Manifestiamo…Il nuovo corso leghista di Beppe contro i “clandestini”

Pubblicato: 21 ottobre 2014 in Manifestiamo
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Niente da fare. Con­ti­nua a zop­pi­care nella mate­ria più impor­tante per misu­rare il tasso di demo­cra­zia non di un movi­mento ma della società stessa. Il tema è l’immigrazione. Forse non lo è per lui, visto che si è sem­pre appli­cato poco, con­fu­sa­mente e male, ma sicu­ra­mente lo è per buona parte del suo elet­to­rato gli ha con­se­gnato milioni di voti. Per que­sto biso­gne­rebbe accom­pa­gnarlo, farlo ragio­nare, inse­gnar­gli a dosare le parole.

Il lea­der dice ancora «clan­de­stino», come se in natura esi­stes­sero i clan­de­stini e non esseri umani migranti che tec­ni­ca­mente non pos­sono non essere «clan­de­stini» visto che non c’è modo di sbar­care da «rego­lari» in Europa. E poi fa ancora con­fu­sione con i pro­fu­ghi che invece sono buoni per­ché scap­pano dalla guerra, come se non fos­sero «clan­de­stini» anche loro — mica sbar­cano con il per­messo. Cose ele­men­ta­ri­per chi sogna di governare.

Chi glielo dice a Beppe? Di Maio?

Solo con un corso acce­le­rato il capo (quasi) indi­scusso del Cin­que Stelle potrebbe non fare danni al suo movi­mento ogni qual­volta apre bocca sul tema che para­lizza la sini­stra e gal­va­nizza la nuova destra di Mat­teo Sal­vini. Così il suo movi­mento è desti­nato ad andare in pezzi. A meno che Grillo non pensi di fare a gara con il cam­pione leghi­sta del raz­zi­smo nostrano.

Deve essere pro­prio così. Grillo forse si è fatto impres­sio­nare dalla per­for­mance della nuova Lega a Milano, davanti a migliaia di per­sone che sal­tel­la­vano sul moti­vetto «chi non salta clan­de­stino è». Non si spie­gano altri­menti le poche righe — titolo «Qual­cosa è cam­biato» — con cui ha dato sfogo al suo comi­zio in stile Borghezio.

La linea dovrebbe essere que­sta: «clan­de­stini a casa» (il copy­right ha una ven­tina d’anni) e visite medi­che per tutti per­ché c’è il virus Ebola (il copy­right in que­sto caso ha circa 665 anni). Dice Beppe che l’Isis pro­durrà flussi migra­tori «incre­di­bili» e che negli ultimi mesi sono arri­vate 100 mila per­sone (dimen­tica che la stra­grande mag­gio­ranza dei pro­fu­ghi era diretta al nord Europa). Per non par­lare di Ebola, «sta pene­trando in Europa». Quindi, è arri­vato il momento di «affron­tare l’emigrazione come un pro­blema da risol­vere e non come un tabù». Ecco la ricetta: «Chi entra in Ita­lia con i bar­coni è un per­fetto sco­no­sciuto: deve essere iden­ti­fi­cato imme­dia­ta­mente, i pro­fu­ghi vanno accolti, gli altri, i cosid­detti clan­de­stini, rispe­diti da dove veni­vano». Chi gli notare che il «ragio­na­mento» (oltre che raz­zi­sta) non sta in piedi?

Se Grillo tira in ballo l’Isis, è del tutto evi­dente che si trat­te­rebbe di per­sone che scap­pano dalle guerre, dun­que pro­prio pro­fu­ghi, quelli che dice di voler acco­gliere. Dun­que? E poi, anche loro sareb­bero tec­ni­ca­mente «clan­de­stini». Che cosa ha in testa il capo? Ancora più sgra­de­vole, se pos­si­bile, l’affondo sulle pre­sunte malat­tie vei­co­late dagli stra­nieri. Dice: «Chi entra in Ita­lia ora deve essere sot­to­po­sto a una visita medica obbli­ga­to­ria all’ingresso per tute­lare la sua salute e quelle degli ita­liani che doves­sero venirne a contatto».

Ven­gono in mente le imma­gini di Lam­pe­dusa, con gli immi­grati (pro­fu­ghi o «clan­de­stini»?) denu­dati e disin­fet­tati come cani con uno spruzzo di acqua gelida. Ricor­derà anche Beppe Grillo, che sicu­ra­mente avrà in mente un altro tipo di profilassi.

Rimane un’ultima spe­ranza per i milioni di elet­tori non raz­zi­sti che ripo­m­gono fidu­cia nel M5S. Che la deriva xeno­foba di que­sto post sia solo il sin­tomo, brut­tis­simo, di una ten­sione fuori con­trollo. Nelle ultime ore ne hanno fatto le spese i quat­tro con­te­sta­tori del Circo Mas­simo che sono stati espulsi per via della loro per­for­mance con­te­sta­trice fuori pro­gramma. E fioc­che­ranno pole­mi­che vele­nose. E poche ore prima, il car­tel­lino rosso era stato sven­to­lato al sin­daco di Comac­chio Marco Fabbri.

Ma se così fosse, forse non è un caso se anche Beppe Grillo per ripren­dere fiato e con­sensi non rie­sce ad esco­gi­tare altro che un attacco scon­si­de­rato con­tro gli ultimi della terra. Come se non bastas­sero le parate fascio leghi­ste e le con­se­guenti poli­ti­che del governo Renzi-Alfano, che senza sol­le­vare un moto di indi­gna­zione can­cel­lano Mare Nostrum e insieme le vite di migliaia di per­sone. Anne­ghe­ranno. E dire che il numero uno dei penta stel­lati andava dicendo «non uno deve restare indietro».

Luca Fazio

Fonte: Il Manifesto

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