante gli scontri in piazza a Genova durante il G8 del 2001 commentando la sentenza della Corte di Strasburgo sulla Diaz. “Per anni la Diaz era stata considerata una perquisizione legittima e a Bolzaneto si distribuivano cioccolatini e caramelle” ha aggiunto Giuliano Giuliani.

“Fu la sentenza di secondo grado che diede un giudizio negativo, ma fino al 2010 il giudizio che veniva fuori dalle aule di tribunale, dal potere politico e dalla grande informazione era che si trattava di una perquisizione, non di una macelleria messicana, come un poliziotto che vi partecipò alla fine ammise”. “Chissà se l’attuale governo troverà il tempo di occuparsi di queste cose che riguardano la dignità del Paese” ha detto ancora Giuliano Giuliani. “La Diaz fu tra l’altro un effetto delle pressioni dell’allora capo della polizia Gianni De Gennaro – ha aggiunto Giuliani – come scrive anche la Cassazione. Le sue pressioni per fare recuperare credibilità alla polizia dopo la morte di Carlo e gli scontri portarono alla Diaz”. Giuliani ricorda: “la condanna in Italia per la Diaz non è tanto per la macelleria in sé ma per il falso che venne commesso inducendo l’ispettore e l’agente a introdurre le due bottiglie molotov nella scuola. I poveretti che presero le botte rischiarono anche 14 anni di carcere per terrorismo per le due molotov che i poliziotti misero nella scuola di nascosto”.

“Mi indigna una cosa – ha concluso Giuliani -: che la prova regina di quel falso è un filmato di 5,5 secondi che li fa vedere fuori dalla scuola con il sacchetto con le due molotov. 5,5 secondi di video sono serviti per condannare i più alti capi della polizia ma ore di video sulla morte di Carlo non sono serviti a smentire l’imbroglio sullo sparo deviato”.

“Oggi resta la rabbia, perché questa cosa è bella ma resta impunito l’omicidio di Carlo”. Lo ha detto Giuliano Giuliani, il papà di Carlo, ucciso da un carabiniere durante gli scontri in piazza a Genova in occasione del G8 commentando la sentenza della Corte di Strasburgo che ha condannato l’Italia per tortura per i fatti della scuola Diaz. “La corte europea che oggi condanna per la tortura l’Italia è la stessa, anche se con una diversa composizione, che ci diede torto quando facemmo noi ricorso per le sentenze sulla uccisione di Carlo. In un primo tempo la ‘piccola corte’ di 7 membri ci diede ragione, poi lo Stato fece ricorso alla “grande chambre” composta di 12 membri e con sette voti contro cinque respinse il nostro ricorso lasciando senza verità, nessun accenno di verità l’omicidio di Carlo”.

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