Milano, occupazioni abitative: la resistenza dei cittadini

Pubblicato: 27 novembre 2014 in Notizie e politica
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Le vicende milanesi con la rinnovata aggressività contro le occupazioni abitative confermano, se ce ne fosse bisogno, il disegno criminale del ministro Lupi e del premier Renzi. Cancellazione dell’edilizia residenziale pubblica attraverso la dismissione totale del patrimonio statale, vendita all’asta delle case popolari e guerra aperta contro i cosiddetti abusivi. Questa operazione non riguarda solo Milano e la Lombardia, ma trova in questa città il suo punto d’attacco. Dopo aver aggredito Roma e altre città sul piano della repressione dell’attivismo, ora lo scontro si fa aperto e arruola in prima fila un quotidiano importante come il Corriere della Sera che, scomodando analisi dei servizi sulle nuove forme dell’antagonismo alle prese con l’emergenza abitativa, santifica provvedimenti coercitivi e violenti.

I movimenti per il diritto all’abitare nei propri territori stanno misurando questo attacco e si stanno dando strumenti per resistere e rilanciare. Questo lo si vede dalla vivacità con la quale si sono vissuti i mesi di ottobre e di novembre, insieme ad altre realtà o da soli, dando un contributo rilevante alle mobilitazioni contro Renzi, il piano casa (art.3 e art. 5), il jobs act, i rigurgiti xenofobi e fascisti. Con continuità hanno messo in evidenza come le risorse vengano usate per devastare i territori e aumentare la precarietà piuttosto che affrontare le necessità di casa e reddito di milioni di persone colpite dalla crisi.

La distanza tra le scelte politiche di chi governa il paese, e anche da chi è all’opposizione, si è vista molto bene con l’ultima tornata elettorale di domenica. La decisione di rinunciare allo strumento del voto ha riguardato una larga fetta di popolazione e non è un fatto secondario come recita Renzi. È qualcosa che si era già vista nelle reazioni rabbiose a Genova, a Massa e Carrara, dopo le esondazioni e i disastri causati da un modello di sviluppo assassino. Un modo di intervenire sul territorio fondato sugli interessi della rendita e che rende precario anche lo stesso camminare, dormire, vivere.

Da tempo ci siamo dati un orizzonte di riappropriazione delle città e dei territori, del reddito e della dignità. Ora appare evidente che siamo chiamati ad un confronto serrato per rilanciare l’assedio permanente alle amministrazioni locali e centrali, decise più che mai a farla finita con noi, con le realtà territoriali che disputano per strappare metro dopo metro suolo, abitazioni e spazi. L’appuntamento del 30 novembre a Firenze diventa importante come momento di accumulo di percorsi e di esperienze per ripartire con maggiore forza.

Sappiamo che a Milano c’è una prova di forza e contro questa le resistenze e le lotte di quella città stanno ragionando e costruendo le mobilitazioni necessarie.

Ci vediamo domenica 30/11 a Firenze in via Aldini n.5 alle ore 10 per affrontare le proposte provenienti da Milano e misurarci con quello che sta avvenendo anche sul piano nazionale. Le bandiere rosse contro gli sfratti e gli sgomberi che sventolano sulle barricate milanesi sono anche le nostre.

Abitare nella crisi

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