Manifestiamo…Vigili urbani, il pugno duro di Marino

Pubblicato: 4 gennaio 2015 in Manifestiamo
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Il sin­daco di Roma Igna­zio Marino ha scelto di rea­gire con la linea dura, e sul caso dei vigili urbani assenti a Capo­danno ieri ha detto che non esclude i licen­zia­menti: «Non lo escludo — ha rispo­sto a una domanda di Rai­news 24 — Cer­ta­mente però in que­sto momento non posso fare un’affermazione di que­sto tipo per­ché biso­gna con seve­rità, ma non con astio e risen­ti­mento, con­trol­lare esat­ta­mente quello che è accaduto».

Niente astio e risen­ti­mento: quello che si è dif­fuso come una valanga nei media e sui social net­work non appena si è saputo che l’83,5% dei vigili si era assen­tato pre­sen­tando cer­ti­fi­cati di malat­tia, dona­zione del san­gue, legge 104 sui disa­bili, e pro­prio nella notte di San Sil­ve­stro. Ma nean­che, come è pre­ve­di­bile, al Cam­pi­do­glio si pensa di essere per­mis­sivi. Appunto «seve­rità», dopo che si saranno accer­tati i fatti. Per­ché i fari sono pun­tati non solo sul pub­blico impiego — straor­di­na­rio assist, il boom di assenze, per la “seconda pun­tata” del Jobs Act ren­ziano — ma in modo spe­ciale sul primo cit­ta­dino di Roma, che dopo la bufera di mafia capi­tale non può per­met­tersi passi falsi.

Il sin­daco non si è fer­mato qui: ha com­men­tato con ulte­riori parole di ripro­va­zione quanto avve­nuto, e poi ha annun­ciato che comun­que, chi lavora bene verrà pre­miato (secondo il prin­ci­pio della «meri­to­cra­zia, con­di­viso anche dal governo», ha spe­ci­fi­cato), e che in ogni caso non si fer­me­ranno i nuovi con­corsi per i vigili urbani.
Marino ha par­lato di una «epi­de­mia impro­ba­bile»: «Con una per­cen­tuale che si avvi­cina al 90% credo sia dif­fi­cile imma­gi­nare che sia casuale — ha detto il sin­daco — O c’è une­pi­de­mia di cui le auto­rità sani­ta­rie ita­liane non sono ancora a cono­scenza, e mi sem­bra assai impro­ba­bile, oppure è stata un pro­te­sta orga­niz­zata e un’azione nega­tiva nei con­fronti della città. Credo che que­sto umili il corpo della poli­zia locale, l’amministrazione e fac­cia fare una brutta figura alle tante per­sone che in Cam­pi­do­glio ogni giorno si impegnano».

Il sin­daco ha poi rispo­sto alla domanda sulla pos­si­bi­lità che l’azione col­let­tiva dei vigili possa essere stata una rea­zione a una riforma non con­di­visa del sala­rio acces­so­rio, nodo su cui non solo i con­trol­lori del traf­fico, ma tutti i dipen­denti comu­nali romani hanno lun­ga­mente lot­tato nei mesi scorsi: secondo i vigili, il nuovo con­tratto decen­trato impo­sto dal Comune (i sin­da­cati l’estate scorsa non hanno voluto fir­mare), farebbe per­dere dai 100 ai 400 8e fino a 500 euro) su salari di 1200–1600 euro. La rea­zione sarebbe stata quindi quella di non pre­starsi agli straor­di­nari, pre­sen­tando quindi i cer­ti­fi­cati medici quando per contro-reazione Comune e pre­fet­tura hanno comin­ciato a pre­cet­tare a raffica.

Ecco la rispo­sta di Marino:«Certamente è stato molto più gra­dito il fatto che dal 2008 al 2013, nono­stante il mini­stero dell’Economia avesse segna­lato per iscritto che alcune delle inden­nità fos­sero ille­git­time, la giunta Ale­manno non fece alcuna azione. Io ini­ziai ad agire subito: aprimmo una discus­sione con i sin­da­cati che durò dalla pri­ma­vera all’estate del 2014 e sic­come i sin­da­cati deci­sero di non fir­mare un con­tratto che non è puni­tivo e non dimi­nui­sce i salari — sem­pli­ce­mente lega il sala­rio acces­so­rio a una migliore qua­lità del ser­vi­zio: uffici aperti al pub­blico tutti i giorni e in orari tali che una per­sona che vuole rifare la pro­pria carta di iden­tità non debba pren­dersi un giorno di ferie». «Credo que­sto sia un diritto dei cit­ta­dini che pagano il ser­vi­zio pub­blico», ha concluso.

Intanto si è saputo che il comando dei vigili urbani ha preso con­tatto con il mini­stero della Pub­blica ammi­ni­stra­zione, gui­dato da Marianna Madia, per con­cor­dare una serie di ispe­zioni sul caso: gli ispet­tori sono attesi nei pros­simi giorni, forse già domani. Il Comune vuole spo­sare in pieno la linea di seve­rità invo­cata da Renzi e dal mini­stero, per non restare indietro.

I sin­da­cati con­ti­nuano a chie­dere che «non si apra la cac­cia alle stre­ghe», nono­stante tutti — anche Cisl e Uil — ieri si siano alli­neati sulla linea spo­sata imme­dia­ta­mente dalla Cgil, ovvero la con­danna «senza se e senza ma» di chiun­que abbia abu­sato di stru­menti come i cer­ti­fi­cati medici. «Nes­suna difesa a pre­scin­dere. Si fac­ciano le veri­fi­che e in base alle regole esi­stenti, si appli­chino le san­zioni per chi si fosse com­por­tato in maniera scor­retta — dice la segre­ta­ria gene­rale della Cisl, Anna­ma­ria Furlan.

E a pro­po­sito del tweet del Pre­mier Renzi sulla neces­sità di acce­le­rare la riforma del pub­blico impiego, Fur­lan dice di non vedere la neces­sità di nuove leggi. «Ci sono già regole chiare in mate­ria e i diri­genti pub­blici hanno a dispo­si­zione le armi per san­zio­nare i com­por­ta­menti scor­retti. E per evi­tare che si veri­fi­chino disagi ai cittadini».

Prende le distanze dagli abusi anche Car­melo Bar­ba­gallo, lea­der della Uil: «Se qual­cuno ha pen­sato che il ricorso ai cer­ti­fi­cati medici sia una nuova forma di lotta, non siamo d’accordo: gli abusi vanno per­se­guiti». «Detto ciò — aggiunge — temiamo che la gestione ammi­ni­stra­tiva e poli­tica del Comune di Roma sia in stato con­fu­sio­nale: e lì ci vogliono scelte politiche».

Come dire, i sin­da­cati non ci stanno a pren­derle in nome dei vigili urbani e della loro “pro­te­sta estrema”: ma non sarà facile, per­ché anche ieri il governo ha con­fer­mato di voler rifor­mare il pub­blico impiego, emen­dando in senso ancor più restrit­tivo il testo già in gesta­zione nel mini­stero Madia.

Antonio Sciotto

Fonte: Il Manifesto

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