Manifestiamo…La resistenza di Charlie. Mercoledì un numero speciale

Pubblicato: 9 gennaio 2015 in Manifestiamo
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Mer­co­ledi’ pros­simo Char­lie Hebdo uscirà con una tira­tura di 1 milione di copie, un’edizione di “resi­stenza” di 8 pagine (invece delle 16 abi­tuali, tirate a 30mila copie). Un “numero di soprav­vis­suti”, secondo l’avvocato del set­ti­ma­nale, Richard Malka, una sfida al tra­gico destino di buona parte della reda­zione, mas­sa­crata mer­co­ledi’ mat­tina. La pub­bli­ca­zione sarà resa pos­si­bile dalla col­la­bo­ra­zione di molti media fran­cesi, da Le Monde a Radio France e Libé­ra­tion(che offre la sede), che sono subito venuti in aiuto al gior­nale che ha perso tutto nell’attentato.

La Fran­cia resta sotto choc. Ieri, gior­nata di lutto nazio­nale, alle ore 12 il paese si è fer­mato: tra­sporti, scuole, pub­blici uffici, tutti hanno rispet­tato un minuto di silen­zio. Notre Dame ha suo­nato la cam­pana a morto, un omag­gio che, se esi­stesse una vita dopo la morte, farebbe sor­ri­dere i vignet­ti­sti assas­si­nati di Char­lie Hebdo, atei e irre­ve­renti. Molte per­sone hanno reso omag­gio a Char­lie Hebdo, sotto la sede del settimanale.

La mar­cia per la demo­cra­zia e in difesa delle libertà, pre­vi­sta in un primo tempo per sabato, è stata spo­stata a dome­nica, per ragioni di orga­niz­za­zione. Hol­lande, che ha lan­ciato un appello all’unità nazio­nale, ha rice­vuto e rice­verà i lea­der dei vari par­titi: ieri, Nico­las Sar­kozy si è recato all’Eliseo. “Ho accet­tato l’invito di Fra­nçois Hol­lande di mostrare un clima di unità nazio­nale” ha com­men­tato l’ex pre­si­dente, che alla fine ha invi­tato l’Ump a par­te­ci­pare alla mar­cia. Hol­lande ieri ha tele­fo­nato agli ex pre­si­denti Chi­rac e Giscard d’Estaing. Oggi riceve il cen­tri­sta Fra­nçois Bay­rou, Jean-Luc Mélen­chon del Front de gau­che e Marine Le Pen. I Verdi saranno pre­senti. L’estrema destra par­te­ci­perà alla mar­cia di dome­nica? La cosa crea pro­blemi. Nel Ps, c’è chi è con­tra­rio e non vuole una mani­fe­sta­zione con la pre­senza di ele­menti che potreb­bero espri­mere rumo­ro­sa­mente la loro osti­lità alla pre­senza dei musul­mani. Marine Le Pen è ambi­gua. In serata, ha con­dan­nato l’unione nazio­nale pro­po­sta da Hol­lande, defi­nita “una mano­vra poli­ti­ci­stica pate­tica”. Qual­che ora prima aveva par­lato dei “nostri com­pa­trioti musul­mani legati alla nostra nazione e ai nostri valori”, da distin­guere ai vio­lenti. Ma per Le Pen biso­gna “nomi­nare le cose, libe­rare la parola”, per con­dan­nare chia­ra­mente un “atten­tato odioso” com­messo “in nome dell’islam radi­cale”, un’ “ideo­lo­gia assas­sina che fa migliaia di vit­time nel mondo”. Nel Fronte nazio­nale c’è chi appro­fitta della situa­zione, per chie­dere misure restrit­tive sull’immigrazione. Ancora più a destra, dei gruppi isla­mo­fobi stanno pen­sando di copiare in Fran­cia le mani­fe­sta­zioni della tede­sca Pegida (Patrioti euro­pei con­tro l’islamizzazione dell’occidente).

Pro­blema anche tra i musul­mani. Molte per­so­na­lità hanno lan­ciato appelli per la par­te­ci­pa­zione, in massa, dei cre­denti alla mar­cia di dome­nica. Il Con­si­glio nazio­nale del culto musul­mano ha invi­tato alla par­te­ci­pa­zione alla mar­cia. Alcune voci all’interno della comu­nità musul­mana e molte al di fuori si sono levate per chie­dere all’islam di Fran­cia di pren­dere più chia­ra­mente posi­zione, ripren­dendo per esem­pio la cam­pa­gna bri­tan­nica “not in my name”. Ma per il momento non è stata presa nes­suna deci­sione chiara. C’è in ballo l’ipotesi di un’iniziativa comune di tutte le reli­gioni (islam, cat­to­lici, pro­te­stanti, ebrei, bud­di­sti) con­tro le derive ter­ro­ri­sti­che. I diri­genti reli­giosi, come i poli­tici del resto, temono che le rea­zioni delle prime ore, di unità e di sfida al ricatto della paura, nei pros­simi giorni deca­dano in una divi­sione del paese, in un acuirsi della guerra civile lar­vata fomen­tata dall’estrema destra. Anche dopo il mas­sa­cro per­pe­trato da Moha­med Merah a Tolosa nel 2012, in piena cam­pa­gna pre­si­den­ziale, c’era stato un momento di unità nazio­nale, molto breve pero’, subito seguito dalla ripresa degli scon­tri poli­tici. Già le prime ten­sioni sono venute alla luce ieri. L’Ump accusa il governo di “debo­lezza” e “inge­nuità”, per non aver preso misure ade­guate con­tro i rischi di ter­ro­ri­smo. Il primo mini­stro, Manuel Valls, si è difeso di essere stato las­si­sta: i due pre­sunti respon­sa­bili “erano seguiti” ha pre­ci­sato Valls, e “nes­suna pista è stata tra­scu­rata”. Ma “il rischio zero non esi­ste”. Per Valls, “la sola rispo­sta è la mobi­li­ta­zione, è que­sto grido che è un grido per la libertà”.

Ieri, a Parigi c’è stata una nuova mani­fe­sta­zione in place de la Répu­bli­que e alle ore 20 le luci della Tour Eif­fel si sono spente, in segno di lutto.

Anna Maria Merlo

Fonte: Il Manifesto

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